San Giuseppe Moscati: Il Sesto Giorno della Novena e la Sua Vita Esemplare

Il Sesto Giorno della Novena a San Giuseppe Moscati: Fede in Cristo e Distacco dal Mondo

La novena a San Giuseppe Moscati è un percorso di profonda riflessione e preghiera, che invita i fedeli a meditare sulla vita e gli insegnamenti del Santo medico di Napoli. Il sesto giorno della novena è dedicato in particolare alla ferma adesione a Cristo e al mantenimento di una fede salda di fronte alle tentazioni e alle dottrine fuorvianti del mondo, seguendo l'esempio di devozione e integrità che Giuseppe Moscati ha incarnato.

Preghiera Iniziale

O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com'era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Dalla Lettera di San Paolo ai Colossesi

Poiché avete accolto Gesù Cristo, il Signore, continuate a vivere uniti a lui. Come alberi che hanno in lui le loro radici, come case che hanno in lui le loro fondamenta, tenete ferma la vostra fede, nel modo che vi è stato insegnato. E ringraziate continuamente il Signore. Fate attenzione: nessuno vi inganni con ragionamenti falsi e maliziosi. Sono frutto di una mentalità umana o vengono dagli spiriti che dominano questo mondo. Cristo è al di sopra di tutte le autorità e di tutte le potenze di questo mondo. Dio è perfettamente presente nella sua persona e, per mezzo di lui, anche voi ne siete riempiti.

Rappresentazione artistica dell'apostolo Paolo mentre scrive, con riferimento alla lettera ai Colossesi

Riflessione e Insegnamenti di San Giuseppe Moscati

Nelle difficoltà, la fede in Cristo non deve venir meno, e nessuna argomentazione esterna deve riuscire a strapparcela. Cristo-Dio è stata la continua aspirazione di San Giuseppe Moscati, il quale nel corso della vita non si è lasciato mai lusingare da pensieri e dottrine contrarie alla religione. A tal proposito, scriveva ad un amico il 10 marzo 1926: « ... chi non abbandona Dio, avrà sempre una guida nella vita, sicura e dritta. Non prevarranno deviazioni, tentazioni, passioni a muovere colui che del lavoro e della scienza di cui l'initium est timor Domini, ha fatto il suo ideale ».

Preghiera per l'Intercessione di San Giuseppe Moscati

O Signore, conservami sempre nella tua amicizia e nel tuo amore e sii il mio sostegno nelle difficoltà. Liberami da tutto ciò che potrebbe allontanarmi da te e, come San Giuseppe Moscati, fa' che ti possa seguire fedelmente, senza mai lasciarmi lusingare da pensieri e dottrine contrarie ai tuoi insegnamenti. Per i meriti di San Giuseppe Moscati, vieni incontro ai miei desideri e concedimi particolarmente questa grazia... Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com'era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Vita e Opere di San Giuseppe Moscati, il Medico dei Poveri

Giuseppe Moscati, venerato come Santo, gode di una grande devozione, in particolare a Napoli, dove è conosciuto come “il Medico dei Poveri”. La sua straordinaria esistenza fu un esempio luminoso di fede, scienza e carità. Nato a Benevento nel 1880, aveva addirittura origini avellinesi.

Fotografia d'epoca di San Giuseppe Moscati al lavoro o in posa

La Vocazione alla Medicina e la Sensibilità alla Sofferenza

Un evento doloroso segnò la giovinezza di Giuseppe e influenzò profondamente la sua scelta di vita. Nel 1892, quando era un adolescente, suo fratello si ferì gravemente cadendo da cavallo e, come conseguenza dell’incidente, iniziò a soffrire di epilessia. Questo precoce accorgersi della brevità della vita umana e l'essere colpito dalla sofferenza, o forse la visione continua dei malati dalla finestra della casa paterna che si affacciava sull’Ospedale degli Incurabili, lo portarono a preferire la facoltà di Medicina a quella di Giurisprudenza.

Il Medico Promettente e la Fede Incondizionata

Giuseppe si laureò brillantemente e si dimostrò un medico promettente: a nemmeno 30 anni divenne famoso per le sue diagnosi immediate e precise, che avevano del miracoloso considerando gli scarsi mezzi dell’epoca. A chi glielo faceva notare, lui rispondeva che era merito della preghiera, perché era Dio l’artefice della vita, mentre i medici non potevano che essere indegni collaboratori. È con questa consapevolezza che andava al lavoro ogni giorno, sia all’Ospedale degli Incurabili, dove sarà nominato primario nel 1925, sia nel suo studio privato dove tutti erano accolti.

San Giuseppe Moscati non solo curava gratuitamente le persone indigenti, ma, anzi, talvolta li pagava lui stesso per essere andati a curarsi. Nelle frequenti visite a domicilio, portava oltre all’assistenza medica anche il conforto spirituale.

A Napoli l’ex ambulatorio del "medico dei poveri" ritorna presidio

L'Impegno nella Ricerca Scientifica e il Rispetto per la Vita

Oltre a dedicarsi alla cura dei malati, Giuseppe era anche un ottimo ricercatore che sperimentava le nuove tecniche e i nuovi farmaci, come l’insulina che dal 1922 iniziò a essere utilizzata nella cura del diabete. Era talmente abile nelle autopsie che nel 1925 gli venne affidata la direzione dell’Istituto di Anatomia Patologica. Non era inusuale vederlo farsi il segno della croce prima di operare su un cadavere, per il rispetto che si deve a un corpo che è stato un uomo amato da Dio.

Esempi di Carità e Coraggio Eroico

Due episodi importanti nella vita di Giuseppe Moscati fanno meglio comprendere la grandezza di questa figura. L’8 aprile del 1906, il Vesuvio iniziò a eruttare. Giuseppe capì immediatamente la situazione e si recò a Torre del Greco, dove l’Ospedale degli Incurabili aveva una piccola succursale, per mettere in salvo i malati. Quando anche l’ultimo paziente fu al sicuro, la struttura, in effetti, crollò.

Nello studio di Giuseppe Moscati si recavano tutti, anche personaggi famosi quali il tenore Enrico Caruso e il Beato Bartolo Longo. A tutti riservava la stessa attenzione e la stessa scrupolosità, perché in ogni volto vedeva quello di Gesù sofferente. Nella sala d’attesa c’era una scritta per regolare gli onorari, che recitava: “Chi può metta qualcosa, chi ha bisogno prenda”.

Illustrazione storica dell'eruzione del Vesuvio del 1906 o mappa dell'area con evidenziata Torre del Greco

La Morte del Medico Santo

San Giuseppe Moscati si spense il 12 aprile 1927, all’età di 47 anni, stroncato da un infarto. Fu trovato al suo posto, sulla sua poltrona - quella diventata poi una reliquia da venerare - un luogo simbolo della sua dedizione incondizionata al prossimo e della sua vita al servizio di Dio e dell'umanità.

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