Il cristianesimo non comprende solo la Chiesa cattolica, ma esiste anche la Chiesa ortodossa e le Chiese cosiddette protestanti (luterane, calviniste, ecc.) e anglicane. Queste “Confessioni” cristiane sono equivalenti o dobbiamo appartenere alla Chiesa cattolica?
La Definizione di Fede Cristiana
La fede cristiana è quella di chi crede che Gesù sia Dio ed è stato battezzato nel nome della Santissima Trinità (unico Dio). Là dove invece, come ad esempio nei Testimoni di Geova, non si crede alla “divinità” di Gesù, non si può più parlare di religione cristiana.
Tradizione Culturale e Rispetto delle Esperienze Religiose
Come abbiamo visto a riguardo delle diverse religioni, così anche per l’appartenenza ad una confessione cristiana incide ovviamente la tradizione culturale e religiosa del Paese in cui si è nati e cresciuti. Ed è ovvio che anche in questo caso ogni esperienza religiosa vada rispettata, tanto più che in questo caso si è discepoli dello stesso Signore Gesù, creduto come vero Dio e vero uomo. Questo però non significa rendere tutto equivalente, o che non si possa dare un giudizio obiettivo, sia storico che teologico, per comprendere effettivamente quale Chiesa Gesù Cristo abbia davvero fondata e dove persistano in pienezza sia l’autentica Sua dottrina che il dono della Sua vita per tutti gli uomini.
Divisioni Storiche e Condizionamenti
Quando studiamo le divisioni che si sono prodotte nella storia della Chiesa, dobbiamo evidenziare anche i condizionamenti storici che le hanno determinate. Così non possiamo non notare come la separazione dalla Chiesa cattolica avvenne anche per motivi di influenza politica, come dimostra sia lo scisma della Chiesa ortodossa nel XI secolo (per le questioni relative all’Impero Romano d’Oriente) e quello delle Chiese protestanti nel XVI secolo (per il sorgere dei poteri nazionali spesso ostili a Roma).
Dobbiamo sempre ricordare che qua non siamo di fronte ad un’iniziativa umana, liberamente mutabile e su cui semplicemente si debba trovare un accordo, ma si tratta della salvezza operata da Dio in Cristo e da Lui trasmessa agli uomini di tutti i tempi attraverso la Chiesa da Lui voluta e fondata.

La Specificità della Chiesa Cattolica
Ora, da quanto abbiamo già brevemente osservato, dobbiamo di fatto riconoscere che la Chiesa cattolica (e non quelle protestanti) risalga agli Apostoli, secondo la documentata “successione apostolica”, e quindi a Cristo stesso. Si pensi al “simbolo” dei Concili di Nicea-Costantinopoli (325-381 d.C.) (il “credo” che ancora oggi professiamo), in cui si afferma: “Credo la Chiesa, una santa, cattolica e apostolica”.
La Chiesa Ortodossa: Validità dei Sacramenti e Distinzioni
Anche la Chiesa ortodossa risale agli apostoli (in particolare all’apostolo S. Andrea), per cui anche i loro sacramenti sono validi; ma la perdita del riferimento al successore di S. Pietro, quindi il misconoscere il “primato” di Pietro (dato invece come fondamento da Cristo stesso e subito riconosciuto dalla Chiesa primitiva), fa sì che non ci sia la piena comunione con la Chiesa e ultimamente quindi con Cristo stesso. Per il resto, l’unica deformazione teologica ortodossa riguarda il “procedere” dello Spirito Santo dal Padre e non pure dal Figlio (la cosiddetta questione del “Filioque”, presente invece nel Credo sopra citato).
La Riforma Protestante: Scisma ed Eresia
La Riforma protestante, da cui nacquero le molte Chiese protestanti (con differenze notevoli tra loro e che continuano a moltiplicarsi e dividersi, nascendone sempre di nuove), pone invece una questione più grave, in quanto qui non c’è solo la separazione e l’autonomia dal Vescovo di Roma, ma un cambiamento per alcuni aspetti anche radicale della dottrina e dei sacramenti, per cui esse non sono solo “scismatiche” ma anche “eretiche”.
- Un scisma è la separazione dall’autentica Chiesa di Cristo, fondata su Pietro e sui suoi successori, cioè un’uscita dalla piena comunione cattolica (in questo senso dobbiamo comprendere anche la parola “scomunica”, nel senso letterale di essere di fatto fuori dalla comunione).
