Il Santuario di Santa Libera a Malo, Vicenza: Storia, Arte e Devozione

Un Luogo di Storia Millenaria e Intensa Devozione

Su un colle a sud del paese di Malo, nel Vicentino, sorge il Santuario di Santa Libera, un luogo di profonda spiritualità e storia. Molto frequentato dai devoti, questo santuario custodisce l'immagine di una Madonna incinta, opera forse di un artista di passaggio, ritenuta protettrice dai mali e oggetto di grande venerazione, soprattutto da parte delle partorienti.

Recentemente, nel 2005, è stato riconosciuto dall’allora vescovo mons. Cesare Nosiglia, come “Santuario diocesano della divina maternità”, consolidando il suo ruolo centrale per le coppie che desiderano la maternità o cercano benedizione durante la gravidanza.

Veduta panoramica del Santuario di Santa Libera a Malo su un colle con la campagna circostante

Dalle Origini Antiche alla Pieve Cristiana

Le Radici Strategiche del Colle

L’edificio sorge su un luogo strategicamente importante. Secondo la tradizione, al tempo dei romani, in questo sito sorgeva un tempietto dedicato a una dea, probabilmente a Diana, dea della caccia, e prima ancora a Reitia, onorata dai Paleoveneti come la “raddrizzatrice” del feto umano poco prima del parto. Questa antica devozione alla maternità, legata al sito, sembra precorrere il culto mariano attuale. Nel corso del decimo secolo, su disposizione di Berengario primo, dal vescovo di Vicenza sul posto fu fatto erigere un castello che per ben tre secoli fu il fulcro della vita della comunità. Si tramanda che la chiesa, in origine un'antica cappella fatta erigere da S. Prosdocimo, secondo tradizione protovescovo di Padova, che aveva fatto abbattere il tempietto pagano, divenne nel corso del settimo secolo la pieve di Malo con il titolo di Santa Maria Assunta, richiamando nell'intitolazione quella della cattedrale vicentina; fu una delle prime pievi della diocesi. Questa chiesa molto probabilmente si richiamava allo stile bizantino.

Le Trasformazioni Architettoniche attraverso i Secoli

L’interno dell’edificio suggerisce la presenza di una stratificazione architettonica complessa. Caduto in rovina il castello, al suo posto fu eretta una nuova chiesa in stile romanico negli ultimi decenni del Duecento, con il tetto a capanna. Nel Trecento la chiesa venne ampliata e alzata, e le pareti dipinte con scene bibliche, poi cancellate nel Seicento. Si può notare anche una successiva modifica nel periodo gotico e la struttura generale assunta tra il 1705 e il 1739 nella ricostruzione barocca voluta dall'arciprete Troncato. Tale fu la radicale trasformazione che sostanzialmente è quella che appare ancora oggi.

Secondo lo Studio del 2009 “La chiesa di Santa Libera del Castello di Malo (Vicenza) tra fonti storiche ed indagini archeologiche”, durante lavori di posa di un impianto di riscaldamento subpavimentale, fu trovato il pavimento del santuario quattrocentesco. Mentre il precedente edificio sacro era di dimensioni piuttosto contenute, doveva avere soltanto tre altari, l’attuale chiesa, che si fregia anche del titolo di santuario, è ampia e disposta su tre navate di stile vagamente barocco, un barocco però nell’insieme contenuto e con elementi che si richiamano al classico.

Ricostruzione grafica dell'evoluzione architettonica del Santuario di Santa Libera dal castello alla chiesa romanica e barocca

Il Cuore del Santuario: L'Immagine Miracolosa di Maria Liberatrice

La Madonna Incinta: Un'Icona Rara e Preziosa

L’immagine di Santa Libera merita una considerazione particolare. Si tratta di una delle più antiche raffigurazioni della Madonna nel vicentino, risalente ai primi decenni del Trecento. La Madonna è dipinta con il grembo da gestante, una delle poche immagini del periodo a rappresentare la Vergine in stato interessante, ed è venerata come liberatrice dai pericoli e dai dolori del parto. Dipinta probabilmente da un pittore di passaggio su un muro della pieve, fu in seguito recuperata all'interno della chiesa e fatta oggetto di grande devozione e culto.

Dettaglio dell'affresco trecentesco della Madonna incinta nel Santuario di Santa Libera

La Devozione come "Liberatrice" e le Testimonianze

Ad essa i Maladensi si rivolsero durante la peste del 1630 che aveva flagellato il paese ed è convinzione degli abitanti di allora che sia stata la Madonna a fare cessare la calamità, tanto che l’immagine venne riconosciuta come Maria Liberatrice dal male, ossia Santa Libera, con cui ancora oggi è venerata. Secondo la testimonianza del sig. Romualdo Xotta, sempre attento e interessato a quanto avviene nella comunità maladense, così si esprimeva Renato Gasparella, un importante operatore culturale del luogo: “Anticamente su uno sperone roccioso sorgeva un tempietto dedicato a Diana, dea della caccia e, prima ancora, a Reitia onorata dai Paleoveneti come la “raddrizzatrice” del feto umano poco prima del parto. Da sempre le gestanti hanno invocato la Madonna col titolo di “Liberatrice””.

