La Norma CEI 0-21: Regola Tecnica di Riferimento per la Connessione alle Reti BT

Ancora oggi, nei siti di vari gruppi e/o forum, capita spesso di assistere a domande che riguardano il valore della tensione delle forniture elettriche, il valore della corrente di cortocircuito al punto di consegna, la possibilità di allacciare più utenze al contatore, la necessità di utilizzare un interruttore differenziale in prossimità del contatore o la necessità di realizzare un locale condominiale per i contatori di energia. In poche parole, tutte queste domande vertono sulla connessione alle reti di bassa tensione.

Allo scopo di chiarire le idee, questo articolo si propone di richiamare la nuova regola tecnica di connessione alle reti di bassa tensione, in particolare per quanto riguarda la maggior parte degli utenti, quelli passivi, cioè tutti coloro che usano la rete elettrica di distribuzione nazionale in bassa tensione solo per prelevare energia. Questa regola tecnica, sebbene sia entrata in vigore ormai da più di due anni, ancora non è stata completamente recepita.

Schema semplificato di connessione utente alla rete di bassa tensione

Contesto Normativo: La Norma CEI 0-21

Scopo e Complementarietà

Per quanto riguarda gli impianti elettrici, oltre a prendere in considerazione le prescrizioni della Norma CEI 64-8, giunta alla settima edizione, occorre rispettare obbligatoriamente le prescrizioni di un ulteriore importantissimo documento: la Norma CEI 0-21 «Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica».

Questa norma ha lo scopo di definire i criteri tecnici per la connessione degli Utenti alle reti elettriche di distribuzione con tensione nominale in corrente alternata fino a 1000 V. La Norma CEI 0-21 completa la Norma CEI 0-16, che riguarda la «Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti AT ed MT delle imprese distributrici di energia elettrica».

Evoluzione e Obbligatorietà

La prima edizione della CEI 0-21 è entrata in vigore il 1° gennaio 2012 solo per gli utenti passivi. La seconda edizione, che ha sostituito completamente la precedente, è entrata in vigore il 1° luglio 2012, mentre il 21 dicembre 2012 è entrata in vigore la variante V1. Quest'ultima conteneva alcune precisazioni tecniche con «lo scopo di rendere più semplice la sua interpretazione da parte degli utilizzatori e sanare alcune imprecisioni di natura editoriale».

La Norma CEI 0-21 è stata elaborata di concerto con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG), è valida su tutto il territorio nazionale e si applica a tutte le reti delle imprese distributrici. A differenza della norma CEI 64-8, le Norme CEI 0-21 e CEI 0-16 sono normative obbligatorie le cui prescrizioni sono imprescindibili al fine di ottenere e mantenere l’allacciamento dell’impianto elettrico alla rete di distribuzione nazionale. Proprio per la loro obbligatorietà, è stato reso disponibile il download gratuito dal sito del CEI.

L’importanza di un impianto evoluto: novità e aspetti fondamentali della norma CEI 64-8–Capitolo37

Ambito di Applicazione della Norma CEI 0-21

La Norma CEI 0-21 si applica a tutte le reti delle imprese distributrici di energia elettrica e, oltre a definire i criteri tecnici per la connessione alle reti elettriche nazionali in bassa tensione, per quanto riguarda gli Utenti attivi ha lo scopo di «definire l’avviamento, l’esercizio ed il distacco dell’impianto di produzione; evitare che gli impianti di produzione possano funzionare in isola su porzioni di reti BT del Distributore; definire alcune prescrizioni relative agli impianti di produzione funzionanti in servizio isolato sulla rete interna del Produttore. Le suddette prescrizioni non riguardano la connessione dell’impianto di produzione alla rete del Distributore e pertanto non risultano rilevanti ai fini della predetta connessione».

