La Natività della Vergine Maria e le Tradizioni di Cisternino

Cisternino, uno dei “Borghi più belli d’Italia” situato nel cuore della Valle d’Itria, è un luogo ricco di storia, cultura e tradizioni profondamente radicate, tra cui spiccano le celebrazioni religiose e le manifestazioni popolari. La festività della Natività della Vergine Maria, che si tiene l'8 settembre, occupa un posto di rilievo nel calendario degli eventi locali, affiancata da importanti installazioni artistiche e secolari usanze.

Panorama di Cisternino con i trulli e la Valle d'Itria

Cisternino: Un Borgo tra Storia e Paesaggio

Cisternino è un borgo molto antico, che fino al 1927 era parte della Terra di Bari, vantando circa 11mila abitanti nella provincia di Brindisi in Puglia. Parlando della posizione geografica, si affaccia sulla Valle d’Itria, sulla Murgia dei trulli, come viene definita, per l'elevata presenza di queste abitazioni tradizionali, divenute un'attrazione turistica. Il nucleo urbano è situato sul fianco della collina ricoperta dal bosco, ultima propaggine delle Murge, offrendo una location suggestiva.

Origini e Denominazione

Il territorio del comune di Cisternino fu abitato, fin dal Paleolitico medio-superiore, da nuclei umani provenienti dal nord della penisola o dall'area siculo-africana. Essi lasciarono, sulle colline dove fissarono i loro accampamenti stagionali, numerose tracce della loro vita, dedita alla caccia e alla raccolta di frutti spontanei e tuberi. Ancora oggi, nella zona di Monte Specchia, sui colli di Restano e sulle incolte balze di Serra Amara, si rinvengono utensili preistorici d'ogni genere: punte di zagaglie, lame, raschiatoi e bulini per incidere ossi. Secondo la leggenda, riportata da padre Tommaso Angiulli nella sua Memoria cronologica di Cisternino del 1661, il nome Cisternino deriverebbe dall'eroe eponimo Sturnio, compagno di Diomede, che avrebbe fondato Brindisi. L'ipotesi più attendibile è invece quella di Giovanni Colella, che nella sua Toponomastica pugliese afferma la derivazione di Cisternino da Cis-sturnium, cioè "al di là di Sturnium", una città sita nei pressi dell'attuale Ostuni. Non risultano infatti insediamenti greci nel territorio di Cisternino, che fu invece sicuramente interessato dallo stanziamento di coloni romani a partire dal I secolo a.C., come evidenziano i rinvenimenti tombali e le monete di età repubblicana e imperiale. Nonostante sia probabile l'esistenza di insediamenti di monaci basiliani, di rito greco, non ci sono testimonianze al riguardo.

Il Dialetto Cistranese

Comunemente chiamato cistranese, il dialetto della parte centrale delle ultime colline della Murgia pugliese è il risultato della stessa sfumatura culturale del territorio: un incrocio naturale tra influenze ioniche/lucane e murgiano/baresi. Nonostante oggi rientri nel territorio della provincia di Brindisi, Cisternino mantiene i suoi legami con la Terra di Bari, alla quale era legata prima del 1927, anno di costituzione della nuova circoscrizione provinciale.

La Natività della Vergine Maria: La Fiera della Bomminella a Cisternino

L'8 settembre, nel giorno della Natività della Vergine Maria, a Cisternino si svolge la Fiera della Bomminella, detta anche Bommenèdde (la madonna bambina). Questa è un'antichissima fiera di origine agricola, di cui si hanno notizie certe del suo svolgimento dall'epoca aragonese (XV secolo), sebbene fu istituita verosimilmente nel XIII secolo, quando in Puglia le fiere vennero favorite grandemente dai Normanni.

Foto storica della Fiera della Bomminella a Cisternino

Storia e Tradizione della Fiera

Originariamente la Fiera della Bomminella durava sette giorni, poi tre, e oggi si concentra in un solo giorno, ma rappresenta ancora una delle tradizioni più vive di tutto il territorio. In passato, le merci che venivano maggiormente vendute erano: grano, legumi, tele, panni, cuoiami, maioliche, scale, attrezzi per l'agricoltura e altri prodotti artigianali. Vi si scambiava e si contrattava moltissimo bestiame di ogni genere. La tradizione agricola associa il ricordo della nascita di Maria al termine dell'estate e dei raccolti, rendendo questa festa un momento cruciale per la comunità.

