La Santa Famiglia di Nazareth: Un Modello di Vita e Fede

La Sacra o Santa Famiglia è il nome dato alla famiglia di Nazareth, composta da Gesù e dai suoi genitori, Maria e Giuseppe. Essa è presa dalla Chiesa come esempio per tutte le famiglie cristiane, un modello di amore, virtù e adesione alla volontà di Dio. Meditare sulla santità della famiglia di Nazaret e chiederne l'intercessione e la protezione attraverso preghiere e novene è un modo per santificare i rapporti familiari, affinché essi siano rafforzati in quell'amore che rispetta e libera, lasciando a ciascuno la possibilità di rispondere al progetto personale di Dio su di lui.

icona della Sacra Famiglia a Nazareth

La Celebrazione della Santa Famiglia

La festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe viene celebrata la domenica successiva al Natale. In assenza di una domenica tra Natale e Capodanno, la si festeggia il 30 dicembre. Questa festa si è sviluppata a partire dal XIX secolo in Canada e poi in tutta la Chiesa a partire dal 1920, inizialmente celebrata la domenica dopo l’Epifania.

La Santa Famiglia come Modello di Vita Cristiana

L'Esempio di San Giuseppe

Quando si pensa ai focolari cristiani, è bello immaginarli luminosi e allegri, come quello della Sacra Famiglia. San Giuseppe è un uomo forte nella fede, che ha mandato avanti la sua famiglia - Gesù e Maria - con il suo lavoro gagliardo. Egli ha custodito la purezza della Vergine, che era sua Sposa, e l’ha rispettata e amata. Come disse S. Josemaria Escrivà de Balaguer in È Gesù che passa, il matrimonio cristiano non è una semplice istituzione sociale, né tanto meno un rimedio alle debolezze umane: è un’autentica vocazione soprannaturale.

Le luci che rendono la notte di Natale e la visita dei Santi Magi un paradiso di luci si chiamano dolcezza e obbedienza, semplicità e umiltà, rassegnazione e sacrificio: una decorazione luminosa che brilla su tutte le famiglie cristiane. Regnino la pace e la concordia, siano tenute in onore la preghiera e l’osservanza della Legge di Dio, osservanza che è insieme affetto e rispetto. Senza Iddio non c’è che infelicità e inquietudine: siano i coniugi generosi, esemplari, e i figli saranno obbedienti e volenterosi.

Il Focolare di Nazareth: Un'Impronta Divina nella Quotidianità

Il Natale ci ha già mostrato la Sacra Famiglia raccolta nella grotta di Betlemme, ma la casetta di Nazareth ci invita a contemplare Maria e Giuseppe intenti a far crescere, giorno dopo giorno, il fanciullo Gesù. Qui gli atti più sacri (pregare, dialogare con Dio, ascoltare la sua Parola, entrare in comunione con Lui) coincisero con le normali espressioni colloquiali che ogni mamma e ogni papà rivolgono al loro bambino. A Nazareth, gli «atti di culto dovuti a Dio» (quelli stessi che intanto venivano celebrati nel grandioso tempio di Gerusalemme) coincisero con le normali cure con cui Maria vestiva il Bambino Gesù, lo lavava, lo nutriva, assecondava i suoi giochi. Poter amare Dio e amare il prossimo con un unico indivisibile gesto è il grande avvenimento immenso che a Nazareth si compie.

Gesù bambino che impara il mestiere da San Giuseppe falegname

Le Sfide e il "Movimento" della Santa Famiglia

La Fuga in Egitto e il Ritorno a Nazareth

Il Vangelo di Matteo (Mt 2,13-15.19-23) narra la fuga della Santa Famiglia in Egitto e il loro successivo ritorno a Nazareth:

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo". Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio.

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino". Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: "Sarà chiamato Nazareno".

