Il Caso Nello Giraudo: Abusi e Coperture Ecclesiastiche

La vicenda di Don Nello Giraudo rappresenta una delle pagine più oscure e dolorose per la Chiesa italiana, riemergendo con forza in un periodo già critico per l'istituzione ecclesiastica. Le indagini e le testimonianze hanno portato alla luce un sistematico abuso di minori che si sarebbe protratto per decenni, con l'accusa di coperture da parte della Curia.

Le Accuse e le Testimonianze delle Vittime

Secondo quanto emerso dalle inchieste giornalistiche, come quella condotta da Pablo Trincia per Le Iene, Don Nello Giraudo avrebbe abusato indisturbato di molti bambini in Liguria tra il 1980 e il 2010. Le violenze sarebbero avvenute nell'ambito delle attività parrocchiali, degli oratori e della catechesi, luoghi in cui il sacerdote aveva piena gestione dei minori.

Il Profilo di Don Nello Giraudo

Il profilo di Don Nello Giraudo, ricostruito attraverso le testimonianze delle sue vittime, oggi adulte, è stato definito "agghiacciante". Le modalità degli abusi descritte sono state raccapriccianti: il prete portava i ragazzi in campeggio o a casa di sua madre, dove restava solo con loro e abusava di loro. Le vittime hanno raccontato che Giraudo utilizzava scuse come "voler vedere le differenze tra il suo piccolo pene e i nostri" per poi toccarli e masturbarli, arrivando in alcuni casi a "rapporti completi". Una vittima ha descritto Don Nello come "posseduto da un istinto irrefrenabile", aggiungendo che tentare di respingerlo comportava punizioni psicologiche e isolamento.

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Le Coperture della Curia e i Trasferimenti

Nonostante le numerose segnalazioni e la consapevolezza da parte dei vescovi degli "istinti irrefrenabili" del prete, la Curia si sarebbe limitata a spostare Don Nello di parrocchia in parrocchia, senza mai fermare realmente gli abusi. Le coperture della Chiesa a tutela del sacerdote sarebbero iniziate già nel 1980, lo stesso anno in cui Don Giraudo prese i voti.

Dall'Inizio degli Abusi alle Prime Denunce

  • Nel 1980, una madre di Valleggia denunciò all'allora vescovo di Savona, Giulio Sanguineti, molestie sessuali sul proprio figlio. Don Giraudo venne immediatamente spostato a Spotorno, a soli 15 km da Valleggia, in una parrocchia "ancor più gremita di minori".
  • Negli anni Novanta, le "tendenze pedofile" di Giraudo a Spotorno divennero di dominio pubblico. Il nuovo vescovo, Dante Lafranconi, a conoscenza dei precedenti "ben catalogati negli archivi diocesani", decise di trasferirlo nuovamente in un'altra parrocchia.
  • Nel 1992, a Feglino, Giraudo aprì una comunità per ragazzi disagiati, dove gli abusi continuarono con le stesse modalità. Mirko, una delle vittime, fu violentato due anni più tardi.

Il Ruolo dei Vescovi e la Prescrizione

Tra i responsabili di queste decisioni figurano Monsignor Calcagno, Monsignor Sanguinetti e Monsignor Lanfranconi. Quest'ultimo, dopo le indagini della Procura di Savona per aver "fatto scendere il silenzio sul caso", è stato prescritto. L'atteggiamento dell'allora vescovo Dante Lafranconi non passò inosservato agli inquirenti, che nel 2012 ne chiesero il rinvio a giudizio. Lafranconi si salvò grazie alla prescrizione, alla quale avrebbe potuto rinunciare per chiarire la propria posizione, ma non lo fece.

Il Giudice del tribunale di Savona, Fiorenza Giorgi, pur essendo costretta ad archiviare il caso per estinzione del reato, espresse parole durissime nei confronti dell'allora vescovo, affermando che "l'estrema gravità delle condotte criminose del Giraudo non fosse stata per nulla considerata" e che la "sola preoccupazione dei vertici della Curia fosse quella di salvaguardare l'immagine della diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori".

Il Procedimento Civile e la Difesa

Nel contesto di questa complessa vicenda, è stato avviato un procedimento civile che vede contrapposti la diocesi di Savona e le presunte vittime di abusi da parte dell'ex sacerdote Nello Giraudo. La difesa ha contestato l'esistenza stessa degli abusi.

La Causa Legale e le Richieste di Risarcimento

La citazione in giudizio della diocesi savonese, presentata dagli avvocati della Rete L'Abuso Elena Peruzzini e Francesca Rosso, si riferisce al caso di Nello Giraudo e ai presunti abusi commessi dal 1980 al 2000 circa, con il favoreggiamento dei vescovi. L'ultimo episodio noto risale al 2005, e in quel caso la vittima sarebbe già stata risarcita nel 2012, dopo che Giraudo patteggiò una condanna a un anno e sei mesi per le molestie inflitte a un giovane scout quindicenne.

La Diocesi e lo stesso Giraudo hanno deciso di costituirsi in giudizio, respingendo la possibilità di un risarcimento extragiudiziale, la cui cifra totale richiesta si aggira "di poco inferiore ai 5 milioni".

La "Dispensa dallo Stato Clericale"

In un'intervista, l'allora vescovo di Savona, Monsignor Vittorio Lupi, ha rivelato che Don Nello Giraudo "ha ottenuto dalla Santa Sede la dispensa dallo stato clericale e quindi non può più presentarsi come prete né esercitare il ministero". Monsignor Lupi ha affermato di aver agito "correttamente nel rispetto delle persone" e che la richiesta di riduzione allo stato laicale è stata "concordata" tra lui e Giraudo nel luglio 2009, concretizzandosi nei mesi successivi.

Le Reazioni e le Polemiche

La dichiarazione del vescovo Lupi ha suscitato la reazione di Francesco Zanardi, vittima di un prete pedofilo e rappresentante della Rete L'Abuso. Zanardi ha criticato le parole di Lupi, interpretandole come un tentativo di "dimenticare tutto e ricominciare", senza offrire alcuna riparazione alle vittime. Zanardi ha sottolineato che "molti sacerdoti e fedeli in questi mesi di silenzio hanno abbattuto il muro di omertà portando alla luce molte cose", e ha accusato il vescovo di "tentare di recuperare una situazione sfuggitale dalle mani".

Infografica sulla struttura della Chiesa Cattolica e le sue gerarchie

La Rete L'Abuso ha denunciato un "colpo gobbo che la diocesi ha messo in atto per manipolare i fedeli", riferendosi a un incontro organizzato dalla diocesi per rassicurare sulla messa in atto di "linee guida a tutela dei minori e delle persone vulnerabili". L'avvocato Marco Russo, difensore di Nello Giraudo, ha messo in dubbio gli abusi, sostenendo che le affermazioni del gip Fiorenza Giorgi nel decreto di archiviazione per il favoreggiamento alla pedofilia dell'ex vescovo Lafranconi non siano supportate da alcun elemento di prova nel caso specifico.

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