L'evento della Natività è tra le scene più antiche e più raffigurate della storia. Giovanni Damasceno, padre e dottore della Chiesa vissuto tra il VII e VIII secolo, afferma che «un tempo Dio, non avendo né corpo né figura, non poteva in alcun modo essere rappresentato da una immagine.
La più antica rappresentazione della Natività si trova a Roma, all’interno delle catacombe di Priscilla, datata al II secolo.

Nelle scene più antiche Gesù è affiancato da uno o due pastori o anche da un profeta raffigurato con un rotolo di pergamena. La presenza del bue e dell’asinello non è menzionata nei Vangeli, ma solo nei testi apocrifi e in un trattato di Origene del 220 in riferimento ad una profezia di Isaia, che avrebbe consentito di interpretare i due animali come simbolo della religione ebraica (il bue) e del paganesimo (l’asino) e del loro rifiuto di riconoscere in Cristo il Messia.
L’identificazione delle stelle con gli angeli traspare in molti testi biblici e della letteratura giudaica. Nell’iconografia cristiana antica la stella non è mai rappresentata con la coda, ma veniva raffigurata a fiore, a rosone o a forma di cerchio luminoso.

L'Adorazione dei Magi: Origini e Significato
Le prime rappresentazioni dell’Adorazione dei Magi sono molto semplici e mirano a sottolineare il carattere simbolico del viaggio intrapreso dai tre Magi. L’indicazione del numero tre si deve a Papa Leone Magno (V secolo) in quanto i Vangeli non menzionano il loro numero esatto. La scelta di tale numero non è casuale, ma da ricollegare, come insegna Dante, alla sua natura divina.
Le raffigurazioni più antiche sono molto semplici e lineari e includono solo la Madonna con il Bambino, rappresentato di circa due anni e in piedi, e i Magi. Nei primi secoli i Magi sono giovani imberbi e rappresentati secondo lo stesso modulo figurativo. Vestono in stile orientale con le brache e una corta tunica, a volte coperta da una clamide (un mantello), e il caratteristico berretto frigio, il pileus. I doni offerti - oro, incenso e mirra - sono posti su un semplice piatto e un elemento molto interessante è dato dalle mani, che coperte da un lembo del mantello, sono simbolo di purezza e di venerazione secondo il cerimoniale imperiale romano.

Scene dell’Adorazione dei Magi sono molto frequenti nei coperchi di alcuni sarcofagi del IV secolo. Un esempio è dato dal celebre sarcofago di Adelfia scoperto da Francesco Saverio Cavallari, il 12 settembre del 1872, all’interno dell’omonima rotonda nelle catacombe di San Giovanni a Siracusa.

Cogliamo l’occasione per augurarvi una Buona Festa dell’Epifania.
I Re Magi: Chi Erano e Cosa Rappresentano
I Re Magi, secondo il Vangelo di Matteo, erano saggi o astrologi provenienti dall’Oriente. Guidati da una stella, giunsero a Betlemme per rendere omaggio a Gesù Bambino, portando in dono oro, incenso e mirra.
Epifania: la festa dei Re Magi viene celebrata il 6 gennaio, conosciuta come Epifania.
Simbolismo: i Re Magi simboleggiano la saggezza e la ricerca della verità. Inserire i Re Magi nel presepe arricchisce la scena della Natività, aggiungendo elementi di regalità e mistero. Le statuine di solito raffigurano i Magi con abiti sontuosi e dettagliati, ognuno con il proprio dono.
Il tuo presepe non possono mancare, tradizionalmente aggiunti al presepe la notte precedente l’Epifania.
Le Figure dei Presepe: Storia e Significato dei Re Magi
Numerose sono le storie e le leggende che circondano queste tre figure e i loro doni. Comparendo solo nel secondo capitolo del Vangelo di Matteo, i Re Magi fanno il loro ingresso nel presepe tradizionalmente il 6 gennaio, Epifania del Signore. In questa data la Chiesa Cattolica li ricorda come Santi.
