La riflessione sinodale è un processo dinamico che, dopo una prima fase di avvio, richiede di essere incarnato nella vita concreta della Diocesi. È quanto sottolinea la moderatrice Suor Luisella Musazzi, la quale spiega l'importanza di far scaturire le risorse già presenti sul territorio attraverso un lavoro di sinergia e di rete, a partire dai decanati, che dovrebbero esserne i protagonisti principali.
L'Obiettivo del Lavoro Sinodale: Processi di Consapevolezza e Integrazione
La Consulta, pur non essendosi ancora riunita, si propone di sviluppare processi duraturi nel tempo, basandosi sulle idee contenute nel documento finale del Sinodo. L'intento principale non è quello di trovare soluzioni immediate o di assumere decisioni a tavolino, bensì di avviare processi di consapevolezza che possano far crescere tutte le potenzialità della Diocesi, in particolare dal punto di vista dell'integrazione delle diversità.
Suor Luisella fa riferimento alle risorse provenienti da altre formazioni ecclesiali e a persone giunte da altri continenti, che possono offrire un contributo prezioso alla Chiesa. Una Chiesa che, pur essendo ricca di tradizione, ha sempre l'opportunità di arricchirsi, condividere e ricevere. Fondamentale è l'apertura alla dimensione dell'accoglienza, riconoscendo il bisogno degli altri, di altre teologie, fedi e modi di vivere la carità e fare catechesi.
Oltre alle diverse forme di carità e annuncio, il progetto sinodale prevede che anche ambiti come la scuola, lo sport, il tempo libero, la cultura e la politica diventino luoghi di confronto, dialogo e presenza attiva. Come evidenziato da Suor Luisella, l'intero orizzonte della vita umana e della vita di fede dovrebbe essere coinvolto. La Commissione si immergerà nel documento finale per studiarlo, appropriarsene e fissare una metodologia di lavoro. Sarà essenziale conoscere i decanati e farsi conoscere, anche dalle cappellanie e dalle varie realtà.

Mettere in luce dimensioni o presenze che spesso diamo per scontate può generare un nuovo tempo, una nuova profezia che emerge dalle periferie, intese in senso lato, da quelle aree più in ombra della Diocesi. La diversità è sempre uno stimolo per verificare il proprio percorso, ma anche per aprirsi e accogliersi, senza nulla togliere al cammino della Chiesa ambrosiana.
Il Contributo Umano e Spirituale di Suor Luisella
Suor Luisella Musazzi è ricordata per la sua straordinaria capacità di accoglienza autentica, riconoscendo in ciascuno la sua perfetta unicità. Aveva la capacità di sintonizzarsi con il bisogno altrui e di svelare il limite, non per giudicare o umiliare, ma sempre per aiutare a crescere. Era un connubio di gioia e autorevolezza, risate e serietà, parole misurate e intuizioni geniali, umiltà e un abbraccio benedicente: era vera.
È stata la prima donna a far parte del Consiglio Episcopale Milanese. Con discrezione, ha lasciato un segno significativo della visione femminile della Chiesa, non imposto, ma effuso come un profumo. Era una missionaria comboniana, animata dal desiderio costante di partire e di incarnare la "Chiesa in uscita". La diocesi, osando e fidandosi, le ha affidato il compito di accompagnare i primi passi di un cammino che oggi coinvolge centinaia di persone.
Un altro aspetto distintivo di Suor Luisella era la consapevolezza di sé e del proprio limite. La sua scelta di insegnare ad altri a scegliere e a discernere per il bene proprio e altrui ha toccato innumerevoli novizie, madri, padri, famiglie parrocchiali e giovani. La sua capacità di sapersi consegnare nel dolore e nella malattia è stata un esempio per molti.

La Chiesa "Dalle Genti" e le Sfide Contemporanee
La pandemia ha posto interrogativi e sfide inedite anche nel contesto di una comunità ecclesiale come quella ambrosiana, che sta rapidamente cambiando volto. Come parlare di "Chiesa dalle genti" in questo momento? Gli elementi della nostra vita, e in particolare la fragilità comune a tutti, sono diventati l'alfabeto del dialogo.
Papa Francesco ha invitato a considerarci tutti "sulla stessa barca", un'immagine che non è solo ispirata evangelicamente, ma profondamente attuale. In questa barca, qualcuno si salva e qualcuno no, le barche sono fragili e l'ingiustizia persiste. La pandemia ha reso queste realtà ancora più evidenti. In una prospettiva di Chiesa universale, di Chiesa dalle genti, esistono realtà di dialogo che superano i confini nazionali e tradizionali. La consapevolezza che la Chiesa dalle genti è già presente in mezzo a noi può essere di grande aiuto. Una Chiesa che è espressione del Regno di Dio non può essere interamente codificata in strutture.
Il Santo Padre invita a "uscire" anche mentalmente, per attingere ad altre sapienze, a quella dei popoli e della vita, per superare il buio. In questo modo, la Chiesa dalle genti può accendere luci di speranza che, pur non essendo sempre visibili nei nostri linguaggi, sono già state seminate da Dio nella storia.
Rerum per "servire una Chiesa in uscita": nasce il Centro Evangelii Gaudium
Dialogo, Relazione e Sapienza nella Chiesa Ambrosiana
Nel Discorso alla Città del 2020, l'Arcivescovo ha richiamato la centralità di un dialogo tra le fedi non autoreferenziale, ma aperto agli altri e all'Altro. C'è la necessità di sentirsi a proprio agio nella storia presente, con un atteggiamento di apertura. Prima delle iniziative e dei programmi, come indicato dall'Arcivescovo nel Documento sinodale, è forse opportuno assumere un atteggiamento diverso: di ricerca, di incontro, di apprezzamento e di cura della relazione, più che della struttura e delle istituzioni. Questo è ciò di cui abbiamo più bisogno in questo tempo, poiché la pandemia ha riacceso la nostalgia di relazioni più autentiche e semplici.
Nonostante la tendenza a uno stile molto organizzato, con strategie e protocolli, è giunto il momento di valorizzare il linguaggio della relazione e della cura come apertura al dialogo e all'incontro. Con la Proposta pastorale di quest'anno, l'Arcivescovo ha invitato a lasciarsi illuminare dalla sapienza. Questa sapienza, seminata da Dio nella storia, permette di giudicare il momento attuale con criteri scientifici, umani e di fede, attingendo alla luce che viene dall'alto.
L'urgenza è la collaborazione. La capacità di mettersi l'uno di fronte all'altro, insieme per un obiettivo comune, senza rivendicare privilegi, ma cercando la verità e i percorsi che permettano di superare il buio e di aprire finestre di speranza all'interno della stessa Chiesa cattolica, promuovendo alleanze tra tutte le sue espressioni.