La Chiesa di Santa Maria Maddalena: Storia della Parrocchia di Groscavallo e dei suoi Parroci

Un Punto di Riferimento nel Cuore di Groscavallo

La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Groscavallo si trova su un terrapieno rialzato, a lato della strada provinciale, ed è raggiungibile tramite una scalinata che porta direttamente all’ingresso. La sua posizione ben visibile, sopraelevata rispetto alla strada, la rende immediatamente riconoscibile nel paesaggio del paese. Per arrivare all’ingresso, è necessario salire una scalinata, e questo piccolo percorso crea una separazione netta tra la strada e lo spazio sacro.

Veduta esterna della Chiesa di Santa Maria Maddalena a Groscavallo con la scalinata d'accesso

Questa non è solo una presenza scenografica; è la chiesa parrocchiale del paese e viene officiata regolarmente, rimanendo uno dei punti religiosi più importanti del centro abitato. Non è, quindi, solo un edificio storico ma anche un luogo di culto ancora vivo. La chiesa colpisce per la ricchezza degli interni, per la presenza di affreschi importanti e per una storia complessa, fatta di ricostruzioni, restauri e memoria locale, rendendola una tappa imprescindibile per chi visita Groscavallo.

Dalle Origini Medievali ai Primi Parroci Indipendenti

La chiesa attuale sorge sulle rovine di una precedente chiesa di origine medievale. In quel periodo, il luogo era retto dai frati benedettini della comunità di San Mauro di Pulcherada, rappresentando la base più antica della sua storia. La parrocchia di Groscavallo, intitolata a Santa Maria Maddalena, era una delle poche delle valli allora esistenti che pagavano le decime all'arcivescovo di Torino. In un'epoca in cui Tedisio rinunciava a ogni pretesa di infeudazione sulle Valli di Lanzo, la parrocchia era sotto la guida dei frati benedettini.

Mappa storica delle Valli di Lanzo con Groscavallo e i principali insediamenti ecclesiastici

Solo dal 1547 si ebbe un parroco secolare a reggere le sorti della Chiesa di Santa Maria Maddalena: il reverendo Antonio Pegliasci, originario di Cantoira. Non è dato sapere come fosse questa prima chiesa. Nella relazione per la visita pastorale del 1869, don Perrucchietti annotò che la memoria più antica si trovava nella croce del campanile, sulla quale era incisa la data 1452. Inoltre, nell’altare maggiore della vecchia chiesa distrutta furono ritrovate monete coniate al tempo di Emanuele Filiberto, con l’impronta dell’aquila e la data 1532.

La Ricostruzione del Seicento e le Prime Trasformazioni

Nel 1627, poco prima dell'epidemia di peste, la chiesa di Groscavallo venne ricostruita. Tra i promotori di quell’intervento vi fu anche Pietro Garino, figura centrale anche per la nascita del santuario di Forno Alpi Graie, legato a una visione della Madonna. Una descrizione di quell’edificio compare poi nella relazione per la visita pastorale del 1750, in un periodo in cui erano ancora vive le lunghe tensioni tra Forno e Groscavallo per la separazione della parrocchia e la volontà di erigersi a parrocchia a sé stante, come redatto dal parroco don Giovanni Francesco Berardo.

Il XIX Secolo: Degrado, Rinascita e il Ruolo di Don G. Perrucchietti

Nella prima metà dell’Ottocento, la situazione dell’edificio era molto problematica. L’11 febbraio 1840 il cattivo stato della parrocchiale venne discusso in assemblea comunale. Una perizia del mastro da muro Giuseppe Rapelli stimava in 12.000 lire la spesa necessaria per la ricostruzione, spingendo la comunità a chiedere un contributo all’arcivescovo Fransoni.

La visita pastorale del 1843 confermò in modo severo la gravità del quadro: la chiesa veniva giudicata poco decorosa per una parrocchiale a causa della pianta irregolare, degli esterni lasciati al rustico, delle crepe sulla volta sopra l’altare e, soprattutto, di una parete ovest così interrata da far penetrare continuamente l’umidità nelle pareti e nel pavimento. L’ambiente, in sostanza, trasmetteva disagio più che devozione.