Le soluzioni tecniche indicate nel presente documento «rappresentano lo stato dell’arte attualmente praticabile. Soluzioni alternative rispetto a quelle qui indicate, in grado di ottenere le stesse prestazioni richieste in termini di affidabilità e di sicurezza, possono essere sottoposte al CEI ed eventualmente recepite nella presente Norma su proposta di un apposito organo tecnico in accordo con l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (nel seguito AEEG)».

Inoltre, «gli impianti oggetto della presente Norma devono essere costruiti a regola d’arte e a tal fine è sufficiente la rispondenza alle norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). I riferimenti a tutte le norme CEI nel presente testo devono essere intesi in tal senso».

La norma CEI 0-21 prevale sulla CEI 11-20, si applica alle nuove connessioni sia monofase che trifase a partire dalla data del 1° luglio 2012 e riguarda le seguenti categorie:

  • Utenti passivi;
  • Utenti attivi, per gli impianti che producono una potenza inferiore ad 1 kW si applicano solo le prescrizioni relative agli Utenti passivi;
  • Impianti di alimentazione dei veicoli elettrici (stazioni di carica batterie);
  • Impianti di alimentazione di illuminazione pubblica (in tutto o in parte su suolo pubblico);
  • Impianti destinati a forniture temporanee (cantieri, circhi, ecc.);
  • Reti di distribuzione nell’ambito della realizzazione e del mantenimento della connessione tra reti di distribuzione.
Infografica: Categorie di utenti e loro applicazione alla CEI 0-21

Soggetti Coinvolti e Definizioni Fondamentali

La norma CEI 0-21 individua e definisce diversi soggetti e termini chiave essenziali per la comprensione delle sue applicazioni.

Attori Principali

  • Impresa di Distribuzione (Distributore): «qualsiasi soggetto individuato dall’art.9 del D.Lgs 79/99 che ha l’obbligo di connessione terzi sulle proprie reti ed è responsabile della gestione, manutenzione e, se necessario, dello sviluppo della rete elettrica e relativi dispositivi di interconnessione».
  • Utente della rete (Utente): «soggetto che utilizza la rete per immettere e/o prelevare energia elettrica. Gli utenti della rete sono individuati in passivi e attivi».
  • Utenti attivi: «utenti che utilizzano qualsiasi macchinario (rotante o statico) che converta ogni forma di energia utile in energia elettrica in corrente alternata previsto per funzionare in parallelo (anche transitorio) con la rete».
  • Utenti passivi: «tutti gli Utenti non ricadenti nella definizione precedente». Si specifica che «ai fini della presente Norma, la presenza di eventuali UPS e/o CPS (UPS centralizzato) presso utenti passivi non è di per sé sufficiente a connotare tali Utenti come Utenti attivi». In genere sono considerati utenti passivi i titolari di impianti di utilizzazione che prelevano soltanto energia dalla rete.
  • Venditore: «è il soggetto che esercita l’attività di cui all’articolo 4, commi 4.8. e 4.8bis di cui all’Allegato A della deliberazione n.11/07 con l’esclusione dei servizi di salvaguardia di cui all’Allegato A della deliberazione del 27 giugno 2007 n. 156/07».

Convenzionalmente, nel seguito della presente Norma, la dizione «a monte» identifica i circuiti verso la rete rispetto al punto considerato; dualmente, la dizione «a valle» identifica i circuiti verso l’impianto di Utente rispetto al punto considerato.

Termini Tecnici Essenziali

Di seguito vengono riportate alcune definizioni che la norma CEI 0-21 fornisce ai fini della connessione alla rete di distribuzione nazionale, definizioni applicabili a tutte le categorie di Utenti:

