Il Rocciamelone, con i suoi 3538 metri di altitudine, è una delle montagne di maggior rilievo della regione Piemonte e divide la Val di Susa dalla Val di Viù. Sulla sua vetta convergono i territori comunali di Mompantero, Novalesa e Usseglio, e proprio qui si erge il Santuario di Nostra Signora del Rocciamelone, il santuario più alto d'Europa, cuore pulsante del culto mariano valligiano e meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli.

Mompantero: Porta d'Accesso al Rocciamelone
Mompantero è una piccola cittadina le cui frazioni si snodano dal fondo della Val Cenischia su per le pendici del Rocciamelone. Il Comune amministra un territorio vasto, prevalentemente montano, che gode di un'invidiabile esposizione al sole, specialmente per le frazioni più in quota. È il punto di partenza privilegiato per le escursioni sulla montagna, la cui strada principale di accesso carrabile si inerpica fino alla frazione Trucco, da dove si può proseguire a piedi.
Il Santuario di Mompantero Frazione Pietrastretta
Uno degli edifici che colpiscono maggiormente i visitatori nel comune di Mompantero è il santuario della Madonna del Rocciamelone, situato nella frazione Pietrastretta. Questa moderna struttura, costruita tra il 1957 e il 1961 e inaugurata in quest'ultimo anno, è realizzata in cemento, legno e pietra, con un caratteristico tetto a capanna che raggiunge il piano terra. Il campanile è posizionato nella parte posteriore dell'abside, caratterizzata da ampie vetrate che offrono una vista suggestiva sulle pendici del Rocciamelone. Al suo interno è ospitato uno splendido organo a 700 canne, tutt'oggi regolarmente utilizzato.
Questo santuario rappresenta anche un punto di riferimento per la salita a piedi al monte: il sentiero si dipana dal lato dell'edificio, passando sopra un acquedotto e proseguendo verso la frazione Seghino, dove incrocia la strada proveniente da Urbiano.
Il Santuario di Vetta: Storia e Significato
Il nome "Rocciamelone" ha origini celtiche, derivando da "Roc Maol" dove "Maol" significa sommità, un'attribuzione non casuale. Nel Medioevo, quando le misurazioni altimetriche erano ancora poco diffuse, era considerata la vetta più alta delle Alpi per la sua imponente parete rocciosa di oltre 3000 metri e la sua caratteristica forma conica, visibile da lontano lungo la frequentatissima Via Francigena. Alcuni studiosi suggeriscono che l'origine del termine "Rocciamelone" possa avere affinità con il termine celtico "molek", riferito a sacrifici umani, testimoniando la sacralità e l'importanza attribuita a questa montagna fin dall'antichità.

La Leggenda di Bonifacio Rotario e la Nascita del Culto
L'idea di erigere un luogo di culto sulla vetta del Rocciamelone, che domina la Val di Susa, è molto antica, risalente addirittura al XIV secolo. La storia più celebre è legata al crociato Bonifacio Rotario d'Asti. Per sfuggire alla prigionia turca al ritorno dai combattimenti in Terra Santa, Bonifacio fece voto di portare un'immagine della Vergine Maria sulla "cima più alta delle Alpi". Mantenendo la sua promessa, raggiunse la vetta del Rocciamelone nel 1358, portando con sé un trittico della Vergine. Questa immagine rimase sulla cima per oltre 300 anni, prima di essere trasportata nella Cattedrale di Susa, dove oggi è custodita a San Giusto.
Durante la sua ascesa, Bonifacio Rotario diede origine anche a quella che è considerata la prima struttura di accoglienza alpina della storia, una sorta di ricovero per i pellegrini. Questa primitiva costruzione si è poi trasformata nell'attuale Rifugio Ca' d'Asti, che porta il nome del suo primo costruttore.
L'esigenza di un riparo era fondamentale per chi raggiungeva la vetta, poiché l'ascesa nel Medioevo era estremamente lunga e impegnativa, con un dislivello di circa 3000 metri partendo da poco sopra l'abitato di Susa. Nel 1798, nei pressi dell'attuale Rifugio Ca' d'Asti, fu edificata una cappella che fungeva anche da ricovero.
La Statua della Madonna e il Santuario Moderno
L'idea di costruire un'imponente statua della Madonna nacque nel 1895. Il progetto, realizzato dallo scultore torinese A.G. Stuardi e dalle Officine Strada di Milano, fu finanziato grazie a una sottoscrizione di 130.000 bambini di tutta Italia, che donarono una moneta di due soldi ciascuno per la sua realizzazione. Così, nel 1899, su iniziativa di un prete di Susa, fu eretta sulla vetta una statua della Madonna alta più di tre metri. La statua, dal peso complessivo di 650 kg, fu divisa in otto pezzi e trasportata in vetta dal 4° Reggimento Alpini. Ancora oggi, essa domina la Val di Susa dalla cima del Rocciamelone, accanto a una raffigurazione di Vittorio Emanuele Secondo. L'inaugurazione avvenne il 28 agosto, con la partecipazione di ben 2000 pellegrini giunti sulla vetta.
