L'Omelia Funebre per Mario Cerciello Rega: Un Grido di Giustizia e Valori

Nella chiesa di Santa Croce di Somma Vesuviana, nel Napoletano, si è tenuto l'ultimo saluto a Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei Carabinieri ucciso a Roma il 26 luglio scorso. Un clima solenne e struggente ha caratterizzato i funerali di Stato, officiati dall'arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l'Italia.

Foto della chiesa di Santa Croce a Somma Vesuviana durante i funerali

L'Addio Commosso: Dettagli della Cerimonia

Il feretro di Mario Cerciello Rega è stato portato a spalla da sei carabinieri, scortati da quattro colleghi in alta uniforme. Sulla bara è stata sistemata la bandiera tricolore, e nella piazza, gremita di persone, è scoppiato un lungo applauso. Questa è la stessa chiesa dove, circa un mese e mezzo prima, il carabiniere si era sposato con la moglie Rosa Maria Esilio.

Il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha proclamato il lutto cittadino, e negozianti e cittadini hanno esposto il Tricolore alle finestre. A Somma Vesuviana, il picchetto d'onore delle associazioni militari ha accolto il feretro, e la piazza antistante la chiesa di Santa Maria del Pozzo era piena di palloncini bianchi, con una folla composta e silenziosa. In chiesa erano allineate le corone di fiori del Presidente della Repubblica, dei Presidenti del Senato e della Camera, del ministro della Difesa, del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri e della Compagnia Roma Centro, alla quale apparteneva il militare, oltre a quella del sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Immagine del corteo funebre con il feretro avvolto nel tricolore

La Presenza delle Istituzioni

Ai funerali hanno presenziato numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il ministro dell'ambiente Sergio Costa, il presidente della Camera Roberto Fico e la sindaca di Roma Virginia Raggi. Erano presenti anche il comandante generale dell'Arma Giovanni Nistri e il comandante interregionale Vittorio Tomasone. Il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa e l'ex ministro della Difesa Pinotti, oltre all'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, oggi europarlamentare del Pd, hanno reso omaggio a Cerciello Rega. All'arrivo di Salvini, è stato accolto dagli applausi e alcune signore lo hanno intercettato dicendogli: «Proteggete i nostri ragazzi». Nella chiesa era presente anche la corona di fiori inviata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre all'esterno erano esposte quelle delle altre autorità, compresa quella del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ieri aveva trascorso più di un'ora con i familiari nella camera ardente ma non era presente alla cerimonia.

Foto delle autorità presenti ai funerali

L'Omelia dell'Ordinario Militare: "Imparare il Senso del Bene Comune"

L'omelia della celebrazione delle esequie è stata pronunciata dall'arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l'Italia. "Quanto è accaduto è ingiusto! E l'essere qui, professare la nostra fede in Cristo Risorto, non ci esime, anzi ci obbliga, alla denuncia di ciò che è ingiusto", ha affermato Marcianò. Ha aggiunto: "Ci spinge, oggi, a levare un grido che si unisce alle tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell’uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo che venga fatta giustizia e che eventi come questo non accadano più".

INTEGRALE - L'omelia dell'Arcivescovo alla Veglia per le Vocazioni

Il Ricordo Personale e il Grido Contro l'Ingiustizia

"Era la festa di sant'Antonio e Mario - sappiamo - aveva scelto quella data per sentire ancora più vicino suo padre Antonio dal Cielo", ha ricordato l'arcivescovo. "Oggi Mario ci chiama nuovamente, questa volta lui dal Cielo, e noi, che ancora facciamo fatica a crederci, siamo riuniti da un dolore improvviso, straziante, che sentiamo ingiusto". Un'ulteriore esclamazione ha risuonato nelle parole dell'ordinario: "Basta! Basta piangere servitori dello Stato, giovani figli di una Nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita".

"La morte di Mario risveglia in noi, in qualche modo, la nostalgia del sapore buono di valori come la legalità, la solidarietà, il coraggio, la pace…, troppo spesso sostituito dai sapori estremi del benessere, della violenza, delle dipendenze, che alterano il gusto della vita e non rendono capaci di custodirla", ha proseguito Marcianò. "Mario ha creduto che non c'è giustizia senza rispetto della vita; ha saputo gustare la sua vita con pienezza e gioia, vivere e morire per custodire la vita altrui".