  • Connessione: «collegamento ad una rete di un impianto elettrico per il quale sussiste, almeno in un punto, la continuità circuitale, senza interposizione di impianti elettrici di terzi, con la rete medesima».
  • Punto di connessione (PdC): «confine fisico tra due reti nella titolarità e/o gestione di due soggetti diversi attraverso cui avviene lo scambio fisico di energia. Il punto di connessione è individuato al confine tra l’impianto di rete per la connessione e l’impianto di utenza».
  • Cavo di collegamento: «tratto di cavo di proprietà e pertinenza dell’Utente che collega il contatore o il sistema di misura con il primo(i) dispositivo(i) di protezione contro le sovracorrenti dell’utente (DG o DGL)».
  • Dispositivo generale di Utente (DG): «apparecchiatura di protezione, manovra e sezionamento la cui apertura assicura la separazione dell’intero impianto dell’Utente dalla rete. Nel caso di impianto che presenti un’unica linea di alimentazione (all’estremità del cavo di collegamento) il DG è unico e coincide con il DGL; in caso di più linee di alimentazione (all’estremità del cavo di collegamento) il DG può consistere nell’insieme dei DGL».
  • Dispositivo generale di linea (DGL): «apparecchiatura di protezione, manovra e sezionamento al termine del cavo di collegamento la cui apertura assicura la separazione di una linea dell’Utente dalla rete».
  • Dispositivi limitatori di potenza (DLP): «dispositivo atto a limitare il prelievo/immissione di potenza da parte dell’Utente entro i valori contrattuali».
  • Dispositivo di interfaccia (DDI): «una (o più) apparecchiature di manovra la cui apertura (comandata da un apposito sistema di protezione) assicura la separazione dell’impianto di produzione dalla rete, consentendo all’impianto di produzione stesso l’eventuale funzionamento in isola sui carichi privilegiati».
  • Dispositivo di generatore (DDG): «apparecchiatura di manovra e protezione la cui apertura (comandata da un apposito sistema di protezione) determina la separazione del generatore».
  • Interruzione dell’alimentazione: «condizione nella quale la tensione tra le fasi o tra fase e neutro è inferiore all’1% della tensione nominale Un. L’interruzione si definisce lunga, se ha durata maggiore di tre minuti, breve se ha durata maggiore di un secondo e non superiore a tre minuti, transitoria se non superiore ad un secondo».
  • Impianto di rete per la connessione presso l’utenza: «la porzione di impianto di rete per la connessione, includente il contatore, installata su aree (o locali) messe a disposizione dall’Utente, entro la proprietà dell’Utente medesimo, allo stesso livello di tensione della fornitura. Nei casi più semplici, l’impianto di rete per la connessione consiste nel solo contatore».
  • Impianto utilizzatore: «insieme dei circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina, comprese le relative apparecchiature di manovra, sezionamento, interruzione, protezione, ecc».
  • Impianto di utenza (o di Utente): «impianto di produzione e/o impianto utilizzatore, nella disponibilità dell’utente».
  • Limite di emissione Utente: «massima emissione di disturbo in rete consentita all’Utente connesso alla rete stessa».
  • Potenza contrattualmente impegnata: «livello di potenza, indicato nei contratti, reso disponibile dall’esercente ove siano presenti dispositivi atti a limitare la potenza prelevata; per motivi di sicurezza l’esercente può derogare dall’installazione del limitatore di potenza».
  • Potenza disponibile in prelievo: «la potenza disponibile è indicata nel contratto vigente con il Distributore ed è la massima potenza che può essere prelevata in un punto di connessione. Nel caso di utenti dotati di dispositivo limitatore, la potenza disponibile è la massima potenza che può essere prelevata in un punto di connessione senza che l’Utente finale sia disalimentato».
  • Pianificazione della rete di distribuzione: «attività finalizzata alla previsione dello sviluppo della rete di distribuzione su un orizzonte temporale di alcuni anni. Ai fini delle connessioni, le informazioni da fornire all’Utente da connettere si riferiscono al piano di sviluppo correntemente previsto dal Distributore all’atto della richiesta di connessione».
  • Esercizio: «insieme delle attività finalizzate al funzionamento con continuità di un determinato sistema o impianto elettrico. L’esercizio degli impianti comprende, tra l’altro, le attività di conduzione e pronto intervento».
  • Alta tensione (AT): «è un valore efficace della tensione nominale tra le fasi superiore a 35 kV fino a 150 kV compresi in corrente alternata».
  • Media tensione (MT): «è un valore efficace della tensione nominale tra le fasi superiore a 1 kV fino a 35 kV compresi in corrente alternata».
  • Bassa tensione (BT): «è un valore di tensione nominale tra le fasi inferiore o uguale a 1 kV in corrente alternata».
  • Compatibilità elettromagnetica (EMC): «capacità di un dispositivo (apparecchiatura o sistema) di funzionare correttamente nel suo ambiente elettromagnetico, senza introdurre nell’ambiente stesso disturbi elettromagnetici superiori all’emissione consentita».
  • Cabina secondaria (CS): «cabina elettrica alimentata in MT, provvista di almeno un trasformatore MT/BT dedicato alla rete di distribuzione».

