La figura della Madonna della Mercede (o Nostra Signora della Misericordia) è profondamente legata alla storia dell'Ordine dei Mercedari, un'istituzione religiosa nata con il nobile scopo di riscattare i cristiani dalla schiavitù. Questa devozione, radicata nella carità e nella liberazione, si manifesta attraverso secoli di storia e numerose preghiere che ne testimoniano il significato profondo.
Le Origini dell'Ordine della Mercede
Nell’agosto del 1218, la Vergine Santissima apparve contemporaneamente a san Pietro Nolasco, a san Raimondo di Penafort e a Giacomo d’Aragona per chiamarli alla fondazione dell’Ordine della Mercede della Redenzione degli Schiavi. Questa apparizione, in cui la Vergine scese dal Cielo, ingiunse a San Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla liberazione dei miseri schiavi cristiani. L’Ordine fu approvato da Gregorio IX nel 1235 e riscattò innumerabili schiere di cristiani resi schiavi dai Saraceni e dai Turchi, con una carità esimia che portava il Mercedario a offrire la sua stessa vita per la libertà di quei poveri.
I Mercedari, fissando la loro attenzione su Maria, le hanno attribuito il titolo della Mercede o della Misericordia perché, come diceva Alfonso X il Savio: “Redimere gli schiavi è opera di grande Mercede”, ossia di Misericordia. È un Ordine religioso profondamente inserito nella vita della Chiesa che opera soprattutto là dove è necessario portare la liberazione redentrice del Vangelo, dove l’uomo viene sfruttato e oppresso, dove la sua fede e la sua dignità di persona sono in pericolo.
Benemeriti furono anche nella propagazione della fede nel Nuovo Mondo. “Al fine poi di rendere a Dio e alla Vergine Madre le dovute grazie per sì benefica istituzione - come recita il Breviario Romano - la Sede apostolica dopo aver accordato allo stesso ordine innumerevoli privilegi, concedette di celebrare questa festa particolare e di recitarne l’Ufficio” ogni 24 di settembre.

La Beata Vergine Maria, Ispiratrice e Protettrice
La Beata Vergine Maria è considerata a tutti gli effetti l’ispiratrice della fondazione, da parte di s. Pietro Nolasco (1180-1245), dell’antico Ordine della Mercede; il titolo con cui viene onorata è strettamente correlato alla storia di quest’Ordine, che da lei prese la denominazione. Prosper Guéranger scrive: Quando il giogo Saraceno pesava sulla parte più grande e più bella della Spagna, mentre innumerevoli infelici, in una spaventevole schiavitù, erano esposti al pericolo continuo di rinnegare la fede e di dimenticare la loro eterna salvezza, la Beata Regina del cielo, rimediando nella sua bontà a tanti mali, rivelò la sua grande carità, per riscattare i suoi figli. Apparve a san Pietro Nolasco, che pari alla ricchezza aveva la fede e che, nelle sue meditazioni davanti a Dio, pensava continuamente al modo di portare aiuto ai molti cristiani prigionieri dei Mori.
Dolce e benigna, la Beata Vergine si degnò dirgli che, insieme con il suo Figlio, avrebbe gradito la fondazione di un Ordine religioso, che avesse lo scopo di liberare i prigionieri dalla tirannia dei Turchi e, incoraggiato da questa visione, l’uomo di Dio si pose all’opera con un ardore di carità che sarebbe impossibile descrivere ed ebbe da quel momento un solo pensiero: consacrare sé e l’Ordine che avrebbe fondato all’altissima missione di carità di rischiare la vita per i suoi amici e per il prossimo. I Mercedari hanno portato la devozione alla Madonna della Mercede in tutto il mondo. Ancora viene invocata con tanta devozione per la liberazione delle schiavitù del nostro tempo.
La beata Vergine sotto il titolo «della mercede» è venerata soprattutto in Aragona e in Catalogna, come pure in numerose regioni dell’America Latina. Il suo nome risuona festoso in cielo ed in terra ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto, fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici. Tu sei rifugio dei cristiani e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri.

