Le Monocere e gli Elementi Lignei nell'Altare Antico

Gli arredi sacri, in particolare gli altari, non sono semplici oggetti, ma rappresentano un segno forte della fede e della preghiera, un punto di incontro tra cielo e terra, tra storia e presente. Entrando in una chiesa, lo sguardo è richiamato dalla luce che filtra dalle vetrate, dal senso di sacralità che pare trattenuto nelle pietre, nel marmo e nelle forme architettoniche. A dialogare con quel silenzio e quella luce, ci sono gli arredi sacri: l’altare, i banchi, il tabernacolo, il coro e il confessionale. Un altare è parte integrante della spiritualità di una comunità.

Foto di un altare antico in legno, con candelieri e crocefisso

Il Legno come Materia Viva per l'Arte Sacra

Il legno, materiale generoso che si trasforma e rivive, ha un'anima profonda. Ogni "imperfezione" del legno vissuto racchiude in sé il sapore del tempo, donando calore e unicità. I nodi, ad esempio, rappresentano la lotta dell'albero per la vita, il suo sforzo di crescere, e proprio come le cicatrici umane, raccontano una storia di sacrificio e guarigione. Essenze come l'abete e il larice sono tra le più pregiate, recuperate da antiche baite e fienili storici, con colorazioni naturali che variano dal beige chiaro al grigio bruciato dal sole.

La lavorazione del legno per l'arte sacra segue una tradizione secolare, che inizia con la selezione delle migliori materie prime e prosegue con l'accurata valutazione delle tavole. Il processo include la meticolosa pulizia manuale, il restauro, la stabilizzazione, la catalogazione e la finitura con cere e oli naturali. Le mani degli artigiani modellano il legno, dando forma a ciò che la mente ha già immaginato, ereditando il talento per padroneggiare precise tecniche di restauro. Questa filosofia di sostenibilità ambientale e collettiva crea manufatti che esprimono la vera unione tra umanità e natura, nel rispetto dell'intero ecosistema.

La Creazione di Tavole per Icone

La falegnameria realizza tavole per icone in tiglio, anche in forme particolari e speciali. Ogni forma e misura può essere creata su specifica richiesta del cliente. Le tavole per iconografia vengono prodotte con legno di tiglio stagionato di prima scelta, selezionando le assi più larghe al fine di ottenere il più possibile tavole intere. Quando si tratta di realizzare tavole in formati speciali con misure molto ampie, si procede con l’unione delle assi, che vengono giuntate a pettine con pressa idraulica a caldo per garantire maggiore durata nel tempo. Le tavole vengono disposte con il midollo orientato nello stesso verso. In questo modo vengono realizzati anche dittici, trittici e polittici.

Polittici e Composizioni Lignee

Il polittico (dal greco poli- "molti" + ptychē "piega") è, originariamente e per definizione, una forma d'arte sacra. Si tratta di una pala d'altare costituita da singoli pannelli separati, racchiusi da una cornice che conferisce all'opera una struttura architettonica. Questa tipologia di opera sacra permette di articolare complesse narrazioni iconografiche e programmi devozionali.

Gli Arredi Sacri Lignei: Candelieri e Crocifissi

Tra gli arredi sacri più significativi che adornano gli altari, spiccano i candelieri e i crocifissi lignei. Spesso, questi elementi sono costruiti su un basamento a sezione triangolare, con profilo smussato, presentandosi eleganti e raffinati nonostante la loro imponente presenza, con altezze che possono raggiungere i 115 cm. Motivi ornamentali e architettonici, tipici del tardo barocco, snelliscono la struttura decrescendo verso l’alto. Questi elementi decorativi e strutturali sono presenti dal basamento (spesso su tre piedi) alla coppa (corolla) che contiene il bicchiere per l’inserimento della candela, che costituisce la "monocera" in sé. Motivi d’ispirazione floreale si notano alla base, sulle superfici convesse e, in alto, nei petali arricciati della coppa.

