Padre Pio da Pietrelcina: Storia di un Santo tra Mistero e Fede

San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, comunemente noto come Padre Pio, è stato un presbitero e mistico italiano appartenente all'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Nato a Pietrelcina il 25 maggio 1887 e deceduto a San Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968, nel 2002 fu proclamato santo da papa Giovanni Paolo II. La sua memoria liturgica si celebra il 23 settembre, anniversario della sua morte.

Fin dalla giovinezza, Francesco mostrò una profonda religiosità. A soli cinque anni dedicava tempo alla preghiera e alla vita spirituale, raccontando di aver avuto visioni celesti e incontri mistici con Gesù, la Vergine Maria e gli angeli. La sua devozione era profonda, salutava la Madonella vicino alla casa natale e all'età di 9 anni si faceva chiudere in chiesa dal sacrestano per pregare. A 10 anni ricevette la Prima Comunione e a 12 la Cresima. Trascorse gran parte dell'infanzia a Piana Romana, dove ancora oggi si può venerare un'antica immagine della Madonna di Montevergine.

Il desiderio di diventare sacerdote si manifestò molto presto, sollecitato dalla conoscenza di un frate del Convento di Morcone. Le pratiche per l'entrata in convento furono iniziate nella primavera del 1902, quando Francesco aveva 14 anni, ma la sua prima domanda ebbe esito negativo. La notte del 5 gennaio, l'ultima trascorsa con la famiglia, raccontò di un'altra visione in cui Dio e Maria lo incoraggiavano, assicurandogli la loro predilezione.

Concluso l'anno di noviziato, Pio emise la professione dei voti semplici (povertà, castità e obbedienza) il 22 gennaio 1904. Fu ordinato presbitero il 10 agosto 1910 nel Duomo di Benevento.

La Comparsa delle Stimmate e i Fenomeni Soprannaturali

In tale periodo gli agiografi iniziano a parlare della comparsa sulle sue mani delle stigmate. Pio ne diede comunicazione per la prima volta l'8 settembre 1911, in una lettera indirizzata al padre spirituale, raccontando che il fenomeno si ripeteva da quasi un anno e che ne aveva taciuto per la vergogna.

L'inizio del manifestarsi delle stigmate risale al 1910, quando per la sua malattia il religioso aveva avuto il permesso di lasciare il convento e vivere nella sua casa natale a Pietrelcina. Non distante dal paese, tutti i giorni dopo aver celebrato la Messa, si recava in una località detta Piana Romana, dove il fratello Michele aveva costruito per lui una capanna e dove poteva pregare e meditare all'aria aperta, cosa che giovava molto ai suoi polmoni malati. In mezzo al palmo delle mani apparve un po' di rosso, grande quanto la forma di un centesimo, accompagnato da un forte e acuto dolore, più sensibile alla mano sinistra.

Nell'agosto 1918, Padre Pio affermò di avere le prime visioni di un personaggio che lo trafiggeva con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta (transverberazione). Poco tempo dopo, in seguito a una ulteriore visione, Padre Pio affermò di aver ricevuto le stigmate. Il 20 settembre 1918, mentre pregava davanti a un crocifisso nella cappella di San Giovanni Rotondo, ricevette le stigmate, ferite negli stessi punti delle ferite di Cristo sulla croce. Queste stigmate le portò per 50 anni, dal 20 settembre 1918 al 23 settembre 1968.

Padre Pio con le stigmate visibili sulle mani

La notizia della comparsa delle stigmate fece il giro del mondo e repentinamente San Giovanni Rotondo divenne meta di pellegrinaggio da parte di persone che speravano di ottenere grazie. Il merito di alcune conversioni e guarigioni inaspettate fu attribuito dai pellegrini all'intercessione del frate presso Dio. Tra i segni miracolosi che gli vengono attribuiti troviamo anche il dono della bilocazione e della capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone.