Preghiere alla Madonna della Mercede
Preghiera alla Madonna della Mercede
O Vergine Santissima della Mercede, Tu che per pietà verso i miseri schiavi cristiani, scendesti dal Cielo, ingiungendo a S. Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla loro liberazione, deh! ti muova a pietà lo stato di tanti che giacciono sotto la più dura schiavitù, quella del peccato. Liberali, o Vergine Santa, e concedi loro la libertà dei figli di Dio! Minacciati, come siamo, dalla stessa schiavitù, anche per noi risplenda la tua pietà, o Vergine Santissima della Mercede! Tu che conosci l’insufficienza nostra nelle dure lotte contro il comune nemico, accorri in nostro aiuto, rinsalda le nostre vacillanti volontà, donaci la vittoria. Su Te, Madre nostra Santissima, sono riposte le nostre speranze. Da Te ci aspettiamo il trionfo finale per raggiungere il Paradiso e sciogliere un cantico di gloria e di ringraziamento a Te che ne sei la Regina. Amen.
Preghiera "Salve, o Regina del Cielo e della Terra"
Salve, o Regina del cielo e della terra! Salve, o Sacratissima Madre nostra della Mercede! Dispensatrice amorosa delle divine misericordie; luce vivificante che col vostro celeste fulgore illuminate il paradiso e diradate le tenebre mortali di questo misero mondo; soavità gratissima che con la vostra grazia addolcite le acque amarissime di nostre sventure. Salve, o Madre immacolata! Àncora sicura di salvezza che porgete benigna la mano liberatrice a chiunque si trova nell’abisso dello smarrimento. A Voi si rivolsero gli esuli cristiani oppressi dalla infamia degli infedeli e Voi li ridonaste alla patria. A Voi ci rivolgiamo anche noi; affinché ascoltiate i nostri gemiti ed abbiate pietà di noi, che passiamo gli anni in continue lacrime. Guardate, o Maria, i vostri figli e rallegrateli; guardate i loro nemici e disperdeteli. Sorreggete con la vostra destra il nostro comun Padre, il Romano Pontefice, e fra le insistenti battaglie che gl’ingrati ed i maligni gli muovono contro tuttogiorno, corroborate il suo spirito, affinché, difenda la Chiesa a lui affidata dall’Eterno Pontefice Gesù Cristo e la conduca incolume di trionfo in trionfo alla gloria finale. Sia il Nome vostro Santissimo un’eco universale che ai giorni nostri diffonda la Fede cattolica per tutta quanta la terra. Particolare cura però vi prenda del Sacro vostro Ordine. Fate che cresca sino alla fine dei secoli nella forte carità che gli diede principio e vita. Benedite infine, o cara Vergine della Mercede, questo popolo a Voi devoto, e siate la pronta felicità di tutti i cristiani vivi e defunti; acciocché tutti partecipino alla dolce e clemente vostra bontà e vi lodino e ringrazino eternamente.
Orazione al Glorioso Fondatore San Pietro Nolasco
O glorioso fondatore dell’Ordine Mercedario e padre mio San Pietro Nolasco, che mettesti a fondamento della tua famiglia religiosa l’amore a Dio e al prossimo, vissuto nella più fedele imitazione di Cristo Redentore, guida i miei passi in questo giorno perché sappia andare incontro ai fratelli bisognosi oppressi e perseguitati. Impetrami l’intuito di scoprire le sofferenze e le catene che li rendono schiavi nel corpo e nello spirito. Ottienimi dal Signore la più completa libertà del cuore e della mente, perché sia capace di imitarti nella carità che non conosce limiti ed è pronta anche al sacrificio della vita. Per Cristo nostro Signore.
Altre Invocazioni e Orazioni
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Antifona: O Virgo virginum, quam pulchra es, et decora in deliciis. Tu fons pietatis, humanos miserata quaestus, te conspiciendam dedisti, et educeres vinctos de tenebris, et umbra mortis et vincula eorum disrumperes. Alleluia.
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Versículo e Risposta: V. Respice de coelo, et visita vineam istam. R. Et perfice eam, quam plantavit dextera tua.
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Oremus: Deus, qui per gloriosissimam Fili tui Matrem ad liberandos Christi fideles a potestate paganorum nova Ecclesiam tuam prole amplificare dignatus es: praesta quaesumus, ut quam pie veneramur tanti operis Institutricem, eius pariter meritis et intercessione a peccatis omnibus et captivitate daemonis liberemur. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.
