La Basilica di San Pietro in Vaticano, ufficialmente Papale Arcibasilica Maggiore di San Pietro in Vaticano, è il simbolo della Chiesa Cattolica nel mondo e la più grande delle quattro basiliche papali di Roma. Questa maestosa struttura non è solo un esempio straordinario di architettura rinascimentale e barocca, ma ospita anche una delle più ricche collezioni di arte e devozione del mondo, attirando ogni anno milioni di pellegrini e turisti da ogni angolo del pianeta.
Introduzione e Storia della Costruzione
Situata nel cuore della Città del Vaticano, sul Colle Vaticano e al di là del fiume Tevere, la sua storia inizia nel 318 d.C., quando l'Imperatore Costantino decise di costruirvi una grande Basilica in onore dell'Apostolo San Pietro, nota come Basilica Costantiniana. La costruzione di questa prima chiesa iniziò tra il 319 e il 322, fu consacrata nel 326 d.C. e finalmente conclusa intorno al 349 d.C. Le cosiddette "grotte" sotto l'attuale basilica, in realtà, rappresentano l'intercapedine tra la vecchia basilica costantiniana e quella attuale; si cammina in quella che era la basilica fatta costruire dall'imperatore e durata fino al XVI secolo.
Dopo un periodo di abbandono durato 1200 anni, soltanto nel 1506, Papa Giulio II affidò a Donato Bramante il progetto per la nuova e attuale Basilica di San Pietro. La sua edificazione richiese più di un secolo, dal 1506 al 1626, e vide lavorare i maggiori architetti del tempo, fra cui Bramante, Michelangelo, Raffaello e Bernini. Bramante propose un'enorme struttura a pianta centrale a forma di croce greca racchiusa all’interno di un quadrato con un’immensa cupola sopra il centro. Al Bramante succedette come capo architetto Raffaello, e quando morì Raffaello, prese il suo posto Michelangelo. La chiesa fu finalmente riconsacrata nel 1626 da papa Urbano VIII, esattamente 1300 anni dopo la consacrazione della prima chiesa.
L'istituzione della Fabbrica di San Pietro, nata dalla posa della prima pietra il 18 aprile 1506, è tutt'oggi responsabile della ricostruzione e successivamente della conservazione, manutenzione e fruizione della basilica edificata sulla sepoltura dell'apostolo Pietro.
Architettura e Dimensioni
La Basilica di San Pietro è la più grande chiesa del mondo, con una superficie totale di 23 mila metri quadrati. Le sue cifre sono davvero impressionanti: la basilica è lunga 218 metri, portico compreso; l’edificio stesso ha proporzioni notevoli, con la navata che è lunga 211,5 metri (compreso il nartece). La navata mediana è larga 26 metri e alta 46, mentre il transetto è largo 154 metri. All'interno si trovano 46 altari e 233 finestre (108 nelle navate laterali). Lo spazio complessivo potrebbe contenere fino a 60mila persone.

La straordinaria facciata fu realizzata da Carlo Maderno, che completò i lavori iniziati nel 1607 nel 1614. È larga 115 metri per 54 di altezza; un ordine di colonne corinzie e pilastri sostiene un grandioso cornicione con timpano centrale, contornato da una maestosa balaustra con tredici statue. Il portico si estende per tutti i 115 metri della luce della facciata.
Il vero capolavoro della basilica di San Pietro, almeno dall'esterno, è la Cupola progettata da Michelangelo, di enormi dimensioni e di grande effetto scenografico. Michelangelo morì quando la costruzione era arrivata al tamburo e, al momento della sua morte nel 1564, era stato costruito soltanto il tamburo della cupola. L'opera fu completata nel 1590 da Giacomo della Porta, suo allievo, che rialzò di 7 metri la volta della cupola. Questo capolavoro architettonico è servito da modello per altre cupole nel mondo occidentale. La cupola misura 42 metri di diametro e, se consideriamo anche la croce, raggiunge i 133,30 metri di altezza da terra. È bellissimo vederla da fuori, ma ancora di più salirci sopra: un ascensore porta fino alla terrazza da dove la vista abbraccia la piazza e la città, e ancora più in alto fino alla lanterna.
