Il Discernimento Vocazionale: Un Cammino di Fede e Preghiera

Il discernimento vocazionale è un'attività profondamente umana e divina, un percorso spirituale che permette al fedele di conoscere meglio sé stesso e la direzione che Dio desidera imprimere alla sua vita. Ciò non significa che sia "immateriale" o poco umana: è profondamente umana e profondamente divina. Deve tenere conto di chi sei tu come uomo o donna, con le tue caratteristiche. Non si tratta di un semplice processo di comprensione, ma di un'esperienza che poggia sul presupposto fondamentale dell’ascolto come luogo dell’incontro, dell’accoglienza e dell’obbedienza a Cristo e alla sua Parola, spesso vissuta all'interno di una comunità concreta formata da sorelle chiamate da Gesù a lasciare tutto e a condividere una vita di comunione. È lo Spirito Santo che compie il discernimento vocazionale nel cuore del fedele.

illustrazione di una persona in preghiera che riflette sul proprio futuro in un contesto naturale

L'Insegnamento di Papa Francesco sul Discernimento

La Chiesa, attraverso l'insegnamento di Papa Francesco, ha posto una forte enfasi sul discernimento come strumento essenziale per la vita cristiana. Una serie di catechesi papali ha approfondito questo tema cruciale, esplorandone i diversi aspetti e fornendo orientamenti preziosi. Tra queste, si ricordano le catechesi tenute in date significative del 2022 e 2023:

  • 31 agosto 2022: "Che cosa significa discernere?" (Il discernimento - 1).
  • 7 settembre 2022: "Il discernimento - 2".
  • 28 settembre 2022: "Il discernimento - 3. Gli elementi del discernimento".
  • 5 ottobre 2022: "Il discernimento - 4. Gli elementi del discernimento".
  • 12 ottobre 2022: "Il discernimento - 5. Gli elementi del discernimento".
  • 19 ottobre 2022: "Il discernimento - 6. Gli elementi del discernimento".
  • 26 ottobre 2022: "Il discernimento - 7. La materia del discernimento".
  • 16 novembre 2022: "Il discernimento - 8".
  • 23 novembre 2022: "Il discernimento - 9".
  • 30 novembre 2022: "Il discernimento - 10".
  • 7 dicembre 2022: "Il discernimento - 11".
  • 14 dicembre 2022: "Il discernimento - 12".
  • 4 gennaio 2023: "Il discernimento - 14".

Queste catechesi hanno esplorato temi come gli elementi del discernimento, la sua materia e il modo in cui esso si inserisce nella vita di fede, offrendo una guida sistematica per i credenti.

Il Discernimento Vocazionale e i Giovani

La Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. Per questo il tema centrale del sussidio, realizzato dal Settore Giovani dell'Azione Cattolica Ferrara-Comacchio, in sintonia con il percorso che tutta la Chiesa sta facendo in vista del Sinodo dei vescovi “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, è quello del discernimento. Tale percorso mira a permettere ai ragazzi di saper leggere dentro ai loro cuori le loro più grandi aspirazioni e aprirli al futuro con fiducia e speranza. Il sussidio si articola in 4 giornate secondo questo schema: idea di fondo, Vangelo e commento, attività. Altre iniziative includono campi-scuola sulla comunicazione e sulla fede come relazione con Dio.

infografica che illustra le tappe di un campo scuola o itinerario per giovani sul discernimento

Ostacoli e Strumenti per la Comprensione di Sé

Una simpatica presentazione di alcune "sindromi" può impedire la capacità di discernere, di interiorizzare, di vivere la nostra esistenza cristiana. Accanto ad ogni sindrome, viene indicato un atteggiamento, un tema, una strada da seguire per i diversi momenti della vita cristiana (la preghiera, l’impegno, il servizio, lo stare insieme, l’accoglienza ecc.). Attività che consente di esprimere le proprie emozioni come fossero fotogrammi di un film e di mettersi in gioco rappresentandole, prendendo spunto anche dal film Inside-out, possono collegarsi alla tematica del discernimento.

