Il Santuario della Madonna dell'Oriente a Tagliacozzo: Storia e Tradizione

Il culto e la chiesa della Madonna dell'Oriente a Tagliacozzo affondano le loro radici in tempi antichi, risalendo, secondo i documenti, al XIII secolo. Da quel periodo ad oggi, la chiesa ha subìto numerosi restauri che ne hanno modificato l'aspetto più volte nel corso dei secoli.

Origini dell'Icona e del Santuario

La Tradizione Iconoclasta e la Salvezza dell'Immagine

La tradizione fa risalire l'origine del santuario al periodo della persecuzione iconoclastica, perpetrata da Leone III, imperatore bizantino tra il 717 e il 741. Durante la sua politica iconoclasta, l'imperatore distrusse molteplici opere di carattere religioso in Asia, Medio Oriente e Asia Minore. Secondo la leggenda, l'icona della Madonna dell'Oriente si sarebbe salvata grazie all'intervento di due soldati di ventura, originari di Tagliacozzo.

I due soldati, trovandosi a Bisanzio (l'attuale Istanbul), udirono una voce "molto delicata e piacevole" provenire da un'icona della Madonna, la quale chiedeva loro di portarla via e salvarla dallo scempio. Quella stessa notte, i due trafugarono l'immagine sacra e la portarono con loro verso l'Italia. Giunti nella Marsica, sul colle vicino a Tagliacozzo dove ora sorge il santuario, l'icona trovò la sua dimora. È logico pensare che un quadro di tale importanza, giunto nella Marsica, non potesse passare inosservato.

illustrazione di due soldati che trasportano un'icona religiosa in fuga da Bisanzio

L'Arrivo nella Marsica e i Fenomeni Miracolosi

I due militi, dopo una lunga traversata, giunsero a Ravenna, all'epoca un'importante città dell'Impero di Bisanzio, e da lì proseguirono per la Marsica. Raggiunsero un colle boscoso a 3 km da Tagliacozzo, che a quel tempo era un semplice villaggio e non ancora una città fortificata. Durante la notte, l'immagine della Madonna iniziò a brillare, emanando una forte luce, un fenomeno che si ripeté per tre notti consecutive.

L'indomani, i soldati raccontarono ciò che avevano visto agli abitanti del paese, che chiesero loro di portare l'icona in Tagliacozzo. Così, la Madonna fece il suo ingresso trionfale nel villaggio. Tuttavia, l'immagine sparì da Tagliacozzo e si fece ritrovare nel luogo precedente sul colle boscoso. Inizialmente, l'effigie fu collocata in una modesta e rozza casupola, utilizzata come ricovero per pastori e viandanti. Poco tempo dopo, fu eretta una chiesa a tre navate, dotata di alcune camerette per l'abitazione del sacerdote e come eventuale ricovero per i forestieri.

Il Santuario nel Contesto Storico-Politico

La Gestione Benedettina e il Feudo Monastico

Sempre secondo la tradizione, il governo del paese costituì col tempo anche un ospizio per i sacerdoti custodi della chiesa. Siamo intorno al 740 circa, ed è probabile che la chiesa e il convento, che stava prendendo forma, siano stati gestiti per lungo tempo dai Benedettini. Questa ipotesi è rafforzata dal fatto che l'ordine benedettino a Tagliacozzo gestì a lungo, fin dalla sua fondazione, il monastero dei Santi Cosma e Damiano, il più antico del paese. È quindi più che verosimile che potessero gestire anche la chiesa, e poi santuario, della Madonna dell'Oriente. La gestione di una realtà così complessa non poteva essere affidata a un singolo individuo.

All'epoca, e fino all'840, la Marsica fu un feudo monastico sotto la guida dell'ordine benedettino, che gestiva anche la giustizia e l'economia del territorio.

Periodi di Crisi e Riorganizzazione

Tra l'850 e il 937, la Marsica fu colpita da continui saccheggi e disperazione. In questa situazione, gli ordini religiosi potevano fare poco per proteggere la popolazione, portando a una crisi di sistema. I primi conti dei Marsi non riuscirono a fermare l'ondata straniera. La fine di questo fenomeno si ebbe solo con l'arrivo di Berardo il Francioso nella Marsica.

Ai primi del X secolo, il fenomeno dei saccheggi saraceni in Italia era già in fase calante. Berardo riorganizzò la zona, formando un forte esercito locale e costituendo i "paesi rocca" disseminati sul territorio. Questa riorganizzazione culminò nella grande vittoria a Forca Caruso nel 937, dove i Marsi sbaragliarono gli invasori ungari. Con questa vittoria e l'organizzazione territoriale di Berardo e dei suoi discendenti, la Marsica divenne abbastanza forte da raggiungere una piena indipendenza dal ducato di Spoleto.

mappa storica della Marsica con indicazione di Forca Caruso

In un quadro politico più stabile e sicuro, i conti Berardi amministrarono il territorio anche attraverso il controllo delle cariche religiose, a partire dalla Diocesi dei Marsi, che spesso vedeva un loro congiunto come vescovo. La Contea dei Marsi, stato confinante con lo Stato Pontificio, manteneva stretti rapporti con esso, anche tramite l'ordine benedettino, che, grazie a una maggiore sicurezza militare, poté meglio svolgere il suo compito religioso. Allo stesso tempo, i Berardi sfruttarono i Benedettini per controllare più da vicino il territorio.

Il Santuario dall'XI al XIII Secolo

Non avendo riscontri specifici sul santuario per l'XI secolo, si può congetturare che non abbia avuto particolari problemi. Le cose cambiarono nel XII secolo, quando la Marsica fu conquistata dai Normanni nel 1143 e divisa in tre contee. Nel XIII secolo, la Contea di Tagliacozzo si consolidò sotto la gestione della famiglia De Ponte, che controllava gran parte dei paesi della Marsica occidentale e aveva in Tagliacozzo il suo centro politico.