Prescrizioni Specifiche per gli Utenti Passivi

La Norma CEI 0-21 stabilisce importanti prescrizioni relative agli utenti passivi, garantendo sicurezza e corretta funzionalità della rete.

Caratteristiche della Tensione di Fornitura

Nelle reti BT la tensione nominale Un vale 230 V per le forniture monofase e 400 V per le forniture trifase e la frequenza nominale fn è di 50 Hz. Di conseguenza, le vecchie tensioni 220/380 V definite dalla legge 105 dell’8 marzo 1949 non sono più valide, essendo state abrogate con il Decreto n°1 del 24/01/2012 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” (Governo Monti). Le caratteristiche della tensione di fornitura sono definite e descritte dalla Norma CEI EN 50160. Per quanto riguarda l’ampiezza della tensione al punto di consegna, sono in genere ammesse variazioni entro ± 10% secondo i limiti temporali e le specifiche di misura fornite dalla stessa Norma CEI EN 50160.

Gestione della Rete e Protezioni

La rete BT del Distributore è gestita con neutro direttamente a terra; il neutro viene distribuito ed è fatto divieto agli Utenti di impiegare il neutro come conduttore di protezione, nonché di collegare il neutro del Distributore alla terra di protezione dell’impianto di utenza. Il sistema di distribuzione impiegato è TT, come definito nella norma CEI 64-8 articolo 312.2.2.

Al fine di consentire il corretto intervento dei dispositivi di protezione di tipo differenziale, è necessario che la messa a terra del neutro da parte del Distributore abbia un valore inferiore a 180 Ω, mentre la messa a terra dell’impianto che ricade sotto la responsabilità dell’Utente abbia un valore opportunamente coordinato con i requisiti indicati nella Norma CEI 64-8 articolo 413.1.4. Ad esempio, in un impianto di utenza protetto da un interruttore differenziale con Idn = 1 A, la resistenza di terra non deve superare il valore di 50 Ω considerando un ambiente ordinario con tensione di contatto limite di 50 V.

La corrente di guasto franco a terra è data dalla relazione I = 230/(50+Rn), dalla quale si ricava che per un corretto intervento della protezione differenziale è necessario che la resistenza di terra del neutro Rn non sia superiore a 180 Ω. La sussistenza di tale condizione deve essere verificata dal Distributore su richiesta dell’Utente, qualora si rilevi che il superamento del limite di 180 Ω impedisca il corretto funzionamento delle protezioni differenziali dell’Utente medesimo. In questi casi l’Utente è tenuto a trasmettere al Distributore il rapporto tecnico comprovante il mancato funzionamento delle protezioni differenziali, redatto da un’impresa installatrice abilitata o da un professionista iscritto all’Albo o da ente di verifica di cui al DPR 462/01 (ASL, ARPA, INAIL o organismo abilitato).

Le protezioni adottate dal Distributore per la propria rete non hanno lo scopo di proteggere gli impianti dell’Utente. Il Distributore è comunque tenuto ad evitare le masse nell’impianto di rete per la connessione presso l’utenza e a mantenere la continuità del conduttore di neutro.

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