Le Controversie di Don Paolo Pasolini, Parroco di Cesena

Don Paolo Pasolini, parroco di San Rocco, San Paolo e Santa Maria della Speranza a Cesena, non è nuovo a prese di posizione controverse. La sua ultima esternazione dall'altare, avvenuta il 24 marzo 2021, ha colpito l'arma più efficace per combattere la pandemia a livello mondiale, il vaccino, prendendo per vere alcune teorie complottiste che circolano in rete. Questo sermone “no-vax” ha destato sconcerto e ampie reazioni.

Foto di un sacerdote che tiene un'omelia in una chiesa

L'Omelia sui Vaccini e le Teorie Complottiste

Durante l'omelia domenicale presso la parrocchia di San Rocco, don Paolo Pasolini ha enunciato tesi allarmanti, sostenendo che gli ingredienti non solo del vaccino anti-Covid, ma anche di altri vaccini, "sono tirati fuori da parti organiche di feti vivi abortiti". Ha aggiunto dettagli crudi, affermando che è necessario che il feto sia vivo per rimuovere "gli organi, fegato, cuore e polmoni che devono essere vivi, perché non si può utilizzare un corpo morto per fare delle cose vive".

La tesi principale riportata dalla stampa locale è che "aziende statali o private farebbero ingravidare donne per farle abortire al quarto-quinto mese al fine di asportare loro il feto vivo e usarne gli organi per la sperimentazione dei vaccini anti-Covid". Il sacerdote ha raccontato queste affermazioni ai suoi fedeli con convinzione, come fossero verità.

È stato subito sottolineato da più parti che si tratta di tesi complottiste che circolano da anni sul web e che sono già state ampiamente smentite dai siti di debunking. Don Paolo Pasolini, come lui stesso ha ammesso, è stato vittima di queste fake news, che a sua volta ha rilanciato proprio nella predica della messa domenicale.

Le Reazioni Ufficiali

La Posizione della Diocesi e del Vescovo

La tirata d’orecchie del vescovo Douglas Regattieri non si è fatta attendere. La Diocesi di Cesena-Sarsina ha preso le distanze dalle parole del sacerdote, precisando in una nota che "si tratta di opinioni personali dette nel contesto di un commento più articolato sulla morte e sulle paure del morire". La Diocesi ha ribadito che "sui vaccini la posizione è quella espressa dal magistero e dall’esempio di papa Francesco, dalle Congregazioni vaticane e dalla Cei".

Inoltre, la Congregazione per la Dottrina della Fede (l'ex Sant’Uffizio, il massimo organismo competente della Chiesa cattolica) si era già pronunciata lo scorso dicembre, ritenendo "moralmente accettabili i vaccini anche se utilizzano cellule di feti abortiti nel processo di ricerca". Il vescovo Regattieri ha commentato il fatto citando proprio questa nota, secondo la quale "è moralmente accettabile utilizzare vaccini anti Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione". Papa Francesco, già vaccinato, non la pensa di certo come il parroco cesenate.

Le Condanne Politiche e Istituzionali

Il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, non ha usato mezzi termini, stigmatizzando le parole di don Pasolini e ritenendole "prive di qualsiasi fondamento scientifico e pericolose". Ha aggiunto: "Spero che queste falsità palesi non abbiano effetto su chi le ha ascoltate".

Da Bologna, l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, ha usato parole di fuoco, definendo le affermazioni del sacerdote "un delirio imperdonabile" e dichiarando: "Valuterei se penalmente rilevante".

Il Dissenso della Comunità e della Società Civile

Anche tra i parrocchiani non sono mancate prese di distanza. Daniele Gualdi, cattolico praticante, ex scout Agesci e già assessore comunale alla cultura e alla scuola, ha espresso il suo dissenso. Pur frequentando spesso la messa domenicale, Gualdi ha dichiarato di essere rimasto "colpito dalla nettezza di queste opinioni", aggiungendo che "sarei stato più cauto". Ha sottolineato che "per il credente, infatti, il parroco è una guida, ma in questo caso è necessario discernere".

Gualdi ha evidenziato un rischio pericoloso in questa vicenda: "È quasi un invito a non vaccinarsi, che è l’esatto opposto di quello che dice la Chiesa, in un momento in cui è fondamentale che tutti si immunizzino". Ha aggiunto che il vaccino "deve essere portato nei luoghi più lontani del mondo, perché o ne usciamo tutti insieme o non ne usciremo mai. Questo è il messaggio di vita che dobbiamo dare e non rincorrere teorie rivelatesi fake news".

Il Partito Democratico ha replicato, definendo le affermazioni "oscurantiste che minano il processo di rinascita per l’intera collettività", oltre che "false, crudeli e gravissime". Ha spiegato che sono "false perché la ricerca vaccinale da decenni utilizza linee cellulari ricavate da due feti abortiti tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80", " crudele perché gioca sulle paure e il senso di colpa manipolando la realtà" e "gravissime perché mette in pericolo la salute, fino alla vita, delle persone più deboli".

Parole molto dure sono giunte anche dall’associazione Ipazia Liberedonne, che si è detta "indignata e senza parole per le dichiarazioni, inqualificabili, di don Pasolini". L'associazione ha interpretato le affermazioni come "ancora una volta un chiaro attacco alla legge dello Stato 194/78, che stabilisce il diritto di una donna di interrompere una gravidanza".

Infografica che smentisce le teorie complottiste sui vaccini

Le Precedenti Controversie di Don Pasolini

Il sacerdote protagonista del sermone no-vax non è nuovo alle pagine di cronaca locale. Qualche anno fa, don Paolo Pasolini attirò su di sé severe critiche per la decisione di mettere al bando le bambine chierichette. Le motivazioni di tale scelta furono rese pubbliche: "Alle bambine che mi chiedono perché non possono farlo, rispondo che mi sento più a mio agio con le donne lontane dall’altare e perché così i vostri amici maschi stanno più attenti alla messa", aveva scritto sul web.

La Persistenza del Sacerdote

Interpellato al telefono dopo la controversia sui vaccini, don Paolo Pasolini ha rilanciato le dichiarazioni fatte durante l’omelia, affermando: "C’è scritto ovunque, basta leggere". Tuttavia, è difficile trovare fonti scientifiche che avallino le tesi propinate ai fedeli, e più in generale, fonti che non siano pagine di disinformazione sui vaccini. Il sacerdote ha dichiarato: "No, non leggo internet. Queste tesi le appoggiano i medici e gli esperti".

In una piccola comunità, un parroco è spesso considerato un punto di riferimento, cui cittadini e fedeli si rivolgono anche al di fuori delle funzioni religiose. Ci si chiede se, oltre all’omelia, don Pasolini non ribadisca le sue posizioni anche al di fuori del pulpito. Alla domanda, ha risposto: "Non parlo dei fedeli, forse però fareste bene a interpellare la curia…".

Sui social, c’è chi gli ha fatto i complimenti per “il coraggio”, ma in tanti lo stanno attaccando per le sue affermazioni.

Comunicare i Vaccini fra scienza e fake news

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