Perdendosi tra decorazioni, bassorilievi e sculture che si trovano nel portico della Cattedrale di Lucca, è impossibile non notarne alcune che spiccano sulle altre per l’equilibrata composizione e la raffinata realizzazione. Proprio sopra la Porta laterale a sinistra, detta di Santa Croce poiché consente immediata vista e accesso al Volto Santo, si trovano due rilievi di eccezionale valore artistico, attribuiti a Nicola Pisano.
Nicola Pisano e il Rinnovamento Scultoreo del XIII Secolo
Nicola Pisano è stato senza dubbio una delle personalità più importanti della storia dell’arte italiana. Egli nacque in Puglia, ma lavorò soprattutto nell’Italia centrale, principalmente a Pisa, Siena e Perugia. Nicola Pisano fu portatore di un importante rinnovamento nella scultura del XIII secolo, abbandonando i caratteri dello stile romanico per dare spazio ad una rappresentazione più realistica delle figure e dello spazio. La grande ventata di novità portata da Pisano, che tuttavia a Lucca non ebbe seguito, consisteva proprio nel modo di rappresentare le figure e lo spazio circostante: le forme solide dei personaggi emergono dallo sfondo con naturalezza e sono disposte in maniera tale che lo spazio di fondo sembra quasi eliminato. Lo schema utilizzato fu probabilmente suggerito da un disegno contenuto nel tacuinum di Villard de Honnecourt, mentre l'attento studio delle posture delle figure e la resa dei panneggi sono frutto del genio dell'artista.
La Lunetta della Deposizione: Analisi di un Dramma Scultoreo
La lunetta con la Deposizione di Nicola Pisano sul lato sinistro del Duomo di San Martino a Lucca, si trova in perfetta corrispondenza assiale con la collocazione nella navata sinistra del Tempietto realizzato da Matteo Civitali per accogliere il crocifisso del Volto Santo. In questo modo si voleva sottolineare il legame tra le due opere e l’importanza della venerazione lucchese per questo crocifisso ligneo, tale da eclissare i santi protettori della città stessa, San Martino e San Paolino.
La scena racconta la Deposizione di Cristo dalla croce. Al centro vediamo la figura del Cristo morto che viene deposto dalla croce da Giuseppe di Arimatea: questi, a testa bassa quasi non osando alzare lo sguardo, lo sostiene abbracciandolo e curvando lievemente la schiena all’indietro nell’umanissimo sforzo di rallentare la caduta del corpo. Il braccio destro del Cristo è sostenuto da una figura femminile che con altre donne assiste al triste lavoro di Giuseppe. In basso, Nicodemo è inginocchiato, intento a togliere i chiodi che fissano i piedi del Cristo alla croce: inarca la schiena nel gestire le pinze, lo sguardo esprime attenzione al compito che sta svolgendo e la sua tunica ne accompagna morbidamente i movimenti. Sotto i piedi di Cristo appare un teschio che rappresenta il Golgota, la collina dove avvenne la crocefissione.

La tensione drammatica dell’opera è notevolissima: il Cristo morto, rappresentato secondo l’iconografia del Christus Patiens, si accascia su Giuseppe d’Arimatea suscitando forte coinvolgimento nello spettatore, come affermavano i dettami imposti dagli ordini mendicanti. I volti sono estremamente espressivi e attraverso la plasticità degli abiti si percepiscono i volumi dei corpi che sono disposti nello spazio in modo razionale ma concitato, con le figure quasi ammassate l’una all’altra, senza lasciare spazi vuoti, creando un’atmosfera quasi soffocante. Osserviamo meglio la figura del Cristo per comprendere l’abilità del Pisano che prende ispirazione dalle raffigurazioni del Christus Patiens per giungere ad una interpretazione personale e modernissima: accasciato su Giuseppe d’Arimatea, Gesù assume una posizione curva con le ginocchia che spuntano in fuori proiettandosi verso lo spettatore e sottomettendosi alle leggi naturali. Cristo, così, ha un vero e concreto corpo fatto di carne, è un uomo come coloro che lo osservano e che possono empaticamente avvicinarsi al dramma rappresentato nella pietra.
