Attività Navali Russo-Cinesi e Le Tensioni nell'Arcipelago Giapponese

Le acque che circondano il Giappone sono state teatro di una crescente attività navale da parte di Russia e Cina, sollevando preoccupazioni significative per la sicurezza nella regione indo-pacifica. Queste manovre, spesso interpretate come dimostrazioni di forza, hanno riacceso i dibattiti sulle dispute territoriali e sull'allineamento geopolitico di Tokyo.

Mappa delle rotte navali russo-cinesi intorno al Giappone

Recenti Incursioni Navali Russo-Cinesi

L'Incidente delle Isole Senkaku

Alle prime ore del mattino di lunedì 4 giugno, una nave da guerra russa è stata avvistata insieme a un’altra cinese appena fuori dalle acque territoriali giapponesi. Le due fregate hanno navigato intorno alle Isole Senkaku (Diaoyu in cinese), nel Mar Cinese orientale. Queste isole, disabitate, sono da tempo al centro di una disputa territoriale. La presenza delle due navi vicino al Giappone è stata resa nota dal governo di Tokyo stesso.

Secondo il resoconto, inizialmente la nave cinese si è avvicinata all’area attigua al gruppo di isolotti, restandovi per circa sei minuti, per poi essere raggiunta dalla fregata russa, la quale è rimasta nella zona per oltre un’ora. Un funzionario del ministero giapponese ha spiegato che il motivo ufficiale dello stazionamento risiederebbe nella presenza di un tifone non molto distante. Tuttavia, i dubbi a Tokyo permangono, vista l’alleanza tra Russia e Cina e la travagliata storia dell’arcipelago.

Il vicesegretario capo di gabinetto del governo del Giappone, Seiji Kihara, ha annunciato che Tokyo ha presentato proteste formali dopo l'intrusione di navi da guerra cinesi e russe al largo delle Senkaku. Il ministero della Difesa giapponese ha riferito che una fregata cinese è entrata nella "zona contigua" all'esterno delle acque territoriali giapponesi, inseguendo una nave russa della stessa tipologia che aveva incrociato nella stessa area per oltre 40 minuti. Kihara ha ricordato che l'incursione di una nave da guerra cinese nella zona contigua del Giappone è la quarta nel suo genere da giugno 2016. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha replicato affermando che il Giappone "non ha alcun diritto di formulare dichiarazioni così irresponsabili", aggiungendo che le isole sono parte del territorio cinese.

Foto delle Isole Senkaku (Diaoyu)

Ulteriori Avvistamenti e Reazioni Giapponesi

Nel corso degli ultimi mesi, sono state segnalate diverse altre incursioni e attività navali. Una nave per la raccolta di informazioni della marina militare russa ha lambito le acque territoriali del Giappone al largo dell'isola di Okinotori, il più meridionale tra i territori del Giappone nell'Oceano Pacifico. Il ministero della Difesa giapponese ha riferito inoltre che tre navi militari russe - un cacciatorpediniere, una fregata e una nave da rifornimento - hanno attraversato lo Stretto di Tsushima, tra la Penisola Coreana e il Kyushu, dopo aver circumnavigato l'Arcipelago giapponese ed essere entrate nella zona economica esclusiva del Giappone al largo dell'atollo delle Senkaku.

Una fregata della Marina militare cinese ha allontanato una nave militare russa dalle acque al largo delle Rocce di Liancourt, e il giorno successivo all'incidente di giugno, due imbarcazioni della Guardia costiera cinese sono tornate a solcare le acque al largo delle isole. Già in precedenza, il ministro della Difesa del Giappone, Nobuo Kishi, aveva criticato Russia e Cina per le ripetute manovre delle loro marine militari in prossimità dell'Arcipelago giapponese, definendole "dimostrazioni di forza" pericolose per la stabilità della regione.