La Preghiera come Strumento Fondamentale del Discernimento

Una prima condizione e strumento per il discernimento è avere una vera vita di preghiera. Dio parla in molti modi, ma la via migliore è quella in cui tu stesso ti disponi liberamente in relazione con Lui. Questo implica un potente risveglio di preghiera salesiana, poiché senza vera preghiera deperisce la vitalità di qualsiasi carisma. Lo Spirito Santo è più potente del secolarismo e ci rinnova nella docilità allo Spirito del Signore.

Forme e Importanza della Preghiera nel Discernimento

  • Santa Messa Domenicale: Frequenta con fedeltà la santa Messa domenicale; magari preparandoti ad essa nel corso della settimana, meditando il Vangelo e le altre letture della domenica.
  • Adorazione Eucaristica: Naturale prolungamento della Messa è l’Adorazione eucaristica: adorare «in spirito e verità» il Signore in questa sua Presenza reale ed efficace, consente di prolungare quel dialogo di cui Lui prende l’iniziativa nel dono della Parola ascoltata.
  • Preghiera Personale e Spontanea: Se la liturgia è «fonte e culmine» (SC 10), madre e maestra di ogni preghiera, nondimeno è bello e importante avere anche spazi di preghiera più “tuoi”. Non trascurare un pregare più immediato e ‘spontaneo’, in cui «Cor ad cor loquitur» (il cuore parla al cuore): qui i vissuti concreti, i pensieri, gli errori e i peccati, le gioie e le fatiche, i dubbi, le incertezze e gli entusiasmi trovino spazio per essere espressi.

Coltivando la tua vita di preghiera, ti stai come mettendo nei panni del giovane Samuele, che impara a intuire e poi a riconoscere e, infine, a rispondere adeguatamente alla voce di Dio che lo raggiunge (1Sam 3, 1-10).

Spot Veglia diocesana di preghiera per le vocazioni 2026 - “Aspirate alla santità ovunque siate”

L'Esempio di Don Bosco e la Preghiera per le Vocazioni

L'esperienza di Don Bosco è la misura della sua preghiera per le vocazioni. Pio XI durante il processo di canonizzazione del nostro Padre affermò: «E quando non pregava?». La sua vita fu una «non mai interrotta unione con Dio», egli era «una preghiera continua» e visse come «sacerdote e ostia nel realismo concreto della sua stessa esistenza umana». Questa profonda unione con Dio si traduceva in una costante attenzione alla ricerca e formazione di vocazioni, raggiungendo un totale di varie migliaia. Era sempre attento a scoprire e incoraggiare vocazioni fin dalle vacanze autunnali e cercò sempre i mezzi necessari per aiutare il candidato e la sua famiglia, ad esempio, con offerte e altri mezzi alle spese dei candidati, e diede vita all’«Opera di Maria Ausiliatrice» per le cosiddette vocazioni «tardive». Don Bosco ha vissuto questo aspetto con generosità: la teologia della croce e la storia della salvezza vanno contemplate alla luce del mistero pasquale, se vissuto con atteggiamento orante.

La preghiera per le vocazioni, vivendo in noi gli stessi sentimenti del cuore di Cristo, trasforma la carità pastorale in impegno vocazionale, che è l’ideale e l’anima dello spirito salesiano. «La messe è molta, ma gli operai sono pochi». Gesù, per questo, si ritirò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio.

Il Ruolo della Guida Spirituale

La prima cosa da considerare con attenzione è la persona che chiede di intraprendere il cammino vocazionale: la sua situazione effettiva, il contesto in cui vive, la sua storia umana e di fede; che cosa sta cercando, qual è la motivazione che la spinge a questa ricerca, quale grado di docilità mostra di avere, quale desiderio di essere guidata. Si tratta di comprendere innanzitutto quale cammino di maturità umana ha avviato, perché questo è il terreno in cui la vocazione potrà radicarsi: una certa stabilità negli stati emotivi, un’identificazione serena con la propria sessualità e la capacità di accogliere gli altri in quanto altri da sé. Il richiamo di queste istanze interiori richiede tuttavia una verifica seria e approfondita insieme a persone spirituali, in grado di illuminare, accompagnare, seguire la persona nel suo cammino di discernimento. Subentra quindi la figura di una guida spirituale alla quale aprire il cuore, affidare con fiducia la propria crescita spirituale, condividere il cammino fino ad ora fatto. Una guida con la quale rileggere il passato a partire dalla persona di Gesù, dalla sua storia e dai suoi atteggiamenti che ci invita a fare nostri ”Imparate da me...”. In questa prospettiva possiamo comprendere cosa il Signore vuole. È il caso di aprire un capitolo speciale con il proprio padre spirituale, poiché il confronto porta sempre chiarezza.