Sia Giuseppe che Nicodemo sono sempre presenti nelle rappresentazioni della Deposizione e in questo caso la presenza di Nicodemo è ancora più importante dato che il Volto Santo custodito nel Duomo, secondo la tradizione, è opera sua. I rilievi dell'architrave e della lunetta del portale sinistro della facciata della Cattedrale di San Martino di Lucca (noto anche come Portale della Croce), sono stati oggetto di diverse attribuzioni, ma la scena della Deposizione è da attribuire a Nicola Pisano, datata circa tra il 1255 e il 1260.
L'Architrave del Portale: Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi
Accanto alla lunetta, si trova un riquadro con "Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi". Il rilievo che orna l'architrave è opera di uno scultore molto vicino a Nicola Pisano, tanto che ne prende in prestito elementi decorativi tratti dal pulpito di Pisa. Questi due capolavori scultorei furono realizzati tra il 1257 e il 1260 e sono parte dei pregevoli cicli scultorei della facciata, che includono anche un Cristo in gloria sul portale centrale e storie di San Regolo su quello destro, ad opera di Guido Bigarelli (1233-1260).

Il Volto Santo di Lucca: Fede e Legame con le Opere del Duomo
Nel corso del Medioevo, Lucca era una città dalla grande tradizione di culto, situata nel cuore della Via Francigena. I pellegrini diretti a Roma ivi si fermavano per avere ristoro e per pregare al cospetto del Volto Santo, crocifisso ligneo che la tradizione vuole scolpito da Nicodemo per ispirazione divina. La sacra reliquia è custodita nel Duomo di San Martino, costruzione imponente e ammantata da una ricca simbologia che aveva il compito di istruire il viandante sulla dottrina cristiana.
Il crocifisso ligneo del Volto Santo, oggi racchiuso entro un tempietto rinascimentale realizzato da Matteo Civitali nel 1484, era oggetto di grandissima venerazione da parte dei viandanti. Secondo la tradizione, ampliata sulla base della Leggenda Leboiniana del XII secolo, il Crocifisso ligneo venne scolpito da Nicodemo, membro del Sinedrio ebraico e discepolo di Cristo. Ma poiché il santo non osava riprodurre il volto del Messia, questo apparve miracolosamente da solo. Al di là del racconto, il crocifisso del Volto Santo è stato datato in un periodo compreso tra la fine dell’VIII e il IX secolo.

Le Tradizioni Natalizie a Lucca: La Natività in Mostra
Lucca mantiene viva una profonda tradizione legata alla Natività, con eventi e mostre che si protraggono durante il periodo natalizio, invitando residenti e visitatori a riflettere sul significato del Natale.
Il Presepe al Museo Nazionale di Palazzo Mansi
Il Museo nazionale di Palazzo Mansi, ad esempio, partecipa regolarmente a manifestazioni come "Presepi nelle Cappelle dei Palazzi di città e campagna", organizzata dall’Associazione delle Ville e Palazzi Lucchesi, che invita i visitatori a scoprire le natività e il patrimonio diffuso sul territorio. Nella Cappellina del Palazzo è esposto un antico presepe con statue, databili tra il XVII e il XIX secolo, realizzate in legno, carta pesta e con abiti in seta. Questa esposizione è spesso un omaggio alla città di Lucca e un modo per celebrare anniversari importanti del Museo.
Il Corteo Storico della Natività
Un evento significativo è il corteo storico della Natività, che vede la partecipazione di centinaia di figuranti, talvolta anche con animali come cavalli, pecore e capre. Il corteo parte da Piazzale Verdi e prosegue per le vie centrali di Lucca, toccando luoghi emblematici come via San Paolino, piazza San Michele, piazza Napoleone, piazza del Giglio, via del Duomo, piazza San Giovanni, per arrivare alla Cattedrale di San Martino per la benedizione. Lungo il percorso, in alcuni spazi, piazzette e slarghi, vengono allestite scene diverse che culminano con la Natività allestita in una delle arcate dell’atrio della cattedrale. Il corteo propone una successione delle varie epoche in cui il presepe è stato ambientato, a partire dall’anno zero, poi al tempo di San Francesco, all’Ottocento, alla tradizione della cultura contadina del Novecento e fino ai giorni nostri. Tutti sono invitati a partecipare, chi non interpreta personaggi può portare con sé una statuina o un’immagine di Gesù Bambino da deporre nel presepe finale.