Le opere di costruzione proseguirono con la realizzazione di una cappella/rifugio, destinata a ospitare un sacerdote e i pellegrini. Questa struttura fu inaugurata il 12 agosto 1923 da Mons.
Ascensione al Rocciamelone: Percorsi e Informazioni Pratiche
Raggiungere la cima del Rocciamelone, pur non richiedendo doti alpinistiche particolari, non è un'impresa da sottovalutare. La vetta è molto ambita e frequentata da escursionisti, ma richiede una preparazione fisica adeguata e attenzione, soprattutto nell'ultimo tratto.
La Via Normale da Mompantero
La "via normale", classificata come E/EE (escursionisti esperti), ha come punto di partenza il Rifugio La Riposa, situato a quota 2205 metri nel comune di Mompantero, in Val di Susa. Per raggiungere la cima da qui, è necessario affrontare un dislivello di circa 1400 metri distribuiti su appena 4,8 km. Sebbene non presenti punti particolarmente difficili, richiede attenzione perché l'ultimo tratto è esposto, stretto e attrezzato con corde.
Partendo dal Rifugio La Riposa, un sentiero sale tra prati e pascoli, portando al Rifugio Ca' d'Asti, posto a quota 2854 metri. Questo rifugio, risalente al 1358, è considerato il più antico rifugio alpino d'Italia. Da qui, il percorso prosegue con un sentiero non largo, che impone una salita in fila indiana, particolarmente impegnativa nell'ultimo tratto, dove la pendenza è molto marcata e l'altitudine si fa sentire. Dalla cresta, dove la pendenza è meno marcata per un breve tratto, inizia la parte più faticosa dell'escursione. La salita dal Rifugio Ca' d'Asti alla cima richiede circa 1 ora e 45 minuti.
La Via dalla Valle di Viù
Un'alternativa è la "Via dalla Valle di Viù", di livello Alpinistico Facile, con partenza dal Lago di Malciaussia (1805 metri), nel comune di Usseglio.
ROCCIAMELONE 3538 m - Via Normale da La Riposa, Val di Susa
Patrimonio Storico, Artistico e Naturale del Territorio
Le pendici del Rocciamelone e il territorio di Mompantero custodiscono un ricco patrimonio storico e naturalistico che testimonia una frequentazione umana sin dall'epoca preistorica.
Testimonianze Antiche
La presenza di numerose incisioni rupestri tra i boschi e gli affioramenti rocciosi lungo i sentieri che solcano il Rocciamelone suggerisce un'antropizzazione del territorio già nella seconda metà del I millennio a.C. Tra le località Ecova e Chiamberlando sono rinvenibili incisioni e iscrizioni risalenti al periodo compreso tra l'età del Bronzo e il II secolo. Di primaria importanza a livello regionale è il patrimonio rupestre costituito da petroglifi, situato tra le località di Costa Seppa, Rocca del Chiodo e Chiamberlando.
Nel passato, Urbiano, citato nel testamento di fondazione della Novalesa di Abbone nel 739 come "Orbanum", fu il borgo principale e un quartiere di Susa. Sulla riva del rio Ganduglia, ad Urbiano, sono ancora visibili i resti di una struttura monumentale ad archi che la tradizione locale identifica come un acquedotto romano, tutt'oggi in funzione per l'irrigazione della zona.
Arte e Devozione Popolare
Lungo le strade di Mompantero si incontrano numerosi piloni votivi e cappelle, molti dei quali risalenti al XVII secolo. Tra le borgate che si ergono sulle pendici del monte, è rinvenibile un ricco patrimonio artistico-religioso costituito da piloni, affreschi e cappelle votive, databili tra il XV e il XVII secolo. Tra i luoghi di culto, particolare importanza va riconosciuta alla Cappella della Braida, con i suoi pregevoli affreschi seicenteschi, e alla Cappella del Castagneretto, una minuscola chiesa affrescata che necessita di un urgente intervento di restauro a seguito dell'incendio che ha colpito la borgata in cui è situata.
Il Rocciamelone nella Storia Recente
Oltre alla storia e alle tradizioni più antiche, sul Rocciamelone sono state scritte pagine importanti della Resistenza al nazifascismo. La più celebre si deve all'opera e al sacrificio prestati dai partigiani della IV Divisione "Stellina", guidata dal Comandante "Aldo Laghi", Giulio Bolaffi, le cui gesta sono narrate attraverso la documentazione conservata nel Museo comunale della Resistenza.
Biodiversità e Protezione Ambientale
La xerotermia della zona, un particolare microclima caldo e secco, è stata determinante per lo sviluppo di una flora e fauna peculiari, creando un patrimonio naturalistico di pregio. Questo ambiente unico è oggi protetto dalla presenza di due Siti di Interesse Comunitario (SIC), garantendo la salvaguardia della biodiversità locale.
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