Dettaglio di un candeliere barocco in legno dorato

La base della croce, rispetto ai candelieri, è rivestita di foglia d’oro nelle parti più aggettanti: riccioli, motivi floreali e ondulazioni arabescate servono a far risaltare l’effetto luministico e la fluidità degli elementi decorativi. Nelle superfici che fungono da ripiani o da supporto ai motivi floreali aggettanti, si usa invece foglia d’argento meccato e “mattato”.

Il Cristo Ligneo Policromo

Il Cristo ligneo policromo è spesso un'opera pregevole, magistralmente scolpita da artisti di epoche passate, come quelli del Settecento. Il Cristo è modellato con una precisione anatomica straordinaria e finemente dettagliato: il capo, lievemente piegato alla sua destra, è coronato da un serto di spine con grossi aculei che fanno stillare dalla fronte gocce e rivoli di sangue, recingendo la scura chioma fluente raccolta sul lato dell’inclinazione; le guance e il mento sono ricoperti da una barba incolta (perciò detta alla Nazzarena), terminante in due piccole volute; le palpebre socchiuse, la bocca semiaperta dalla quale si intravedono la lingua e i denti; il naso ben profilato dalle narici sanguinanti; la fronte e le sopracciglia corrucciate. Le mani e i piedi sono modellati con un'attenta definizione degli arti in tensione, trafitti da grossi chiodi di ferro. La meticolosità plastico-cromatica perseguita dallo scultore mira a suscitare commozione. I particolari del Cristo, talvolta di dimensioni modeste (ad esempio, alto 40 cm), definiti con estrema precisione come delle cesellature, si possono ammirare solo da vicino. I fedeli che si trovano a una certa distanza dall’altare possono percepire, dell'insieme, solo l’emblematica passione del Cristo. Il Cristo, riposto su una maestosa croce dorata (ad esempio, alta 164 cm), ricca di elementi decorativi e contornata da sfavillanti e rilucenti fasci raggiati, assume un aspetto ieratico di grande bellezza.

OPD. Settore di restauro Sculture Lignee Policrome

Restauro Conservativo di Opere Lignee

Molte chiese possiedono già un altare "storico" che merita tutela piuttosto che sostituzione. Il restauro conservativo mira a consolidare la struttura esistente, ripristinare intarsi, dorature, cerniere e superfici originali. Spesso, opere preziose rischiano il disfacimento a causa del tempo e degli agenti esterni. Ad esempio, antichi candelieri e croci possono essere ritrovati in condizioni precarie, tarlati e rovinati dappertutto, con gli insetti xilofagi che hanno devastato il legno, lasciando in alcuni punti solo la crosta di gesso.

La base di una croce può apparire in condizioni apparentemente accettabili, mantenendo la sua forma, ma presentare rotture, ad esempio, nei due elementi che sorreggono le grosse volute e nel "piedritto" dove si innesta il braccio della croce. Anche in questi casi, i tarli possono aver scavato una miriade di gallerie, rendendo fragile il legno. Una croce antica potrebbe avere i due bracci sconnessi, rotture nella raggiera (con terminali di fasci di luce mancanti) e nel "cartiglio del titolo" (nelle parti estreme). Cadute di stucco con doratura sono spesso visibili nei listelli che incorniciavano i ripiani dei bracci della croce, nei puntali (baccelli, conchiglie, rosette) e nell’incrocio degli assi. I piedi delle basi mancanti vengono ricostruiti con pasta di legno dentro uno stampo di gomma siliconica, ricavata dall’unico elemento superstite, per garantire l'autenticità e la durabilità dell'opera. La verniciatura finale avviene tramite nebulizzazione d’alcool e velatura di cera d’api, completando il processo di recupero e restituzione dell'opera alla sua funzione liturgica.