Presepi Storici e Contemporanei
La provenienza napoletana di alcune statue, in particolare quelle che riguardano il popolo, ci ricorda la grande diffusione che, in epoca barocca, ebbe il presepe partenopeo. Alla fine del Seicento, nella chiesa di Santa Maria Nera, arrivò quindi tutta la teatralità del nuovo presepe napoletano che tendeva a mescolare sacro e profano, rappresentando la quotidianità che animava piazzette, vie e vicoli. Apparvero così, anche nel presepe lucchese, statue di personaggi del popolo come i pezzenti, i tavernari, i ciabattini, gli umili e i derelitti. I manichini del presepe di Santa Maria Nera hanno testa ed arti di legno, ma con un’anima in filo di ferro rivestita di stoppa che permette alle statue di avere pose più plastiche.
Sempre nella chiesa di Santa Maria Corteorlandini, nel periodo natalizio si aggiungono altri presepi diventati ormai una tradizione. Sono i piccoli presepi trasportabili che partecipano al concorso e per i quali viene allestita una mostra nella navata centrale della chiesa.
Da qualche anno anche le Mura di Lucca hanno il loro presepe. Si trova sul baluardo San Colombano sul prato che circonda il vecchio torrione. Ad allestirlo, ogni anno, sono Stefano e la famiglia, che gestiscono il Caffè San Colombano, in una vera tradizione di famiglia. I preparativi iniziano un mese prima, con figure di pastori e figuranti realizzate da una ditta artigiana della Valle del Serchio, maestri del settore. L'ambientazione è curata con architetture e vegetazione artigianali per mantenere la fedeltà della ricostruzione.
Altre significative rappresentazioni della Natività si trovano:
- Nella chiesa di S. Benedetto in Gottella, in piazza Bernardini, allestito dalla Confraternita dei Legnaioli.
- Nella cannoniera di San Frediano, il presepe tradizionale "Fiat Pax, Trionfi la Pace!".
Inoltrandosi per la Valle del Serchio da Lucca, si possono raggiungere località come Vinchiana e Piazza di Brancoli, in una valle rigogliosa e stretta che racchiude racconti e favole ancora vivi, dove è possibile scoprire ulteriori tradizioni locali legate al presepe. Con questo percorso alla scoperta di alcune opere d’arte raffiguranti la Natività di Gesù custodite all’interno dei Musei Nazionali di Lucca, tutta la comunità è invitata a visitare questi luoghi così ricchi di testimonianze storiche e artistiche riguardanti la città e il territorio, e a riflettere sul Natale.

Contesto Architettonico e Simbolico: La Cattedrale di San Martino
La Cattedrale di San Martino, dove si trovano le opere di Pisano e il Volto Santo, rappresenta un monumento chiave nella storia e nell'arte di Lucca. Non è noto quando furono edificate le prime strutture che, già dai primi secoli, andarono a costituire la Cattedrale cittadina. Una diffusa tradizione popolare attribuisce all’opera del vescovo irlandese Frediano (Frygianus), attivo intorno alla metà del VI secolo, la fondazione di un complesso episcopale. Le evidenze archeologiche mostrano che la sede della diocesi lucchese risiedesse in origine nella chiesa di Santa Reparata, ma dell'antico edificio nulla è sopravvissuto. L’odierna Cattedrale di Lucca è il frutto di successive e imponenti ricostruzioni. Una prima campagna di rinnovamento architettonico iniziò nel 1060, con la consacrazione avvenuta alla presenza del vescovo lucchese, nonché papa Alessandro II, Anselmo da Baggio.