Disegno storico che illustra lo stato di degrado della chiesa nel XIX secolo

I lavori di trasformazione e recupero vennero eseguiti tra il 1845 e il 1851, culminando nella benedizione dell’opera finita nel 1852. L’iniziativa fu del parroco don G. Perrucchietti, con il significativo aiuto dell’arcivescovo di Torino monsignor Fransoni, con donazioni del re Carlo Alberto e con il contributo gratuito della popolazione locale. Il progetto fu affidato all’architetto Bertolotti, mentre la realizzazione venne seguita dai maestri muratori fratelli Robetto di Migliere.

L'Apparato Architettonico e Artistico della Chiesa

La Posizione e l'Impianto Strutturale

La Chiesa di Santa Maria Maddalena sorge su un terrapieno rialzato lungo la strada provinciale. L’impianto della chiesa è a navata unica, con due brevi bracci laterali riservati agli altari minori. La struttura portante è interamente in pietra, mentre le murature interne e le volte sono decorate e dipinte.

Le Coperture Interne ed Esterne

La copertura interna è articolata, con volte a botte sugli altari laterali, nel tratto compreso tra l’ingresso e gli altari, e sopra l’altare maggiore. All’incrocio tra navata e bracci laterali compare una volta a vela, mentre sull’abside si sviluppa una cupola semicircolare. A tenere insieme tutto lo spazio corre un alto cornicione modanato, con una scritta dorata sottostante, che segna e divide l’intero volume interno.

Anche la copertura esterna è interessante: la struttura è lignea con manto in lose. Il tratto tra la facciata e gli altari è coperto da un tetto a due falde, mentre i bracci laterali hanno un secondo tetto a due falde ortogonale al primo. Sul retro, la falda segue l’andamento curvo dell’abside.

La Facciata Principale: Dettagli e la Storica Meridiana

La facciata principale è rivolta a sud, intonacata e tinteggiata di bianco, con fronte a finto bugnato e paraste lisce. L’ingresso è ampio e presenta un portone in legno scolpito, incorniciato tra due paraste con capitelli e sormontato da una trabeazione piana protetta da una piccola tettoia in lose. Più in alto si apre una finestra semicircolare con croce centrale.

Il prospetto è delimitato da due paraste angolari e si conclude con un timpano triangolare. Anche i bracci laterali sono conclusi superiormente da timpani triangolari, mantenendo così una coerenza formale dell’insieme. Un dettaglio che merita attenzione è la meridiana ospitata sulla parasta angolare sinistra, dipinta dai Robetti nel 1854 e restaurata nel 1880, come denota la scritta sottostante. Si tratta di un elemento piccolo, ma molto caratteristico, legato agli interventi ottocenteschi.

Dettaglio della meridiana sulla facciata della Chiesa di Santa Maria Maddalena

I Prospetti Laterali e il Campanile

Le facciate laterali hanno una finitura a intonaco grezzo. Sui due bracci laterali si trovano aperture semicircolari: quella della parete ovest è tamponata, mentre quella della parete est è finestrata. Questi dettagli aiutano a leggere le differenze tra le varie parti della chiesa e i loro adattamenti nel tempo.

Il campanile si trova in adiacenza al muro ovest dell’edificio. Ha pianta quadrata e murature in pietra parzialmente intonacate. La cella campanaria è aperta su tutti e quattro i lati mediante monofore, mentre sotto compare, sul lato frontale, il quadrante dell’orologio.

Gli Interni: Un Trionfo di Colori e Decorazioni

L’interno della chiesa è un punto di grande impatto visivo. Le strutture voltate e la cupola sono completamente dipinte e decorate, mentre le pareti verticali presentano una ricca finitura in marmorino di vari colori. Nei punti di raccordo tra le diverse coperture compaiono archi impostati su paraste decorate con stucchi, dorature e capitelli.

Al di sopra del grande cornicione modanato si aprono, su entrambi i lati, finestre semicircolari che portano luce all’interno. Alla stessa altezza si trovano anche le aperture nella zona dell’ingresso e nel braccio laterale est, mentre la finestra del braccio ovest risulta murata. Gli altari laterali sono in marmo, e quello di destra è dedicato alla Madonna del Rosario. Sopra l’ingresso si trova una cantoria lignea a soppalco, con parapetto decorato da motivi che raffigurano strumenti musicali. Il pulpito è collocato sulla parete sinistra del presbiterio, sopra la porta che conduce alla sacrestia. La pavimentazione è composta da mattonelle decorate con motivi geometrici.