Provenienti dal cosiddetto Oriente, ora Medio Oriente, sono esperti di astronomia ed il loro numero è stato stabilito in base ai doni portati a Gesù: oro, incenso e mirra.
Uominivenuti da Lontano
Essi rappresentano i saggi ed i sapienti di tutto il mondo che si fanno umili per adorare un bambino. Sul loro cammino affrontano pericoli e deserti, sanno prendere decisioni importanti come quella di non ritornare da Erode e ci insegnano che si può partire da molto lontano per raggiungere Gesù.
Gli astronomi, grazie a moderni studi, hanno potuto constatare che circa 2000 anni fa ci fu effettivamente una congiunzione tra Saturno e Giove che può aver dato origine alla stella cometa che indicava ai Magi la via per recarsi verso la capanna dove nacque Gesù.
La voglia di conoscenza e una fede primordiale, ha fatto in modo che i Re Magi si misero in cammino per arrivare davanti un bambino, in ginocchio, per adorarlo, senza scandalizzarsi della semplicità dell’ambiente circostante.
Tre i Doni, Tre i Re Magi
I Re Magi sono fisicamente diversi e portano in dono tre doni tipici delle loro origini. I Magi, infatti, simboleggiano i tre continenti conosciuti all’epoca: Africa, Asia ed Europa.
- Gaspare, il più giovane, porta in dono incenso: simbolo di divinità. L’incenso, conosciuto soprattutto per il suo uso durante le cerimonie religiose e funebri, viene estratto dalla Boswellia, pianta dell’antica medicina ayurvedica. Gaspare ha una derivazione dal greco Galgalath e significa signore di Saba, regno leggendario dell’attuale Yemen.
- Melchiorre, il più anziano di origine persiana con lineamenti europei. Egli, il cui nome significa Re, porta in dono oro in segno della ricchezza che rappresenta Gesù che sarà lui stesso denominato “Re dei Re”. Un’interpretazione, per molti errata, di una traduzione del vangelo dall’aramaico, indica come dono l’Oro di Oriente, ovvero la curcuma. Questa preziosa spezia, dal colore dorato, possiede grandi virtù curative, e questo la legherebbe alle proprietà di incenso e mirra.
- Baldassarre, detto il moro per la sua pelle scura, porta in dono la mirra. La mirra è una resina utilizzata nell’antichità per la sepoltura. Questa sua caratteristica simboleggia la sofferenza e la morte di Gesù.
Christus Mansionem Benedicat: Il Rito dell’Epifania
L’arrivo dei Re Magi nelle proprie case il 6 gennaio porta con sé la benedizione di Gesù. Questa benedizione viene accompagnata da un rito oramai diffuso in tutto l’Alto Adige ed in altre zone dell’arco alpino e dell’Europa Centrale e Settentrionale.
Ogni anno il giorno dell’Epifania il sacerdote benedice ed incensa la casa, e con dei gessi bianchi, anch’essi benedetti, scrive sulla porta di ingresso le lettere C, M e B. Queste sono le iniziali della formula “Christus Mansionem Benedicat”, Cristo benedica questa casa.
Lo stile della scritta può essere vario e arricchita di simboli come asterischi, croci e trattini, ma quasi sempre “C+M+B” tra i numeri dall’anno corrente (es. “20+C+M+B+23”). Queste lettere hanno anche una seconda interpretazione: sono le iniziali dei Re Magi (Caspar, Melchior e Balthasar).
Il sacerdote è solitamente accompagnato da alcuni cantori che raccolgono offerte per le missioni.