I Mosaici: Un'Arte Durevole e Sfolgorante
L'arte del mosaico ha una lunga tradizione all'interno della Chiesa Cattolica, risalente ai primi secoli del cristianesimo. I mosaici sono stati utilizzati per adornare le chiese e le cappelle fin dall'epoca bizantina, servendo non solo come decorazioni, ma anche come strumenti di catechesi visiva. Nella Basilica di San Pietro, l'uso dei mosaici raggiunge nuove vette di maestosità e complessità.
Fra le tante particolarità della Basilica, ce n’è una che non tutti conoscono: a partire dal 1572, papa Gregorio XIII Boncompagni decise di decorare la basilica, ancora in fase di costruzione, con preziosi mosaici. A Roma, però, mancavano maestranze specializzate in questa antica, costosa ma durevole tecnica. Così si appellò ai maestri veneziani, i migliori mosaicisti che arrivarono nella Città Eterna e si misero al lavoro per insegnare i loro trucchi del mestiere ad abili apprendisti del luogo. Il primo lavoro che realizzarono fu la decorazione della Cappella Gregoriana nel 1578, a cui seguì la decorazione della cupola.
I segreti dello Studio del Mosaico Vaticano
Le tessere venivano realizzate con miscele di vetro colorate nelle varie tonalità con ossidi metallici nella fase di fusione. Visto il risultato ottenuto con quel tipo di tecnica, si pensò bene di decorare tutte le altre cupole minori della basilica a mosaico. Terminata la decorazione di tutte le cupole, venne avviata la riproduzione delle pale d’altare: i dipinti a olio vennero sostituiti con enormi mosaici che li riproducevano. Per fare questo, c’era la necessità di avere a disposizione un gran numero di tonalità di colori e così si iniziarono a sperimentare nuove miscele, ottenendo circa 28mila smalti di tonalità diverse.
Ci fu anche un altro problema da risolvere assai importante: le tessere lucide davano luogo a riflessi di luce che sarebbero risultati inopportuni sulle pale d’altare. Fu Alessio Mattioli, il fornaciaio, a creare con il suo ingegno quella che in gergo è chiamata scorzetta: un tipo di smalto opaco che non riflette la luce come gli smalti lucidi. Papa Benedetto XIII, nel 1727 istituì il permanente Studio del Mosaico Vaticano, tutt’oggi esistente.
L'interno della cupola è decorato con mosaici straordinari, che rappresentano un trionfo di colori e dettagli. Questi mosaici raffigurano scene bibliche, angeli, santi e dottori della Chiesa, tutti immersi in un cielo dorato che sembra trascendere il tempo e lo spazio. La Cappella del Coro, situata dietro l'Altare Maggiore, è un altro esempio sublime dell'arte musiva nella Basilica, con mosaici che rappresentano scene della vita di San Pietro. Un altro mosaico significativo è la "Navicella", che si trova nella loggia interna della Basilica. Questo mosaico, originariamente creato da Giotto e poi trasformato in mosaico, raffigura San Pietro che cammina sulle acque verso Gesù. Oggi, la basilica vanta circa 10mila metri quadrati di mosaici. Le scritte a mosaico nella navata centrale della Basilica, cominciate nel giugno del 1934 e terminate nel febbraio del 1935, sono composte da 266 lettere e hanno richiesto l’impiego di 16 quintali di tessere in smalto. La prossima volta che entrerete in San Pietro, guardatevi attorno e lasciatevi meravigliare da questa incredibile profusione artistica.
Capolavori Artistici e Reliquie Principali
All'interno della basilica di San Pietro c'è una moltitudine di strutture intricate e opere d'arte che contribuiscono alla sua magnificenza complessiva. Oltre ai punti salienti come la Cupola, la Tomba di San Pietro e il Baldacchino, la basilica offre molto di più: cappelle, altari, monumenti, tombe e altro ancora.
La Pietà di Michelangelo
La Pietà di Michelangelo attira folle di visitatori ed è senz'altro il più famoso dei capolavori contenuti all'interno di San Pietro. Il gruppo marmoreo, realizzato tra il 1498 e il 1499, è una delle massime espressioni del genio dell'artista. Si trova appena entrati nella prima cappella della navata destra, protetta da un cristallo protettivo. La struttura in marmo di Carrara mostra Gesù dopo la crocifissione, in grembo alla Madre Maria. È alta quasi due metri ed emana un'aura monumentale che cattura la sacralità del momento, lasciando gli spettatori in completa soggezione. Le due figure di Gesù e la Vergine Maria creano nella loro posa dinamica una composizione piramidale, raccordata da un ampio panneggio indossato dalla Vergine stessa, che poggia su un rilievo roccioso.

