L'iconografia della Natività, da secoli, offre spunti di riflessione sull'evoluzione dei ruoli e dei significati attribuiti ai membri della Sacra Famiglia. In particolare, la figura di San Giuseppe ha attraversato diverse fasi rappresentative, passando da una posizione più marginale e contemplativa a un ruolo attivo e profondamente paterno. Questa trasformazione culmina in alcune recenti rappresentazioni che vedono Maria addormentata mentre Giuseppe culla il Bambino, un'immagine che ha ricevuto anche il plauso di Papa Francesco per il suo messaggio di tenerezza e ripartizione dei compiti familiari.

Il Ruolo Tradizionale di San Giuseppe nell'Iconografia della Natività
Dalla Contemplazione al Sonno Simbolico
L'abitudine iconografica precedente di rappresentare Giuseppe in disparte o nel sonno (e nel sogno) non ha solo un significato di umiltà, ma ancor più quella di significare a livello iconografico che egli è cosciente di non essere il padre fisico del Bambino. Giuseppe appare per la prima volta nei presepi del V secolo, raffigurato come una figura seduta e contemplativa, a volte sembra addormentato, ricordando l’importante ruolo dei sogni a guida della vita sua e della famiglia.
Questa modalità di rappresentazione è rimasta tipica in Oriente e in Occidente per molti secoli. Ad esempio, nella Natività eseguita da Jacopo Torriti nel 1263, che segue uno schema iconografico bizantino, Maria emerge dall’oscurità della grotta, mentre Giuseppe sta in disparte e si volge a guardare la scena, contemplandone il mistero. Allo stesso modo, nel presepe scultoreo di Arnolfo di Cambio del 1291, san Giuseppe è in piedi e appoggiato a un bastone, assorto e in silenzio, proprio come nei Vangeli che non parla mai. Solitamente, in particolare nei presepi del V secolo, Giuseppe è raffigurato in atteggiamento pensoso e contemplativo.

La Transizione verso un Ruolo più Attivo
Solo nel XIII secolo Giuseppe ha rivestito un ruolo più attivo nella raffigurazione della Natività. È interessante notare che sono stati necessari secoli per questa evoluzione iconografica. Già nel XIV e XV secolo, nell’arte olandese e tedesca, Giuseppe è sempre più "padre", pronto a prendersi cura di Gesù. Lo si trova impegnato in una serie di compiti, come scaldare vestiti, cucinare cibo o attizzare il fuoco. Nell’altare boemo di Hohenfurth, della metà del XIV secolo, aiuta a preparare il bagno al Bambino. In un’altra rappresentazione di questo tipo, Giuseppe si rivolge alla Vergine dicendo: “Maria, prendi i miei indumenti e avvolgi il tuo caro bambino in loro”.
Tali immagini familiari di Giuseppe possono derivare dalla sua rappresentazione nei drammi che mettevano in scena i Misteri. Nell’iconografia del tardo Medioevo, inoltre, Giuseppe viene raffigurato mentre guida Gesù tenendolo per mano, o mentre è assistito da Gesù nella sua attività di falegname, come mostra una xilografia del 1470 che lo ritrae guidando il Cristo-bambino, forse al ritorno dall'Egitto, o in una pala d'altare di un seguace di Hendrick Bogaert, dove Gesù assiste Giuseppe nella bottega del falegname. Nonostante questo crescente attivismo, era comunque raro vederlo tenere Gesù Bambino in braccio.
Spesso Giuseppe veniva raffigurato come un anziano, con denti mancanti e una barba rozza, talvolta con in mano un paio di occhiali, come nella Sacra Famiglia di Joos van Cleve, conservata al Metropolitan Museum of Art di New York. Questa rappresentazione aveva lo scopo di aiutare il popolo a vedere in Maria la Vergine e in Giuseppe colui che custodiva tale verginità. Tuttavia, il teologo Jean Gerson, principale promotore del culto di San Giuseppe nella Francia del XV secolo, contestò la rappresentazione del santo come un vecchio in decadenza, sostenendo che la Vergine avrebbe avuto bisogno del sostegno di qualcuno in pieno vigore, specialmente durante la fuga in Egitto.
La Nuova Iconografia: Maria Riposa, Giuseppe Culla il Bambino
Una Rappresentazione Rivoluzionaria e la Sua Diffusione
La necessità spirituale di raffigurare il Mistero dell'Incarnazione di Cristo ha sempre affascinato gli artisti. A partire dal XV secolo, alcune rappresentazioni iniziarono a deviare dai canoni tradizionali. Un esempio significativo è una miniatura a tempera e oro, da un Libro d’Ore composto a Besançon, attorno al 1450 circa, che ritrae Maria che studia la Torah, mentre Giuseppe culla il Bambino. Questa scena natalizia stravolge molti luoghi comuni e manifesta la tenerezza paterna di Giuseppe e le capacità intellettive di Maria. Questo si contrappone alla comune raffigurazione di Maria che legge, come nel caso del Fitzwilliam commentato da Nicholas Rogers e Pamela Tudor-Craig, la quale ha lo scopo di ricordarci l'evento dell’Incarnazione, proprio come il libro che Sant'Anna usa per insegnare alla Vergine prefigura l'annuncio.