Questo brano evangelico è ricco di verbi di “movimento”: partire, alzarsi, fuggire, rifugiarsi, abitare, e menziona diverse località come Betlemme, Egitto, Nazaret. La chiave di questo “movimento” si trova nella citazione del profeta Osea: “Dall’Egitto ho chiamato mio figlio”, un luogo di rifugio per i perseguitati e punto di partenza dell’Esodo di Israele.

mappa del viaggio della Santa Famiglia in Egitto

La Famiglia di Nazaret e le Famiglie di Oggi

La Famiglia di Nazaret ricalca il cammino di tanti perseguitati e profughi della storia, ma nello stesso tempo rimanda alla mano potente di Dio che sa liberare il suo popolo. L’esperienza della famiglia di Nazaret fa pensare alle tante famiglie di oggi anch’esse “in movimento”, spesso costrette a lasciare le loro case e le loro terre in cerca di pace, serenità e lavoro.

In questa famiglia, così come nella famiglia umana, si può imparare a lasciarsi guidare dalla mano potente di Dio. Se è vero che in molte situazioni ci si senta “profughi”, “estranei in casa propria” o nel cuore dell’amato, è altrettanto vero che ogni ostacolo, ogni difficoltà può essere trasformata in opportunità di “esodo”, in un “cammino di conversione” che solo può condurre alla serenità, alla pace, alla stabilità. Lo Spirito Santo continua ancora oggi a guidare “tutte le genti”, “tutte le coppie” e “tutti i genitori”, ma occorre mettersi in ascolto dello Spirito che parla in noi.

Gesù al Tempio: Sfide della Comprensione Filiale

Un altro episodio significativo è quello in cui i genitori di Gesù si recarono ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando Gesù ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava (Lc 2,41-52).

Alla domanda angosciata di Maria, "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo", Gesù rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Maria e Giuseppe “non compresero”, pur sapendo che quel figlio è “dono di Dio”. Maria “custodiva tutte queste cose nel suo cuore”, non le scartava dalla memoria, ma era consapevole che doveva aspettare per capire. Questo è il cammino della fede, dove il dubbio non ferma la speranza, ma si apre all’attesa.

Come i genitori d’oggi, anche Giuseppe e Maria incontrarono fatica nel comprendere le parole e le scelte del Figlio. Da loro i genitori possono imparare a prendere coscienza che un figlio deve crescere ed è chiamato a corrispondere alle attese, ma c’è un’attesa ancora più importante, fondamentale e fondante: quella di Dio, Padre e Creatore. Di fronte a questa attesa, che si fa “chiamata” nel cuore di ciascuno, l’atteggiamento più consono è quello della preghiera e del “custodire nel cuore” affinché ogni cosa sia svelata nei tempi e nei modi opportuni.

La Scuola di Nazareth e il Vangelo della Famiglia

La vita nascosta di Nazaret permette ad ogni uomo di essere in comunione con Gesù nelle vie più ordinarie della vita quotidiana. Nazaret è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. In primo luogo essa ci insegna il silenzio, atmosfera ammirabile e indispensabile dello spirito. Poi, ci insegna il modo di vivere in famiglia: ci ricordi cos'è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile. Infine, impariamo una lezione di lavoro: la casa del “Figlio del falegname” ci invita a comprendere e celebrare la legge, severa certo, ma redentrice della fatica umana.

Vivere il Vangelo della famiglia non è facile oggi, ancor più in questi tempi, in cui si viene criticati o attaccati solo perché si vuole difendere la vita fin dal grembo materno. Eppure, nel Vangelo troviamo la via per vivere una vita bella a livello personale e familiare, una via certamente impegnativa, ma affascinante e totalizzante, della quale merita ancora oggi fidarsi e affidarsi, sull’esempio e per intercessione della stessa Santa Famiglia di Nazaret. In ogni famiglia ci sono momenti lieti e tristi, tranquilli e difficili; vivere il “vangelo della famiglia” non esula dal vivere difficoltà e tensioni, di incontrare tempi di lieta fortezza e momenti di tristi fragilità.