Dal canto suo don Tarcisio Raumer, autore della pubblicazione “Santa Libera. Nella storia e nella tradizione”, dà questa descrizione dell’immagine: “L’altezza è al naturale; sta seduta senza il Bambino; gli occhi pietosamente rivolti ai riguardanti… Ebbe venerazione dal popolo specialmente nelle pubbliche calamità e maggiormente nella pestilenza del 1630. Dinanzi a questa immagine si pregò, si pianse per la liberazione dal fatal morbo che aveva stremato così il paese che, secondo la tradizione, appena un centinaio di abitanti si contavano”. Per ospitare l’immagine, sempre prima della metà del Settecento, fu costruita una apposita cappella ricca di marmi e l’immagine, collocata sopra il nuovo altare, fu coperta da un drappo di seta che lasciava vedere soltanto il capo e in parte il collo.

Il Santuario Oggi: Centro di Fede, Maternità e Comunità

Il "Santuario Diocesano della Maternità"

Santa Libera di Malo è diventato un punto di riferimento per le coppie che chiedono il dono della maternità o, se la gravidanza è già in atto, la benedizione per la vita che dovrà nascere. Il santuario è recentemente balzato agli onori della cronaca locale per la storia di Giulia, nata sana, nonostante il feto riscontrasse patologie gravi, dopo il pellegrinaggio dei genitori. Si è subito parlato di miracolo, e di sicuro, per i maladensi questo è un luogo di grazia.

La Vita Spirituale e la Comunità

«Sono parroco a Malo da dieci anni - racconta don Giuseppe Tassoni -, al santuario ho visto persone piangere e persone gioire; l’affetto verso la Madonna è grande. La gravidanza è sempre un momento di ansia per le coppie, che perciò sentono la necessità di affidarsi durante questa attesa. Ma si prega anche per poter avere un figlio, quando sembra che non arrivi. Abbiamo centinaia di ex voto di ringraziamento. Poi ci sono i coniugi in crisi che vengono per ritrovare il gusto della vita a due. La Madonna diventa così liberatrice da tutti i mali che oggi intaccano la vita di coppia. E quante nonne vengono a pregare per figli e nipoti!»

Santa Libera è il cuore della zona pastorale ed è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 19, con visite continue; almeno un centinaio di persone partecipa alla messa domenicale. Ma è soprattutto nella seconda domenica di maggio, quando si celebra la festa della mamma, e a settembre, con la Novena in preparazione alla Natività di Maria (l’8 settembre), che il santuario “esplode”. Sempre più coppie di fidanzati desiderano sposarsi sotto la protezione della Madonna. «Lo scorso anno - continua don Giuseppe -, su 30 matrimoni, 29 sono stati celebrati in santuario. E il santuario vanta anche un’ottima acustica».

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Le Opere d'Arte e la Struttura Interna

L’edificio presenta alcune opere di particolare valore artistico:

  • l’altare maggiore con la quattrocentesca Madonna con il Bambino in pietra;
  • l’altare delle Stelle, o dell’Addolorata, rinnovato nel 1670;
  • l’altare del Crocefisso del 1690;
  • e quello di Santa Libera del 1730-1740, sede di un dipinto di grande importanza e rarità.

Altre opere di un certo pregio sono la statua di San Corpoforo, quella di San Leonzio, quella della Pietà e la pala dell’Assunta del De Pieri. Alla fine dell’Ottocento risale la facciata sovrastata da statue, evento ricordato da una scritta latina posta sul frontone “In honorem S. M.

Un Ponte con la Letteratura: "Libera nos a malo" di Luigi Meneghello

L'importanza della chiesa di Santa Libera si estende anche al mondo della letteratura. Il titolo del libro forse più rappresentativo di Luigi Meneghello, "Libera nos a malo", prende spunto almeno come input lessicale dalla sua intitolazione. Con un linguaggio tutto suo, molto vicino al linguaggio popolare, Meneghello ricostruisce la vita di un paese negli anni del dopoguerra nel vicentino. Il titolo contiene volutamente in sé un che di civettuola ambiguità perché il paese preso di mira è quello di Malo, paese dell’autore, dove sorge l’antica pieve che si intitola a Santa Libera.

Quindi quel “LIBERA NOS A MALO” titolo del libro contiene in sé il doppio significato di un desiderio di essere liberati dal male, come del resto recita il famoso versetto del Padre Nostro, ma anche di potersi emancipare da condizioni che possono diventare delle "palle al piede" per una società che ha bisogno di non sentirsi sempre prigioniera del passato. Meneghello gioca con l'ambiguità perché “malo” può essere inteso sia come male, se letto in latino, sia come il nome del paese Malo, se riferito al toponimo in questione.

Copertina del libro

Riferimenti e Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, il volume di Silvio Eupani "Le sette chiese della parrocchia di Malo" contiene una cronistoria, una buona documentazione e un ricco apparato fotografico sul patrimonio religioso locale, compreso il Santuario di Santa Libera.

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