Il Vangelo della sesta domenica del tempo ordinario ci pone di fronte a un insegnamento di Gesù che può apparire vertiginoso. Egli non si limita a proporre una nuova morale, ma svela l'anima segreta della legge, portandola a pienezza. Come afferma il Vangelo di Matteo, Gesù dichiara esplicitamente: «Non sono venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento».

La logica del compimento: andare oltre il minimo
Gesù non contrappone alla morale antica una super-morale più rigida, né agisce come un legislatore che vuole reprimere. Al contrario, Egli prende la norma e la fa schiudere come un fiore, orientandola in due direzioni decisive: la linea del cuore e la linea della persona.
- Sulla linea del cuore: Fu detto «non ucciderai», ma Gesù insegna che chiunque si adira con il proprio fratello alimenta rabbie e rancori, diventando in cuor suo un omicida. La legge non è più solo un freno esterno, ma un invito a custodire il cuore, sorgente della vita.
- Sulla linea della persona: Fu detto «non commetterai adulterio», ma Gesù avverte che guardare una donna o un uomo per desiderarlo, ovvero per sedurre o possedere, significa ridurre l'altro a oggetto, falsificandone la dignità.
Questa è la «sconvolgente liberazione» del Vangelo: la norma diventa salvaguardia della vita e custodia di tutto ciò che ci fa crescere in umanità.
La responsabilità e la verità nel vivere quotidiano
Gesù ci invita a superare una giustizia dettata dalla paura della condanna, tipica di una visione legalista. Il conflitto è sempre alle porte, e l'altro può diventare una minaccia. Per fermare la spirale dell'odio, occorre agere contra: muoversi nella direzione opposta a quella dell'ira, cercando la riconciliazione anche quando non siamo stati noi a sbagliare.
Anche il divieto del giuramento trova la sua spiegazione profonda nel valore della verità. «Il vostro dire sia: sì, sì; no, no». La necessità di giurare nasce spesso da una mancanza di libertà e trasparenza nelle relazioni. Uno dei compiti più difficili - e necessari - di ogni educatore è saper dare regole, non come imposizioni repressive, ma come confini che permettono all'identità di prendere forma.
La legge scritta nel cuore
Gesù non sta alzando l'asticella per renderci la vita difficile, ma sta svelando l'orizzonte di un amore radicale e gratuito. La vita piena è quella in cui la Parola di Dio non resta un precetto esterno, ma entra dentro di noi, divenendo il nostro modo di vivere. Come Maria, che di fronte all'annuncio ha risposto «sia fatta la tua volontà», anche noi siamo chiamati a farci modellare per partorire amore nel mondo.
In definitiva, il Vangelo ci insegna che non basta evitare il male; è necessario imparare a compiere il bene. La legge, lungi dall'essere un compromesso tra il selvatico e l'umano, diventa, nelle parole di Gesù, la via per palpitare al ritmo del cuore stesso di Dio.