Le Indagini sulla Soprannaturalità dei Fenomeni

La situazione divenne imbarazzante per alcuni ambienti della Chiesa cattolica, poiché il Vaticano non aveva notizie precise su quanto stesse accadendo. Un primo rapporto fu stilato dal Padre Generale dei cappuccini, il quale aveva inviato il dottor Giorgio Festa, che propese per la soprannaturalità del fenomeno. Il primo medico a studiare le stigmate di Padre Pio fu il professore Luigi Romanelli, primario dell'ospedale civile di Barletta, per ordine del padre superiore Provinciale, nei giorni 15 e 16 maggio 1919. Le lesioni che presentava alle mani erano ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, né edema, né reazione infiammatoria nei tessuti circostanti.

Due mesi dopo, il 26 luglio, arrivò a San Giovanni Rotondo il professore Amico Bignami, ordinario di patologia medica all'Università di Roma. Le sue considerazioni mediche non si discostarono da quelle del prof. Romanelli.

Nel 1920 padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e consulente del Sant'Uffizio, fu incaricato dal cardinale Merry Del Val di visitare padre Pio ed eseguire "un esame clinico delle ferite". Il Gemelli volle però esprimersi compiutamente in merito e incontrò il frate, nonostante una malcelata ritrosia di questi. Il frate rifiutò la visita adducendo che mancava l'autorizzazione scritta del Sant'Uffizio.

Come risultato di questa vicenda, il 31 maggio 1923, arrivò un decreto in cui si pronunciava la condanna esplicita. Il Sant'Uffizio dichiarava il non constat de supernaturalitate circa i fatti legati alla vita di Padre Pio, ed esortava i fedeli a non credere e a non recarsi a San Giovanni Rotondo. La formula specifica utilizzata, nel linguaggio ecclesiastico, equivale ad asserire che al momento non sono stati evidenziati elementi sufficienti ad affermare la soprannaturalità dei fenomeni e perciò non esclude che possano esserlo in futuro. Il decreto venne pubblicato dall'Osservatore Romano il 5 luglio successivo e subito ripreso dai giornali di tutto il mondo.

L'inchiesta sul frate si chiuse con l'arrivo del quinto e definitivo decreto di condanna (23 maggio 1931) con l'invito ai fedeli di non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli, ma i più fedeli sostenitori di Padre Pio non considerano il divieto di Roma vincolante.

Nel 1933 papa Pio XI revocò le restrizioni precedentemente imposte a Padre Pio. C'è però chi sostiene che, formalmente, il decreto ufficiale di sconfessione di Padre Pio non sarebbe mai stato revocato. Infatti il Sant'Uffizio non ritrattò i suoi decreti e, ufficialmente, Padre Pio continuò a essere condannato dalla Chiesa.

Documento ufficiale del Sant'Uffizio riguardante Padre Pio

La Fama e il Riconoscimento Ufficiale

Nonostante le controversie, a San Giovanni Rotondo accorrevano comunque gente comune, ma anche personaggi famosi. Nel 1938 arrivò Maria José di Savoia che volle farsi fotografare accanto a Padre Pio. Nel 1950 il numero di persone, in particolare donne, che desideravano confessarsi era talmente imponente, che venne organizzato un sistema di prenotazioni.

Papa Giovanni XXIII ordinò ulteriori indagini su Padre Pio, inviando monsignor Carlo Maccari, con l'intento di intervenire verso forme di fede popolare considerate arcaiche, nello spirito del Concilio Vaticano II. All'inizio dell'estate 1960, papa Giovanni fu informato da monsignor Pietro Parente, assessore del Sant'Uffizio, del contenuto di alcune bobine audio registrate a San Giovanni Rotondo, riguardanti rapporti intimi e scorretti del frate con alcune donne della sua cerchia.

Il dialogo tra Papa Giovanni XXIII e Monsignor Cesarano rivela il turbamento del Pontefice riguardo alle voci su Padre Pio e le sue frequentazioni femminili. Monsignor Cesarano riuscì a rassicurare il Papa, spiegando che i "baci" a cui si faceva riferimento erano manifestazioni di profonda devozione, come il baciare la mano del frate, anche a rischio di sentire un ulteriore male per via delle stigmate. Il Papa, sollevato, esclamò: "Sia lodato Dio! Che conforto che mi hai dato."