Immagine dell'arcivescovo Santo Marcianò durante l'omelia

L'Appello alle Istituzioni e alla Società

Marcianò ha rivolto un monito ai responsabili della cosa pubblica: "Fate anche voi, responsabili della cosa pubblica, della vita degli altri il senso della vostra vita, consapevoli che quanto operate o non operate è rivolto a uomini concreti: a cittadini e stranieri, a uomini e donne delle Forze Armate e Forze dell'Ordine, ai quali non possiamo non rinnovare il grazie e l'incoraggiamento della Chiesa e della gente". Ha aggiunto: "E se voi e tutti noi sapremo meglio imparare, da uomini come Mario, il senso dello Stato e del bene comune, l'Italia risorgerà".

Il monsignore ha sottolineato l'empatia e lo spirito di servizio di Mario Cerciello Rega, che incarnava "a perfezione la missione del carabiniere", con "competenza e destrezza ma anche con una dedizione e una cura della persona superiori a ogni regolamento scritto". Ha ricordato la capacità di Mario "di vegliare una notte intera in ospedale, accanto a una madre vedova e alla figlia, o di provvedere ai pasti e alla dignità dei criminali arrestati". Ha poi aggiunto: "Sì, ha servito persino la vita dei criminali, anche di colui che lo ha accoltellato e che, certamente, egli avrebbe voluto difendere dal dramma terribile della droga che disumanizza e rende vittime dei mercanti di morte, soprattutto i giovani".

Il Brano del Vangelo Scelto per il Matrimonio

La vedova di Mario Cerciello Rega, Maria Rosaria, ha voluto che fosse letto al funerale del vicebrigadiere lo stesso passo del Vangelo del loro matrimonio, avvenuto nella stessa chiesa a Somma Vesuviana un mese e mezzo fa. Si tratta del passaggio del Vangelo di Matteo in cui Gesù definisce i suoi discepoli il sale della terra e la luce del mondo (Mt 5,13-16).

"Oggi non avremmo voluto essere in questa Chiesa in cui alcuni di voi, poche settimane fa, sono stati riuniti da Mario e Maria Rosaria per celebrare nella gioia il grande mistero dell’amore", ha detto nell'omelia Santo Marcianò. "Un mistero che ci parla ancora in modo commovente anche attraverso il Vangelo che tu, Maria Rosaria, hai voluto si rileggesse oggi, perché aveva toccato le corde del vostro cuore nel giorno del matrimonio".

La Spiritualità e il Volontariato di Mario

Marcianò ha evidenziato la straordinaria testimonianza di fede di Mario, ricordando la promessa di matrimonio nella Grotta a Lourdes e i pellegrinaggi a Lourdes, Loreto, Medjugorie. "Il Cielo è il vero segreto di Mario, la straordinaria testimonianza di fede che lo ha reso 'luce del mondo' e rimane in ricordi intensi e commoventi", ha detto. Mario ha scoperto il sapore dell’esistenza non nello “sballo” ma nel dono di sé: "nel volontariato di barelliere all’Ordine di Malta, nell’essere uomo dei poveri e ultimi, dei senzatetto con i quali condivideva il suo tempo libero, i suoi averi, il suo sorriso". Ha aggiunto che "il suo sorriso ha occupato in questi giorni le prime pagine dei giornali, testimonianza di una non comune capacità di donare amore, amicizia, gioia".

Icona religiosa o immagine del Vangelo

Il Discorso del Comandante Generale dei Carabinieri

Dopo l'omelia, il generale Giovanni Nistri, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, ha pronunciato un discorso di commiato. "Mi compete l'onere più pesante", ha detto, "parlare di un ragazzo morto a 35 anni". Ha tracciato un ritratto di Cerciello Rega e ha chiesto "rispetto e riconoscenza".

INTEGRALE - L'omelia dell'Arcivescovo alla Veglia per le Vocazioni

"Evitare la Dodicesima Coltellata"

"Il cuore di Mario è stato infranto da undici coltellate, che come dice l'autopsia sono arrivate in fondo", ha detto Nistri. "Ebbene, è forse giusto che noi tutti si eviti di dare la dodicesima coltellata al suo cuore d'oro". Ha aggiunto: "È giusto che si abbia rispetto. Sono giusti i commenti e sono legittimi i dibattiti, ma non oggi. Oggi teniamoli fuori, teniamoli lontani. Facciamo in modo che i toni e i modi non siano quella dodicesima coltellata. Tutto il resto lasciamolo ai giorni che verranno".

