Norme CEI e Dispositivi per Prodotti Cosmetici

portalcenter.cl

Il settore della cosmesi, in particolare quello dei prodotti naturali e biologici, è caratterizzato da una complessa rete di normative, standard e certificazioni. A livello europeo, la Commissione non ha stabilito regolamenti unificati per le indicazioni sui prodotti cosmetici naturali e biologici. Questa assenza di una legislazione armonizzata lascia la valutazione delle indicazioni all'interpretazione delle autorità nazionali competenti e a diversi organismi di etichettatura con standard specifici, come Natrue e Cosmos. Questi enti stabiliscono i requisiti per tali indicazioni senza un obbligo legale stringente.

Certificazioni e Standard di Cosmesi Naturale e Biologica

ECOCERT

ECOCERT, istituito nel 2002, è uno standard pionieristico per i cosmetici naturali e biologici, operante in 80 paesi. È importante notare che, nella maggior parte dei casi, nei prodotti certificati come "biologici", si può trovare solo il 20% di contenuto "biologico" nella formula. Sebbene questa percentuale possa sembrare bassa, alcuni prodotti cosmetici contengono un'alta concentrazione (dal 60% all'80%) di acqua che, pur essendo naturale, non proviene dalle piante ma viene assimilata in un minerale e quindi non può essere "biologica". Se uno o più ingredienti di un prodotto sono "biologici", l'indicazione "biologico" deve comparire solo accanto all'ingrediente o agli ingredienti in questione, per non implicare che l'intero prodotto sia "biologico".

Definizioni di "Naturale" e "Di Origine Naturale"

Il termine "naturale" significa che l'ingrediente non è stato lavorato oltre i tradizionali processi meccanici, come l'estrazione con acqua. Sono accettati i processi fisici (come la distillazione, la macinazione e l'essiccazione) e le reazioni di fermentazione (che avvengono in natura). Al contrario, un ingrediente "di origine naturale" è un ingrediente naturale che è stato alterato da una reazione chimica, subendo trasformazioni molecolari. Ad esempio, l'ingrediente è stato estratto con un metodo non naturale (come un solvente).

ISO 16128: Linee Guida Volontarie

La ISO 16128 fornisce linee guida per aiutare i fornitori e i produttori di cosmetici a dichiarare il contenuto naturale o biologico e a fornire prove di buone pratiche quando non desiderano certificare i loro prodotti come naturali/biologici secondo criteri stabiliti da un'organizzazione indipendente. La ISO 16128 viene applicata su base volontaria ed è divisa in due parti.

  • Parte 1 (pubblicata nel 2016): Fornisce le linee guida sulle definizioni degli ingredienti cosmetici naturali e biologici, prendendo in considerazione anche altre categorie di ingredienti necessarie per lo sviluppo di prodotti naturali e biologici con le relative restrizioni.
  • Parte 2 (pubblicata nel 2017): Descrive gli approcci per calcolare gli indici "naturale", "di origine naturale", "biologico" e "di origine biologica" applicabili alle categorie di ingredienti definite nella Parte 1 della norma. Fornisce inoltre un quadro di riferimento per determinare il contenuto di questi ingredienti nei prodotti sulla base della caratterizzazione del contenuto.

A differenza delle organizzazioni private, la ISO 16128 non richiede alcuna certificazione e non esiste un logo da apporre sul prodotto finito. Tuttavia, è possibile includere i termini "naturale" o "biologico" sulla confezione del prodotto. Inoltre, non specifica una percentuale minima di ingredienti naturali o biologici per determinare se il prodotto è naturale o biologico. Per calcolare il "grado di naturalità" di un prodotto cosmetico, la ISO 16128 raccomanda di moltiplicare la percentuale del contenuto (aggiunto alla formulazione cosmetica) per l'indice di naturalità, definito tra 0 e 1. Per ogni ingrediente, è necessario ottenere dai fornitori un certificato di percentuale di "naturalità". Secondo la ISO 16128, è possibile fornire un indice di "fonte naturale" e un indice di "naturalità" non appena la parte naturale del contenuto/molecola è superiore al 50%.

Principali Disciplinari di Certificazione in Italia e Europa

In Italia, i principali disciplinari di certificazione includono Bio Eco Cosmesi AIAB, COSMOS e NATRUE. Ogni disciplinare scelto per certificare i propri prodotti cosmetici ha specifiche regole e indicazioni da seguire, consentendo, per esempio, di ottenere la certificazione di un prodotto cosmetico biologico o naturale in base a differenti criteri di calcolo delle materie prime utilizzate.