Una delle curiosità di quest'opera è che è l’unica ad essere firmata dal geniale Maestro: sulla fascia a tracolla che regge il manto della Vergine possiamo trovare scritto:
MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT(Michelangelo Buonarroti, fiorentino, lo fece). Fermatevi a guardarla ricordando l'"attentato" del 1972, quando uno squilibrato prese a martellate la statua, arrecando danni importanti, in particolare alla Vergine Maria.
L'Altare Papale e il Baldacchino del Bernini
Al centro della basilica di San Pietro si trova l'Altare Papale, dove solo il Papa celebra la messa. Sotto l'altare si trova la preziosa tomba di San Pietro, che rende questo altare una parte molto significativa della basilica. L'Altare Papale è stato anche il luogo in cui si è svolta l'incoronazione dei nuovi Papi fino al 1963.
Il Baldacchino di San Pietro, un monumentale baldacchino bronzeo che sovrasta l'altare papale, calamiterà il vostro sguardo. È un’opera progettata da Gian Lorenzo Bernini, realizzata tra il 1624 ed il 1633. Questa massiccia struttura in bronzo fu commissionata da Papa Urbano VIII come modo grandioso per celebrare il completamento della basilica. È composto da 4 colonne alte 12 metri ciascuna, ornate da capitelli corinzi. Le colonne traggono ispirazione dal Tempio di Salomone (il primo tempio di Gerusalemme ebraico, datato 960 a.C.) e creano continuità con le colonne, anch’esse tortili, della pergula (antica basilica di San Pietro, confessionale).

Spesso si legge che il bronzo usato per le colonne del Baldacchino sia lo stesso asportato e fuso dalle travature del pronao del Pantheon, e ne derivò addirittura una “pasquinata”. Oltre alle colonne tortili, tra i cui viticci si posano le api Barberini, simbolo della famiglia committente, il Baldacchino è realizzato con 700 kg di bronzo e dorato in oro, donata dal re Enrico IV di Francia. Una trabeazione concava, tipica del barocco, unisce i quattro pilastri del baldacchino. Da qui dipartono quattro volute a dorso di delfino, che sorreggono un globo d’oro sormontato da una croce. Sotto il baldacchino si trova la "confessione" sottostante, costruita dal Maderno, dove 99 lampade illuminano la "tomba di Pietro". I basamenti di marmo che sostengono le colonne mostrano otto colossali stemmi dei Barberini in cui, nell'incavo delle chiavi, è raffigurato per sette volte il viso di una donna nelle fasi del concepimento e del parto, fino alla testa del bambino che nasce nell'ottavo stemma.
La Cattedra di San Pietro
In fondo alla basilica, sullo sfondo dell'abside, si staglia la Cattedra di San Pietro: una maestosa struttura barocca in bronzo dorato, con un tripudio di angeli e putti fra le nubi filtrate dalla luce della finestra ovale a vetri bianchi e gialli dove campeggia la colomba dello Spirito Santo. Artefice, sempre Bernini. La "Cathedra Sancti Petri Apostoli" è ritenuta dalla tradizione il seggio episcopale di San Pietro: un antico trono di legno, simbolo del primato petrino e del magistero del papa, con placchette in avorio raffiguranti le fatiche di Ercole e con fregi, anch’essi d’avorio, di epoca carolingia (IX secolo). Bernini fu affidato il compito di evidenziare l'importanza della cattedra, e costruì una grandiosa struttura per racchiudere il trono, collocandola alla fine della navata centrale. La cattedra vera e propria, in realtà, non si vede, essendo contenuta in una grande custodia in bronzo sorretta da colossali statue dei dottori della Chiesa.