Politicamente, il XIII secolo si aprì con il sud Italia sotto il controllo degli Svevi, che avevano sostituito i Normanni. Intorno al 1265, su invito del papa, Carlo d'Angiò giunse in Sicilia, sconfiggendo Manfredi nel 1266 a Benevento e poi Corradino di Svevia nel 1268 nei Piani Palentini, vicino a Tagliacozzo. Con queste battaglie si concluse il breve regno svevo e iniziò il regno angioino. A livello locale, la Contea di Tagliacozzo rimase saldamente nelle mani dei De Ponte, favorevoli a Carlo, mentre i Berardi, sostenitori di Corradino, mantennero solo il controllo di Celano.

illustrazione della battaglia dei Piani Palentini

In questo quadro di continui colpi di scena, la Contea di Tagliacozzo risultò abbastanza tranquilla. Le poche notizie disponibili sul Santuario della Madonna dell'Oriente suggeriscono che in questo periodo, forse nel XIII secolo, vi fu la costruzione di una nuova chiesa. La scarsità di fonti non permette di conoscere con certezza come si svolsero gli eventi. Se si considera la tradizione, il culto dell'icona a Tagliacozzo nel 1268 aveva già circa 500 anni, risalendo alla metà dell'VIII secolo. Se c'era il culto, c'era anche una chiesa dove pregare, il che fa pensare a un possibile rifacimento della struttura esistente dopo secoli di vita.

Dagli Orsini ai Colonna: Trasformazioni e Conflitti (XIV-XVI Secolo)

A partire dal 1294, la Contea di Tagliacozzo passò dal controllo dei De Ponte agli Orsini, un'importante famiglia romana in forte ascesa politica, già imparentata con i De Ponte. Gli Orsini procedettero, già dalla metà del XIII secolo, a restaurare Tagliacozzo, in vista di una maggiore importanza del borgo come capoluogo di contea. Tra il XIII e il XIV secolo, Tagliacozzo fu interessata da una forte ristrutturazione urbanistica.

Nel 1349, un gravissimo terremoto sconvolse il Centro Italia, compresa la Contea di Tagliacozzo, che riportò numerosi danni. Pur in mancanza di notizie dirette, si ritiene che anche il Santuario della Madonna dell'Oriente sia stato gravemente danneggiato dal sisma, pari a 6,5 Mw, imponendone una sua ricostruzione.

Il XV Secolo e l'Arrivo dei Colonna

Nel XV secolo, la Marsica vide l'arrivo della famiglia Colonna, un'altra importantissima famiglia nobile romana, che contese agli Orsini il dominio sulla zona. Inizialmente, i Colonna si insediarono nella Contea d'Albe, assegnata loro da Papa Martino V. Gli Orsini riuscirono a mantenere a più riprese, per tutto il secolo, il controllo della Contea di Tagliacozzo e, dal 1441, aggiunsero il controllo della Contea d'Albe, bloccando l'avanzata dei Colonna nella Marsica. Questi, pur non riuscendo inizialmente a ottenere il territorio, furono continuamente in guerra con gli Orsini per soppiantarli.

Nel XV secolo, il Santuario della Madonna dell'Oriente vide crescere il numero dei devoti che vi giungevano per chiedere una grazia alla Madonna. Dalle fonti, si parla della costruzione della chiesa avvenuta nel XIV secolo e anche di alcuni vani nella struttura destinati a chi gestiva la chiesa e ai viandanti.

Il XVI Secolo: Sviluppo Economico e Conflitti

Del XVI secolo non si hanno notizie particolari sulla vita del convento, se non che continuò a essere meta di un numero sempre importante di devoti. I Colonna, nel corso del XVI secolo, riuscirono a rilanciare il territorio sul piano economico attraverso lo sviluppo dell'industria armentizia e il potenziamento delle vie della transumanza. Questo secolo fu però anche segnato dalle guerre che interessarono la Marsica, conseguenti al sacco di Roma e al ritorno degli Orsini nella zona nel 1528.

Il XVII Secolo: Crisi, Peste e Ricostruzione

All'inizio del XVII secolo, il Santuario della Madonna dell'Oriente vide crescere in modo significativo il numero di fedeli. Questa situazione fu anche conseguenza della grave crisi economica che affliggeva la Marsica: carestie, inondazioni del lago Fucino e la forte tassazione spagnola impedivano la crescita economica, riducendo molte famiglie alla fame.

La grave situazione sociale, non solo nella Marsica ma in tutto il meridione, spinse la popolazione a ribellarsi agli Spagnoli, con la rivolta che, partita da Napoli nel 1647, dilagò rapidamente. Anche se gli Spagnoli riuscirono a riportare l'ordine, la disperazione culminò con la Peste del 1656, che fece circa 4000 morti nella Marsica in un anno, un'ecatombe che decimò interi paesi. In questo periodo, chiese, conventi e monasteri, incluso il Santuario della Madonna dell'Oriente, furono presi d'assalto dai fedeli per chiedere grazie alla Madonna.

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A causa dell'aumento dei fedeli, si rese necessaria una struttura religiosa più grande. Per questo, si avviò la discussione per un restauro o una demolizione e ricostruzione del fabbricato. Con il restauro seicentesco della chiesa, si inizia ad avere fonti storiche più sicure. Il vecchio stabile del Santuario della Madonna dell'Oriente fu demolito intorno al 1688 e ricostruito poco tempo dopo, con i lavori di ricostruzione che presero avvio tra il 1688 e il 1695 circa.

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