“Nella valle di Elah” è un film drammatico americano del 2007, scritto e diretto da Paul Haggis, che vede protagonisti Tommy Lee Jones, Charlize Theron e Susan Sarandon. La pellicola, basata su eventi realmente accaduti anche se con nomi e luoghi modificati, è incentrata sulla ricerca di un padre militare per il figlio scomparso e, dopo il ritrovamento del corpo, sulla successiva caccia agli assassini.
La Trama: La Scomparsa di Mike Deerfield e l'Inizio dell'Indagine
Hank Deerfield (Tommy Lee Jones), un ex sergente della polizia militare e veterano della guerra in Vietnam, è un convinto patriota. Un giorno ferma il suo pick-up e avverte un inserviente di un errore: una bandiera americana sventola rovesciata. Dopo averne spiegato il significato - una richiesta di aiuto o una resa da parte di uno Stato - e averla vista sistemata, Hank riprende il suo viaggio. La destinazione è Fort Rudd, il suo scopo: trovare notizie sul figlio Mike, tornato da pochi giorni dall'Iraq e misteriosamente scomparso.
Hank aveva considerato normale che il figlio avesse seguito il suo esempio nell'esercito, sperando solo che ne imitasse anche la capacità di tornare a casa sano e salvo. Di fronte alla sparizione di Mike, senza che il figlio avesse nemmeno comunicato ai genitori il suo ritorno in patria, Hank ritiene opportuno indagare di persona. Nella sua indagine sarà aiutato dalla detective Emily Sanders (Charlize Theron), e insieme inizieranno a incastrare prove, testimonianze e intuizioni per ricomporre un quadro della situazione in cui il figlio è scomparso e in cui si trova l'intera nazione.
Il Ritrovamento del Corpo e le Prime Indagini
Purtroppo, non lontano dalla base militare, ai margini di una strada, viene ritrovato il cadavere di Mike, carbonizzato, fatto a pezzi e lasciato in pasto agli animali. Hank è quindi costretto a "rimettere insieme" questo corpo, non tanto a livello fisico quanto nell'ostinazione con cui vuole ricostruire la sua storia e i suoi legami con gli altri soldati. Per superare gli ostacoli frapposti dall'esercito, sempre fedele al motto “I panni sporchi si lavano in casa”, Hank riesce a coinvolgere la giovane ispettrice Emily Sanders, decisa a scoprire il bandolo di menzogne e insabbiamenti.
Visitando di nascosto la stanza del figlio, Hank porta via il suo cellulare. Lo fa vedere a un esperto di elettronica che trova dei filmati video (rovinati) al suo interno. Uno alla volta, questi video vengono spediti via posta elettronica ad Hank, che inizia a capire cosa facesse il figlio in Iraq, fino a una tragica e devastante rivelazione. Le uniche immagini della guerra "reale", combattuta, sono quelle che arrivano dal cellulare di Mike, come se oggi raccontare la guerra fosse possibile solo in questo modo, attraverso immagini rovinate, scadenti, registrate attraverso i mezzi della (video)comunicazione contemporanea (cellulari, videocamere digitali).
FILM - NELLA VALLE DI ELAH - VideoConsiglio
La Verità e le Conseguenze della Guerra
Attraverso la sua indagine, Hank, che conosce bene il mondo militare, scopre cose inaspettate sul conto del figlio e la vera “spazzatura della guerra”, quella che viene sempre nascosta, insabbiata e rimossa come "errore". Saranno proprio queste immagini digitali ad aiutare Hank a scoprire la verità, che non è più assoluta, ma sempre parziale, sporcata da dubbi, incerta e frammentaria. Ma pur sempre un qualcosa a cui aggrapparsi, un tentativo di sistemare i fatti per trovare una loro consequenzialità, qualcosa che dia senso alla morte. E la verità scoperta sarà delle più brutali e sconvolgenti.
Paul Haggis racconta il dramma dell'America odierna e dei suoi figli attraverso una sceneggiatura curatissima e tratta da un episodio realmente accaduto. La sua regia è classica, quasi invisibile, fissa sulla scena che deve riprendere, mostrando come la ferita della guerra in Iraq stia diventando sempre più profonda e infetta. Tornati a casa, i soldati, tutti ragazzi, mostrano quanto la guerra li abbia trasformati, amplificando i loro istinti più bestiali, usurando ogni coscienza morale e facendoli scivolare nel consumo di droga (eroina, anfetamine, cristalli), innalzando i codici militari a unica etica possibile.
La Confessione e il Tormento di un Padre
Alla fine, Sanders confronta la calligrafia di Penning con la firma sull’ultimo estratto conto della carta di credito di Mike e capisce che Penning, Bonner e Long hanno ucciso Mike e poi hanno usato la sua carta di credito al ristorante. Penning si è già fatto avanti e ha ottenuto un patteggiamento ma, su insistenza di Sanders, lei e Hank ascoltano la sua confessione di persona: ammette di aver accoltellato Mike dopo un litigio apparentemente insignificante. Hank gli chiede di un video in cui Mike tortura un ribelle prigioniero e Penning, emotivamente distante, spiega: “Tutti facciamo cose stupide”. La confessione arriva, ma è agghiacciante tanto è figlia del totale smarrimento di un paese intero.
