La Madonna con Gesù Bambino in gloria, san Giovanni Battista e san Girolamo, detta anche Visione di san Girolamo, è una pala d'altare monumentale eseguita tra il 1526 e il 1527, a olio su tavola, da Francesco Mazzola detto il Parmigianino (1503-1540). L'opera misura circa 342,9 cm in altezza.
Di proprietà della National Gallery di Londra dal 1826, è l'unica opera del pittore presente su suolo britannico. Dal 5 dicembre fino al 9 marzo 2025, il dipinto tornerà nelle sale di Trafalgar Square come protagonista di una mostra speciale, concepita per metterne in luce la bellezza e l'originalità. Questa esposizione, coronamento delle celebrazioni per il bicentenario del museo londinese, affiancherà alla tela numerosi studi preparatori, testimonianza dell’eccezionale talento di Parmigianino nel disegno e documenti della genesi di un’opera che ha aperto nuove prospettive per l'arte del Cinquecento.

Biografia e Contesto della Commissione
Girolamo Francesco Maria Mazzola, soprannominato il Parmigianino dalla sua città natale, Parma, fu un bambino prodigio. Nel 1524, all'età di 21 anni, si trasferì a Roma, dove fu presentato a papa Clemente VII con grande successo e acclamato come un "Raffaello redivivo". Qui si immerse nell'arte di Raffaello e di Michelangelo, oltre che in quella dell'antichità, influenze che ritroviamo nella pala della National Gallery.
La Visione di San Girolamo fu la sua prima opera importante a Roma, commissionata dalla nobile Maria Bufalini come pala d'altare per una cappella nella chiesa di San Salvatore in Lauro, un importante complesso religioso nel cuore della Città Eterna. Il contratto menzionava "Francesco de Mazola de Parma" assieme a un "Pietro" con lo stesso nome, identificabile con suo zio Pier Ilario Mazzola. Sebbene artisti come Raffaello fossero ammirati per il loro naturalismo, Parmigianino si mosse verso rappresentazioni sempre più stilizzate e stravaganti; le sue originali invenzioni compositive, le figure allungate e le sue inusuali iconografie avrebbero impresso una nuova direzione all'arte del XVI secolo, consolidandolo tra i fondatori del Manierismo.

Analisi della Composizione e Stile
La Visione di San Girolamo presenta una composizione dinamica e innovativa. Contro raggi di luce, una maestosa Madonna in rosa siede su un trono di nuvole fluttuanti. Il Figlio, un bimbo dai vezzosi riccioli biondi, avanza verso lo spettatore. Sotto di loro, la figura soprannaturale di Giovanni Battista fissa direttamente gli occhi dello spettatore, mentre con il lungo braccio dirige l'attenzione verso la Vergine e il Bambino in alto.
Alle spalle del Battista, un San Girolamo profondamente addormentato appare stranamente ignaro dell'apparizione divina, adagiato in un fitto groviglio di foglie e radici. Molto originale è l'effetto di verticalità, che da San Giovanni Battista, tramite il suo gesto, si trasmette fino al volto di Maria Vergine. A questo si contrappongono varie sfondature spaziali in profondità, tramite l'uso di scorci arditi, come il corpo di San Girolamo o lo stesso Gesù Bambino.
La Madonna mostra un'influenza raffaellesca nella posa e nello sciolto rapporto con il figlio, similmente alla Madonna di Foligno (all'epoca visibile a Roma), così come nella tavolozza cromatica, arricchita di toni intensi e cangianti. La figura del Battista richiama altresì le figure solenni di Michelangelo, dalla muscolatura accentuata e dalle pose complesse. La stessa posa del Bambino ricorda la Madonna di Bruges di Buonarroti.
La mostra londinese evidenzia la novità dello stile di Parmigianino: le figure allungate in una composizione spiccatamente verticale, l'atmosfera raffinata, la tavolozza opulenta e brillante, e l'innovativo impianto spaziale fanno della Visione di San Girolamo uno dei primissimi capolavori del Manierismo.