La Tomba di San Pietro e la Confessio
San Pietro, uno dei dodici apostoli di Gesù Cristo, fu imprigionato e giustiziato dall'imperatore Nerone durante una visita a Roma. I suoi resti furono sepolti in un cimitero sulla collina del Vaticano. Verso la metà del II secolo fu costruito un santuario sopra il luogo di sepoltura. L'imperatore Costantino incorporò il santuario quando costruì l'antica Basilica di San Pietro. Quando fu costruita la basilica come la conosciamo oggi, la tomba fu integrata in essa. Si trova nell'abside della basilica all'interno della Necropoli Vaticana, precisamente sulle pendici meridionali del colle Vaticano, dove venne rinvenuta una piccola edicola funeraria chiamata “Trofeo di Gaio” e una tomba circondata da un "muro rosso" ricoperto da graffiti cristiani. Oggi viene spesso decorata con fiori freschi dai visitatori.
Sotto la cupola vi è la Confessio, un altare piccolo ma grandioso progettato da Carlo Maderno tra il 1615 e il 1617, in genere utilizzato per accogliere e conservare le reliquie. La Confessio è lo spazio sacro che si apre davanti all’altare maggiore della basilica per lasciare scorgere dall’alto la sepoltura di San Pietro. Lo spazio semicircolare si trova proprio di fronte alla Tomba di San Pietro, all'interno delle Grotte Vaticane e vi si accede tramite una scala. Grazie alle rampe di scale speculari, si scende in un incavo semicircolare definita da balaustri di broccatello alternati a pilastri decorati in alabastro orientale e marmo bianco e nero. Sebbene la Confessio esista fin dalla fondazione della basilica, le numerose decorazioni aggiuntive furono aggiunte durante il regno di Papa Clemente VIII e Papa Paolo V. In origine era l’altare di Gregorio Magno (590-604), poi sostituito dall’altare di Callisto II (1123) ed infine sostituito dall’attuale altare di Clemente VIII del 1594.
Le Statue della Basilica e di Piazza San Pietro
L'interno della basilica di San Pietro è ricco di statue create in stile rinascimentale e barocco. La maggior parte di esse sono ritratti di santi, papi e altre figure importanti della sfera cristiana.
La Statua Bronzea di San Pietro
Tra le famosissime statue della basilica di San Pietro, si pensa che questa risalga al V secolo d.C. Dopo molte speculazioni, la statua è ora accreditata ad Arnolfo di Cambio, che la completò verso la fine del 1200. Il Principe degli Apostoli è raffigurato in bronzo, seduto su una sedia di marmo. Con la mano sinistra tiene le chiavi del Paradiso e con la destra impartisce una benedizione. I pellegrini generalmente toccano o baciano i piedi di San Pietro, soprattutto quello destro, e chiedono una benedizione quando visitano la chiesa. Questa tradizione è così antica che nel corso dei secoli milioni di persone devono aver baciato e toccato la statua, lasciando il piede destro consumato.

Monumenti Funebri e Altre Opere
La basilica ospita numerose tombe papali e monumenti artistici:
- Nella cappella Clementina (navata sinistra) c'è la Tomba di Pio VII, opera di Bertel Thordvaldsen, scultore danese neoclassico, unico artista protestante ad aver operato in San Pietro.
- Sempre nella navata sinistra si trova la Tomba in bronzo dorato di Innocenzo VIII, realizzata dal Pollaiolo (1498), bellissima e portata dall'antica basilica nel 1621.
- Nella navata destra, verso l'abside, c'è il Monumento di Clemente XIII, uno dei lavori più riusciti di Antonio Canova (1784-1792), che raffigurò il papa inginocchiato e in preghiera. Da ammirare la "giunionica" donna rappresentante la Religione e i due leoni. Si narra che Canova si sia recato a Napoli per vederli dal vero nei giardini reali, e che il posteriore di un leone appare come una testa di pachiderma, in omaggio a un suo aiuto di cognome Elefante.
- Il Monumento a Papa Alessandro VII è opera del Bernini, che lo completò nel 1678 all'età di 80 anni. In questa composizione, il Papa è raffigurato in bronzo mentre benedice, e per la prima volta, Bernini utilizza uno scheletro alato che emerge da un drappeggio per indicare la morte, tenendo in mano una grande clessidra. In questo monumento sono inserite anche le piccole raffigurazioni delle Api di Barberini.
- Il Monumento a Innocenzo XII di Filippo Della Valle è una composizione semplice con un'urna, la statua del Papa seduto con il "Triregno" in testa e la mano destra in atto di benedire, e figure allegoriche della Carità e della Giustizia.