Radici Storiche e Significato Liturgico

Come tutte le altre feste mariane più antiche, anche questa affonda le sue radici in Oriente, nella santa città di Gerusalemme, dove il Protoevangelo di Giacomo colloca la nascita della Vergine e la tradizione popolare pone la sua casa natale presso la piscina probatica. In questo luogo fu eretta nel V secolo una chiesa la cui dedicazione diede origine alla festa liturgica. La data dell’8 settembre sembra essere in relazione a un calendario, il Menologium Basilianum, che nei primi giorni di questo mese poneva l’inizio dell’anno ecclesiastico. In tale contesto, la nascita di Maria veniva a essere interpretata come un inizio, come la stella del mattino che annuncia il Sole di giustizia.

Il primo documento che attesta con sicurezza la festa è un inno di Romano il Melode (556) che mette in versi il racconto apocrifo della nascita della Vergine. In Occidente, la prima testimonianza si trova in un calendario del VII secolo. Nello stesso periodo, la festa doveva essere già presente anche a Roma, poiché Sergio I (687-701) la dotò di una processione, come la Purificazione, l’Annunciazione e la Dormizione. Questa festa è elencata fra quelle di precetto dal Decreto di Graziano (XII secolo) e tale restò fino alla riforma del calendario fatta da Pio X nel 1911.

Il Simbolismo della Natività di Maria

"Fertile terra tutta aperta al sole": con questa felice immagine si esprime un noto canto alla Santa Vergine e, proprio così, ci fa bene pensarla e vederla. Anche lei "terra", tanto vicina e umana come noi, ma così aperta alla grazia di Dio, così baciata dal Cielo, da diventarne limpido specchio, piccola goccia di rugiada che, attraversata dalla luce, tutta la riflette. Questo è il dono che celebriamo e contempliamo in Maria nel giorno della sua natività: nasce una "Stella", che nel mare della vita tiene aperti i nostri occhi a un orizzonte di speranza, a un domani che ci fa ancora credere e affidarci a una paternità che non delude, che non abbandona e non si stanca di chinarsi sulle nostre miserie e debolezze.

Sì, anche Lei viene a noi "vestita" di semplice umanità, per risollevarci alla nostalgia di Dio, per far riaffiorare in ogni coscienza il desiderio di un "di più" e di un "per sempre" di vita, di amore, di gioia. Mandata a noi dal Cielo per farci riscoprire il tesoro che ci abita e che ci attende: un destino eterno che ciascuno però è chiamato a intessere giorno per giorno, edificando la propria vita sulla roccia di Cristo. Leggiamo nella Liturgia: “Il Signore fu con Lei dal mattino della vita”: l’aurora dell’umana speranza brilla per tutti in Maria Bambina, a noi data e nata per noi come il sorriso di Dio, mai spento allo sguardo delle sue creature. Attraverso di Lei il Padre Celeste vuole tornare a compiacersi di noi, vuole “farci grazia” di rinascere a veri figli, certi di uno sguardo di misericordia che ogni giorno chiede solo di poterci incontrare.

Nasce bambina come noi, per insegnarci i segreti di Dio rivelati a quei piccoli che tutto attendono, tutto ricevono e di tutto rendono grazie e lode. Nasce bambina come noi, per esserci Madre, per rigenerarci a “tutto ciò che è puro, giusto, amabile, a ciò che è virtù e merita lode perché tutto questo sia oggetto dei nostri pensieri e desideri” (cfr. Fil 4,8): è quanto Lei ha vissuto e di cui vuol renderci capaci, se a Lei ricorriamo, se come Lei ci lasciamo trovare dal Signore, perché la sua grazia ci riempia e ci trasformi in terra buona e feconda. Ci ricordi Maria che nulla è impossibile per chi crede, perché tutto è possibile al Dio fedele, presso il quale ognuno di noi, come Lei, ha trovato grazia per vivere e lasciarsi trovare alla sua presenza “santi e immacolati”, resi tali dalla gratuità del suo donarsi e del suo abitare in noi. Sentiamoci in Lei rinascere dall’alto per essere veramente figli amati, per quello che siamo e per quello che saremo nella misura in cui lasceremo operare l’Onnipotenza dell’umile misericordia di Dio. Sentiamoci tutti, guardati e custoditi da una tale Madre per la quale ancora, ogni giorno, scende fino a noi Colui che solo ci salva, ci libera, ci guarisce. Madre e Regina, fiducia, dolcezza e speranza nostra. “Rimanete in Gesù … qualsiasi cosa vi dica fatela” nella gioia piena della Sua presenza. Accogliamola dunque, celebriamone la nascita nel nostro cuore, invochiamola e sia il suo, dopo quello del Signore, al di sopra di ogni altro Nome! Sollecita e lieta di chiedere per noi ogni bene e scacciare da noi ogni male. Una Bambina nata per esserci sorella e Madre e guida sicura: come stella luminosa, sorga e rischiari ogni nostro giorno, ne sia la luce, perché dall’alba sino al suo tramonto sia lodato il Nome del Signore.

