Percorrendo la strada provinciale che collega i comuni di Villanova e Roccaforte Mondovì, è impossibile non notare il suggestivo Santuario di Santa Lucia. L’edificio si staglia in un territorio caratterizzato da un complesso sistema carsico-ipogeo, che trova la sua massima espressione nella vicina Grotta dei Dossi, ed è situato a 100 metri dal livello stradale, letteralmente arrampicato alla roccia a strapiombo sulla via sottostante.

Struttura e architettura del complesso
Il Santuario è stato realizzato all’interno e a ridosso di una cavità naturale. La sua articolazione architettonica si suddivide in tre nuclei principali:
- La Grotta-Santuario: risalente al XV secolo, costituisce il nucleo più antico.
- L'Ospizio: un edificio costruito all'inizio del XVI secolo.
- Opera Pia Bernardi: la sezione più recente, di epoca ottocentesca.
A completare il complesso religioso si inseriscono due cappelle in stile barocco, dedicate rispettivamente alla Madonna Addolorata e allo Spirito Santo.
Storia, devozione e valore storico
La nascita del santuario è legata a un fatto miracoloso. In passato, il luogo è stato oggetto di grande venerazione e, ancora oggi, i fedeli attribuiscono all'acqua che stilla dalla grotta naturali poteri taumaturgici, in particolare per la cura degli occhi. Oltre al suo valore spirituale, il sito ha rivestito un ruolo cruciale durante la lotta partigiana: il santuario fu infatti un importante punto di accoglienza per i feriti e ospitò una tipografia clandestina gestita da Don Bruno, noto come il "prete dei ribelli".
documentario resistenza
Tutela paesaggistica e valorizzazione
L’impegno costante del comitato spontaneo e del FAI ha permesso di avviare, a partire dal 2015, l’iter per la salvaguardia dell’area. Nel gennaio 2017, la Giunta Regionale ha accolto con parere positivo la richiesta di tutela monumentale-paesaggistica per il territorio del Momburgo, che include i comuni di Roccaforte e Villanova. Questo provvedimento rappresenta un fondamentale passo avanti, volto a preservare il sito, limitare l’impatto delle attività estrattive e garantire il ripristino ambientale delle zone limitrofe occupate dalle cave.