Nel 1964, il nuovo Papa Paolo VI concesse personalmente ma ufficiosamente a Padre Pio da Pietrelcina l'Indulto (reintegro) per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la Santa Messa secondo il rito di San Pio V, sebbene, dalla Quaresima del 1965, fosse in attuazione la riforma liturgica.

Le pratiche giuridiche preliminari del processo di beatificazione iniziarono un anno dopo la morte del Padre, nel 1969, ma incontrarono molti ostacoli da parte di coloro che erano stati suoi nemici dichiarati. Furono ascoltati decine di testimoni e raccolti 104 volumi di disposizioni e documenti; nel 1979 tutto il materiale fu inviato a Roma per il vaglio degli esperti del Papa.

Il 20 marzo 1983 iniziò il processo diocesano per la sua canonizzazione. Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile, fu beatificato il 2 maggio 1999 e proclamato santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da papa Giovanni Paolo II come san Pio da Pietrelcina.

Papa Giovanni Paolo II proclama santo Padre Pio

Malattie e Sfide nella Vita di Padre Pio

Fin da piccolo Francesco Forgione aveva sentito forte la vocazione allo stato religioso. Nel diario di padre Agostino da San Marco in Lamis, direttore spirituale di Padre Pio, si legge che nel 1892, quando il giovane Francesco Forgione aveva solo 5 anni, era affetto da diverse malattie. A 6 anni venne colpito da una grave enterite, che lo costrinse al letto per un lungo periodo.

Nel 1904 Pio venne inviato, con gli altri giovani che insieme a lui avevano superato l'anno di prova di noviziato, a Sant'Elia a Pianisi, in provincia di Campobasso, per iniziare il periodo di formazione. Ma quasi subito cominciò a stare male accusando inappetenza, insonnia, spossatezza, svenimenti improvvisi e terribili emicranie. Vomitava spesso e riusciva a nutrirsi soltanto con del latte. Proprio in quel periodo, insieme ai malanni fisici, cominciarono a manifestarsi fenomeni inspiegabili: di notte, nella sua stanza, si udivano rumori sospetti, a volte urli o ruggiti.

Nel giugno 1905 la salute del frate era talmente compromessa che i superiori decisero di mandarlo in un Convento di montagna, nella speranza che il cambiamento d'aria gli facesse bene. Le condizioni di salute però peggioravano, e allora i medici consigliarono di farlo tornare nel suo paese.

Negli anni giovanili padre Pio fu anche colpito da "bronchite asmatica", di cui continuò a soffrire fino alla morte. Aveva anche una calcolosi renale grave, con coliche frequenti. Un'altra malattia molto dolorosa fu una specie di gastrite cronica, che poi si trasformò in ulcera.

Nel 1915, il religioso dovette lasciare Pietrelcina per adempiere al servizio militare. Il 6 novembre fu chiamato alle armi e si presentò al distretto militare di Benevento. Il 6 dicembre fu assegnato alla decima compagnia sanità di Napoli.

Padre Pio: l'uomo, il frate, il santo. (La vera storia di Padre Pio - 26 settembre 2023)

La Guarigione e la Canonizzazione

Tra i molti miracoli che gli vengono attribuiti c'è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha portato poi all'elevazione agli altari di San Pio. In favore del bambino si sviluppò una catena di preghiere rivolte a Padre Pio, a cominciare dai genitori, devoti del frate. La madre riferì di aver avuto una visione di Padre Pio e la stessa cosa riferì Matteo una volta uscito dal coma. Contrariamente alle previsioni, il bambino cominciò a migliorare e il 25 febbraio fu dimesso.

Il decreto del 12 gennaio 2001, firmato da IOSEPHUS card. Lorscheider, attestava la sanazione rapida, perfetta, costante, senza conseguenze e scientificamente inspiegabile di un paziente. Il 20 dicembre A.D. 2001, a Roma, si confermò che il miracolo avvenne.

Le biografie riportano le testimonianze di persone che assistettero alla preparazione del corpo per la sepoltura, apprendendo che sulla salma di Padre Pio non ci sarebbe stata più alcuna traccia delle stigmate, neanche una cicatrice. Anche questo, secondo alcuni, confermerebbe la natura soprannaturale dei fenomeni.

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