Biografia di Michele Diegoli Santa Maria

Michele Diegoli Santa Maria è nato a Ferrara il 17 giugno 1976. Fin da bambino, la curiosità è stata un motore potente nella sua vita, portandolo a trascorrere ore giocando con gli amici e con il suo primo computer, un MSX, che considerava una finestra su mondi nuovi.

Formazione e Primi Interessi

Durante gli anni delle scuole medie, Michele si dedicava allo studio del violino e del pianoforte, continuando a coltivare la passione per il disegno. In questo periodo, il suo MSX fu sostituito da un Amiga, offrendogli maggiori possibilità creative con più colori e immaginazione. Divenne Maestro di solfeggio, comprendendo come la musica, al pari del codice, fosse fondata su struttura e libertà.

Alle scuole superiori, ha frequentato l’Istituto d’Arte, dove si è dedicato intensamente al disegno, affinando uno sguardo che ancora oggi influenza il suo lavoro. Ha continuato a suonare, a creare e ad esplorare. Dopo la maturità, ha vissuto un breve periodo di distacco dal mondo dei computer, prima di intraprendere, con Gloria, l'esperienza nel campo del fumetto, un mondo affascinante ma impegnativo che gli ha insegnato molto.

Dallo Sviluppo alla Carriera Professionale

Un paio d’anni più tardi, sempre con Gloria, ha frequentato un corso di restauro. Durante le lezioni di grafica 2D e 3D, ha compreso appieno il potenziale del computer: non solo calcolare, ma anche creare e dare forma alle idee. Continuava a disegnare, anche in treno, dimostrando una creatività inesauribile. In seguito, ha lavorato in Cineca come dipendente SCS, occupandosi di web e middleware.

Dopo 13 anni di pendolarismo, ha intrapreso una nuova direzione, entrando in Egaf Edizioni a Forlì come sviluppatore di app mobile, un’esperienza che ha definito una "nuova vita". Successivamente, ha ricoperto il ruolo di Analista Sviluppatore presso Bookmark s.r.l.

La Passione per il Cabaret e l'Insegnamento

Michele Diegoli, cinquantatré anni, milanese, residente a Precotto fino al 2001 (dagli 8 ai 34 anni), padre di quattro figli maschi, ha una doppia vita professionale. Di giorno è professore di filosofia al liceo linguistico Varalli, situato nei pressi di piazza Abbiategrasso, mentre di sera si trasforma in un cabarettista di successo, esibendosi nei teatri e nei locali della periferia milanese, prevalentemente il giovedì sera.

Ritratto di Michele Diegoli Santa Maria durante uno spettacolo di cabaret

Sin da bambino, Michele faceva ridere i suoi compagni di scuola, imitando personaggi come Fantozzi e Mike Bongiorno alle elementari e alle medie. Questo talento, che definisce un dono naturale non coltivato con rigore, è rimasto una costante nella sua vita. Nonostante abbia replicato uno spettacolo più volte, ogni esibizione è per lui una "prima", data la percentuale di imprevedibilità. Egocentrico sul palco, Michele scrive e recita i suoi testi, che sono un pezzo di sé, un modo per raccontarsi.

Gli Esordi e l'Evoluzione Artistica

I suoi primi spettacoli sono nati nelle carrozze della metropolitana, durante il tragitto quotidiano da Precotto a Loreto e poi alla Stazione Centrale per andare a scuola dai salesiani in via Melchiorre Gioia. I suoi coetanei di Precotto ricordano ancora lo spettacolo chiamato "PIM: Personalizziamo il Metrò", fatto di giochi e battute, con la collaborazione degli amici "precottesi". Questa esperienza è proseguita anche durante il periodo universitario.

A vent'anni, Michele ha pensato di portare i suoi spettacoli in un teatro vero. Per sei anni ha partecipato, nel ruolo di Erode, al musical "Jesus Christ Superstar" in dialetto milanese, presso il teatro Delfino della parrocchia di San Nicolao della Flue in piazza Ovidio. Successivamente, con un'altra compagnia teatrale, ha recitato nella commedia "Provaci ancora Sam".

Da dieci anni, Michele porta in giro spettacoli interamente suoi, scritti e recitati da solo. Il suo pubblico, spesso composto da amici, colleghi ed ex studenti, varia da 50 a 300 spettatori, a seconda del teatro. I suoi spettacoli sono variegati, acuti e attenti, cogliendo le sfumature del testo e offrendo un profondo spessore di contenuto. Continua a mantenere vivi i suoi rapporti amichevoli con i "Precottesi" e si esibisce nel suo quartiere preferito, dove a 14 anni ha esordito nel teatro parrocchiale.

Abitare La Patagonia: intervento di Michele Diegoli - elemento terra

Rapporto con gli Studenti e la Nuova Generazione

Nel suo ruolo di professore, Michele ritiene fondamentale creare un rapporto di fiducia reciproca e complicità con i ragazzi. Nelle nuove classi, i primi tre minuti del primo giorno di scuola sono cruciali: gli studenti osservano attentamente e l'insegnante deve stabilire un patto di lealtà e rispetto. Se questo patto funziona, si lavora bene e ci si diverte anche, senza problemi disciplinari.

Michele descrive l'attuale generazione come "bella", sebbene i ragazzi facciano fatica a concentrarsi. Riconosce loro un senso morale più elevato rispetto agli adulti, notando la loro fragilità, paura e preoccupazione per il futuro. I suoi studenti sono veri e propri fan, contenti e molto partecipi delle sue lezioni.

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