Le Tappe del Discernimento Vocazionale

In sintesi: la ricerca della volontà di Dio nel concreto della propria esistenza, richiede la messa a punto di un metodo, di criteri e di regole di discernimento attraverso un duplice movimento: con l’aiuto di una valida Guida Spirituale, in prima istanza è necessaria una chiarificazione dei passi che aiutano nella retta impostazione del discernimento spirituale; in un secondo momento si affrontano più direttamente i criteri da usare e le regole da osservare nella maturazione e nell’itinerario stesso del discernere.

Il cammino di discernimento si manifesta spesso attraverso una serie di momenti interiori, ciascuno con sentimenti e consigli specifici:

1. I Primi Richiami: La Pace del Cuore

Ad un certo punto, nella vita quotidiana di un giovane, tra le mille tonalità delle proprie azioni si fa breccia un pensiero, come la bellezza di un nuovo giorno. Forse ci si pongono quelle considerazioni esistenziali del tipo: «Che senso ha la mia vita? Perché sono nato proprio in questo paese? E poi, che cosa c’è dopo questa vita? Ed io a che cosa sono chiamato? E se ci fosse un altro cammino per me?». Questo stesso pensiero può ripresentarsi anche mentre si studia, si aspetta un amico o si va ad una festa. Normalmente, il sentimento che ci lasciano questi pensieri è la pace del cuore, forse come quella che in una notte d’estate proviamo al contemplare le stelle del firmamento. Nella vita di tutti i giovani ci sono momenti più sensibili, di particolare brillantezza. Certamente se questo pensiero viene dal Signore prenderà più forza e consistenza.

fotografia di un giovane che guarda il cielo stellato con espressione pensosa

2. Inquietudine e Desiderio di Senso

Il “toc-toc” alla porta del mio cuore si fa più frequente. Questo è un desiderio di dare un senso più profondo a ciò che faccio e a ciò che vivo, di dare peso alle mie azioni e non voler buttare via troppo tempo. Insomma, un dinamismo nuovo percorre le vene della gioventù, fatto di interessi, incontri, ricerche, emozioni. Molto spesso, però, accompagna un certo senso di insoddisfazione e di vuoto: «Vale la pena fare ciò che sto facendo? Mi sembra di perdere troppo tempo e troppe occasioni. Mi sembra di non essere al posto giusto. E gli altri, che cosa posso fare per loro?». Subentra un’inquietudine sul senso da dare alla propria vita. Se questa sensazione continua, si consiglia di intensificare la preghiera. Se viene da Dio tornerà la pace. È importante vivere con più costanza la propria vita sacramentale e cercare ogni giorno uno spazio di intimità con il Signore e di contemplazione.

3. Smarrimento e Confusione

È il momento in cui il ragazzo o la ragazza si sente smarrito, non capisce più nulla, come se improvvisamente si perdessero i punti di riferimento. Può nascere un sentimento di stizza verso il giorno in cui è cominciato tutto. Quasi si prova invidia verso i propri coetanei che «sono “normali” e non si fanno tante paranoie». Molti si fermano a questo punto, rinunciano al dono di fare chiarezza, di sentirsi “liberi dentro”. C’è un errore di fondo in questo atteggiamento: pensare che si ha ancora molto tempo («Non c’è poi così fretta. “Non muore nessuno”. Posso anche, per il momento, prendermi una vacanza»). In questo momento nasce un duplice atteggiamento: da una parte quello di lasciare perdere tutto; dall’altro quello di voler ritrovare quella pace e quella serenità che all’inizio davano ottimismo e voglia di cercare. Il consiglio è di non disperare, non chiedere sconti a Dio. Non pretendere che i suoi cammini scivolino in accomodamenti personali o scorciatoie. Il Signore è il primo interessato affinché la vita di ciascuno di noi sia nella pace e trovi il senso più giusto. La nebbia, prima o poi, svanirà. Può essere maturato il tempo per fare un “corso di discernimento vocazionale”. Non basta più un ritiro o un fine settimana di preghiera. Non aver paura di aprire la porta del cuore e abbi il coraggio di vedere dentro. Abbiamo bisogno di chiedere il dono della fede e di “fidarci” di Lui.

