Santa Maria Capua Vetere, situata nell'antica Capua, offre un eccezionale patrimonio storico-culturale che include l'Anfiteatro Campano, il Mitreo e diversi musei che ripercorrono la ricca storia della città, dalla sua gloriosa antichità fino ai giorni nostri. Questo circuito museale rappresenta un'eredità inestimabile per la comprensione delle stratificazioni culturali e storiche del territorio.
L'Anfiteatro Campano: Grandezza e Storia
L’Anfiteatro Campano, risalente alla fine del I secolo d.C., è il secondo anfiteatro per dimensioni dopo il Colosseo. È inserito in un ampio spazio verde che ospita altri importanti monumenti della città, tra cui l'Anfiteatro repubblicano - famoso per la rivolta di Spartaco - un portico esterno all’Anfiteatro imperiale e un edificio ottagonale con fontana. Dal dicembre 2014, la gestione dell'Anfiteatro è affidata al Ministero per i beni e le attività culturali, inizialmente tramite il Polo museale della Campania, e successivamente, dal dicembre 2019, dalla Direzione regionale Musei.

Il Museo dei Gladiatori
All'interno dell'area archeologica dell'Anfiteatro Campano si trova il Museo dei Gladiatori. La prima sala del museo espone un plastico dell'Anfiteatro che ne ricostruisce la forma originaria, insieme alle sculture che ornavano le chiavi d'arco del primo portico, offrendo ai visitatori una visione dettagliata della magnificenza dell'edificio.
Il Mitreo: Un Culto Orientale nell'Antica Capua
Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere (II secolo d.C.) è riconosciuto come uno dei più importanti luoghi del culto mitriaco. Scoperto nel 1922 e aperto al pubblico dal 1937, vi si accede attraverso un piccolo edificio a torretta, decorato in stile antico, che conduce agli ambienti sotterranei: il vestibolo e la sala dedicata al rito. Questa sala conserva la celebre pittura di Mitra che uccide il toro, un'immagine centrale del culto. Durante la dominazione romana, la città di Capua vide una notevole diffusione del culto mitraico, probabilmente introdotto dai gladiatori orientali che erano spesso legati a questa religione. L'espansione del Mitraismo portò alla costruzione, probabilmente alla fine del I secolo d.C., di quello che divenne uno dei Mitrei più significativi al mondo, situato oggi nel territorio di Santa Maria Capua Vetere. Attualmente, le visite al Mitreo sono consentite solo su prenotazione, contattando il numero +39 338 6353806. Dal 2016, il circuito museale include, oltre all'Anfiteatro, anche il Mitreo e il relativo museo.

Iconografia e Simbolismo nel Mitreo
Scendendo dalla rampa di scale, si accede a una camera di 23 x 3 metri con una volta a botte, dominata da un emozionante affresco che rappresenta il rituale dell'uccisione di un toro da parte di Mitra. In fondo a questa sala, un altare è sormontato da un affresco raffigurante il dio Mitra in costume orientale e con il berretto frigio, nell'atto di uccidere il toro nella grotta. Sulla parete opposta, è raffigurata la Luna che regge le redini di una biga, incitando con la frusta due cavalli, uno bianco e uno nero. Le pareti laterali mostrano due portatori di fiaccole e ramoscelli sacri, mentre sulle facciate dei podi sono rappresentate le diverse fasi di purificazione rituale di un adepto di Mitra.
Il Museo Archeologico dell’Antica Capua
Inaugurato nel 1995, il Museo Archeologico dell’antica Capua si fonda su uno dei più ricchi depositi storici della città. È ospitato in un edificio ottocentesco che incorpora la torre medioevale di Sant’Erasmo, luogo di nascita di Roberto d’Angiò, a sua volta edificata sui resti del Capitolium. Il complesso ottocentesco, originariamente impostato sulla Scuderia Reale, nel 1864 divenne sede dell’Istituto di Incremento Ippico, dismesso definitivamente nel 1980. Il complesso museale, con corte centrale e giardino, offre ampi spazi per esposizioni temporanee, sale conferenze, depositi per la conservazione e il restauro dei materiali archeologici, e un ambiente dedicato alla ludoteca museale. Il museo raccoglie le testimonianze delle numerose stratificazioni di epoche diverse emerse dagli scavi del sito archeologico, con ogni sala dedicata a un tema storico. Nel Museo dell’Antica Capua sono esposti i materiali rinvenuti negli scavi della seconda metà del XX secolo nel territorio dell'antica Capua. Alle dieci sale già allestite, che espongono materiali dal X al I secolo a.C., seguiranno quelle con le testimonianze della piena età imperiale, fino alla decadenza della città nel IX secolo d.C.
