La storia della comunità pastorale affidata agli Oblati di Maria Vergine a Pisa è profonda e radicata nel tempo, sebbene la parrocchia dei Santi Jacopo e Filippo sia stata istituita canonicamente solo nel 1974.
Gli Oblati di Maria Vergine sono infatti presenti nel quartiere delle Piagge dal lontano 1906, rappresentando una costante di riferimento spirituale e sociale per la popolazione locale.
Le Origini della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine
La Congregazione degli Oblati di Maria Vergine ha le sue radici nello zelo apostolico di due sacerdoti piemontesi, don Reynaudi e don Biancotti, che, riuniti attorno al teologo Pio Bruno Lanteri, iniziarono a formulare un'unione sacerdotale già nel 1814. L'intento era quello di delineare un piano d'azione pastorale per contrastare i mali spirituali della società del tempo.
Questo movimento diede vita all'embrione della Congregazione, che ottenne il riconoscimento ecclesiastico ufficiale il 13 novembre 1816 dall'Arcivescovo di Torino. Fondata a Carignano (TO) nello stesso anno, la Congregazione ricevette l'approvazione pontificia nel 1826. Il nome Oblati di Maria Vergine, molto comune nella spiritualità dell'epoca (dal latino oblatus, participio passato di offerre, "offrire"), fu scelto per esprimere la loro piena disponibilità a operare per la salvezza delle anime ovunque fosse richiesta la loro opera. Oggi, gli Oblati di Maria Vergine costituiscono una piccola famiglia di religiosi diffusa in Europa, nelle Americhe, in Asia e in Africa, composta da chierici e fratelli coadiutori chiamati dallo Spirito Santo alla ricerca di Dio solo.
L'Arrivo degli Oblati a Pisa e l'Affidamento della Chiesa di San Jacopo
La presenza degli Oblati a Pisa risale al 1906, quando il Cardinale Pietro Maffi li chiamò "per la cura delle anime di Porta a Piagge". Il sacerdote piemontese Felice Prinetti, uno dei protagonisti di questa fase iniziale, rimase nel quartiere per dieci anni, fino alla sua morte nel 1916, portando grandi benefici spirituali e materiali alla comunità.
Gli Oblati sono stati anche responsabili pastorali della vicina parrocchia di San Michele degli Scalzi dal 1939 e fino agli anni ‘70. La chiesa che divenne il cuore della loro opera a Le Piagge, fondata intorno all’anno 1000, fu la chiesa dei Santi Jacopo e Filippo. Essa ebbe una storia ricca e complessa, fungendo da chiesa per diversi ordini religiosi e avendo molteplici destinazioni. Agli inizi del secolo scorso, divenne cappella di una casa di Esercizi Spirituali e venne infine affidata dal Cardinale Maffi agli Oblati.

Impegno Pastorale e Benefico nel Quartiere
L’attività degli Oblati a Pisa fu immediatamente e grandemente benefica per il quartiere. Il venerabile P. Felice Prinetti e P. Domenico Pechenino, validamente coadiuvati dai confratelli, promossero numerose iniziative di formazione umana e spirituale per la popolazione. Il loro raggio d’azione si estese anche al sostegno economico delle persone più disagiate del quartiere e degli operai, data la significativa presenza di stabilimenti manifatturieri sul territorio.
Una particolare attenzione fu dedicata alla formazione dei giovani. La chiesa di San Jacopo si trasformò in un importante centro giovanile dove, oltre al gioco, venivano offerte valide proposte per la loro crescita umana e di fede. Ancora oggi, molti di quei giovani, ora in età matura, ricordano con gratitudine e simpatia gli Oblati e le tante belle esperienze vissute. Questo impegno e ricordo permangono anche negli ultimi decenni, nonostante gli inevitabili cambiamenti sociali e la diminuzione dei confratelli disponibili per l’apostolato parrocchiale o nel Pensionato.

La Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo: Storia e Patrimonio Artistico
La chiesa dei Santi Jacopo e Filippo ha una storia lunga e articolata. Fondata intorno all'anno 1000, dopo essere stata abbandonata dai monaci, conobbe un progressivo e grave decadimento. Nel 1596, furono avviati importanti restauri che portarono alla divisione della chiesa nelle tre parti attuali: atrio, navata e sagrestia, quest'ultima situata dietro la parete settecentesca dell’altare maggiore. Nel 1748, l'arcivescovo Guidi aggregò la cura di San Jacopo a quella di San Michele degli Scalzi.
Il complesso subì ulteriori trasformazioni: nel 1855, a causa di un’epidemia di colera, il convento fu adibito a lazzaretto e successivamente a usi militari. Dopo l'unità d'Italia, fu destinato a rifugio per le monache espulse da San Matteo e, in seguito, per i monaci provenienti dal vicino convento di Santa Croce in Fossabanda. Alla fine del XIX secolo, il convento venne adattato a succursale del seminario arcivescovile per i pernottamenti dei seminaristi.
Fu nel 1906 che la chiesa venne concessa agli Oblati di Maria Vergine, i quali la riaprirono al culto. Nel 1974, divenne formalmente chiesa parrocchiale e da allora continua ad essere affidata alla cura pastorale degli Oblati.

Gli Affreschi e gli Ornamenti Pittorici
L'interno della chiesa custodisce un pregevole patrimonio artistico. I quattro grandi affreschi e gli altri ornamenti pittorici delle pareti risalgono alla metà del '700. Alcuni studiosi li attribuiscono ai fratelli Melani di Pisa, mentre altri al pittore di architetture Mattia Tarocchi. I soggetti degli affreschi sono, entrando da sinistra:
- La confessione di San Ranieri
- L’Ultima Cena
- Il martirio dei Santi Giacomo il Minore e San Filippo, apostoli
- Le tentazioni di Sant’Antonio
Sulle porte della sagrestia si trovano inoltre due ovali che raffigurano Sant’Antonio Abate, di scuola tiepolesca, e San Ranieri pellegrino con un angelo. L’Ultima Cena e le tentazioni di Sant’Antonio furono commissionati dalle due Confraternite di laici che si riunivano nella chiesa per le loro preghiere e assemblee: la Confraternita di Sant'Antonio Abate e quella del Santissimo Sacramento.
Il fianco della chiesa è decorato in alto da archetti con peducci figurati, dettagli che arricchiscono l'architettura esterna del complesso.

Continuità del Servizio e Eredità Spirituale
Gli Oblati di Maria Vergine a Pisa, attraverso un secolo di impegno, hanno lasciato un'impronta indelebile nella vita del quartiere delle Piagge. Dalla riapertura al culto della chiesa di San Jacopo nel 1906, fino alla sua elevazione a parrocchia nel 1974, la loro dedizione alla cura delle anime e al benessere della comunità è rimasta una costante. La loro opera, ricordata con affetto e gratitudine, continua a essere un punto di riferimento per i fedeli e per l'intera città di Pisa.