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Preghiera: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Salve o Maria, Madre purissima della Mercede, fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore, esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione. O Vergine Santa, poiché ti sei compiaciuta di unire alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini, il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi, degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi, devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti, affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono, veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
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Orazione: O mia signora e madre mia Maria della Mercede, nel tuo cuore il Signore ha deposto l’abbondanza della sua misericordia; rivolgi su tutti noi il tuo sguardo materno. Intercedi specialmente per quelli che soffrono, sono angosciati o avvinti da qualunque catena del corpo e dello spirito perché siano forti e fedeli nella prova. Io mi offro tutto a te: Ti offro la mia mente, il mio cuore, i miei sensi perché tu li custodisca e mi aiuti ad essere, in ogni momento della vita, strumento del divino amore in mezzo ai fratelli. Ottienimi di diventare un figlio a te devoto, un fedele imitatore della generosità con cui sapesti corrispondere alle grazie del redentore nostro, Gesù.
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Orazione: O Dio onnipotente che, con la maternità verginale di Maria, ci hai donato i beni della salvezza, concedi di sperimentare l’intercessione di colei che ci ha dato l’autore della vita, Gesù Cristo tuo Figlio.
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Preghiera: Beatissima signora, miracolo di pietà e di clemenza, vergine santissima della Mercede, che ordinasti il riscatto degli schiavi per liberarli dal pericolo di perdere la fede di Gesù Cristo, ti preghiamo che si conservi sempre pura nel nostro cuore la religione del tuo Figlio. Come spezzasti le catene degli schiavi, spezza con la tua grazia tutte le catene che minacciano di legare noi per renderci schiavi infelicissimi di satana, e poiché il divin Redentore ti ha costituita madre universale dei cristiani, fa’ con noi, Madre della Mercede, quel patto dolcissimo che facesti con il glorioso San Raimondo Nonnato, al quale comandasti che ti chiamasse sempre con il nome di madre, promettendogli che tu lo avresti chiamato sempre tuo figlio. Amen.
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Salve Regina (in latino): Salve regina, Mater misericordiae; vita, dulcedo et spes nostra, salve. Ad te clamamus éxules filii Hevae. Ad te suspiramus gementes et flentes in hac lacrimarum valle. Eja ergo advocata nostra, illos tuos misericordes òculos ad nos converte. Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, nobis post hoc exilium ostende. Amen.
Il Triduo di Ringraziamento alla Beata Vergine della Mercede
Il Triduo di Ringraziamento è una pratica devozionale suggerita "per liberarci di un peccato che ripetiamo spesso". Esso è un modo per esprimere gratitudine per le grazie ottenute tramite l'intercessione della Madonna della Mercede.
O generosa, amorosissima Madre nostra della Mercede, venimmo a te tristi e preoccupati, esponendoti le pene che angosciavano il nostro cuore e le ansie che tribolavano le anime nostre; oggi ritorniamo commossi e lieti per ringraziarti con tutto il cuore della grazia che con la tua intercessione ci hai ottenuta. Tu ascoltasti le nostre suppliche, comprendesti le nostre pene, asciugasti le nostre lacrime; e noi fummo liberi dal male che ci travagliava nel corpo e dalle angustie che ci pesavano sull’anima. Per la tua materna intercessione il nostro cuore ha conseguito la pace, la nostra esistenza ha ritrovato la sicurezza nella fiducia in Dio, la nostra famiglia ha riacquistato la tranquillità e la pace. Grazie, o diletta Madre, grazie oggi e sempre. Avevamo tanta fiducia in te, ma la consapevolezza di nulla meritare a causa dei nostri peccati, ci rendeva dubbiosi della misericordia divina. Sei stata dunque tu, o generosa Vergine, che, nonostante la nostra indegnità sei venuta in nostro soccorso; sei stata tu a renderci benigna la giustizia di Dio; sei stata tu, alla cui parola materna la sua Onnipotenza, la sua Misericordia nulla può negare a intercedere per noi. Sì, o Madre cara, nel ringraziarti di tanto favore, sentiamo il dovere di non doverti essere ingrati. Tu soccorresti e liberasti i poveri schiavi dalle catene del corpo, perché essi non ne venissero legati dai lacci dell’errore del peccato, e desideri che anche per noi i benefici e le grazie concesseci servano ad elevare le nostre anime e a fortificare la nostra fede e la nostra virtù. Hai ben ragione, Vergine benigna, perché il tuo finale intento è che noi, liberi dalle catene che ci avvincono al mondo, alla carne ed a satana, possiamo raccoglierci un giorno tutti sotto il tuo manto in paradiso. Ebbene, noi oggi ai nostri ringraziamenti uniamo il proposito di vivere d’ora in poi da veri figli tuoi, coraggiosi assertori della nostra fede, devoti alla santa legge di Dio, dediti all’adempimento dei nostri doveri, misericordiosi verso i nostri fratelli. Aiutaci tu stessa nel mantenere questi nostri propositi; rendici perseveranti nel bene, e un giorno verremo ad unire le nostre lodi e ringraziamenti alle lodi e ai ringraziamenti degli Angeli e Santi del cielo.