"La Natività nel bosco dei sette bauli": Un'Installazione Artistica Contemporanea

A Cisternino, a partire dal 19 dicembre, sarà visitabile una Natività di circa 4 metri realizzata con centrini e merletti. Si tratta della nuova scenografica installazione dell’artista-designer Bernardo Palazzo, che con la sua opera Rainbow, realizzata con i tradizionali centrini, ha già attratto centinaia di visitatori e l’attenzione dei media. Le sue foto hanno fatto il giro dei social. Con il nuovo progetto «Borghi di luce», realizzato da Luzzart APS e Syncretic dei fratelli Luca e Bernardo Palazzo, con il sostegno dell’amministrazione comunale, Cisternino ritorna a far parlare di sé.

Installazione artistica

«La Natività nel bosco dei sette bauli» si potrà ammirare in un’atmosfera fiabesca, tra grandi balle di fieno, tipiche dei campi di grano pugliesi del periodo estivo, che dominano la piazza assieme a piccoli boschi di quercia, caratteristico albero della Valle d’Itria e simbolo di forza e resistenza. Una grande capanna luminosa, un tempio di circa 4 metri da cui trapela ombra e luce, è stato realizzato con i merletti artigianali dell’antica tradizione tramandata dalle donne pugliesi. Accanto all’installazione verranno collocati di giorno in giorno sette bauli celesti, ognuno dei quali, come uno scrigno, custodisce un elemento da preservare per l’umanità.

Bernardo Palazzo spiega: "La capanna è composta da elementi a forma di petali che, moltiplicati, creano una struttura basata sulla ripetizione del numero 3. Ho scelto un elemento geometrico di grande forza come il triangolo, che richiama la Trinità (padre, figlio e spirito santo) e la Natività (madre, padre e figlio). Un grande simbolo di continuità e infinito. L’altro materiale presente è il grano che da sempre rappresenta ricchezza e fertilità».

Altre Tradizioni e Manifestazioni Caratteristiche di Cisternino

L’anno delle tradizioni di Cisternino inizia solitamente con la festa di Sant’Antonio, il 17 gennaio, ma il borgo è animato da numerose altre manifestazioni che ne arricchiscono il panorama culturale e spirituale.

La Pasquetta o "Pasquarèdde"

Tra le manifestazioni più attese, la Pasquarèdde ha senz'altro il primato. Chiamata nel dialetto locale Pasquarèdde, questa festività si svolge a Pasquetta, ovvero il lunedì dopo la Pasqua, presso il Santuario della Madonna d'Ibernia, poco al di fuori del borgo in bella posizione panoramica. Al santuario la popolazione si reca portando un dolce tipico chiamato “u churrüchele”: è a forma di borsetta con due uova sode per i bambini, e a forma di bambola con un uovo sodo per le bambine. Chiamato “u currùcchëlë”, esso porterebbe prosperità e fecondità: il termine dialettale potrebbe essere una deformazione locale della voce latina auguraculum, composta da augurium più oraculum, nel senso pagano di dono propiziatorio, auspicio, offerta augurale. Questo rito è molto antico e si ricollega ai primitivi riti pagani della fertilità.

Dolce tradizionale

Festa dei Santi Patroni Quirico e Giulitta

La manifestazione più importante alla quale partecipa l'intera popolazione cittadina è la festa dei santi patroni Quirico e Giulitta, chiamata semplicemente la “festa di San Quirico”. Cade la prima domenica d’agosto e rispetta tutte le più importanti tradizioni locali come decorazioni luminose, eventi religiosi, concerti bandistici ed infine fuochi pirotecnici, tipici di molte cittadine e città pugliesi.

Sagra delle Orecchiette

Sempre ad agosto, in località Caranna, va in scena la Sagra delle orecchiette, organizzata dal Comitato Festa Maria SS Addolorata. È una location suggestiva per balli, musica popolare e degustazione di prodotti tipici, tra cui le famose orecchiette.

Festival Internazionale Bande Musicali Valle d'Itria

L'Associazione Musicale “Città di Cisternino” APS organizza dal 1998 il Festival Internazionale Bande Musicali "Valle d'Itria" con lo scopo di promuovere lo scambio culturale e, contemporaneamente, far conoscere le bellezze artistiche, gastronomiche e paesaggistiche della Valle d'Itria e della Puglia. Si inserisce nella Notte Verde, del Festival dei Sensi. Dal 1994, l’Orchestra di Fiati "Vitino Zizzi" di Cisternino opera sul territorio con l’obiettivo primario di divulgare tra i giovani la passione per la musica e, nel contempo, offrire momenti di aggregazione e scambi culturali, guidata dal Maestro Donato Semeraro.

