Bernardino Gatti e la Natività nell'arte cremonese

La Natività di Gesù è uno dei soggetti che più di tutti gli altri hanno ispirato gli artisti di ogni tempo. Nell'approssimarsi della festività del Natale, è possibile compiere un viaggio nelle chiese cittadine di Cremona per scoprire tesori d'arte, rappresentati soprattutto da grandi pale d'altare, che i pittori hanno lasciato come testimonianza di fede. Alcune di queste opere costituiscono autentiche pietre miliari nella storia dell'arte, apprezzate anche fuori dai ristretti ambiti provinciali.

Veduta d'insieme delle opere pittoriche nelle chiese storiche di Cremona

Il capolavoro di Bernardino Gatti in San Pietro

Di certo è Bernardino Gatti, detto il Sojaro, ad aver realizzato nel 1555 la splendida pala della chiesa di San Pietro, l'opera che più di altre per i cremonesi sintetizza il Natale. Sullo sfondo di un paesaggio collinare digradante e disseminato da vegetazione e abitazioni, sotto un cielo diafano delimitato a sinistra da rovine di un edificio classico, la scena vede raccogliersi attorno alla Vergine, che si protrae verso il Bambino, un gruppo di pastori invitato da San Giuseppe, con San Pietro in abiti pontificali e l'abate Colombino Ripari inginocchiato.

Sui personaggi si librano nel cielo tre angeli musicanti mentre un cherubino emerge a mezzo busto dalla base del quadro, come fosse un proscenio, reggendo un ramo di un sempreverde. Questa è sicuramente l'opera più riuscita di Bernardino Gatti, commissionata all'artista dall'abate del monastero di San Pietro al Po, Colombino Ripari, il 14 febbraio 1555 con un accordo che, dietro un compenso di 100 scudi d'oro, lasciava al pittore un anno di tempo per la sua esecuzione.

Critica e fortuna dell’opera

Anche gli antichi scrittori d'arte attribuirono fin dall'inizio grandi elogi a questo quadro:

  • Giorgio Vasari lo definì “tavola molto bella”.
  • Venturi, negli anni Trenta, trovò che la composizione fosse “chiara, linda, armonica”.
  • La critica Ferrari arrivò a definirlo un “autentico capolavoro di tardo classicismo”.

La tela fu destinata a costituire la pala dell'altare maggiore della chiesa, dove rimase fino al 6 giugno 1796, quando fu requisita dai francesi e trasferita a Parigi. Venne restituita solo nel 1815 e ricollocata in chiesa nel 1817 su un altare laterale.

Dettaglio della pala di San Pietro di Bernardino Gatti con angeli musicanti

Altre testimonianze della Natività a Cremona

Dalle chiese al Museo Civico

Oltre all'opera di Gatti, il percorso artistico cremonese offre numerosi spunti:

  • Chiesa di San Michele: sul secondo altare della navata destra si trova una pala dipinta da Bernardino Campi nel 1568.
  • Chiesa dei Cappuccini: conserva un'Adorazione dei pastori attribuita ad Antonio Campi, caratterizzata da un suggestivo notturno rischiarato dal lume soprannaturale del Bambino.
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena: custodisce lo splendido polittico realizzato in collaborazione tra Tommaso Aleni e Galeazzo Campi.
  • Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone: ospita opere di Antonio Cicognara, Antonio Della Corna e una rara Sacra Famiglia di Anna Maria Anguissola.

Il legame con la chiesa di San Sigismondo

Nel cuore silenzioso di Cremona si trova la chiesa di San Sigismondo, un gioiello voluto da Bianca Maria Visconti nel 1441. A partire dal 1535, l'interno fu decorato da artisti del calibro di Camillo Boccaccino, Giulio Campi e lo stesso Bernardino Gatti. Si racconta che la giovane Sofonisba Anguissola, futura celebre pittrice cremonese, da bambina accompagnasse suo padre all’interno del cantiere, affascinata dagli affreschi di Bernardino Campi.

Cremona: monastero di san Sigismondo, luogo ricco di storia e d’arte cremonese

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