La celebrazione della Cresima (o Confermazione) è un momento di profonda importanza nella vita di un cristiano, poiché completa il cammino dell'iniziazione cristiana, che include Battesimo ed Eucaristia. Per la preparazione e l’animazione delle celebrazioni vicariali (sacramentali o Veglie con i ragazzi), l’ufficio per la liturgia è a disposizione per fornire materiali e suggerimenti, assicurando che ogni aspetto della celebrazione sia curato con la massima attenzione.
La Preparazione e l'Accoglienza
Processione d'Ingresso
La celebrazione si apre con il canto di ingresso, adatto al tempo pasquale che si sta celebrando, che accompagna la processione verso l’altare. Alla processione, dopo i ministranti con turibolo, croce e candele e il diacono o il lettore con l’Evangeliario, possono prendere parte anche gli eletti ai Sacramenti e i padrini, simboleggiando la comunità che accoglie i nuovi confermati.
Saluto del Parroco
Dopo il segno di croce e il saluto liturgico “La pace sia con voi” del Vescovo, il parroco rivolge al Vescovo, a nome della comunità parrocchiale, brevi parole di benvenuto, sottolineando il senso di comunione e accoglienza.
Aspersione con l'Acqua Benedetta e il Richiamo Battesimale
Battesimo, Confermazione ed Eucaristia sono strettamente legati. È fondamentale mantenere una chiara memoria battesimale e un chiaro collegamento tra i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana. Per questo motivo, si sostituisca sempre l’atto penitenziale con l’aspersione con l’acqua benedetta.
La Liturgia della Parola
Scelta delle Letture e Uso dei Libri Liturgici
Nelle domeniche e nelle solennità del tempo pasquale si usano la messa e le letture del giorno. Per quanto riguarda i libri liturgici per la proclamazione della scrittura, si ricorda che è obbligatorio l’uso dell’ultima edizione del lezionario. Si valorizzi anche l’uso dell’Evangeliario, segno della presenza di Cristo nella sua Parola.
Modalità della Proclamazione e Ruoli
La Liturgia della Parola deve essere celebrata in modo da favorire la meditazione; si deve quindi assolutamente evitare ogni forma di fretta che impedisca il raccoglimento. In essa sono opportuni anche brevi momenti di silenzio. Vi sia sempre un lettore per la I lettura e uno per la II lettura. I lettori siano adulti e preparati, dotati di esperienza e buona capacità di proclamazione.
Canti della Liturgia della Parola
Si abbia cura di eseguire sempre in canto il Salmo responsoriale e il Canto al Vangelo, permettendo la partecipazione attiva dell’assemblea e favorendo il raccoglimento nella Parola proclamata.

Il Rito della Confermazione
Presentazione dei Cresimandi
Subito dopo il Vangelo, tutta l’assemblea siede. Gli eletti ai sacramenti vengono presentati al Vescovo o al delegato dal parroco o da un altro sacerdote. Se i cresimandi non sono troppo numerosi, possono essere chiamati per nome; si alzano in piedi e rispondono “Eccomi”. Se sono molti, possono essere invitati ad alzarsi in piedi mentre viene presentato al Vescovo tutto il gruppo.
Rinuncia al Male e Professione di Fede
I cresimandi fanno davanti al Vescovo la rinuncia al male e la loro professione di fede. Dopo la professione di fede dei cresimandi si può eseguire una breve acclamazione con la quale tutta l’assemblea proclama la sua fede, rafforzando il legame comunitario.
Imposizione delle Mani
Dopo la professione di fede, i cresimandi ricevono l’imposizione delle mani da parte del Vescovo, gesto che invoca il dono dello Spirito Santo. Alla preghiera per l’imposizione delle mani si rispetti il momento di silenzio prescritto. Gesti che richiamano i sette doni dello Spirito o altri testi di ringraziamento e invocazione potranno trovare posto in altri contesti, come gli ultimi incontri di catechesi, le giornate di ritiro o la Veglia vicariale, per non appesantire il rito sacramentale principale.
La Crismazione: Rito e Formula
Alla Crismazione, i ragazzi si dispongono ordinatamente in fila insieme ai padrini e alle madrine. Il padrino e la madrina suggeriscano in modo chiaro al presidente il nome del cresimando e pongano la mano sulla spalla destra del cresimando. Durante la crismazione dei primi ragazzi, si avrà cura di far sentire chiaramente la formula della crismazione e del dono della pace, con le risposte. Si potrà poi eseguire un canto adatto di invocazione allo Spirito Santo, alternandosi tra il coro e l’assemblea. Si valuti anche, in anticipo, con il presidente della celebrazione, la possibilità di non eseguire un canto ma di far udire a tutti le risposte dei cresimandi, per sottolineare la loro partecipazione attiva e consapevole.
La Liturgia Eucaristica: Preparazione e Offerte
Prima di tutto si prepara l’altare, o mensa del Signore, che è il centro di tutta la Liturgia eucaristica, ponendovi sopra un ampio corporale, il purificatoio e il calice. Si possono collocare in questo momento anche i fiori, come segno di festa e devozione.