Il significato simbolico di Nazareth

Il Ruolo dei Genitori e la Grazia di Dio

Nella festa della Santa Famiglia viene spontaneo ripensare a tutte le famiglie e al ruolo dei genitori, chiamati a “custodire e coltivare” (cfr Gn 2,15) la vita dei figli, fin dal grembo materno (cfr Is 49,1; Sal 139,13-15), aiutandoli a crescere e maturare. La presentazione di Gesù al Tempio e le parole di Simeone e Anna ai suoi genitori svelano la missione di Gesù, spalancandone l’orizzonte. Simeone e Anna, anziani e profondamente religiosi, attenti alla voce dello Spirito, seppero riconoscere il Signore. Questa familiarità con Dio li rende “capaci” di leggere ogni cosa alla luce della Parola meditata giorno e notte, e di andare oltre l’evidenza.

Se il Figlio di Dio ci viene incontro in un bambino e solo uno sguardo di fede sa coglierlo presente, allora è importante ricordarci che le cose quotidiane non sono mai di poco conto; che gli incontri quotidiani non sono mai inutili o pure coincidenze: ci vuole uno sguardo di fede per cogliere dentro e oltre. Perché tutto è “luogo” in cui incontriamo (o rifiutiamo) la presenza di Dio. Tutto è segno per chi crede.

Preghiere alla Santa Famiglia

Preghiera Generale alla Santa Famiglia

O Dio, nostro Padre, che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché riuniti insieme nella tua casa, possiamo godere la gioia senza fine. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo figlio, che è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera alla Sacra Famiglia per ottenere una grazia

Pieno di fiducia e di speranza io vengo a Voi, o Famiglia Santissima, per impetrare la grazia che tanto sospiro. Entro nella vostra casa di Nazareth, la quale è ricca di tutti i tesori celesti che vi hanno accumulato il Figlio di Dio, la Madre di Dio, ed il Padre putativo di Cristo. Dalla pienezza di questa casa tutti possono ricevere, tutto il mondo se ne può arricchire, senza che essa tema di impoverire. Orsù dunque, grande Famiglia, poiché sei tanto ricca in ogni dono, poiché hai tanta volontà di aiutare i bisognosi, dammi quanto ti chiedo; te lo chiedo umilmente per la gloria di Dio, per tuo maggior onore, per il mio bene e quello del mio prossimo. Che non parta sconsolato dai vostri piedi! Poiché accoglieste sempre con volto gioioso chi si rivolgeva a voi, accogliete anche me con benevolenza. Certo che voi non negaste mai la grazia a quanti fecero a voi ricorso qui in terra; e vorrete negare a me la grazia che imploro adesso che regnate gloriosa in cielo? Neppure posso immaginarlo; ma ho una speranza sicura che voi mi ascolterete, anzi, che già mi abbiate ascoltato e mi abbiate già concesso la grazia desiderata. Tre Pater, Ave, Gloria. Gesù, Giuseppe, Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Amen.

famiglia che prega insieme

La Novena di Preghiera alla Sacra Famiglia

La Novena di preghiera alla Sacra Famiglia è un modo per affidare le proprie famiglie e i propri intenti all'intercessione di Gesù, Maria e Giuseppe, meditando sui momenti salienti della loro vita.

La struttura comune per ogni giorno della Novena include:

  1. Una specifica invocazione iniziale alla Santa Famiglia.
  2. La recita di "Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Lodato sempre sia il santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria."
  3. La preghiera comune (già menzionata sopra): "O Dio, nostro Padre, che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché riuniti insieme nella tua casa, possiamo godere la gioia senza fine. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo figlio, che è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen."