4. Disagio e Ribellione Interiore

In questo momento il giovane si sente ancora un po’ a disagio. Nasce un senso di timore, di ribellione. Continua a dire di “non vedere” o “non sentire niente!” quasi come un senso di autodifesa. L’aprire i propri orizzonti è sempre un aiuto valido. Se ci si fissa soltanto su ciò che si lascia, come conseguenza della risposta a Cristo, non si va più avanti. Allargare gli orizzonti significa relazionare la propria vita a Dio, mettersi nelle sue coordinate, aperti al mondo, agli altri ed alla eternità. Avere una grande fiducia nel Signore e non stancarsi di pregare, prestando attenzione al razionalismo che ci impedisce di avere fede in Colui che chiama. Nella sofferenza c’è anche una purificazione interiore che fa maturare il cuore e la vita. Un raggio di sole riscalda le certezze e brilla più forte lo splendore della Sua luce, dando un respiro più sereno.

5. Le Scelte Radicali: L'Apertura all'Amore

È un momento di per sé positivo, il momento delle scelte radicali. Un momento che appartiene a Dio e all'individuo. Nella preghiera si ricevono tante luci e tante grazie, e si dondola tra una intimità con il Signore e una apatia personale che non si sopporta più. Il problema potrebbe essere disposto in questi termini: «Dio mi chiama, ed io che cosa voglio rispondere?». Non si tratta di sapere che cosa devo fare, lo si sa molto bene. Si tratta di decidere se lo si vuole vivere! La tranquillità deriva da una forte grazia del Signore. Tu e Dio soltanto. Il disagio nasce proprio dal dilemma: apertura o chiusura? Qui il direttore spirituale può soltanto accompagnare da lontano, aspettare e pregare. Conviene chiedere più fiducia, più speranza ed amore, cioè, i doni più forti che il Signore, attraverso lo Spirito Santo, ci può dare. Aiuta contemplare l’atteggiamento di Gesù Cristo nel compiere per amore la volontà del Padre, come nella scena della preghiera nell’Orto degli Ulivi. È consigliabile molta preghiera e l’ascolto silenzioso di fronte al Tabernacolo, chiedendo il dono di fare una esperienza forte del Signore.

icona o rappresentazione di Gesù nell'Orto degli Ulivi in preghiera

6. La Decisione Finale: Rispondere per Amore

Dio lascia l’uomo libero. Siamo al capolinea: si risponde solamente per amore. L'inquietudine: «Ma allora, se non seguo il Signore, mi condannerò?» non deve essere una paura. Viene in mente il finale tragico dell’incontro del giovane ricco con Gesù. Il vangelo non ci dice che questo giovane si condannò, ci dice soltanto che i suoi passi, allontanandosi, si appesantirono sempre più nella tristezza. Rimane per sempre un “vuoto” che nessun altro potrà colmare. Questo è il fine del Discernimento Vocazionale: portare il giovane ad annunciare con gioia quanto Dio compie nella sua vita! Aiutarla a scoprire la Parola che Lui pronuncia sulla sua vita!

Criteri per il Discernimento di Specifiche Vocazioni

Durante il cammino con la Guida Spirituale, il giovane acquista sempre maggiore sensibilità alla voce di Dio rivelando anche inclinazioni e aspirazioni riconducibili ad un tipo di vocazione piuttosto che a un’altra. Presa la decisione di intraprendere il cammino vocazionale, non potranno mancare alcuni criteri per procedere nel discernimento:

  • La carità fraterna: “Gareggino nello stimarsi a vicenda” (Lettera di S. Paolo ai Romani 12,10).
  • L’amore ardente per la Parola di Dio e per l’ufficio divino: La preghiera della comunità alimenta la vita spirituale e aiuta a lodare Dio in modo autentico.
  • La preghiera personale e l’amore per il silenzio e la solitudine: “La vita spirituale non si esaurisce nella partecipazione alla sola sacra liturgia”.

Questi criteri sono applicabili anche al discernimento per il Sacramento del Matrimonio e alla conversione cristiana e discernimento morale, sottolineando l'ampiezza e l'universalità del processo di discernimento nella vita di fede.

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