Il Santuario della Madonna della Libera a Rodi Garganico: Storia, Culto e Architettura

Il titolo “Madonna della Libera” ha origini antiche, risalendo al VI secolo. La sua genesi è legata a un evento miracoloso avvenuto nel 663, quando la città di Benevento fu assediata dall’imperatore Bizantino Costante II.

Le Origini del Culto e il Miracolo di Benevento

In quel frangente, il Vescovo Barbato, dopo aver elevato preghiere e suppliche, ebbe una visione: la Madre di Dio apparve sulle mura della città con le palme delle mani levate e la croce impressa su di esse, respingendo così l’attacco degli invasori. Questa caratteristica, la croce impressa sul palmo, divenne il segno distintivo della Madonna della Libera, ricorrente in ogni sua raffigurazione.

Il culto della Madonna della Libera fu particolarmente caro ai Longobardi, che grazie a questo evento prodigioso, videro liberata la loro capitale, Benevento. Nella Chiesa diocesana sono presenti diverse chiese, cappelle, altari, immagini, strade e contrade dedicate e intitolate alla Madonna della Libera, tra cui quelle a Monte Sant’Angelo, Macchia di Monte Sant’Angelo, Mattinata e Vieste.

Raffigurazione della Madonna della Libera con la croce impressa sul palmo

L'Arrivo dell'Icona a Rodi Garganico

Nella città di Rodi Garganico sorge un santuario a lei dedicato, molto caro alla gente garganica. In esso è custodita una preziosa icona quattrocentesca di scuola bizantino-veneziana raffigurante la Vergine in trono col Figlio di Dio fra le braccia. La Madonna ha una mano alzata con una croce dorata impressa sul palmo e un’altra sotto la gola, mentre Gesù bambino trattiene con un filo purpureo una colomba intenta a beccare il suo dito indice.

La tradizione popolare fa risalire l’inizio del culto della Madre di Dio della Libera nella cittadina garganica al 2 luglio 1453. L’icona, sottratta dai Veneziani insieme ad altre immagini sacre alla furia devastatrice degli Ottomani capeggiati da Maometto II, che avevano conquistato Costantinopoli il 29 maggio 1453, fu imbarcata per essere portata a Venezia.

I bastimenti, lungo il loro percorso, passarono per la città di Rodi. Uno di questi, nella cui stiva vi era il sacro tavolo, nelle acque antistanti l’attuale spiaggia di ponente, misteriosamente arrestò la sua navigazione e l’icona “per mano dei cherubini” raggiunse la cittadina, scegliendola come sua patria.

Una lapide posta accanto al presbiterio del santuario sintetizza il racconto dell’evento con queste parole:

“Salve Regina degli angeli La tua sacra immagine dalla pietà dei credenti sottratta alle musulmane profanazioni dalle rive del Bosforo oppresso dal brando di Maometto II alle veneziane sponde era addotta da greco naviglio cui tu in questo golfo di un tratto immoto rendesti sicché due volte rapita sull’ali dei cherubini qui nel memorando II luglio MCCCCLIII su rozzo macigno posar ti piacque in segno non dubbio di predilezione per questo popolo che nel luogo del prodigio questo tempio ergendo da 5 secoli si prostra al tuo simulacro e col nome ti invoca di MARIA DELLA LIBERA quasi palladio di libertà dal giogo di Satana”.

Icona della Madonna della Libera custodita nel santuario di Rodi Garganico

La Costruzione del Santuario

Dopo l’evento prodigioso dell’approdo, l’immagine della Madonna fu dapprima conservata in una cappellina campestre, nei pressi del sasso. Il cardinale Vincenzo Maria Orsini, negli atti della sua visita pastorale, annota che in detta cappella vi erano due altari: uno dedicato alla Madonna della Libera, mantenuto con le vistose rendite della chiesetta stessa, e l’altro dedicato a Santa Lucia, mantenuto a spese della famiglia Caputo.

Successivamente, nei primi decenni del XVIII secolo, crescendo il culto e i celesti favori elargiti per intercessione della Madre di Dio, si iniziò a costruire l’attuale tempio. Quest'opera fu realizzata grazie al contributo dei rodiani, che offrirono denaro, gemme preziose e le maestranze locali. L’opera fu completata dopo il 1820 e consacrata solennemente dall’Arcivescovo di Manfredonia Mons. Eustachio Dentice il 1 ottobre 1820.

Veduta esterna del Santuario della Madonna della Libera

Architettura e Interni del Santuario

La chiesa si presenta suddivisa in tre navate, di cui la principale termina con l’abside. Il presbiterio è sormontato da una cupola che si regge su quattro pilastri decorati con le immagini dei quattro evangelisti di stucco, lavorati ad altorilievo. Esternamente, la cupola è ricoperta da piastrelle in maiolica verdi e gialle, che richiamano i copiosi agrumeti presenti nella cittadina.

L'Altare Maggiore e l'Icona Sacra

Sotto la cupola, vi è l’altare in marmo intarsiato dedicato alla Madonna, costruito nel marzo 1873 ad opera di Girolamo Tiani di Lucera. Su di esso, nel 1910 fu montato un tempietto che custodisce la santa icona della Madonna della Libera, realizzato nel 1910 dallo scultore cav. Antonio Belo da Taranto, per volere di Maria Rosa Del Giudice. L’altare della Madonna, in data 27 maggio 1879, fu dichiarato “Privilegiato” con la bolla di Papa Leone XIII. Alle spalle dell’altare della Madonna è visibile il sasso su cui si posò il sacro tavolo che fa da base al trono della Vergine.

Le Navate Laterali

  • Navata destra: La prima cappella è dedicata a Santa Lucia e San Pio da Pietrelcina, seguita dall’altare dei SS. Medici, l’altare di San Giuseppe con una tela del suo beato transito, e la cappella di San Pasquale Baylon. La navata termina con la cappella del SS. Sacramento.
  • Navata sinistra: La prima cappella è detta degli ex voto, dove sono conservate diverse tavole votive che ricordano prodigi e miracoli ricevuti per intercessione della Vergine. Lungo la navata, il primo altare è dedicato a San Giovanni Battista e Santa Chiara d’Assisi, il secondo a San Raffaele Arcangelo con una tela settecentesca e un crocifisso del 1400 appartenente al corredo statuario della chiesa del Santissimo Crocifisso situata nel centro storico. Il terzo altare è dedicato a Sant’Antonio da Padova.

Le finestre della navata centrale portano come motivo decorativo gli agrumi ed elementi richiamanti l’attività marinaresca, a ricordare la particolare protezione della Vergine per gli agrumeti e per i marinai, prendendo così anche il titolo di “Stella Maris”.

Interno del Santuario con dettagli dell'altare e della cupola

La Festa della Madonna della Libera

Ogni anno, il 2 luglio, la Madonna della Libera viene solennemente festeggiata, raccogliendo intorno alla sua immagine non solo i cittadini di Rodi Garganico, ma anche quelli degli altri centri del Gargano Nord, di Mattinata e di Monte Sant’Angelo, dove la Vergine è particolarmente venerata.

Rodi Garganico Festa Patronale 2022 - Maria SS.ma della Libera - Madonna della Libera

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