La Natura delle Offerte: Chiarezza e Autenticità
Poi si portano le offerte: alcuni cresimati presentano il pane, il vino, l’acqua e i doni per i poveri. Si possono anche fare offerte in denaro, o presentare altri doni per i poveri o per la Chiesa, portati dai fedeli o raccolti in chiesa. La disposizione sopra riportata è chiara: nessun dono simbolico. Questo vale per ogni celebrazione, non solo per quelle presiedute dal Vescovo. È necessario correggere senza esitazioni una prassi da troppo tempo errata, poiché quanto si porta all’altare deve essere realmente condivisibile con i poveri o provvedere a una necessità concreta della comunità. Non è, perciò, nemmeno il contesto rituale nel quale portare l’eventuale dono per i ragazzi o per il Vescovo, che vanno presentati in altri momenti per non confondere il significato liturgico delle offerte.
Il Significato Teologico dell'Offerta
Tutto parla di una unione dell’assemblea con l’offerta di Cristo. Colui che è offerto, immolato e glorificato è Cristo per mezzo dell’offerta della sua vita, e noi entriamo in questa dinamica. Gesù Cristo consegna sé stesso al Padre in obbedienza: questo è il significato del sacrificio e dell’offerta. È l’amore che c’è dietro a quelle piaghe che ci salva, non le piaghe in sé stesse. E questo è l’amore della Trinità, quell’amore che il Padre dall’eternità riversa nel Figlio e il Figlio restituisce, per mezzo dello Spirito Santo, al Padre.
L'Incensazione
Il Messale prescrive che il canto che accompagna la processione con la quale si portano i doni si protragga almeno fino a quando essi sono stati deposti sull’altare. Il sacerdote depone il pane e il vino sull’altare pronunciando le formule prescritte; egli può incensare i doni posti sull’altare, quindi la croce e lo stesso altare, per significare che l’offerta della Chiesa e la sua preghiera si innalzano come incenso al cospetto di Dio. Dopo l’incensazione dei doni e dell’altare, anche il sacerdote, in ragione del sacro ministero, e il popolo, per la sua dignità battesimale, possono ricevere l’incensazione dal diacono o da un altro ministro.
Pillole di Liturgia - La Messa 6. Riti di Offertorio (Prima parte)
L'Orazione Sulle Offerte: Cuore della Preparazione
Deposte le offerte sull’altare, il sacerdote invita i fedeli a unirsi a lui nella preghiera e pronuncia l’Orazione sulle offerte. Si conclude così la preparazione dei doni e ci si dispone alla Preghiera Eucaristica. Nella Messa si dice un’unica Orazione sulle offerte. Il popolo, unendosi alla preghiera, fa propria l’orazione con l’acclamazione “Amen”, esprimendo la propria adesione al sacrificio che sta per essere rinnovato.
Preghiera Eucaristica e Riti di Comunione
Prefazio e Preghiera Eucaristica
Il prefazio della messa rituale della Confermazione, riunendo insieme il ricordo dei tre sacramenti dell’iniziazione, è particolarmente adatto. Durante la preghiera eucaristica si inserisca la preghiera per i cresimati/comunicandi e il ricordo della Domenica.
Il "Padre Nostro" e il suo Significato
Si richiami, da parte del presidente, il valore battesimale del Padre nostro che è da pregare con le mani aperte e alte. Sarà opportuno, durante la catechesi preparatoria, richiamare il significato di questo gesto, presente già nelle catechesi mistagogiche dei Padri. Si eviti di banalizzare la portata di questa preghiera favorendo il gesto di prendersi per mano. Si educhi invece ad assumere l’atteggiamento dell’orante, con le braccia aperte, segno di totale affidamento a Dio.
La Comunione sotto le Due Specie
La comunione sia fatta sotto le due specie, vincendo le possibili obiezioni con opportune e semplici scelte pratiche (educazione al gesto, scelta del vino utilizzato, pane eucaristico di maggiore consistenza). Si dovrà sottolineare il momento dell’invito alla comunione “Beati gli invitati”, rivolgendo una breve monizione ai ragazzi prima dell’invito per richiamare la loro attenzione al gesto sacramentale che stanno per compiere. I Comunicandi riceveranno il Corpo e il Sangue di Cristo, per intinzione e per primi, se possibile all’altare.

Riti di Conclusione e Seguiti Pastorali
Orazione dopo la Comunione
Terminata la distribuzione della Comunione, si prega per un po’ di tempo in silenzio. Per completare la preghiera del popolo di Dio, il Vescovo recita l’Orazione dopo la Comunione, nella quale invoca i frutti del mistero celebrato.
Comunicazioni e Ringraziamenti
Solo a questo punto (e non prima, interrompendo la conclusione dei riti di comunione) si potranno dare brevi avvisi o presentare eventuali doni ai cresimati o rivolgere parole di ringraziamento alle catechiste, mantenendo così la sacralità dei momenti liturgici precedenti.
Supporto Pastorale e Mistagogia
È anche possibile pensare ad un incontro previo con i ragazzi, i genitori e i padrini; ci si accordi direttamente con il ministro delegato. Per quanto riguarda la delega ad altri ministri oltre a quelli indicati dal Vescovo, si faccia riferimento all’Ordinariato. L’Ufficio per la liturgia è disponibile per guidare i ragazzi ad una visita alla Cattedrale come memoria dei Sacramenti ricevuti. L’esperienza potrà essere vissuta all’interno dell’anno della mistagogia, approfondendo il significato dei misteri celebrati.