Focus sull'antica Capua
Il Museo Civico e Archivio Storico di Santa Maria Capua Vetere
Il Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere, o semplicemente Museo civico, è situato nell'ex Convento degli Alcantarini in Via Angiulli. Questo museo è complementare al Museo Archeologico dell'antica Capua, cercando di ricostruire la narrazione di Santa Maria Capua Vetere, dalla gloriosa città antica di Capua fino ai giorni nostri. I due musei, insieme all'Anfiteatro Campano, al Mitreo e ad altri siti cittadini, rappresentano l'eccezionale eredità culturale della città. L'Archivio, invece, occupa quella che fu la palazzina-comando del Carcere Minorile, un tempo alloggio del direttore e del suo vice.
Storia della Sede e delle Collezioni
Il Museo fu istituito con deliberazione consiliare l'8 novembre 1870 e ebbe come prima sede lo storico municipio di Santa Maria Capua Vetere. Il cav. fu nominato primo direttore del Museo il 27 maggio 1873. Nel 1961, dopo la partecipazione alla Mostra “Il Risorgimento in Terra di Lavoro” organizzata nella Reggia di Caserta per il 100º Anniversario dell'Unità d'Italia, i reperti furono riallestiti in una sala del Teatro Garibaldi. La raccolta museale, variamente smembrata, lasciò tale edificio nel 1990 per approdare, dopo diverse peripezie, nel 1999 in una porzione dismessa del carcere minorile "Angiulli", occupando il primo piano della palazzina che fu alloggio del direttore della struttura carceraria.
L'attuale sede del museo, il convento di San Bonaventura, fu realizzato su volontà dei cittadini di Santa Maria Maggiore (vecchio nome di Santa Maria Capua Vetere) per dare una dimora ai frati francescani dell'ordine degli Alcantarini. La struttura, che includeva una Chiesa a tre navate, fu progettata dall'architetto napoletano Francesco Antonio Picchiatti tra il 1677 e il 1684 sui ruderi di una cappella protocristiana dedicata a S. Marco confessore. Durante i lavori, a causa della mancanza di fondi, fu richiesto un contributo all'allora viceré di Napoli, il marchese di Los Veles, che accettò di donare mille ducati, chiedendo però che il convento fosse dedicato a San Bonaventura, di cui era devoto. Inoltre, fece realizzare dal pittore napoletano Luca Giordano un quadro per l'altare maggiore, raffigurante la "visione di San Bonaventura", ancora oggi ammirabile.
Nel 2003, il comune affidò la struttura del Carcere, la Chiesa, la mensa e la casa del direttore, creando il "Palazzo della Cultura". In questa sede furono insediati il Museo Civico, con la collezione al piano terra dell'immobile, l'Archivio Storico e la Biblioteca Comunale.
Collezioni e Sezioni del Museo Civico
La collezione del Museo civico è organizzata in modo omogeneo rispetto agli oggetti che la compongono. La sezione più ampia ed esaustiva del Museo è senza dubbio quella dedicata al Risorgimento. Tuttavia, le sale si propongono di raccontare anche altre sfaccettature della storia della città, come dimostra la mostra sulla Ferrovia Alifana. Il resto della collezione è costituito da generose donazioni di privati cittadini e di enti comunali; degne di nota sono le opere di varia natura e i mobili antichi provenienti dall'Istituto Cappabianca e dal palazzo comunale. Le donazioni dei privati cittadini sono una fonte insostituibile per un museo civico che cerca di ricostruire i momenti della propria città. In questo contesto, si apprezzano particolarmente le donazioni del prof. Di Gennaro (che costituisce l'interessante sezione mineralogica del Museo), dell'Amm. Eugenio Sicurezza, della famiglia Jovinelli e di Fulvio Palmieri.
- Sala Minerali: ospita la collezione di minerali e fossili donata dal prof. Di Gennaro.
- Sala Sicurezza: ospita la donazione dell'Amm. Eugenio Sicurezza.
- Chiesa di S. Bonaventura: presenta una tela di Luca Giordano raffigurante San Bonaventura, a cui era dedicato il convento, e, come consueto per gli Alcantarini, una Madonna del Pozzo con Bambino, oltre a un angolo dedicato ad Alessio Simmaco Mazzocchi.