Al terzo quarto del XII secolo il Capitolo della Cattedrale decise di modificare il portico antistante il prospetto. Nel 1196 era operativo l’"opus frontespitii Sancti Martini“, un ente preposto alla raccolta dei fondi per il rifacimento della facciata. Guidetto da Como terminò il portico nel 1204 sotto le influenze stilistiche del romanico pisano. L’asimmetria della struttura, costituita da tre arcate di cui una più stretta a destra e grossi pilastri di sostegno, suggerisce che il costruttore dovette operare dei compromessi, di certo a causa della preesistenza della torre campanaria a base quadrangolare. Nel 1308 iniziarono i lavori di rifacimento dell’abside, e nei decenni successivi, gli spazi della Cattedrale furono ridefiniti attraverso la realizzazione di tre navate con archi acuti e tribune di stile gotico, seppur mai paragonabile a quello slanciato d’Oltralpe.
Il Campanile del Duomo
Il campanile di San Martino si erge sul lato destro della facciata, ha base rettangolare fino ai merli ghibellini che ne adornano la cima. La parte bassa dell'edificio è un spesso basamento in solidi blocchi di pietra di Guamo, con poche e strette aperture. Non ci sono documenti per datare questa parte del campanile ma è evidente che sia precedente al portico della cattedrale, realizzato nella seconda metà XIII secolo, poiché l'arcata meridionale è più stretta delle altre per via del campanile e crea quell'effetto di asimmetria che rende inconfondibile il duomo lucchese. La base del campanile deve dunque risalire almeno al XII secolo. Su questo basamento più antico si innalzano cinque livelli, divisi da cornici marcapiano e ritmati da archetti pensili, con un numero crescente di aperture verso l'alto per alleggerire la struttura. La cella campanaria ospita sette campane, alcune delle quali risalenti alla fine del XIII secolo. Il campanile nel corso della sua storia ha subito vari restauri, l'ultimo dei quali, ultimato nel 2016, ha riportato il campanile alla sua antica bellezza.

Il Labirinto sulla Facciata: Simbolismo e Percorso Spirituale
Ma la Cattedrale di Lucca nasconde anche segni più oscuri e di difficile interpretazione, come il famoso labirinto inciso sulla facciata. L’iscrizione richiama il mito ed evoca il significato originale del labýrinthos (λαβύρινθος), termine greco derivato da Labrys, ossia l’ascia a doppia lama che simboleggiava il governo del re Minosse di Creta. La leggenda vuole che su tale isola, in un labirinto inestricabile, fosse imprigionata una bestia immonda: il Minotauro, immagine del tradimento della moglie di Minosse. Il principe Teseo, con l’aiuto di Arianna e il suo filo, riuscì a uccidere il Minotauro e trovare l’uscita del labirinto, liberando il suo popolo.
Perché collocare un labirinto e scomodare il mito innanzi all’ingresso di una cattedrale? L’associazione tra gli edifici di culto cristiani del Medioevo e il labirinto ricorre anche in altri luoghi, come la Cattedrale di Chartres in Francia o la Basilica di San Michele a Pavia. Il labirinto unicursale assume almeno due significati connessi alla peregrinatio medievale. Esso innanzitutto è simbolo del lungo itinerario da compiere, durante il quale non si può cambiare strada. Il centro della figura è dunque Gerusalemme, la città santa, forse rappresentata dal Minotauro come il nemico musulmano. Allo stesso tempo il labirinto simboleggia il cammino spirituale del pellegrino verso la Gerusalemme celeste. È questo il difficile percorso di conversione dell’uomo, che deve rinunciare alle passioni materiali per ottenere la redenzione.

Informazioni per il Visitatore
Con un particolare percorso di 4 dipinti di epoche diverse illustrati dalla Direttrice, dott.ssa Luisa Berretti, i Musei Nazionali di Lucca offrono l'occasione di esplorare opere d'arte raffiguranti la Natività di Gesù. Il costo del biglietto intero per l'accesso ai musei è di € 4, ridotto € 2. Un biglietto cumulativo per i Musei nazionali di Villa Guinigi e Palazzo Mansi è disponibile al costo di € 6.50 (intero) o € 3.25 (ridotto) ed è valido per tre giorni.
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