Nistri ha chiesto "riconoscenza e rispetto, anzitutto per l'uomo che era e per la sua famiglia; rispetto per i carabinieri e per un carabiniere che è morto per tutelare i diritti di tutti, a partire dal diritto all'equo trattamento che a ogni persona, anche a una persona arrestata perché ha compiuto un orrendo crimine, va garantito e tutelato". Ha concluso chiedendo "che in questa giornata mi sia concesso di fare due richieste, che non riguardano trattamenti economici o aspetti di natura normativa, ma che si trasformano in due parole: rispetto e riconoscenza". Ha anche ricordato i colleghi Emanuele Anzini e Vincenzo Di Gennaro, oltre ai 953 carabinieri feriti dall'inizio dell'anno.

Foto del Generale Giovanni Nistri durante il suo discorso

L'Addio della Moglie e il Dolore della Comunità

"Prometto di amarti e onorarti sempre tutti i giorni della mia vita". Così Maria Rosaria, la moglie di Mario Cerciello Rega, ha ripetuto la promessa di matrimonio dallo stesso altare dove poco più di un mese e mezzo fa si era sposata con il vicebrigadiere. La donna, con voce rotta dall'emozione, ha letto anche la preghiera della moglie del carabiniere. Uno striscione con il volto sorridente di Mario Cerciello Rega e la scritta “sempre con noi” è passato tra la folla e poi è entrato in chiesa, seguito da un lungo applauso delle persone assiepate fuori dalla parrocchia di Santa Croce, stracolma di gente.

I commercianti romani, dal centro storico a Ostia, hanno abbassato le saracinesche per 10 minuti in segno di lutto. I proprietari di oltre cento negozi e botteghe storiche della rete di associazioni di strada 'Roma produttiva' hanno aderito, inclusi i commercianti di Via Margutta, del rione Monti, piazza della Rotonda al Pantheon, via Sistina.

Foto della moglie di Mario Cerciello Rega durante l'addio

Le Indagini e i Dettagli Emersi

Mario Cerciello Rega è stato ucciso con undici coltellate, come emerso dall'autopsia. Sabato scorso, il gip ha confermato il fermo dei due americani, Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth, accusati di omicidio e tentata estorsione. Nella loro camera d'albergo è stata trovata l'arma del delitto: il coltello era stato nascosto dietro a un pannello del soffitto.

Intanto, i carabinieri hanno individuato il pusher che ha venduto aspirina al posto della droga ai due californiani, un cittadino italiano. Sono in corso accertamenti anche sulla posizione di Sergio Brugiatelli, l'uomo derubato che quella sera diede l'allarme al 112, il quale avrebbe accompagnato personalmente i ragazzi dal pusher. Entrambi saranno indagati per reati di droga.

Gli investigatori stanno anche cercando di capire perché i due militari non siano riusciti a utilizzare l’arma di servizio per difendersi dall'aggressione e perché non siano intervenute pattuglie in appoggio ai due carabinieri che hanno operato in borghese. L'ordinanza del gip della Capitale, Chiara Gallo, ha disposto il carcere per i due sospettati, sui quali gravano indizi di colpevolezza "gravi e concordanti" e numerose testimonianze. Il giudice per le indagini preliminari ha scritto che "nessuno dei due indagati ha dimostrato di aver compreso la gravità delle conseguenze delle proprie condotte, mostrando un'immaturità eccessiva anche rispetto alla giovane età e al grado di violenza che connota le condotte di entrambi".

Schema cronologico degli eventi che hanno portato all'omicidio

Il Ricordo di un Eroe

Mario Cerciello Rega, vicebrigadiere di 35 anni, è stato ricordato dai suoi amici e colleghi come un uomo "speciale". Don Donato Palminteri, Cappellano Militare della Legione Carabinieri Lazio, ha raccontato che i colleghi lo chiamavano "Risorsa", "perché questo ragazzo aveva mille risorse. Risorse nei confronti dell’Arma. Sempre a servizio e a disposizione della gente, una risorsa per i colleghi". Ha aggiunto: "addirittura, qualcuno mi diceva dell’attenzione di Mario nei confronti della persona, anche dell’arrestato… si preoccupava di offrirgli la sigaretta, di offrirgli un panino, di procurargli la cena".

Mario amava la sua terra d'origine, la sua sposa e l'Arma. Dal 2009 prestava servizio come volontario per la delegazione romana dell’Ordine di Malta, distribuendo pasti ai senzatetto e alle persone in difficoltà nelle stazioni di Termini e Tiburtina. Faceva anche il barelliere durante i pellegrinaggi ad Assisi, Loreto e Lourdes. Alcuni amici lo ricordano felice alla guida del trattore tra i noceti del padre. La sua vita era "radicata sulla roccia", come dice il Salmo, perché questo era quanto gli avevano regalato la fede e le sue origini.

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