Tornato a casa, Hank non avrà più le certezze di prima. In un pacco, speditogli dal figlio prima di rientrare negli Stati Uniti, troverà una bandiera americana come regalo. Hank la porterà con sé nel luogo dove giorni prima aveva visto l'altra bandiera sventolare capovolta. Chiamerà lo stesso inserviente e gli dirà di innalzare la bandiera del figlio. E il verso con cui la bandiera sarà issata e sventolerà è il vero e lancinante urlo di tutto il film. Nel mondo militare, issare una bandiera al contrario corrisponde alla richiesta di aiuto di un reparto in pericolo; nel finale del film Hank lo fa con una bandiera degli Stati Uniti: un’immagine che lascia il segno, anche e soprattutto per quel che ne soggiace.

Il Titolo e i Riferimenti Biblici
Il titolo del film viene da un passo della Bibbia, quello che riguarda la storia di Davide e Golia. Dice lo stesso regista, Paul Haggis: "Amo questo titolo perché contiene tanti dei temi affrontati dal film. Il Re Saul mandò il figlio David nella valle di Elah a combattere contro Golia, armato solo di cinque pietre. Mi sono chiesto: Ma chi farebbe una cosa del genere? Chi spedirebbe un ragazzo a combattere contro un gigante?". David è anche il nome dell'altro figlio di Hank, anch'egli morto da soldato.
La Valle di Elah fu il luogo in cui, secondo la Bibbia, si svolse la battaglia tra Davide e Golia; il riferimento (anch’esso metaforico) si lega alla domanda finale del figlio della detective Sanders: come ha potuto il re israelita essere così folle da mandare un ragazzino a combattere un gigante come Golia? Haggis non intende per forza equiparare l’esercito iracheno a Golia e l’esercito americano a Davide, ma piuttosto sottolineare che spedire un ragazzino come Mike a uccidere significa portarlo a combattere contro l’oscurità dell’animo umano. E quella sì, è gigante come Golia.
Riflessioni sulla Crisi di Identità Nazionale
Haggis tratteggia il ritratto di un mondo assurdo e terrificante, omertoso e fagocitante, simbolo di una profonda crisi di identità nazionale che lascia sgomenti: se il tuo paese ti addestra alla violenza e ti convince che uccidere è giusto, non stupirti se poi ti ritrovi in casa una generazione di giovani "perduti" per i quali l'omicidio è una cosa normale, fisiologica, quasi naturale. Quella di Hank, fervente patriota costretto a mettere in dubbio tutto ciò in cui ha creduto, solo e sconfitto su tutta la linea, è la presa di coscienza di un paese che si ritrova a dover guardare in faccia il proprio orrore senza poter più volgere lo sguardo altrove.
Il film di Haggis è un severo pamphlet sulle scorie lasciate dagli eventi bellici, sugli scompensi caratteriali che ogni guerra lascia "dentro" chi l'ha combattuta, e sull'incapacità da parte di ragazzi giovani di gestire un difficile equilibrio nella vita civile. L'autore lancia un gelido e insieme straziato appello a far prevalere le ragioni dell'umanità e della coscienza su quelle del calcolo e dell'opportunismo. Tutt'altro che semplicisticamente pacifista, il copione indica che si è ormai arrivati a una linea di confine: l'America ha bisogno di fermarsi, di riflettere, di pensare in termini di collaborazione e non di supremazia. Emblematica e carica di senso è l'immagine finale con la bandiera a stelle e strisce rovesciata, segno della richiesta di aiuto. Un segnale di un film tutt'altro che antiamericano, ma semmai di forte impegno civile e rivolto a tutti.
Scheda Film
| Regia | Attori | Soggetto | Sceneggiatura | Fotografia | Montaggio | Scenografia | Arredamento | Costumi | Effetti | Altri titoli | Durata | Colore | Genere | Produzione | Distribuzione | Data uscita |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Paul Haggis | Tommy Lee Jones - Hank Deerfield, Charlize Theron - Detective Emily Sanders, James Franco - Sergente Dan Carnelli, Susan Sarandon - Joan Deerfield, Josh Brolin - Buchwald, Jonathan Tucker - Mike Deerfield, Jason Patric - Tenente Kirklander, Frances Fisher - Evie, Rick Gonzalez - Gabriel, Barry Corbin - Arnold Bickman, Brad William Henke - Chuck, Wayne Duvall - Detective Nugent, Brent Briscoe - Detective Hodge, Kathy Lamkin - Carleen, Wes Chatham - caporalmagg. Penning, Mehcad Brooks - soldato scelto Ennis Long, Victor Wolf | Paul Haggis, Mark Boal | Paul Haggis | Roger Deakins | Jo Francis | Laurence Bennett | Linda Lee Sutton | Lisa Jensen | Great FX | Death and Dishonor | 120 | C | DRAMMATICO GUERRA | SUMMIT ENTERTAINMENT, SAMUELS MEDIA, NALA FILMS, BLACKFRIARS BRIDGE FILMS | MIKADO, DVD E BLU-RAY: DOLMEN HOME VIDEO | 2007-11-30 |
Riconoscimenti
- Premio SIGNIS alla 64.ma Mostra del Cinema di Venezia (2007).
- Tommy Lee Jones è candidato all'Oscar 2008 come Miglior Attore Protagonista.
- Candidato al David di Donatello 2008 come Miglior Film Straniero.
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