Luoghi di Interesse e Patrimonio Culturale

Cisternino conserva un ricco patrimonio storico e architettonico che testimonia la sua lunga storia.

Architetture Religiose e Civili

  • Torre di Porta Grande o Normanno-Sveva: Di epoca medievale, alta 17 metri, questa torre costituiva l'ingresso principale della città. In alto, sulla sommità, vi è una piccola statua di San Nicola di Bari.
  • La Chiesa Madre: Costruita nel XIV secolo su di un'antica chiesa paleocristiana dei monaci basiliani, presenta al suo interno due opere in pietra viva del XVI secolo, di notevole valore, firmate dallo scultore "Stephanus Abulie Poteniani" (Stefano da Putignano): una Madonna con Bambino, nota come la "Madonna del Cardellino" e un piccolo tabernacolo. Al suo interno è presente un piccolo ma pregevole organo a canne opera del Cav. Pacifico Inzoli di Crema risalente al 1909. Un percorso archeologico "Dal buio alla luce" permette di esplorare gli scavi nei meandri dell’antica chiesa del X secolo, tra i resti di muri affrescati, altari e tombe ricavate nel banco di roccia.
  • Il Santuario della Madonna d'Ibernia o Madonna de Bernis: A 1 km dal centro abitato, questo santuario è legato a una leggenda; sarebbe stata proprio la Vergine, infatti, con una apparizione, ad indicare il luogo esatto dove sarebbe sorto il santuario a lei dedicato. Il terreno attorno è ricco di ceramiche e reperti risalenti ad epoca romana e medievale.
  • La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli di Cisternino, detta anche di Sant’Anna (Cimitero Vecchio): Sorge fuori dalla città sulla via per Martina Franca. La sua costruzione è riconducibile agli inizi del XVII secolo. Nel 1840, in occasione del decreto borbonico che vietava le sepolture nelle chiese pubbliche, venne utilizzata per le sepolture fino al 1918. Degni di nota sono l’altare maggiore barocco realizzato in pietra locale da Mastro Pasquale Simone di Lecce e la pala d’altare che riproduce Sant’Anna con la Vergine Bambina, detta la Bomminnella. La presenza di due effigi della Madonna all’interno della chiesa spiega anche la doppia titolarità dell’edificio: nel Seicento fu intitolata alla Madonna di Costantinopoli, il cui culto si diffuse come protettrice dalla peste; la seconda titolarità, dedicata a sant’Anna, fu acquisita quando la santa fu elevata a protettrice degli artigiani di Cisternino.
Interno della Chiesa Madre di Cisternino con opere d'arte

Musei e Centri Culturali

  • Galleria Civica: Presso Palazzo Lagravinese.
  • Museo del Clima: Nell'aprile 2011 è stato istituito in Contrada Caranna, divenuta sede di quest'unico genere di museo.
  • Ashram di Cisternino - Centro Bhole Baba: Noto come Fondazione Bhole Baba, fondato da Lisetta Carmi dopo un viaggio in India nel 1979, per volere del Babaji. La vita del Centro si svolge seguendo il modello dell'ashram di Herakhan, alternando la meditazione e la preghiera col lavoro comunitario. Dal 1986, nell'ashram di Cisternino è presente un tempio identico a quello di Herakhan, voluto da Babaji stesso come simbolo di unione profonda col Suo ashram in India.

Territorio e Natura

Tra i beni ambientali da evidenziare a Cisternino c'è l'intero paesaggio, in particolare il Bosco Monti Comunali. Nel territorio comunale vi sono circa 400 ettari di bosco di cui 244.18.33 di proprietà comunale, posti da 250 a 350 m s.l.m. I boschi comunali sono la formazione vegetale più consistente della provincia. Attualmente sono in corso lavori di miglioramento con sostituzione del pino d'Aleppo e del cipresso, con latifoglie autoctone (fragno, rovella, leccio ecc.) che si armonizzano meglio con le essenze presenti, quali carrubo, bagolaro, carpinella, orniello, acero campestre, ecc. La ciclovia dell'acqua rappresenta il primo stralcio di un più ampio percorso, di oltre 450 chilometri della rete ciclabile regionale pugliese.

Bosco mediterraneo nella Valle d'Itria

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