È prassi comune indicare nell'etichetta di un cosmetico gli ingredienti di origine biologica con un asterisco che riporta alla dicitura "da agricoltura biologica" o frasi similari, permettendo al consumatore una rapida individuazione degli stessi. Le aziende cosmetiche che desiderano certificare un prodotto devono accertarsi di avere a disposizione il certificato in vigore e aggiornato rilasciato dal fornitore della materia prima, che attesti e renda affidabile la natura biologica dell'ingrediente secondo le normative vigenti. Gli stessi fornitori di materie prime si sono impegnati per certificare le loro materie prime secondo i criteri dei diversi disciplinari, sottoponendosi a controlli documentali e audit di verifica.

I disciplinari di certificazione forniscono anche indicazioni sulla scelta del packaging, privilegiando materiali riciclabili e, ove possibile, riciclati. Per il packaging secondario (astucci, flyer, inserti o bollini), i disciplinari invitano a non utilizzare materiali superflui. Un altro aspetto considerato sono le etichette e le informazioni da fornire al consumatore, come i colori consigliati, le diciture relative agli ingredienti biologici e gli indici di naturalità del prodotto, oltre all'utilizzo dei loghi rilasciati dagli enti stessi con specifiche dimensioni.

Video educational "Scopri le differenze tra cosmetici certificati naturale e cosmetici tradizionali"

Organismi di Certificazione Internazionali

Non esistendo una vera norma del settore, il termine "cosmesi naturale" può essere usato indiscriminatamente. Per questo, gli enti certificatori sono cruciali. Si tratta di organizzazioni private di grandi dimensioni, del tutto indipendenti dai produttori. Alcuni esempi sono:

  • Soil Association (Inghilterra): Garantisce una certificazione rigorosa, esaminando l'intero processo di produzione, dall'approvvigionamento degli ingredienti alla valutazione del packaging, e richiedendo informazioni sulla produzione sostenibile.
  • Ecocert (Francia): Organismo di controllo e certificazione con oltre 25 anni di esperienza, Ecocert è stato il primo a sviluppare uno standard per i cosmetici naturali e biologici. Controlla la conformità delle materie prime e convalida le formule, assicurando l'uso di ingredienti da risorse rinnovabili e trattati con processi rispettosi dell'ambiente.
  • ICEA (Italia): L'Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale (fondato nel 2000) certifica prodotti Eco Bio e cosmetici naturali basandosi su criteri di sostenibilità ambientale, privilegiando ingredienti biologici e sostanze chimiche di origine naturale.
  • USDA Organic (Stati Uniti): L'ente di riferimento per il mercato americano che certifica il biologico a più livelli ("100% Organic", "Organic", "Made with Organic ingredients").

COSMOS (Cosmetic Organic Standard)

Le principali organizzazioni di certificazione europee, inclusi alcuni degli enti analizzati, hanno collaborato per sviluppare COSMOS. Questa associazione internazionale senza scopo di lucro, registrata in Belgio, prevede due livelli distinti di certificazione: uno per i prodotti biologici e uno per i prodotti naturali.

  • COSMOS Organic: Stabilisce che almeno il 20% del totale degli ingredienti di un cosmetico leave-on (non risciacquabile) debba provenire da agricoltura biologica. Per i prodotti da risciacquare e quelli con una prevalenza (oltre l’80%) di ingredienti minerali, la soglia si abbassa al 10%.
  • ICEA Eco Bio Cosmesi: Richiede che almeno il 95% degli ingredienti sia naturale e una percentuale significativa biologica.
  • CCPB: Certifica prodotti che rispettino l'ambiente, siano dermocompatibili e composti da ingredienti naturali e biologici, sottoponendo le aziende a verifiche annuali.

Le certificazioni semplificano la ricerca di un prodotto sicuro e naturale e rappresentano un valore aggiunto. Tuttavia, l'assenza di certificazioni non implica necessariamente che un prodotto cosmetico non sia naturale o che non rispetti gli standard eco-bio.

Novità Normative: Regolamento CLP e Sostanze Pericolose

Dal 1° settembre 2025 entreranno in vigore importanti novità nel settore del benessere. A seguito della pubblicazione del Regolamento delegato (UE) 2024/197, la Commissione Europea ha aggiornato l’allegato VI del Regolamento CLP (1272/2008), introducendo modifiche significative alla classificazione ed etichettatura armonizzata di alcune sostanze chimiche pericolose. Tra le sostanze interessate figurano composti comunemente utilizzati nei prodotti cosmetici impiegati nei saloni di estetica e acconciatura.

Cosa cambia per gli operatori:

  • Divieto di immissione sul mercato: Sarà vietata la vendita o distribuzione di prodotti cosmetici contenenti le sostanze classificate come tossiche.
  • Divieto di utilizzo: A partire dal 1° settembre 2025, anche i professionisti del settore (utilizzatori finali) non potranno più impiegare tali prodotti.