I Re Magi - Figure Scolpite in Legno
Sonia dedica uno speciale studio artistico ai Re Magi rifiniti a mano. Questi tre Santi nei loro abiti regali sono già descritti tali nelle storie tradizionali della nascita di Gesù Cristo. Pertanto, questi personaggi offrono allo scultore in legno e, soprattutto a Sonia come maestra d’arte di pittura, l’opportunità di valorizzare ancora maggiormente la loro arte tradizionale. Queste tre figure insieme al cammello, all’elefante e al cavallo, ogni anno il 6 gennaio arricchiscono ancor di più gli originali presepi natalizi della Val Gardena proposti da Sonia.

I Re Magi nel Presepe Napoletano
Quando pensiamo al presepe, la prima immagine che ci viene in mente è quella della Natività, con la Sacra Famiglia al centro. Ma il presepe non sarebbe completo senza la presenza dei Re Magi. Questi tre enigmatici viaggiatori provenienti dall’Oriente portano con sé un carico di mistero, simbolismo e tradizione che arricchisce profondamente la rappresentazione della nascita di Gesù.
I Re Magi sono figure centrali della tradizione natalizia, ma chi erano davvero? La storia dei Re Magi ci viene raccontata nel Vangelo di Matteo, dove si parla di “magi” venuti dall’Oriente, guidati da una stella che li conduceva fino alla grotta di Betlemme. Ma come si chiamano i Re Magi? Secondo la tradizione, i Re Magi si chiamavano Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Ognuno di loro rappresenta una delle tre età della vita (giovinezza, maturità e vecchiaia) e tre delle principali aree del mondo dell’epoca (Europa, Asia e Africa).
Ma la provenienza dei Re Magi è ancora avvolta nel mistero. Alcuni studiosi ipotizzano che fossero sacerdoti zoroastriani provenienti dalla Persia, esperti di astronomia e simbolismo. C’è anche una leggenda secondo cui i Magi in realtà erano quattro: si tratta di un quarto saggio che si sarebbe fermato lungo il cammino per aiutare i bisognosi, perdendo così l’incontro con Gesù.
Il loro viaggio non è solo un’avventura epica: è un simbolo della ricerca spirituale di ogni uomo. Ma perché i Magi si sono messi in viaggio? Tutto inizia con una stella, vista come un segno divino. L’arrivo dei Re Magi rappresenta molto più di una semplice ricerca fisica: è una metafora del cammino verso la verità e la luce.
Una delle domande più comuni è: perché i Re Magi portarono oro, incenso e mirra? L’oro rappresenta la regalità di Gesù. L’incenso simboleggia la divinità di Cristo. La mirra è il dono più enigmatico.
Oltre ai dettagli storici, i Re Magi sono avvolti da un’aura di leggenda. La loro rappresentazione iconografica li ritrae spesso come viaggiatori maestosi, a cavallo o su cammello, vestiti con abiti ricchi e decorati.
Come di certo saprai, il viaggio dei Magi culmina con l’Epifania, celebrata il 6 gennaio, che chiude simbolicamente il periodo natalizio. Ma cosa rappresenta esattamente questa festa? La parola “epifania” deriva dal greco epipháneia, che significa “manifestazione” o “rivelazione“. I Magi, rappresentanti di popoli e culture diverse, sono i primi a riconoscere questa rivelazione. La loro adorazione del bambino Gesù diventa un atto universale che supera i confini geografici e religiosi.
Se stai programmando di trascorrere le vacanze natalizie a Napoli, la tappa che non può assolutamente mancare è San Gregorio Armeno con i presepi più belli del mondo. Sapevi che i tre Re Magi sul presepe napoletano si muovono? Niente affatto. È qualcosa che riguarda le origini e il significato dei Re Magi sul presepe napoletano.
La Storia dei Re Magi nel Contesto Napoletano
Chi erano davvero i Re Magi? Se il bambinello è il simbolo del presepe napoletano, la presenza dei Re Magi è indispensabile per completare la rappresentazione della natività. Gaspare, Melchiorre e Baldassarre non erano uomini qualunque, erano affascinanti e ricchi uomini venuti da oriente e molto speciali per ciò che si dirà a breve.
