La Confessione: il cuore della Basilica di San Pietro

La Confessione rappresenta lo spazio sacro situato sotto la cupola della Basilica di San Pietro, un luogo che segnala la tomba dell'apostolo. Il termine, di origine latina, esprime l'affermazione di una verità fino alla morte: quando un martire versa il proprio sangue per Cristo, egli "confessa" la sua fede con un atto di suprema testimonianza. Questo luogo evoca il martirio di Pietro sul colle vaticano, avvenuto durante le persecuzioni di Nerone.

Schema architettonico della Confessione nella Basilica di San Pietro con indicazione della tomba dell'apostolo

Architettura e struttura della Confessione

Si accede alla Confessione tramite una doppia rampa di 16 gradini per lato. L'esedra è definita da 74 balaustrini di broccatello, alternati a 24 piccoli pilastri impreziositi da specchiature in alabastro orientale e marmi bianchi e neri. Rivestita interamente di marmi policromi, costituisce architettonicamente la più importante opera in commesso di pietre dure realizzata a Roma nel Seicento. Il progetto fu incaricato da Paolo V Borghese all'architetto Carlo Maderno, che concluse i lavori nel 1618.

L'ambiente è oggi illuminato da 89 fiammelle perenni inserite in eleganti cornucopie bronzee dorate, disegnate da Mattia de' Rossi. Il complesso è chiuso da un cancello alto 2,40 metri, disegnato da Nicolas Cordier nel 1604 e completato da Onorio Fanelli.

Foto dettagliata dell'esedra della Confessione e delle cornucopie bronzee

La Nicchia dei Pallii e il mosaico del IX secolo

In fondo all'esedra si trova una piccola abside nota come "Nicchia dei Pallii". Questa denominazione deriva dalla consuetudine di conservare al suo interno un'urna di bronzo, dono di Benedetto XIV Lambertini, contenente i pallii: fasce di lana bianca lavorate con croci in seta nera, benedette ogni 21 gennaio. La nicchia corrisponde all'edicola eretta nel II secolo sulla sepoltura di Pietro, un elemento rimasto sostanzialmente intatto nei secoli.

Al centro della nicchia si trova un prezioso mosaico del IX secolo, risalente probabilmente al tempo di Leone IV, raffigurante il Cristo Benedicente che regge un libro aperto con l'iscrizione:

EGO SUM VIA, VERITAS ET VITA: QUI CREDIT IN ME VIVET

Raffigurazioni pittoriche e storiche

Nel sottarco che sovrasta la nicchia sono raffigurati tre episodi storici legati alla tomba dell'apostolo, realizzati dal pittore Giovan Battista Ricci da Novara nel 1615. Le scene rappresentano:

  • Paolo V in preghiera con i cardinali alla Confessione;
  • Sant'Anacleto papa che erige la memoria sulla tomba di Pietro;
  • San Silvestro papa che consacra l'altare marmoreo (scena di pura invenzione, poiché l'altare non esisteva ancora all'epoca del pontefice).

documentario sulla Basilica di San Pietro in Vaticano

Elemento Datazione Autore / Committente
Progetto architettonico 1615-1618 Carlo Maderno / Paolo V
Cancello 1604-1617 Nicolas Cordier / Orazio Censore
Mosaico del Cristo IX secolo Restaurato da G. Pennacchini (1683)

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