Il Plauso di Papa Francesco
Una particolare Natività che ha fatto breccia nel cuore di Papa Francesco è quella che lo vede raffigurato mentre Maria dorme tranquilla, e un sorridente Giuseppe culla il Bambino come un padre moderno e affettuoso. Questa immagine nuova e per molti aspetti rivoluzionaria della Natività è stata offerta a Papa Francesco nell’udienza generale, e l’immagine di San Giuseppe che fa il papà di tutti i giorni è stata ritenuta talmente moderna da commuovere il pontefice. Il titolo di questa rappresentazione è "Lasciamo riposare mamma".
Francesco stesso ha spiegato la sua scelta nella catechesi Il presepe, Vangelo domestico, pronunciata poco prima di Natale. Ha affermato: «Il presepe è attuale, è l’attualità di ogni famiglia. Ieri mi hanno regalato un’immaginetta di un presepe speciale, piccolina, che si chiamava: Lasciamo riposare mamma. C’era la Madonna addormentata e Giuseppe con il Bambinello lì, che lo faceva addormentare. Quanti di voi devono dividere la notte fra marito e moglie per il bambino o la bambina che piange, piange, piange. Lasciate riposare mamma è la tenerezza di una famiglia, di un matrimonio». Una ripartizione dei ruoli che evidentemente il Papa ritiene superata rispetto all'iconografia classica della Madonna che veglia su Gesù mentre Giuseppe è solitamente in disparte, intento a reggere una lampada o un bastone, talvolta a ricevere i Magi con i loro doni.
Questa rappresentazione è stata postata anche sulla pagina Instagram ufficiale del Papa. Un esempio contemporaneo di questa iconografia si è visto nel "Presepe in strada" allestito nei giardini pubblici della frazione Villalta di Cesenatico nel 2021. Qui, i volontari hanno realizzato una rappresentazione a grandezza naturale con Giuseppe che tiene amorevolmente in braccio Gesù Bambino e consente a Maria di riposarsi dopo il parto. Questa immagine, sebbene interpretata da alcuni come un messaggio di attenzione alla donna, ha trovato il suo significato più profondo nella conclusione dell’anno dedicato a San Giuseppe, indetto da Papa Francesco. Il comitato culturale “Il Mulino”, ispirandosi a una lettera pastorale del vescovo di Cesena-Sarsina, Douglas Regattieri, ha voluto dare visibilità alla piena paternità di San Giuseppe, lanciando un messaggio semplice e diretto.
Significati Profondi dell'Iconografia Attuale
Il tema "Maria dorme, Giuseppe culla il bimbo" veicola un messaggio potente che va oltre la semplice scena natalizia. Manifesta la tenerezza paterna di Giuseppe e, nelle raffigurazioni che mostrano Maria studiare, sottolinea anche le sue capacità intellettive. Questa iconografia moderna è un invito alla contemplazione e al riconoscimento dell'importanza di una ripartizione equa dei ruoli familiari, la "valenza sociale" e "paritaria" dell'immagine ricevuta da Papa Francesco. Promuove la visione della piena paternità di San Giuseppe, non solo come custode della Verginità, ma come padre amorevole e attivo nella cura del Bambino. Il presepe, in questo senso, diventa un "Vangelo domestico", un'immagine artigianale di pace che celebra l'amore e la solidarietà all'interno della famiglia.