I Re Magi hanno arricchito il presepe napoletano con un tocco orientale. Sapete perché? Secondo i libri che ne parlano, sembra che tanto tanto tempo fa, nel presepe napoletano sia stata aggiunta la presenza dei Re Magi grazie agli scambi commerciali e alle visite di ricchi uomini di origini orientali che si fermavano nel porto di Napoli per concludere i propri affari e influenzavano la cultura partenopea con i propri racconti. Non vi è certezza che questa fonte sia attendibile, ma non sono pochi gli esperti in materia che affermano che il presepe napoletano del Settecento sia stato influenzato in tal senso con la storia dei Re Magi; in verità, c’è anche un motivo in più che carica di attenzione il movimento dei Re Magi sul presepe napoletano.
Prima di scoprire perché sul presepe napoletano i Re Magi si muovono, sembra interessante scoprire qualcosa in più su questi uomini a metà strada tra verità e leggenda. Di loro si parla sia nel Vangelo secondo Matteo che nei Vangeli apocrifi. In particolare, nel Vangelo secondo Matteo, si racconta di tre nobili uomini che viaggiarono a lungo per raggiungere e incontrare il nuovo re nato a Betlemme.
Se tutto ciò che sappiamo sui Re Magi sia vero non possiamo saperlo, ma è per tale ragione che la loro storia è così affascinante, soprattutto con l’avvicinarsi delle feste; ciò che è certo è che, con il passare degli anni, la tradizione scritta e orale di tutto il mondo si è arricchita di diverse versioni circa la storia di quelli noti anche come I Tre Re, influenzando non poco la tradizione del presepe napoletano.
Chi Erano i Re Magi? Nomi, Carisma e Abilità
Chi erano quindi i Re Magi? Alcune fonti ci dicono che, in principio, avessero nomi diversi, vale a dire Hormidz, Jazdegerd e Peroz. Erano uomini carichi di carisma e non è un caso che, nel tempo, gli fosse stato attribuito l’appellativo di “Magi”. Stando ad alcuni testi, con tale accezione non si fa riferimento a opere di magia, bensì alle competenze astrologiche dei tre uomini, che pare fossero abili nella lettura delle stelle e nel riconoscere l’arrivo di presagi e prodigi prossimi; eppure, molte leggende rendono noto che i Re Magi fossero davvero dotati di misteriosi e straordinari poteri.
La fede è da sempre un punto di riferimento nella cultura partenopea e, quando nell’antica Napoli si avvicinava il periodo natalizio, si era soliti spostare i Re Magi sul presepe dall’inizio delle festività fino al giorno dell’Epifania. Nel tempo, questa usanza si è persa, ma c’era un periodo in cui, soprattutto durante il Settecento, i napoletani caricavano i Re Magi del presepe di un singolare potere ciclico.
Nelle settimane che precedevano la celebrazione della nascita di Cristo, i Re Magi andavano collocati molto lontani dalla grotta della natività e poi pian piano avvicinati al bambinello il giorno dell’Epifania. Questo per simboleggiare lo storico e leggendario viaggio dei Re Magi per incontrare Gesù Bambino; al di là di tutto, non ci sono certezze sulla durata del viaggio poiché, secondo alcuni, si è concluso in appena tredici giorni, secondo altri alcuni mesi e c’è chi, addirittura, sostiene che abbiano viaggiato per quasi due anni.
Infine, sapete perché i Re Magi decisero di incontrare il bambinello? La letteratura di riferimento rende noto che questi tre carismatici uomini videro una lucente stella che rifletteva l’immagine di una vergine che cullava un bambino con una corona. Così, grazie alle loro abilità di lettura delle stelle, percepirono che qualcosa di unico e meraviglioso stava per accadere e seguirono l’astro lucente, ovvero la Stella Cometa, per raggiungere il nuovo re, vale a dire Gesù Bambino al quale donarono oro, incenso e mirra.
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