Il Dramma del Sacco di Roma
L'opera è citata da Giorgio Vasari, che ricorda come il pittore la stesse dipingendo al momento del Sacco di Roma (1527), con i lavori bruscamente interrotti dall'arrivo dei lanzichenecchi. Lo stesso Vasari narra che Parmigianino si attardò a fuggire e, sorpreso dai soldati tedeschi mentre lavorava, venne da questi risparmiato per la bellezza dell'opera che stava creando. In cambio della sua vita, l'artista avrebbe dovuto realizzare dei disegni per i soldati imperiali.
Sborsata poi una taglia con acquerelli e disegni, si vide minacciato da altre truppe, costringendolo alla fuga. Pier Ilario Mazzola si trattenne in città ancora alcuni giorni per nascondere il dipinto nel refettorio della Chiesa di Santa Maria della Pace. Parmigianino fuggì da Roma senza mai vedere il capolavoro installato al suo posto; il dipinto fu nascosto e recuperato solo dopo la sua morte, quando gli eredi della committente lo trasferirono nella chiesa di famiglia a Città di Castello. Il Sacco di Roma del 1527 pose fine al soggiorno romano dell'artista: tre anni brillanti, ma dispersivi e poco fecondi.
Il Sacco di Roma (1527) – L’Ora Più Buia dei Lanzichenecchi
La Storia Espositiva e il Restauro
Nel 1790, il dipinto fu acquistato dal pittore inglese James Durno, che lo portò in Inghilterra e in seguito lo rivendette al marchese di Albercorn per 1.500 ghinee. Infine, nel 1826, l'opera divenne parte della collezione della National Gallery di Londra.
Rimossi ritocchi posteriori e strati di vernici posticce, ora il dipinto rivela appieno la ricchezza dei colori, la qualità delle pennellate e la creatività visionaria del Parmigianino. La nuova cornice, realizzata nei laboratori della National Gallery, è stata progettata guardando a pregevoli esempi contemporanei e restituisce l'ambientazione originaria del dipinto in una chiesa italiana.
Il Processo Creativo e gli Studi Preparatori
Questa mostra esplora in profondità il processo creativo del Parmigianino. Il giovane pittore, che aveva da poco superato i vent'anni, non si stancava di registrare sistemazioni provvisorie in tutta una serie di disegni. Immaginiamo la Madonna che continua a spostare il Bambino da una gamba all’altra, il Bambino che fa le bizze, San Giovanni che cambia posa, San Girolamo che legge, scrive e si accascia, cadendo in un sonno profondo e sognando la Madonna che sposta il Bambino da una gamba all’altra, il Bambino che fa le bizze, San Giovanni che cambia posa… Quando finalmente ognuno ebbe trovato il proprio posto nel quadro, arrivarono i lanzichenecchi.
Parmigianino realizzò moltissimi disegni per elaborare la sua composizione finale, che spaziano da studi a gessetto vellutati a vorticosi schizzi a penna e inchiostro. Per la prima volta il dipinto sarà messo a confronto con i suoi numerosi studi preparatori, evidenziando l'estro del giovane artista e il virtuosismo di uno dei disegnatori più talentuosi e prolifici del XVI secolo. Oggi sopravvivono quasi mille disegni attribuiti a Parmigianino, che "per numero e realizzazione tecnica è secondo solo a Leonardo Da Vinci", come si legge nella presentazione della National Gallery.
Dai soggetti sacri a quelli mitologici ed erotici, si tratta spesso di vere e proprie opere finite, eseguite con abilità sopraffina e una vena creativa apparentemente inesauribile. A raccontare la genesi dell'originale Madonna con Bambino e Santi, nota come Visione di San Girolamo, saranno tavole atmosferiche e vellutate realizzate con i gessetti, ma anche vorticosi schizzi a inchiostro: un corpus di lavori capaci di illuminare, tappa dopo tappa, l'evoluzione di uno dei primi grandi progetti dell'artista, nonché l'eleganza e il dinamismo delle sue linee e la maestria nell'uso di una notevole varietà di mezzi.

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