- Le eresie, che sono sempre sorte lungo la storia della Chiesa e che la Chiesa ha sempre combattuto - per il bene delle nostre anime - secondo il comando stesso di Cristo (cfr. Mt 7,15), sono un cambiamento radicale della verità cristiana su uno o più punti essenziali della fede. Esse sono particolarmente gravi, proprio perché solo perseverando nell’autentica dottrina c’è possibilità di salvezza (per cui un’eresia potrebbe trascinare nella dannazione intere popolazioni). Ricordiamo che Gesù stesso ha dato alla Chiesa, mediante il servizio del Magistero, la garanzia dell’autentica dottrina, proprio affinché tutti gli uomini possano essere salvi (cfr. ad es. Gal 1,6-12; 5,7-9; Ef 4,14; Fil 3,2; Col 2,6-8; 2Ts 3,6; 1Tm 3,4; 4,1-2; 6,3-5; 2Tm 4,1-5; Tt 1,10-14; Eb 12,14-15; 2Pt 2,1-3; 1Gv 2,18-26; 4,1-6; 2Gv 7-10; Ap 2, 14-16.20-21).
Il Significato dell'Appellativo "Cattolica"
L’appellativo cattolica è molto bello, perché significa “universale”; la Chiesa è infatti cattolica perché atta ad accogliere tutti gli uomini e tutti i popoli della terra.
Se dunque ci chiediamo perché dobbiamo essere cattolici, dobbiamo uscire dalla semplice impressione che ciò sia dovuto al fatto che siamo nati in un Paese di tradizione cattolica, ma accorgerci che nella Chiesa cattolica c’è la pienezza dei doni (non che non ce ne siano altrove) che Dio ha dato all’uomo in Cristo e nello Spirito, per essere salvo, cioè l’autentica dottrina cristiana e la pienezza di grazia divina offerta dai sette sacramenti.
Il Sacramento della Riconciliazione (Confessione): Obiezioni e Risposte
Obiezione 1: Il Cedimento Psicologico e la Libertà Individuale
Un amico cardiologo, battezzato da bambino in Italia, ha espresso il suo disaccordo con la confessione, affermando di essere diventato ateo. Ha aggiunto: «Perché mi sembra un cedimento psicologico. Si confessano i deboli, i depressi. Chi sta bene non ne sente il bisogno. Ne è la prova che la maggior parte dei cristiani non si confessa. Il lieve recente aumento dei penitenti al confessionale è dovuto alla suggestione che esercita il nuovo Papa, più che a un atto di fede in Dio. Viviamo in una società liquida, senza certezze. Se la confessione fosse un rimedio ai conflitti, alle guerre, allora potrei accettarla come un valore anche religioso. Non ritengo sia rispettoso della libertà individuale obbligare alla confessione. Non condivido, nemmeno, che una persona per dimostrarsi pentita debba promettere al sacerdote confessore di non peccare più. Sembra una commedia di cattivo gusto. L’unico dubbio lo ingenera in me la figura di Cristo, per il quale nutro una profondissima stima. Ma l’ha istituito proprio lui l’obbligo della confessione?»
La Risposta Cattolica: Istituzione Divina dei Sacramenti
A questa obiezione, la risposta è che Gesù ha voluto tutti i sacramenti, praticati dalla Chiesa cattolica. Anche la confessione, o meglio il «sacramento della riconciliazione», non è un’invenzione dei preti, «per dominare le coscienze».
Cosa è la confessione?
Obiezione 2: Il Perdono senza Mediazione (Protestantesimo)
Un secondo tipo di obiezione è quella sostenuta, per esempio, dai protestanti (ma condivisa da molti altri). Nel maggio scorso il teologo valdese-protestante Paolo Ricca rilasciava un’intervista dal titolo: Tra noi valdesi il perdono non ha bisogno di mediazioni. La giornalista iniziava il pezzo sintetizzando così la posizione dei protestanti: «La sua autorità, la mia autorità come cristiano non è né maggiore né minore di quella del Papa: possiamo annunciare a un fratello o a una sorella che Dio l’ha perdonato dei suoi peccati, perché è questa la rivoluzionaria novità del Vangelo. Ma non possiamo dire: Ego te absolvo…» (come fa un sacerdote cattolico e ortodosso).