Il quotidiano Sankei Shibum ha pubblicato una cartografia che segna il passaggio di navi militari cinesi e russe attorno al Giappone, mostrando come l’arcipelago sia stato completamente circondato da fregate e cacciatorpedinieri inviati da Pechino e Mosca. In totale si sono mosse venti navi da guerra, di cui 4 cinesi e 16 russe. La crociera cinese è durata dal 12 al 19 giugno, poi le quattro navi (un cacciatorpediniere classe Type 055, uno classe Type 052D, una nave di rifornimento Type 901 e una nave spia Type 815) hanno preso il largo per il Pacifico.

Schema delle rotte delle navi da guerra cinesi e russe nel Pacifico

Manovre Congiunte e Operazioni di Intelligence

Una nave spia russa, la Kareliya, è stata avvistata operare nel Mar delle Filippine al largo della costa giapponese dal 1° febbraio. La Kareliya ha attraversato lo Stretto di Osumi, situato a sud di Kyushu, e ha raggiunto il Mar Cinese Orientale senza entrare nelle acque territoriali giapponesi. Questa nave era arrivata nel Mar Cinese Orientale lo scorso novembre dalla regione dell'Estremo Oriente russo, attraverso il Mar del Giappone e lo Stretto di Tsushima, per poi raggiungere il Mar delle Filippine attraverso lo Stretto di Miyako.

A partire da settembre 2024, sono state segnalate diverse incursioni di navi spia russe e cinesi nelle acque giapponesi. In particolare, una nave da ricognizione navale cinese è entrata nello Stretto di Tokara, al largo del Giappone meridionale, il 31 agosto 2024. Queste azioni sono state interpretate come tentativi di raccogliere informazioni sulle difese giapponesi e sulle attività militari nella regione. Nel frattempo, una nave spia cinese di tipo 815A, la CNS Yuhengxing, ha transitato dal Mar Cinese Orientale al Mar delle Filippine attraverso lo Stretto di Miyako, un'importante via di accesso per la marina cinese verso l'Oceano Pacifico. Inoltre, l'aeronautica militare giapponese ha rilevato e intercettato un aereo antisommergibile cinese Y-9 che volava avanti e indietro tra il Mar Cinese Orientale e il Mar delle Filippine sopra lo Stretto di Miyako.

Oltre alle operazioni di intelligence, Russia e Cina hanno intensificato le loro esercitazioni militari congiunte nel Mar del Giappone. Nel settembre 2024, le due nazioni hanno condotto manovre navali denominate "North/Joint-2024", che includevano esercitazioni di combattimento antisommergibile, protezione delle rotte marittime ed esercitazioni di tiro congiunto di artiglieria. Queste esercitazioni rafforzano la cooperazione militare tra Mosca e Pechino e rappresentano una chiara dimostrazione di forza nella regione, inviando un messaggio diretto a Tokyo e ai suoi alleati occidentali.

Al via in Mediterraneo le manovre navali congiunte russo-cinesi

La Posizione del Giappone e le Dispute Territoriali

Le Isole Senkaku (Diaoyu)

L'arcipelago disabitato delle Senkaku è composto da un gruppo di cinque isolotti, distanti circa 2mila chilometri dal Giappone. Il Giappone ha spesso avanzato proteste alla Cina per le ripetute intrusioni delle sue navi. Tokyo sostiene che "le isole Senkaku sono parte integrante del territorio giapponese, storicamente e sulla base del diritto internazionale". La Cina, d'altra parte, rivendica la propria sovranità sulle isole.

Le Isole Curili e Okinotori

Le tensioni territoriali non si limitano alle Senkaku. Il Giappone è in rotta di collisione con la Russia anche per le Isole Curili, che dopo l’inizio della guerra in Ucraina sono state classificate da Tokyo come “territori illegalmente occupati”. La presenza di una nave russa al largo di Okinotori, il punto più meridionale del Giappone, evidenzia ulteriormente la portata delle operazioni navali russe.

La Risposta del Giappone e l'Allineamento Occidentale

Il governo giapponese ha espresso profonda preoccupazione per queste attività. Nel suo "Libro bianco della difesa" del 2024, Tokyo ha evidenziato la crescente collaborazione militare tra Cina e Russia come una minaccia significativa per la sicurezza nazionale. Il documento sottolinea che le ripetute attività congiunte di aerei e navi da guerra delle due nazioni sono chiaramente intese come dimostrazioni di forza contro il Giappone.

