La Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia ospita opere significative dell'artista Girolamo Romanino, tra cui la "Natività". La galleria, nata dalla fusione del nucleo originario delle collezioni del conte Paolo Tosio con la Pinacoteca Comunale Martinengo, fu aperta nella sua sede attuale nel 1914, presentando al pubblico un vasto patrimonio artistico.

Opere di Romanino conservate nella Pinacoteca Tosio Martinengo
Tra le opere di Romanino che arricchiscono la collezione della Pinacoteca Tosio Martinengo, si annoverano diverse tele e affreschi che testimoniano la maturità stilistica e la profonda espressività dell'artista.
Affreschi dalla campagna decorativa di Ghedi
Due affreschi provengono dalla monumentale campagna decorativa commissionata dal condottiero Nicolo Orsini per il suo castello di Ghedi. Queste opere, riconducibili alla fase giovanile di Romanino, includono un San Gerolamo immerso in un luminoso paesaggio naturale, in atto di adorazione della croce e di penitenza.
"Cena in Emmaus" e "Cena in casa di Simon fariseo"
Strappati nel 1864 dal refettorio della foresteria dell'abbazia olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, questi due episodi sono ambientati entro le campate di un portico. Le architetture, concepite come un'estensione dello spazio reale, e la solida alternanza di luci e ombre conferiscono profondità alle scene. Le raffigurazioni di Gesù che accoglie la Maddalena e della rivelazione offerta attraverso la divisione del pane ai discepoli in Emmaus veicolano i temi dell'accoglienza e dell'ospitalità, in sintonia con l'ambiente originario.
Le soluzioni luministiche e illusionistiche, la monumentalità delle figure, la teatralità e il carattere popolare dei personaggi sono elementi rintracciabili anche nell'impresa di Romanino nel Castello del Buonconsiglio di Trento, che segna l'inizio della sua fase più "anticlassica".

La "Natività" e la sua interpretazione
Sebbene la "Natività" specifica non sia descritta in dettaglio nel testo fornito in relazione alla Pinacoteca Tosio Martinengo, il contesto generale delle opere di Romanino suggerisce che essa condivide le caratteristiche distintive del suo stile. Spesso, le sue opere raffigurano scene sacre con una forte carica emotiva e un'attenzione particolare alla resa psicologica dei personaggi. La "Natività", in particolare, potrebbe focalizzarsi sulla purezza della Vergine, tema a cui Romanino dedicò una grande pala per la chiesa di San Giuseppe a Brescia, dove il bianco perla del manto della Vergine simboleggia la sua purezza.
Altre opere significative di Romanino
Il percorso artistico di Romanino si estende attraverso numerose altre opere, molte delle quali sono conservate in diverse sedi, testimoniando la sua prolifica carriera e la sua influenza sull'arte del XVI secolo.
La pala d'altare della chiesa di San Giorgio a Capriolo
La pala raffigurante la Resurrezione di Cristo, realizzata intorno al 1526, è considerata il dipinto più prezioso custodito a Capriolo. L'opera, eseguita per la chiesa di San Giorgio, decora l'altare del Santissimo Sacramento. Romanino presenta una visione della Resurrezione lontana dai canoni classici, con un Cristo "di provincia", un ragazzotto rubato ai campi, e soldati grotteschi, in una composizione che mette in risalto effetti luministici e contrasti sorprendenti.

Affreschi nella chiesa di Santa Maria Annunciata a Bienno
A Bienno, nella chiesa di Santa Maria Annunciata, si trova uno degli ultimi cicli pittorici di Romanino in Valle Camonica, datato intorno al 1540. Gli affreschi sulle pareti del presbiterio raffigurano scene della vita della Vergine, come lo Sposalizio della Vergine e la Presentazione di Maria al tempio. Le opere si distinguono per i volti dei personaggi, definiti "paesani", che conferiscono un senso di immediatezza e partecipazione alla comunità.
Il ciclo di affreschi nella Chiesa di Santa Maria della Neve a Pisogne
Il lavoro di Romanino a Pisogne, tra il 1532 e il 1534, segna l'inizio della sua fase camuna. La Chiesa di Santa Maria della Neve, definita "La Cappella Sistina dei Poveri", ospita un imponente ciclo di affreschi sul tema della Passione. La volta, l'arco santo, le pareti laterali e la controfacciata sono decorate con una moltitudine di volti e corpi, spesso grotteschi, ispirati alla gente del posto. La parete sinistra rappresenta i drammatici momenti della Passione, mentre sulla destra si trovano sequenze della Resurrezione. Il culmine del ciclo è la grande e drammatica Crocifissione sulla controfacciata, una scena concitata e violenta, lontana dalle forme idealizzate del classicismo rinascimentale.
La Madonna Immacolata nella chiesa di San Giuseppe a Brescia
La grande pala che ornava la cappella dedicata all'Immacolata Concezione nella chiesa di San Giuseppe a Brescia è un'opera matura dell'artista. Il dipinto enfatizza il tema della purezza della Vergine, simboleggiata dal suo manto grigio perlato. La scena si svolge in un ambiente crepuscolare, con la Madonna in preghiera davanti al Bambino Gesù. L'opera è caratterizzata da colori lucidi e luminosi che risaltano nel contrasto con toni più scuri, evidenziando la cura di Romanino per gli effetti cromatici.

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