Interno della Chiesa di Santa Maria Maddalena con le decorazioni e gli altari

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L'Affresco di Andrea Gastaldi e la Narrazione Religiosa

Tra gli elementi più importanti della chiesa c’è l’affresco della semicupola absidale, opera del pittore Andrea Gastaldi. Raffigura la Maddalena ai piedi di Gesù Nazareno, nella scena de "La cena in casa di Simone". L'opera venne iniziata da Gastaldi durante un soggiorno estivo a Groscavallo tra il 1867 e il 1878 e fu poi completata da due suoi allievi nel 1878, il Raffaele e la Spurgazzi. È uno dei dettagli artistici più rilevanti dell’intero edificio e conferisce alla chiesa un peso che va oltre la semplice dimensione parrocchiale.

Anche la volta a vela merita attenzione, perché raffigura i quattro evangelisti e al centro la colomba eucaristica, inseriti in un cielo con nuvole. L’apparato decorativo, quindi, non è meramente ornamentale, ma costruisce una vera narrazione religiosa distribuita sulle superfici voltate.

Il Presbiterio e l'Arredo Liturgico

Il presbiterio è rialzato di due gradini rispetto all’aula. Al suo centro si trovano l’altare maggiore e gli arredi liturgici. La mensa è ulteriormente rialzata di due gradini tramite una pedana in marmo collegata all’altare maggiore. Sia la pavimentazione sia gli arredi liturgici sono in marmo. Sulla parete absidale si trovano invece il coro ligneo e la pala d’altare, inserita entro una cornice ovale e raffigurante la Maddalena. L’assemblea è disposta in panche a battaglione, secondo l’orientamento dell’aula, mentre il vecchio pulpito resta collocato sulla parete sinistra del presbiterio.

Gli Interventi di Restauro Recenti: Cura e Preservazione

In tempi più recenti, la chiesa ha beneficiato di diversi interventi di conservazione. Nel 1951, le decorazioni interne furono restaurate da Forneris, mentre nel 2011 il tetto è stato interessato da lavori di rifacimento. Il Comitato recupero conservazione beni storici e religiosi di Groscavallo (To) ODV, con la collaborazione e l’aiuto finanziario del Parroco della Parrocchia di Groscavallo (To), ha promosso e realizzato ulteriori restauri.

Diagramma che illustra i rinforzi strutturali della facciata della chiesa

Nel 2017, è stato effettuato un intervento di rinforzo strutturale della facciata, inserendo nei muri ortogonali alla facciata due barre metalliche di diametro 24 mm, fissate esternamente mediante piastre in acciaio. Un altro intervento è stato realizzato in corrispondenza dell’architrave, al di sopra del portone d’ingresso, dove sono stati inseriti due elementi HEB 120 a rinforzo dell’architrave esistente. Successivamente, è stato praticato un intervento di risanamento dei muri perimetrali esterni con uno scavo del terreno circostante e la realizzazione di una nuova intercapedine drenante con tubo corrugato per l’allontanamento dell’acqua ad una quota di profondità pari a m. 1,20, ricoprendo il tutto con materiale inerte. Sia all’interno che all’esterno è stato rimosso l’intonaco esistente sulla parte inferiore della muratura, valutabile in base all’estensione del degrado, pulita tutta la superficie, applicato il rinzaffo ed eseguita l’intonacatura nuova. Al fine di proteggere ulteriormente dalle intemperie le murature perimetrali, si è provveduto alla posa, su tutto il perimetro della copertura, di nuove gronde in rame con convogliamento delle acque in pluviali e allontanamento delle stesse dal perimetro della cappella e della sacrestia.

Nel 2023, si è proceduto al rifacimento degli affreschi interni della cappella. I rilievi stratigrafici eseguiti hanno evidenziato la presenza in passato di colori sulle pareti profondamente diversi da quelli esistenti. Con l’intervento di restauro, la cappella è stata riportata agli antichi splendori. La riconsegna dell’edificio ai fedeli è avvenuta il 21 ottobre 2023.

Tutti gli interventi descritti sono stati autorizzati dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici del Piemonte. Tra i professionisti coinvolti figurano l'Arch. Silvia Richiardi, l'Arch. Daniela Ravicchio e l'Ing. Andrea Olivetti, mentre le ditte che hanno curato i lavori sono il Consorzio Artedil, Martone Roberto, Laboratorio di restauro Rocca e Carpenteria Di.Elle, oltre a Bottino Giuseppe.

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