Azioni per gli operatori:

  • Verificare la composizione dei prodotti attualmente in uso.
  • Contattare i fornitori per sapere se i prodotti rispettano la nuova normativa.
  • Gestire i prodotti non conformi: al momento la normativa non specifica se debbano essere restituiti ai fornitori o smaltiti in autonomia; questo punto sarà oggetto di accordi tra le parti.

La Commissione Europea ha reso disponibile un documento di Q&A sul proprio sito per fornire orientamenti chiari, coerenti e basati sulle disposizioni normative agli Stati membri, alle autorità di controllo e alle imprese. Per "immissione sul mercato" si intende la vendita o distribuzione per la prima volta nell’UE. Se il produttore/importatore ha immesso il prodotto prima del 1° settembre 2025, ha agito lecitamente e non ha l’obbligo giuridico automatico di ritirare i prodotti venduti regolarmente prima del divieto, a meno che non vi siano clausole contrattuali che lo impegnano in tal senso. Tuttavia, fornitori/distributori potrebbero volontariamente provvedere al ritiro/sostituzione delle scorte per mantenere un rapporto di fidelizzazione con la clientela. Qualora il produttore/fornitore/distributore si rifiuti, l’obbligo di smaltire in modo conforme ricade sull’utilizzatore finale (centro estetico).

Schede Tecnico-Informative e Norme CEI per Apparecchiature Estetiche

Le normative CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) giocano un ruolo fondamentale nella sicurezza degli apparecchi elettrici utilizzati in ambito estetico, sebbene molte di esse siano primariamente destinate all'uso domestico o similare. È possibile, tuttavia, ricondurre numerosi prodotti estetici agli scopi di queste norme.

Vaporizzatori con Ozono e Dispositivi di Ionizzazione (Scheda n. 1)

Questi apparecchi sono progettati per l'emissione di vapore, eventualmente arricchito con ozono o ossigeno attivo, o per l'utilizzo di dispositivi di ionizzazione per l'ossigeno. Devono essere realizzati con materiale plastico o altro materiale idoneo e dotati di un ugello con distanza di applicazione non inferiore a 40-50 cm dalla parte da trattare. La concentrazione di ozono prodotta dai dispositivi di ionizzazione del vapore deve essere inferiore ai valori indicati dalla Norma CEI EN 60335-2-65. I tempi di trattamento tipici vanno da 20 a 30 minuti. L'ugello surriscaldato può provocare ustioni. Non usare su soggetti con teleangectasie (capillari dilatati). Le parti a contatto con il soggetto devono essere sterilizzate e/o disinfettate. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1 e la CEI EN 60335-2-65.

Stimolatori ad Ultrasuoni (Scheda n. 2)

Gli stimolatori ad ultrasuoni, con frequenze tipiche di 25 kHz per il peeling e tra 0.8 MHz e 3.5 MHz per la terapia, generano onde meccaniche che producono una vibrazione per favorire l'esfoliazione delle cellule morte o per trattamenti di rassodamento cutaneo e riduzione delle rughe superficiali. La potenza di uscita non deve superare i 10 W totali e l'intensità irradiata non deve essere superiore a 1.5 W/cm². La dose cumulativa per ciascun punto non deve superare i 100 J/cm². Il manipolo è una parte applicata di tipo B. L'emissione può essere continua, pulsata o regolabile in intensità. Non trattare soggetti con pelle sensibile, in gravidanza, portatori di stimolatori cardiaci o protesi metalliche, o con patologie dermatologiche o neoplasie. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60601-1 e la CEI EN 60601-2-5.

schema di un dispositivo per ultrasuoni in estetica

Lampade di Wood (Scheda n. 3)

Le lampade di Wood emettono luce ultravioletta nella regione spettrale UV-A (con picco a 365 nm), utilizzate per scopi diagnostici (esame del cuoio capelluto) o per un'azione tonificante e detergente della pelle. Il manipolo è in materiale isolante. La potenza massima erogata è di 10W e il tempo di funzionamento massimo consigliato è di 10 minuti. Non applicare sugli indumenti ma direttamente sulla cute. Non trattare soggetti con fragilità capillare, teleangectasie, escoriazioni o in presenza di nei non chiaramente identificati. Non utilizzare su soggetti portatori di protesi metalliche o dispositivi impiantabili attivi. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60601-1 e la CEI EN 60601-2-10.

