La Chiesa del Sacro Cuore a Tirana: storia e architettura

La Chiesa del Sacro Cuore (Nostra Signora del Sacro Cuore) rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità cattolica di Tirana. Costruita alla fine degli anni '30, è una delle tre chiese cattoliche di Tirana risalenti al periodo pre-comunista.

Veduta storica della facciata della Chiesa del Sacro Cuore a Tirana

Origini e contesto storico

Sebbene dopo secoli di dominio ottomano ci fossero ormai pochi cattolici nell'Albania centrale, zona divenuta a maggioranza musulmana, una piccola chiesa cattolica fu costruita a Tirana già nel 1856. A seguito del Congresso di Lushnjë e la proclamazione di Tirana quale capitale d'Albania (1920), si ritenne opportuno costruire una nuova e degna chiesa per i fedeli cattolici albanesi.

Già circa dieci anni prima della posa della prima pietra, come certifica la documentazione d'archivio del 1929, erano iniziati i lavori per l'approvazione del permesso e la concessione del terreno dove sarebbe sorta la prima chiesa cattolica moderna a Tirana. Il 24 giugno 1938 fu posata la prima pietra e la struttura fu successivamente consacrata dall'arcivescovo Vinçenc Prennushi.

Realizzazione e contributi

La costruzione fu resa possibile grazie a un ampio sostegno, sia economico che spirituale:

  • La regina Géraldine Apponyi de Nagyappony donò 10 mila franchi d'oro.
  • Le vetrate furono donate da Maja Jacomoni di San Savino, moglie del governatore italiano Francesco Jacomoni.
  • Papa Pio XI e Papa Pio XII (che commissionò l'altare) sostennero attivamente il progetto.
  • Personalità di spicco come l'arbëresh Terenzio Tocci e la Chiesa cattolica italo-albanese parteciparono alla sua realizzazione.
  • Persone albanesi comuni di diversa fede e confessione contribuirono alla costruzione, che ne costituì il fondamento spirituale.

La comunità religiosa, entusiasta del progetto, iniziò a celebrare le messe prima ancora del completamento dei lavori. La chiesa fu ufficialmente inaugurata con la funzione di mezzanotte del 24 dicembre 1939.

Dettaglio architettonico dell'altare e dell'iconostasi originale

Stile architettonico e liturgia

L'edificio si distingue per una fusione armoniosa tra lo stile neoromanico occidentale e quello neobizantino orientale. Incastonata in una delle absidi, la chiesa ospitava originariamente un'iconostasi e un altare destinati alla liturgia cattolica albanese di rito orientale, poiché parte della chiesa era riservata ai fedeli cattolici albanesi di rito bizantino (Chiesa greco-cattolica albanese).

Il periodo del regime socialista

Nel 1967, con l'inserimento in costituzione dell'ateismo di Stato da parte del regime socialista, la chiesa fu chiusa al culto e riconvertita in cinema con il nome "Rinia". Durante questo periodo:

  • L'edificio fu svuotato, con la perdita del suo patrimonio liturgico-artistico.
  • La facciata fu pesantemente modificata e gli affreschi vennero rimossi per nascondere la funzione originaria.
  • L'architetto dissidente Maks Velo riuscì a preservare la struttura originale installando una facciata protettiva senza danneggiare i muri autentici.

Albania. Tirana

Riapertura e restauri

La riapertura al culto avvenne nel 1991, alla presenza di Madre Teresa di Calcutta, che da bambina aveva frequentato la scuola elementare nelle vicinanze e abitava sulla stessa strada. A partire dal 1992 è stato avviato un importante intervento di restauro e riqualificazione del sagrato e della facciata per riportarli allo stato originario. Nel 1999, la chiesa è stata arricchita con nuovi affreschi, proseguendo nel suo ruolo di centro spirituale nel cuore di Tirana.

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