Dal 1500 con la Riforma, promossa da Lutero, i cristiani protestanti si distinguono dai cristiani cattolici. I primi non conservano il sacramento della riconciliazione, i cattolici, invece, continuano una tradizione praticata nella Chiesa, sin dai primi secoli del cristianesimo, perché voluta espressamente da Cristo. I protestanti non riconoscono necessaria la mediazione della Chiesa, come sacramento di salvezza, per essere perdonati da Dio. Ciascun peccatore pentito può sapere di essere assolto dai suoi peccati solo da Dio. Paolo Ricca prosegue: «Questa è la novità cristiana, non tanto il fatto che Dio perdoni, il che è condiviso da tutte le grandi religioni, quanto quello di perdonarsi gli uni con gli altri». Essere perdonati è collegato alla capacità di perdonare i nostri simili.
Esempio Protestante di Ricerca del Perdono
«Facciamo un esempio: un uomo tradisce la moglie, poi si rende conto di avere agito male. Può ritrovare la pace leggendo la Bibbia, pregando, il che non è fatto necessariamente di parole, ma della consapevolezza di essere in ogni momento davanti a Dio, ma può anche confidarsi a un altro credente, che potrà annunciargli il perdono. La cosa migliore sarebbe se a perdonarlo fosse la moglie stessa».
Il Fondamento Evangelico della Confessione Cattolica
Che cosa dice il Vangelo? Tra Vangelo e confessione esiste una spirituale continuità. Ecco il testo fondamentale. Gesù si rivolge agli apostoli, riuniti nel cenacolo, dopo la sua risurrezione: «“Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non perdonerete, non saranno perdonati”» (Gv, 20,21-23). Ci sono colpe di persone credenti che possono essere perdonate dai successori degli apostoli, i vescovi, e dai sacerdoti uniti a Cristo tramite i loro vescovi, per obbedienza a Cristo.
La Coscienza e la Ricerca del Bene
Tuttavia, ci sono responsabilità e colpe di persone non credenti, che si riconoscono di retta coscienza. Infatti, suona bene, anche per i non credenti, un testo del Concilio Vaticano II: «Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale, invece, deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell’intimità del cuore: fa’ questo, evita quest’altro». (Gaudium et spes,16). Se è un dovere per tutti cercare la verità, cercare il bene per agire rispettando la dignità propria e quella degli altri, non ci dovrebbero essere persone, tra gli atei, che non ritengono un dovere rispondere ad altri delle proprie scelte. Quando milioni di bambini muoiono di fame, ci sono dei responsabili che devono pentirsi e rimediare ai propri peccati privati. Anche per gli atei ci dovrebbero essere dei riti di ravvedimento. Non basta il Codice penale, come non basta il Codice di diritto canonico per i cattolici.

Il Punto di Vista Luterano sulla Confessione
Il punto di vista dei protestanti - cristiani non cattolici - è ancora differente. Un’amica luterana ha riferito che Lutero desiderava conservare la confessione come alto valore spirituale personale e sociale. Diversamente si corre il rischio di farci domanda e risposta in nome di Dio, giustificando comportamenti sbagliati e perdoni senza pentimenti, danni senza risarcimenti.
Il Valore della Confessione Cattolica
A proposito dell’accusa alla confessione di «ingerenza di estranei nella coscienza degli altri», è importante sottolineare che la coscienza è intangibile, luogo sacro, ma va educata e non è un attentato alla sua autonomia educarla. Se isoliamo la persona, la eliminiamo. La confessione cristiana avvicina, invece, la coscienza alla verità. Il colloquio con il sacerdote nel confessionale è intimo, confidente, segreto. Collabora alla elevazione morale del penitente. Il sacerdote ha il potere di perdonare, ma non è onnisciente. L’assoluzione del sacerdote, detta in latino suonava così: «... in quantum possum, et tu indiges. Ego te absolvo a peccatis tuis in nomine Patris… (in quanto posso e tu ne hai bisogno. Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre...). Certo, i penitenti hanno bisogno della comprensione del confessore. Tuttavia, questi può negare l’assoluzione, quando mancano certe disposizioni d’animo oppure per motivi disciplinari o educativi. Il sacerdote ha il compito di usare la parola che risana e promette l’amore di Dio che perdona. La confessione fa lavorare la coscienza, la illumina, la purifica con il rimorso, la orienta a imparare ad amare, a essere riabilitata.
Coloro che si sentono a posto non vanno al confessionale facilmente. Questi sono i peccatori più pericolosi. Li temeva anche Gesù, perché hanno le mani cariche di pietre, pronti a scagliarle. L’effetto confessione nel Vangelo è visibile sul volto di un giovane che, pentito («Padre, ho peccato»), torna da suo padre.
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