In risposta, il Giappone sta costruendo un proprio standing all’interno dell’Indo-Pacifico, riscoprendo una dimensione da potenza regionale e integrando sempre più le sue attività con quelle occidentali. Tokyo ha preso una posizione allineata con Stati Uniti e Unione Europea sull'invasione russa in Ucraina. Il primo ministro Fumio Kishida è stato il primo leader giapponese a prendere parte a un vertice NATO, quello di Madrid, segnalando un impegno nella diplomazia coraggiosa e negli sforzi per proteggere la stabilità regionale e l’ordine internazionale basato sulle regole. Questo impegno, sostenuto dai giapponesi, è stato ribadito anche al Shangri-La Dialogue, dove il premier ha presentato la sua "Vision for Peace".

Il colonnello Wu Qian, portavoce del Ministero della Difesa cinese, ha dichiarato il 13 dicembre 2024 che il Giappone "ha monitorato, seguito e ostacolato da vicino le operazioni di navi e aerei cinesi, il che ha messo a repentaglio la sicurezza delle navi e degli aerei cinesi e può facilmente innescare incidenti in mare o in aria".

Contemporaneamente, la fregata della marina indiana “Satpura”, quella filippina “Antonio Luna”, l’indonesiana “Gusti Ngurah Rai”, quella della Repubblica di Singapore “Intrepid” e la corvetta “Lekir” della Royal Malaysian Navy si sono raggruppate per dirigersi verso le Hawaii, dove si trova il quartier generale dell’Indo-Pacific Command americano che ha diretto “Rimpac 22”.

Tokyo sta rafforzando le sue capacità difensive e approfondendo le alleanze con partner come gli Stati Uniti, l'Australia e la Corea del Sud, aumentando la sua presenza militare nelle aree meridionali dell'arcipelago e intensificando le esercitazioni congiunte con le forze alleate.

Foto del primo ministro giapponese Fumio Kishida

Contesto Storico: La Guerra Russo-Giapponese

La Ricerca di Porti Liberi dai Ghiacci

Fin dall'epoca zarista, gli sbocchi al mare necessari per i commerci marittimi erano un punto debole del sistema economico russo, restando di fatto aperti tutto l'anno solo nel Mar Nero. Con lo zar Pietro il Grande, la marina imperiale russa si evolse, costruendo unità navali di maggiori dimensioni. Iniziò così un gioco geopolitico per rompere l’isolamento e affermare la Russia come potenza europea, ambizioni che, visti gli ultimi eventi, non sono cambiate nel tempo.

Al fine di ottenere una base navale nell’Oceano Pacifico libera dai ghiacci nei lunghi mesi invernali, la marina zarista individuò Port Arthur, un porto nella provincia di Liaotung. Tutto ebbe inizio alla fine della Prima Guerra Sino-Giapponese, quando le nazioni europee (Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania) si spartirono i brandelli dell’Impero cinese, intimando al Giappone di lasciare libera la penisola di Liaodong in cambio di una compensazione. L'Impero russo si concentrò su Port Arthur che, dopo essere stato "affittato" per 25 anni, era stato raggiunto dalla ferrovia transiberiana. Sebbene il Giappone si fosse offerto di riconoscere l’influenza russa sulla Manciuria in cambio del riconoscimento della Corea nella sfera di influenza giapponese, questo non piacque alla Russia.

L'Assedio di Port Arthur e la Flotta del Pacifico

Il Giappone, dopo aver esaurito tutte le armi diplomatiche, indispettito dall'atteggiamento russo, decise di entrare in guerra. Il primo obiettivo fu di mettere fuori combattimento la flotta russa del Pacifico, prendendo Port Arthur e invadendo via terra la Manciuria. L’uomo chiave del momento fu l’ammiraglio nipponico Togo Heihachiro, che decise di impiegare le mine navali per bloccare i porti nemici. La tattica ebbe successo e la prima vittima fu la possente corazzata Petropavlovsk, ammiraglia della flotta russa, che affondò dopo aver urtato una mina, portando con sé il comandante dell’intera flotta Stepan Makarov. Messa alle strette, la marina zarista cercò di raggiungere la più sicura Vladivostok, ma venne intercettata e sbaragliata nella Battaglia del Mar Giallo.