Invocazioni Specifiche per i Giorni della Novena:

  • Primo giorno: "Vi salutiamo umilmente, o amabilissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; e per i gravi disagi e sacrifici sofferti nella grotta di Betlemme, fate che la nostra famiglia viva sempre unita a voi in spirito di umiltà, di pazienza e rassegnazione."
  • Secondo giorno: "Vi salutiamo umilmente, o misericordiosissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; e per la bontà ineffabile con la quale accoglieste i pastori al presepio, ricevete, vi supplichiamo, la nostra famiglia sotto il manto della vostra protezione, e soccorretela in tutti i suoi bisogni spirituali e temporali."
  • Terzo giorno: "Vi salutiamo umilmente, o amatissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; e per l’immensa gioia che provaste nella visita dei magi, effondete sulla nostra famiglia, la vostra benedizione, e fate che essa cammini sempre in santità e giustizia alla presenza di Dio."
  • Quarto giorno: "Vi salutiamo umilmente, o pazientissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; e per gli innumerevoli patimenti che soffriste nella fuga in Egitto, fate che la nostra famiglia sia sempre lontana dai pericoli di perversione, e sopporti in pace le tribolazioni della vita."
  • Quinto giorno: "Vi salutiamo umilmente, o mansuetissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; e per le angosce da voi sofferte nel ritorno dall’Egitto, specialmente quando per timore di Archelao siete ritornati a Nazareth, fate che la nostra famiglia sia da voi difesa contro gli assalti dei nemici e viva sicura e tranquilla sotto il Vostro patrocinio."
  • Sesto giorno: "Vi salutiamo umilmente, o pietosissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; e per la singolare modestia con cui andavate a celebrare la Pasqua nel Tempio di Gerusalemme, fate che la nostra famiglia sia a tutti di esempio nella partecipazione alla S. Messa e ai Sacramenti."
  • Settimo giorno: "Vi salutiamo umilmente, o gloriosissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; e per la perfetta sottomissione che sempre aveste alle disposizioni del Padre, fate che la nostra famiglia viva in ogni momento, specialmente nella prova, sottomessa alla volontà di Dio, affinché abbia un giorno la grazia di spirare tra le vostre braccia."
  • Ottavo giorno: "Vi salutiamo umilmente, o Santissima Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; per il perfetto compimento della singolare missione affidata a ciascuno di Voi dal Padre Celeste, fate che anche la nostra famiglia realizzi il divino progetto per essere luminosa “chiesa domestica” nel mondo."
  • Nono giorno: "Vi salutiamo umilmente, gloriosissima Santa Famiglia, Gesù, Maria, Giuseppe; per la gloria incomparabile da cui siete avvolti in cielo, e per la intensissima beatitudine che ivi godete, meritate con la vostra vita di amore e di dolore, concedete alla nostra famiglia di venire con voi un giorno, per tutta l’eternità, dopo una vita di perfetta e continua adesione alla volontà di Dio, nella gioia e nella sofferenza. Amen."

Atto di Affidamento alla Santa Famiglia di Nazareth

Gesù, Maria e Giuseppe a voi, Santa Famiglia di Nazaret, oggi, volgiamo lo sguardo con ammirazione e confidenza; in voi contempliamo la bellezza della comunione nell’amore vero; a voi raccomandiamo tutte le nostre famiglie, perché si rinnovino in esse le meraviglie della grazia.

Santa Famiglia di Nazaret, scuola attraente del santo Vangelo: insegnaci a imitare le tue virtù con una saggia disciplina spirituale, donaci lo sguardo limpido che sa riconoscere l’opera della Provvidenza nelle realtà quotidiane della vita.

Santa Famiglia di Nazaret, custode fedele del mistero della salvezza: fa’ rinascere in noi la stima del silenzio, rendi le nostre famiglie cenacoli di preghiera e trasformale in piccole Chiese domestiche, rinnova il desiderio della santità, sostieni la nobile fatica del lavoro, dell’educazione, dell’ascolto, della reciproca comprensione e del perdono.

Santa Famiglia di Nazaret, ridesta nella nostra società la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, bene inestimabile e insostituibile. Ogni famiglia sia dimora accogliente di bontà e di pace per i bambini e per gli anziani, per chi è malato e solo, per chi è povero e bisognoso. Gesù, Maria e Giuseppe voi con fiducia preghiamo, a voi con gioia ci affidiamo. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

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