La Devozione di San Josemaría Escrivá alla Madonna della Mercede
Gli scritti e la devozione di san Josemaría Escrivá hanno una forte impronta mariana, come pure l'ha l'Opus Dei, il cammino di santificazione nella vita ordinaria che la provvidenza divina aprì il 2 ottobre del 1928. Il fondatore dell'Opus Dei cercava di mettere Maria in tutto, e ricorrere a Lei per qualunque necessità.
È possibile che - essendo nativo di Barbastro - Josemaría Escrivá de Balaguer conoscesse già da piccolo la Madonna della Mercede, essendo questa molto venerata nelle terre dell'antica Corona di Aragona. Una sua zia, che egli amava in modo particolare, si chiamava proprio Mercedes. Forse la prima volta che visitò la Madonna nella Basilica di Barcellona fu nel 1924, prima di ricevere il diaconato, approfittando di una breve visita.
Un Viaggio in Piena Guerra
Un successivo viaggio a Barcellona di cui abbiamo notizia fu nel 1937, in circostanze molto diverse. In piena guerra civile, San Josemaría e alcuni dei primi fedeli dell'Opus Dei si accingevano a passare, attraverso i Pirenei, dall'altro lato del fronte, per poter continuare il lavoro apostolico che Dio chiedeva loro. Durante questo breve soggiorno nella capitale catalana, dal 10 ottobre al 19 novembre, egli percorse la città da un estremo all'altro, seguendo un programma di allenamento in previsione delle lunghe camminate che lo aspettavano se voleva attraversare i Pirenei. Abbiamo testimonianza di come San Josemaría raccomandava a chi lo accompagnava di pregare, passando davanti a una chiesa, facendo interiormente atti di riparazione e comunioni spirituali. La Basilica della Mercede poteva ben essere oggetto di queste preghiere intime, che lui stesso cercava di fare con frequenza.
Visite e Ringraziamenti per l'Opus Dei
Terminata la guerra, gli ultimi giorni del dicembre del 1939, Josemaría Escrivá torna a Barcellona con quello che sarebbe stato il suo primo successore, Álvaro del Portillo. Scopo di questo viaggio era aiutare l'inizio del lavoro apostolico stabile nella capitale catalana. Nel 1940 San Josemaría fece tre viaggi a Barcellona, e visitò la Basilica della Mercede almeno una volta, il 2 aprile. È possibile che, come sempre, abbia approfittato dell'occasione per mettere ai piedi della Madonna le intenzioni che portava nel cuore: la Chiesa, l'Opera e il mondo.
Nel 1941, quando l'Opus Dei ricevette la sua prima approvazione, la reazione di San Josemaría fu di ringraziare la Vergine Maria, e volle inviare un telegramma ai suoi figli di Barcellona per chiedere loro di andare alla Mercede a ringraziare la Madonna per le continue cure materne che prestava all'Opera. San Josemaría torna a Barcellona e alla Mercede nel 1942 e nel 1943. Per l'Opera, pur contando sull'approvazione dei vescovi dei luoghi in cui lavorava, erano anni di forti incomprensioni, fondamentalmente per la novità del messaggio della santificazione del lavoro che l'Opus Dei proponeva. Dio permise che queste contraddizioni fossero particolarmente dure a Barcellona. Inoltre si rendeva necessario un riconoscimento giuridico da parte del Santo Padre, per poter lavorare anche in altri paesi. Con questo scopo, Alvaro del Portillo va a Roma, il 25 febbraio del 1946. Egli stesso ricorderà, anni più tardi, la prima risposta che ottenne: "Mi dissero, tra molte altre cose, che non era ancora possibile ottenere l'approvazione dell'Opus Dei: eravamo arrivati - questa fu l'espressione letterale - con un secolo di anticipo. Le difficoltà erano così grandi, apparentemente insuperabili, che decisi di scrivere al Padre per fargli presente la necessità della sua presenza a Roma".