La Battaglia di Tsushima

Lo zar Nikolaj II, vista la gravità della situazione, fu convinto dai suoi ammiragli ad inviare l’intera Flotta del Baltico, cinquanta navi da guerra di base a Kronstadt, per unirsi al resto della flotta del Pacifico ed ingaggiare i giapponesi. La limitazione geografica fu un fattore pesante: le distanze costrinsero gli equipaggi a un lungo viaggio di mesi. La flotta russa partì dal Mar Baltico e, dopo aver attraversato la Manica, circumnavigato l’Africa, attraversato l’Oceano Indiano, passò lo stretto di Malacca e si spinse verso Nord Est per raggiungere Vladivostok. Questo viaggio estenuante indebolì la forza navale zarista già prima del suo arrivo in zona di operazioni.

Alle difficoltà logistiche si unirono errori strategici; l’ammiraglio Rožestvenskij, capo supremo della flotta imperiale russa, inserì nel contingente obsolete corazzate per uno scontro che si sarebbe rivelato anacronistico. La flotta zarista avrebbe potuto dirigersi verso Vladivostok seguendo rotte diverse, passanti attraverso gli stretti di La Perouse, Tsugaru o Tsushima. L’ammiraglio Togo, che si trovava nella base di Pusan (Corea), comprese che i Russi avrebbero transitato attraverso l’arcipelago e predispose il suo piano di attacco. Il segnale della loro scoperta fu trasmesso all’ammiraglio Togo con il telegrafo senza fili, una recente invenzione.

Sebbene alcuni ufficiali russi consigliarono di disturbare le comunicazioni, l’ammiraglio Rožestvenskij non ritenne necessaria tale azione. Sembra che l’impianto radiotelegrafico installato sull’Ural fosse in grado di captare solo trasmissioni a pochissime miglia, mentre le comunicazioni della flotta russa erano eseguite con ricetrasmettitori “Marconi” in grado di funzionare fino a 90 miglia, causando ritardi inaccettabili nelle comunicazioni di coordinamento.

La rotta delle navi russe era verso N-NE e Togo ordinò alla sua squadra navale di accostare sulla stessa rotta. Le due linee di corazzate si portarono a circa 6.000 metri e cominciarono a sparare con i potenti cannoni. La flotta giapponese era più addestrata al combattimento e fu in grado di colpire le unità navali russe con grande precisione e maggiore frequenza. La superiorità nipponica fu preponderante, soprattutto nella velocità di trasferimento: i Russi procedevano a otto nodi a causa delle incrostazioni marine, mentre la flotta giapponese poteva raggiungere i sedici nodi. Questo comportò che in poco tempo la linea di battaglia russa, meno veloce e manovriera, si spezzò. Fino alla sera del 28 maggio le navi russe furono avversate dai giapponesi; tra di esse anche un vecchio incrociatore, il Dimitri Donskoy, comandato dal capitano Ivan Lebedev, che combatté strenuamente contro sei incrociatori nipponici.

Durante la battaglia di Tsushima, l’intera Flotta Russa del Baltico fu persa, mentre i giapponesi persero solo tre torpediniere. Storicamente, la battaglia di Tsushima fu l’ultimo scontro fra le vecchie e lente corazzate non monocalibro e dimostrò la fattibilità di un combattimento con grossi calibri ingaggiato a grande distanza. Le vecchie corazzate stavano per essere sostituite da un nuovo tipo di navi, più veloci e monocalibro, tra l’altro ideate da un progettista italiano Vittorio Cuniberti. Queste unità navali, messe in linea per prime dalla UK Royal Navy, vennero in seguito denominate Dreadnought, dal nome della prima unità della serie.

Foto storica della Battaglia di Tsushima

Al via in Mediterraneo le manovre navali congiunte russo-cinesi

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