Il viaggio apostolico di Papa Francesco in Iraq: un pellegrinaggio di speranza e fraternità

Si è concluso con il ritorno a Roma lo storico viaggio apostolico di Papa Francesco in Iraq, una visita che ha rappresentato un gesto d'amore verso una terra martoriata dalla guerra, dalle divisioni e dalla pandemia. Il Pontefice ha attraversato i luoghi simbolo della storia e della sofferenza irachena, portando un messaggio di pace, riconciliazione e speranza.

Mappa del viaggio di Papa Francesco in Iraq con le tappe principali: Baghdad, Najaf, Ur, Mosul, Qaraqosh ed Erbil

Le tappe di un percorso storico

Il viaggio ha toccato i centri nevralgici della vita civile e religiosa del Paese. Dopo l'arrivo a Baghdad e gli incontri istituzionali con il presidente Nechirvan Barzani e il primo ministro Masrour Barzani, il Papa ha raggiunto il nord del Paese. A Mosul, tra le macerie di Hosh al-Bieaa, la piazza dove Daesh proclamò il califfato, il Pontefice ha elevato una preghiera di suffragio per tutte le vittime della guerra.

A Qaraqosh, nella Piana di Ninive, Papa Francesco ha visitato la comunità locale nella chiesa dell’Immacolata Concezione, accolto dal Patriarca Ignace Youssif Younan. È qui che il Papa ha lanciato un forte appello: «In una terra che dovrebbe risplendere per la varietà e le differenze, si vedono troppi segni del potere distruttivo della violenza, dell’odio e della guerra. Ma la morte non ha mai l’ultima parola».

Foto di Papa Francesco davanti alla chiesa dell'Immacolata Concezione a Qaraqosh

L'omelia di Erbil: la forza umile dell'amore

Ad Erbil, nello stadio Franso Hariri, il Papa ha celebrato la Santa Messa davanti a migliaia di fedeli. Nella sua omelia, ha commentato la cacciata dei mercanti dal Tempio, sottolineando la necessità di purificare il cuore dalle falsità e dall'ipocrisia.

  • Sapienza della Croce: Gesù ha rivelato la potenza di Dio attraverso la misericordia e il perdono, non con la forza.
  • Le Beatitudini: Sono la via per incarnare la sapienza di Gesù, testimoniata nel quotidiano attraverso la mitezza e il cuore puro.
  • Rifiuto della vendetta: Il cristiano è chiamato a resistere alla tentazione della ritorsione, che alimenta solo spirali di violenza.

«Non smettete di sognare! Non arrendetevi, non perdete la speranza!», ha esortato il Pontefice, ricordando che Dio può far risorgere le comunità dalle macerie causate dall'ingiustizia e dall'odio.

Il ruolo della testimonianza e del perdono

Un momento toccante è stato l'incontro con la testimonianza di Doha Sabah Abdallah, sopravvissuta agli attacchi terroristici. Il Papa ha ribadito che il perdono è una parola-chiave per chi ha sofferto gli orrori della guerra. La guarigione delle ferite, sia visibili che invisibili, passa attraverso la capacità di non rispondere al male con la forza, ma con la testimonianza paziente dell'amore.

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Un messaggio per il futuro: la fraternità

Il viaggio di Francesco si è distinto per il dialogo interreligioso, in particolare lo storico incontro con il grande ayatollah Ali Al-Sistani a Najaf, e la preghiera comune a Ur dei Caldei, terra di Abramo. L'impronta lasciata dal Papa in questa terra antica ha un nome preciso: speranza.

Valore Applicazione pratica
Fraternità Riconoscere l'altro come fratello, superando divisioni etniche e religiose.
Speranza Ricostruire edifici e legami sociali nonostante le ferite del passato.
Testimonianza Vivere quotidianamente le Beatitudini per cambiare il mondo.

Il Pontefice ha dedicato parole di gratitudine alle donne irachene, «donne coraggiose che continuano a donare vita nonostante i soprusi e le ferite», chiedendo che siano sempre rispettate e tutelate. La conclusione del viaggio lascia al popolo iracheno la consapevolezza di non essere soli e l'invito a camminare insieme verso un futuro di pace.

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