Le Sculture d’Artificio nelle Chiese dell’Alta Valle Camonica

Le “Sculture d’artificio” sono le sculture degli altari barocchi, vere e proprie esplosioni metaforiche di forme destinate a stupire ed emozionare, manifestando la straordinarietà del sacro. Questo percorso permette di riscoprire gli straordinari altari lignei sei/settecenteschi conservati nelle chiese dell'Alta Valle Camonica: autentici tesori, spesso inaspettati, di grande valore storico e artistico, documenti di viva devozione e intensa religiosità, e testimonianza dell’abilità e maestria degli antichi artigiani. Le chiese di questa regione conservano, anche nei paesi più piccoli, un patrimonio di arredi liturgici eccezionale per quantità e qualità.

La Struttura dell'Altare Barocco

L’altare sei/settecentesco costituisce un’opera d’arte totale in cui elementi architettonici, rilievi, statue, ornamenti e addobbi compongono congegni di straordinaria ricchezza materica e iconografica, declinati nelle spettacolari forme del barocco. L’altare, spesso in legno dorato finemente intagliato, è formato da un paliotto (pannello decorato anteposto al blocco della mensa), un tabernacolo con tribuna (piccola ma ricchissima architettura rialzata su gradoni, destinata a contenere ed evidenziare la custodia eucaristica) e un’ancona (monumentale cornice poggiata sulla parete di fondo del presbiterio).

Iconografia e Simbolismo

L’altare è un monumentale contenitore di immagini; paliotto, tabernacolo e ancona sono scolpiti con moltissime figure: storie intagliate, statue grandi e piccole di Dio Padre, di Cristo, di Maria e dei santi, decine di angeli e piante, frutta, fiori, uccelli, mostri, vasi, nastri, ecc. Tutte le figure, comprese quelle che decorano l’architettura, compongono articolati programmi iconografici che supportavano e guidavano la formazione e la devozione dei fedeli, celebrando nel contempo la presenza divina.

Gli Artigiani del Legno: Storia e Tradizione

Gran parte degli arredi liturgici dell’Alta Valle Camonica furono realizzati da famiglie di artisti come i Ramus: Giovanni Battista, cui sono attribuite alcune grandi ancone realizzate intorno alla metà del XVII secolo, e i suoi figli Pietro e Giovanni Domenico, che avviarono una famosa ed efficiente bottega a Mu di Edolo, paese natale del padre. Ad essi, dopo l’apprendistato nella loro bottega, si affiancò Giovanni Battista Zotti. Giovanni Giuseppe Piccini lavorò invece in modo autonomo, realizzando i bellissimi paliotti di Cedegolo e Sonico.

La tradizione di lavorazione artistica del legno si è tramandata sino ad oggi. In Alta Valle operano infatti alcuni artigiani che, applicando gli antichi procedimenti, realizzano nuove opere o intervengono, con grande accortezza e sensibilità, nel restauro dei manufatti storici.

Lavorazione e Doratura: Espressione della Presenza Divina

Gli altari lignei d’Alta Valle dimostrano una straordinaria perizia esecutiva: nella complessità degli impianti, nella qualità della minuta e fitta decorazione e nel ricchissimo repertorio di rilievi e figure. Tale ricchezza è accentuata dalla doratura che riveste le superfici, facendole brillare e conferendo loro una particolare luminosità, espressione della presenza divina. Tutte le comunità, anche le più piccole e remote, si dotarono di altari di grande qualità, senza lesinare né in lavorazione, né in dimensione, né in oro; il risultato di tale investimento, materiale e spirituale, continua a stupire per la sua bellezza e valore intrinseco.

Tesori Lignei: Esempi Nelle Chiese dell'Alta Valle Camonica

Un percorso attraverso le chiese dell'Alta Valle Camonica rivela una straordinaria collezione di altari lignei e sculture d'arte:

  • Cedegolo: Chiesa di San Girolamo - L'altare maggiore seicentesco, con monumentale tabernacolo, comprende una preziosa ancona di Pietro Ramus e uno straordinario paliotto di Giovanni Giuseppe Piccini.
  • Novelle di Sellero: Chiesa di San Giacomo - Gli altari laterali presentano belle ancone lignee e paliotti con pannello decorato mediano inquadrato da paraste scolpite.
  • Berzo Demo: Chiesa di Sant'Eusebio - Il ricchissimo altare maggiore, con ancona e tabernacolo attribuiti a Pietro e/o G. Domenico Ramus, è affiancato da porte laterali sormontate da custodie per reliquie.
  • Edolo: Chiesa di Santa Maria Nascente - La chiesa conserva tre preziosi altari laterali attribuiti a Pietro Ramus; tra questi l’altare del Presepe, che ingloba una raffinata anconetta cinquecentesca e presenta un bellissimo concertino di angioletti musicanti.
  • Vico di Edolo: Chiesa di San Fedele - La chiesa conserva, oltre alla bella ancona d’altare maggiore attribuita a G. Domenico Ramus, due anconette-reliquiario e la piccola e preziosa ancona della Madonna Nera.
  • Cortenedolo di Edolo: Chiesa di San Gregorio Magno - L’elegante ancona dell’altare maggiore è attribuita a G. Domenico Ramus; interessante è anche l’ancona dell’altare dei santi Antonio Abate e Antonio da Padova.
  • Monno: Chiesa dei Santi Pietro e Paolo - All’altare verso il popolo è applicato un prezioso paliotto ligneo attribuito a G. Battista Zotti, con scene laterali finemente intagliate.
  • Incudine: Chiesa di San Maurizio - La bellissima ancona dell’altare maggiore, firmata G. Battista Zotti e datata 1701, presenta una decorazione fitta e originale ed è un vero tripudio di angeli.
  • Vezza d'Oglio: Chiesa di San Martino - La monumentale ancona dell’altare maggiore, attribuita a G. Domenico Ramus e/o G. Battista Zotti, impressiona per dimensioni e ricchezza; include un’anconetta con statue cinquecentesca di grande raffinatezza.
  • Stadolina di Vione: Chiesa di San Giacomo - La monumentale ancona dell’altare maggiore, attribuita a G. Domenico Ramus e/o G. Battista Zotti, impressiona per dimensioni e ricchezza; include un’anconetta con statue cinquecentesca di grande raffinatezza.
  • Vione: Chiesa di San Remigio - L’imponente altare maggiore, straordinariamente ricco sia nell’architettura che nelle figure scolpite, comprende la bellissima ancona di Giuseppe Bulgarini e tribuna e paliotto di G. Domenico Ramus e Clemente Buccella.
  • Canè di Vione: Chiesa di San Gregorio - La piccola chiesa conserva un patrimonio di arredi lignei di straordinaria qualità, varietà e ricchezza che comprende, oltre all’altare maggiore, gli altari della Santa Croce e dei santi Antonio e Carlo.
  • Temù: Chiesa di San Bartolomeo - L’altare maggiore e l’altare del Rosario hanno belle ancone di G. Domenico Ramus; il prezioso tabernacolo del primo e lo straordinario paliotto del secondo sono invece attribuiti a G. Battista Zotti.
  • Lecanù di Temù: Chiesa dei Santissimi Martiri - L’altare maggiore ha una bella ancona lignea e un’interessante tribuna con tabernacolo e custodie per reliquie.
  • Pontagna di Temù: Chiesa di Santa Maria - La monumentale ed elegante ancona dell’altare maggiore, ricca di decori e statue, è opera di G. Battista Ramus.
  • Poia di Ponte di Legno: Chiesa di San Giacomo - La vivace e ricchissima ancona dell’altar maggiore, datata 1707, è attribuita a G. Domenico Ramus.
  • Precasaglio di Ponte di Legno: Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano - L’altare maggiore conserva un elegante polittico ligneo cinquecentesco e il sobrio e raffinato tabernacolo di Andrea Fantoni.
  • Ponte di Legno: Chiesa della Santissima Trinità - La monumentale ancona dell’altare maggiore è opera di G. Battista Ramus; tribuna e paliotto sono attribuiti a G. Domenico Ramus e/o G. Battista Zotti. L’insieme è di straordinaria ricchezza architettonica, decorativa e iconografica. Tra le importanti opere lignee conservate nella chiesa si ricorda il bellissimo polittico cinquecentesco con statue attribuito alla scuola di Maffeo Olivieri.

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