Dispositivi per Ionoforesi (Scheda n. 4)

Questi apparecchi alimentati a bassa tensione (massimo 24 Volt) utilizzano due elettrodi a contatto del soggetto per la detersione dell'epidermide. L'intensità della corrente non deve superare i 4 mA e la densità di corrente i 0.2 mA/cm². Il manipolo è una parte applicata di tipo B. Sono destinati a trattamenti estetici su persone sane senza patologie in atto. Non utilizzare su soggetti in gravidanza, portatori di stimolatori cardiaci o dispositivi intra-uterini. L'impianto elettrico deve essere conforme al D.M. 37/2008. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60601-1 e la CEI EN 60601-2-10.

Dispositivi per Peeling Meccanico (Scheda n. 5)

Utilizzano una lamina metallica (acciaio Inox) per produrre vibrazioni o un manipolo rotante per la pulizia e levigazione della pelle. La pressione di aspirazione non deve superare gli 80 kPa. Sono mirati esclusivamente per la pulizia e levigazione della pelle. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1.

Apparecchi per Spray (Scheda n. 6)

Generano un flusso d'aria continuo o battente per l'applicazione uniforme di prodotti cosmetici o sostanze tonificanti. L'ossigeno non può provenire da fonte esterna. Il flusso può essere regolato. Non dirigere lo spruzzo su bocca e vie respiratorie. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1.

Apparecchi per Massaggio Estetico (Scheda n. 7)

Si tratta di strumenti in legno, plastica, metallo o altri materiali idonei, azionati da un motore elettrico o manualmente. Non utilizzare su soggetti con fragilità capillare, edemi visibili ed ematomi. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1 e la CEI EN 60335-2-32.

Apparecchi per Massaggio ad Aria (Scheda n. 8)

Generano un flusso d'aria continuo o battente con pressione non superiore a 100 kPa. Il flusso d'aria può essere arricchito di ossigeno. Non dirigere su bocca e orecchie e vie respiratorie. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1 e la CEI EN 60335-2-32.

Apparecchi per Massaggio Idrico (Scheda n. 9)

Alimentati a corrente di rete e/o a batteria, generano un flusso d'aria convogliato in acqua per produrre un massaggio idrico. L'aria può essere riscaldata e ionizzata mediante lampade ultraviolette o generatori di ioni. La concentrazione di ozono deve essere inferiore ai valori indicati dalla Norma CEI-EN 60335-2-65. Devono avere un grado di protezione contro l'umidità almeno uguale a IPX4. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1 e la CEI EN 60335-2-60.

Scaldacera (Scheda n. 10)

Apparecchi elettrici per il riscaldamento di cere cosmetiche per trattamenti di depilazione, dotati di termostato di regolazione della temperatura. Non riutilizzare la stessa ceretta per più soggetti. Non utilizzare su soggetti con capillari fragili, teleangectasie o irritazioni cutanee. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1 e la CEI EN 60335-2-15.

Attrezzi per Ginnastica Estetica (Scheda n. 11)

Attrezzi in legno, plastica, metallo o altri materiali idonei per coordinare i movimenti di ginnastica estetica o pedane vibranti per la tonificazione muscolare. Seguire attentamente le indicazioni del manuale. Non utilizzare su soggetti affetti da patologie articolari o muscolotendinee. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1.

Sterilizzatori per Attrezzi Estetici (Scheda n. 12)

Apparecchi alimentati a tensione di rete e/o a batteria per la sterilizzazione degli attrezzi. È fondamentale sterilizzarli prima di riutilizzarli su un altro soggetto e utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1.

Apparecchi per il Trattamento di Calore Totale o Parziale (Scheda n. 13)

Apparecchi elettrici per la generazione di calore tramite lampade, fasce, termocoperte, termofori o radiofrequenza resistiva e/o capacitiva. Le lampade a raggi infrarossi devono essere protette con griglie o schermi. Le parti applicate a contatto devono essere di tipo B o BF e rispettare i limiti per le correnti di dispersione. Non utilizzare su donne in gravidanza, soggetti con disturbi cardiaci, neurostimolatori, elettrodi, defibrillatori interni, impianti attivi, fragilità capillare o teleangectasie, mestruazioni, disturbi della coagulazione o pressione sanguigna alta/bassa. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60601-1.

Apparecchi per Raggi Ultravioletti e Infrarossi (Scheda n. 14)

Questi apparecchi emettono radiazioni ultraviolette e/o infrarosse, simili alla luce solare. L'irradianza efficace eritemale non deve essere superiore a 0.3 W/m². Possono causare danni alla pelle o agli occhi in caso di esposizione eccessiva. È vietato l'utilizzo a minori di 18 anni, donne in gravidanza, soggetti con neoplasie della cute o che non si abbronzano. È obbligatorio l'uso di occhialetti protettivi. Non esporre soggetti che si scottano facilmente al sole. Le norme di riferimento sono la CEI EN 60335-1 e la CEI EN 60335-2-27.

tags: #norme #cei #disposotivi #prodotti #capelli #naturali