Nazareth: Recensione e Informazioni sull'Album "Sound Elixir"

Il quattordicesimo lavoro dei Nazareth, "Sound Elixir", pubblicato nel 1983, riflette fortemente le tendenze musicali e le "mode" dominanti di quegli anni. L'album mostra senza dubbio i segni del tempo e le sfide che la band ha dovuto affrontare per adattarsi al panorama musicale dell'epoca.

Il Contesto Sonoro degli Anni Ottanta

L'influenza della radio come principale veicolo di diffusione musicale si avverte distintamente nella produzione di "Sound Elixir". I singoli, all'epoca, dovevano essere strutturati in un certo modo per garantire la trasmissione radiofonica, e questo ha chiaramente condizionato le scelte sonore della band.

Infografica con strumentazione tipica da studio di registrazione anni '80 (sintetizzatori, drum machine)

Analisi delle Tracce Principali

"All Nite Radio"

Il disco si apre con la super ortodossa (per i tempi) "All Nite Radio". Il brano presenta una batteria che viene descritta come "orrenda", quasi esclusivamente con un rullante marziale, salvo sporadici passaggi sui tom, imbastarditi dal famigerato noise gate "alla Phil Collins", quello della dannosissima, purtroppo epocale "In the Air Tonight". A completare il quadro sonoro controverso ci sono un basso "finto" e riverberi sbagliati, elementi che caratterizzavano molte produzioni dell'epoca.

"Milk & Honey"

Segue la curiosa "Milk & Honey", una traccia che "trotterella inoffensiva" tra assolvenze di sintetizzatori e lontane chitarre armonizzate. Nonostante le scelte sonore discutibili, il valore compositivo dei Nazareth riesce a riscattare in parte la situazione, poiché il ritornello cantato in coro possiede capacità suggestive.

"Rain on the Window"

Il primo brano del tutto piacevole, accettabile e riuscito dell'album è la semiacustica, quieta ma ritmata "Rain on the Window". Questo pezzo presenta indubbi echi folk che riescono a rendere sopportabile persino il suo assolo di sintetizzatore al centro della canzone.

"Why Don't You Read the Book"

La sensazione di essere "subissati da quel cacchio di rullante col reverbero mozzato" persiste, come si nota in "Why Don't You Read the Book". Tuttavia, questa traccia contiene almeno un paio di assoli riusciti dell'ispano/scozzese Manny Charlton, che per una volta è stato lasciato libero di esprimersi con le sue chitarre.

"I Ran"

Forte si rivela invece "I Ran", che, su un riff funky di basso e chitarre "liquide" in stile Police, riesce a inserirsi nei canoni del rock commerciale dell'epoca senza irritare.

"Local Still"

Ancora una volta, i Nazareth più autentici, in questi anni grigi, si percepiscono in fondo ai loro album. Nei fatti, la penultima traccia, "Local Still", è un vero e proprio omaggio allo stile degli Status Quo. Un dato di fatto è che chi ha "stampato in mente" la voce di Dan McCafferty apprezzerà particolarmente la sua interpretazione in brani come questo, nonostante gli Status Quo non siano provvisti del suo caratteristico "raglio rasposo".

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