Nazareth: tra storia, hard rock e lo spirito di Expect No Mercy

A volte, per buona gioia di chi non sopporta i cosiddetti dinosauri del rock, fa piacere sapere che alcuni gruppi storici dell'hard rock settantiano sono ancora qui tra noi a regalarci onesti dischi. Lontani certamente da alcuni capolavori dei tempi che furono, ma pur sempre godibili. I Nazareth, storici rocker scozzesi, calcano le scene da oltre cinquant'anni e pare proprio che abbiano intenzione di tenerci compagnia ancora per un po'.

Il percorso artistico: da Razamanaz al nuovo millennio

Di capolavori gli scozzesi Nazareth ne hanno fatti uscire almeno tre: "Razamanaz" (1973), "Loud 'n' Proud" (1974) e "Hair of the Dog" (1975). Il terzo lavoro in studio, Razamanaz, rappresenta sotto tutti i punti di vista il definitivo salto di qualità. Passando da sonorità derivate dai Rolling Stones a un sound decisamente più roccioso, il quartetto capitanato da Dan McCafferty ha creato un disco vibrante ed energico, considerato uno dei migliori esempi di hard blues del periodo.

Copertina dell'album Razamanaz dei Nazareth

Dopo il successo di Razamanaz, la produzione di Loud 'n' Proud fu affidata a Roger Glover dei Deep Purple. Il disco ribadì l'esigenza della band di proporre un sound duro e sporco, mettendo in mostra un rock’n’roll piacevole e una tecnica invidiabile, con rivisitazioni audaci come l'angelica "This Flight Tonight" di Joni Mitchell, trasformata in una lussuriosa ballata d'amore.

L'evoluzione del sound e la longevità

Sebbene nel corso della loro carriera siano stati spesso etichettati come un gruppo di "serie B", i Nazareth hanno mantenuto una coerenza artistica invidiabile. Anche album come Expect No Mercy e Play 'n' the Game sono considerati dai fan lavori estremamente validi. La band non ha mai cercato di diventare la "cover band di se stessa", come dimostrato in produzioni più recenti come Surviving The Law, dove il gruppo ha saputo mescolare tradizione e modernità.

Fotografia storica dei Nazareth durante gli anni '70

Elementi distintivi della band

  • La voce di Dan McCafferty: Un timbro catramoso ma melodico, unico nel panorama rock.
  • Coesione tecnica: Dalla sezione ritmica di Pete e Lee Agnew alle chitarre di Jimmy Murrison.
  • Varietà compositiva: La capacità di passare da brani hard rock muscolari a blues lenti con organo Hammond.

Un'eredità che resiste al tempo

È quasi superfluo sottolineare l'influenza che i Nazareth hanno avuto dal 1973 in poi su compagini hard rock e heavy metal divenute poi più famose. Pur essendo lontani i tempi dei fasti iniziali, la formazione di Dunfermline continua a proporre composizioni fresche e ispirate. La loro è una storia di dedizione: musicisti che hanno respirato l'atmosfera del rock fin nel profondo e che, ancora oggi, portano le loro canzoni in giro per il mondo.

Nazareth Live From Classic Stage

Che si tratti di un vecchio vinile di Hair of the Dog o delle ultime produzioni, l'ascolto dei Nazareth garantisce sempre un impatto crudo, grezzo e autentico, confermando la band come una delle realtà più sottovalutate e al contempo fondamentali della storia del rock.

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