- Il Monumento a Papa Pio VIII presenta una statua di Cristo in trono e le statue di San Pietro e Paolo affiancate al Papa in ginocchio, con allegorie che rappresentano la Prudenza e la Giustizia. Sotto il monumento si trova una piccola porta che conduce al Museo della Sacrestia e del Tesoro.
- Il Monumento a Benedetto XIV, scolpito da Bracci con disegni classici del XVII secolo, mostra il Papa che sale dal suo trono per impartire la sua benedizione, affiancato dalle statue allegoriche della Sacra Sapienza e del Disinteresse, scolpite da Gaspare Sibilla.
Statue di Santi Fondatori e sulla Facciata
Oltre ai numerosi monumenti papali, la basilica di San Pietro contiene quasi 40 statue di importanti santi fondatori. Queste statue si trovano in tutta la Basilica e sono un omaggio a figure importanti della storia della Chiesa. Alcuni di questi importanti Santi sono San Pietro d'Alcantara, San Giovanni di Dio, San Guglielmo, San Domenico, San Paolo della Croce, San Vincenzo de' Paoli, Santa Teresa di Gesù e San Giovanni Eudes.
La facciata della basilica di San Pietro è coronata da tredici statue colossali, realizzate tra il 1612 e il 1614 da diversi scultori. Tra queste, si annoverano San Matteo di Bernardino Cennini, San Tommaso di Simeone Drouin, San Giacomo Maggiore di Egidio Moretti, San Giovanni Battista di Simeone Drouin, Cristo Redentore di Cristoforo Stati, Sant'Andrea di Carlo Fancelli, San Giovanni Evangelista di Antonio Vals e San Giacomo Maggiore di Giuseppe Fontana.
Le Grotte Vaticane e il Tesoro
Le Grotte Vaticane rappresentano l'intercapedine tra l'antica basilica costantiniana e quella attuale. Qui si cammina su quello che era il pavimento della basilica fatta costruire dall'imperatore Costantino e durata fino al XVI secolo. Questo spazio sacro accoglie numerose tombe papali e offre una prospettiva unica sulla stratificazione storica del sito.
Non è rimasto molto del Tesoro di San Pietro, saccheggiato più volte nel corso della storia: nell'846 a opera dei saraceni, nel 1527 e nel 1797 per mano di Napoleone. Però, è comunque possibile visitarlo accedendo dalla Sagrestia. Qui si può ammirare, tra l'altro, la Colonna Santa, alla quale si sarebbe appoggiato Cristo nel tempio di Salomone. La Sagrestia Vaticana è collegata alla basilica da due ambulacri, uno dei quali è riservato al clero e conduce alla Cappella del Coro.
Piazza San Pietro
Piazza San Pietro forma un bellissimo e maestoso recinto davanti alla Basilica. Sembra impossibile che prima del 1567, quella che è oggi la piazza, fosse occupata da chiese e oratori, e che non ci fosse praticamente luce davanti alla basilica, che peraltro si presentava anch'essa in tutt'altra forma. Oggi lo spazio è maestoso e lascia a bocca aperta, soprattutto per il Colonnato, disegnato da Gian Lorenzo Bernini su volontà di Papa Alessandro VII. Il Colonnato, completato nel 1667 dopo undici anni di intensi e onerosi lavori, è composto da un totale di 284 colonne e 88 pilastri.

Sulla sommità dei colonnati si trovano 140 statue di vari santi e martiri, commissionate da Papa Alessandro VII, ad un'altezza di 64 piedi. Al centro della piazza, l'Obelisco Vaticano, voluto da Sisto V, fu una vera fatica innalzarlo con le corde, e solo per l'attenzione di un certo Bresca non si ruppe in mille pezzi. L'obelisco fu portato a Roma da Caligola nel 37. Mettetevi sui dischi in porfido ai lati dell'obelisco: sarete nell'esatto fuoco dell'ellisse del Bernini e avrete l'illusione ottica di vedere le colonne di una stessa fila. Straordinariamente raffinato è anche il disegno del pavimento marmoreo, opera di Gian Lorenzo Bernini per il giubileo del 1650, assieme alle decorazioni della navata.
Un'altra caratteristica notevole è la Porta della Morte, realizzata nel 1964 da Giacomo Manzù. Tra le migliaia di porte sante in giro per il mondo, quella di San Pietro è la più importante, ma non la prima. Immediatamente all’interno della porta centrale si trova una grande lastra di porfido rotonda nel pavimento.