Josemaría Escrivá: Il Santo della Vita Quotidiana
Il Viaggio a Roma e l'Intercessione della Mercede
San Josemaría soffriva in quel periodo di un diabete molto grave, al punto che il medico che lo aveva in cura aveva declinato ogni responsabilità sulla sua vita se avesse intrapreso quel viaggio. Tuttavia decise di farlo, per mare, imbarcandosi nel porto di Barcellona per Genova. Lasciò Madrid nel mese di giugno e, sulla strada per Barcellona, fece tappa alla Madonna del Pilar di Saragozza e a Monserrat. Arrivò nella capitale catalana il 21, e subito volle incontrarsi con i suoi figli nel centro dell'Opus Dei che si trovava in calle Muntaner. Tutti i presenti avrebbero ricordato, passati gli anni, la preghiera che San Josemaría fece ad alta voce nell'oratorio di Muntaner: "Signore, tu hai potuto permettere che io in buona fede inganni tante anime? Ma se ho fatto tutto per la tua gloria e sapendo che è la tua volontà!". E faceva sue le parole che San Pietro rivolge al Signore: "ecco noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Che sarà di noi? (Matteo 19,27)". San Josemaría ricorse all'intercessione di Maria varie volte durante quell'orazione e, al termine, andò alla Mercede per porre se stesso e tutte le sue intenzioni sotto la protezione materna della Madonna.
"Sono venuto a Roma mettendo la mia anima nelle mani di mia Madre la Vergine Santissima, e con una fede appassionata in Dio nostro Signore, che invocavo con fiducia, dicendogli: ‘ecce nos reliquimus omnia te secuti sumus te: quid ergo erit nobis’? Che cosa sarà di noi, Padre mio?", avrebbe ricordato più tardi. Una volta arrivato nella città eterna, dopo un viaggio molto agitato sulla nave J. J. Sister, l'approvazione giuridica andava risolvendosi con diverse tappe. La Santa Sede concedette il Breve "Cum societatis", espresso assenso al lavoro pastorale, e la lettera "Brevis sano", di lode dei fini dell'Opus Dei, previa al "Decretum laudis", che fu concesso il 24 febbraio 1947. San Josemaría comprese che era stata la Madonna della Mercede che aveva facilitato questa approvazione, e dispose, in ricordo del viaggio, che nell'oratorio di Muntaner si ponesse una pala d'altare con l'immagine della Mercede, con incise quelle parole di San Pietro: "Ecco…" . Successivamente avrebbe fatto porre un'immagine anche in un oratorio della Sede Centrale dell'Opus Dei a Roma.
Il Ritorno e la Perpetuazione della Devozione
Il 21 ottobre 1946 volle tornare a Barcellona per ringraziare personalmente la Madonna della Mercede per la sua sollecita intercessione nel cammino giuridico dell'Opera. Questo appellativo della Vergine rimase definitivamente nel ricordo di San Josemaría, occupando così un luogo speciale nel suo cuore, insieme alla Madonna del Pilar di Saragozza, città dove fu ordinato sacerdote, e, tra le altre, Torreciudad, Sonsoles, Loreto e Guadalupe. A partire da quel momento, le visite alla Mercede sarebbero state abituali, e sono state continuate poi dai suoi successori e da molti membri dell'Opus Dei. Come un figlio bisognoso che chiede aiuto a sua Madre, San Josemaría tornò alla Mercede alla fine degli anni '60, quando visitò numerosi santuari mariani per pregare per la situazione della Chiesa. Tornò altre volte, come un innamorato che non perde occasione di avere un particolare d'affetto per la persona amata. Quasi fino alla fine della sua vita, come per esempio il 28 novembre del 1972, andava a un santuario per ringraziare degli aiuti che riceveva dalle sue mani, e in modo specialissimo quello in occasione del suo primo viaggio a Roma. Con questa disposizione d'animo, nel discorso pronunciato in occasione della sua nomina a figlio adottivo della città, il 7 ottobre del 1966, affermava: "Quando, passato il tempo, si scriverà la storia dell'Opus Dei, ci saranno nelle sue pagine - quanti avvenimenti mi vengono ora alla memoria!"