Il "Missus est" nel Friuli: Tradizione, Musica e Nuove Nomine Episcopali

L’arcivescovo monsignor Riccardo Lamba ha annunciato significative novità all'interno della struttura diocesana, nominando due nuovi parroci per otto parrocchie e due vicari parrocchiali per ulteriori undici comunità. Queste nuove assegnazioni, rese note tra il 9 e l'11 novembre alle Collaborazioni pastorali interessate, diventeranno effettive in date da definirsi.

Nomine Parrocchiali e Pastorali

Don Cyriacus Maduawuchukwu Elelleh assumerà il ruolo di parroco a Varmo, Belgrado, Canussio, Gradiscutta, Romans di Varmo e Roveredo di Varmo. Questa nomina segue la recente scomparsa del precedente parroco, don Franco Del Nin. L'amministrazione temporanea di queste sei parrocchie è affidata a don Maurizio Zenarola.

Don Valentino Martin sarà parroco in solidum nelle comunità di Trivignano Udinese e Clauiano, parte della Collaborazione pastorale di Palmanova. Il ruolo di parroco moderatore, con responsabilità legale per queste due comunità, sarà ricoperto da monsignor Paolo Brida.

Don Gordian Ibeto Chukwumaeze è stato nominato vicario parrocchiale a Torreano e Prestento. Questa nomina si rende necessaria a seguito del trasferimento dell'attuale vicario, don Cyriacus Maduawuchukwu Elelleh, ad altro incarico. Monsignor Livio Carlino manterrà il suo ruolo di parroco delle due parrocchie.

Don Christian Marchica sarà vicario parrocchiale nelle nove comunità della Collaborazione pastorale di Mortegliano, che include anche Chiasiellis, Lavariano, Lestizza, Galleriano, Nespoledo, Santa Maria di Sclaunicco, Sclaunicco e Villacaccia. Don Marchica lascerà le comunità della Collaborazione pastorale di Rivignano, dove operava come collaboratore pastorale, ma manterrà temporaneamente i suoi altri incarichi: vice-direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, Responsabile del Servizio diocesano di Pastorale universitaria, Assistente del Gruppo scout Udine 1 FSE e Responsabile della Pastorale giovanile del Vicariato urbano.

Foto dell'arcivescovo Riccardo Lamba durante una cerimonia religiosa

Le Origini e la Tradizione del "Missus est"

La tradizione liturgica del "Missus est", profondamente radicata nella spiritualità dei fedeli friulani, presenta origini non ancora definite con assoluta certezza. Agli inizi del Novecento, gli studiosi don Ivan Trinko e don Giuseppe Vale hanno evidenziato una matrice aquileiese, pur senza fornire argomentazioni conclusive.

Nel Medioevo, era consuetudine mettere in scena narrazioni bibliche sui sagrati delle chiese per illustrare gli eventi salvifici. Nel 1596, l'abolizione del rito patriarchino portò alla proibizione di numerose sacre rappresentazioni che avevano nutrito l'immaginario dei fedeli. Secondo don Vale, il canto del Vangelo, con formule specifiche per il dialogo tra il cronista, l'angelo e la Vergine, fu recuperato nella novena del Natale istituita dal patriarca Francesco Barbaro negli stessi anni.

Illustrazione medievale di una sacra rappresentazione sul sagrato di una chiesa

Evoluzione Musicale del "Missus est"

Le intonazioni del "Missus" in uso nei secoli XVI, XVII e XVIII non sono documentate. A partire dalla fine del Settecento, compositori locali di rilievo si dedicarono alla creazione di brani musicali ispirati alla pericope evangelica del "Missus". Secondo don Vale, il primo compositore di un "Missus" fu Giovanni Battista Tomadini, sebbene nessuna sua opera in tal senso sia attualmente censita. Un primato cronologico potrebbe spettare al "Missus" di Domenico Carminati, datato "Venzone 1800", che fu maestro di cappella a Palmanova. Tra gli altri compositori si annoverano Giovanni Battista Candotti, Jacopo Tomadini, Vittorio Franz (autore di cinque "Missus"), Raffaele Tomadini, Giovanni Battista Cossetti, Carlo Rieppi, Antonio Foraboschi e molti altri.

Tra le composizioni di particolare successo, va segnalato il "Missus" op. XXX.

Anche nelle Valli del Natisone la tradizione della Novena è molto radicata, sebbene non includa il canto del "Missus". La "Devetica Božična" rappresenta una tradizione liturgica distinta, ma molto sentita dalla comunità locale.

Il "Missus" come Espressione di Spiritualità e Vigilianza

Il "Missus" preannuncia l'avvento delle festività natalizie e ripropone annualmente il prodigioso evento dell'incarnazione. Nonostante alcune voci abbiano tentato di sostituirlo con espedienti moderni, la sua forza spirituale rimane intatta.

Una cospicua raccolta di melodie di tradizione orale, raccolte tra Friuli, Carnia e Cadore, testimonia l'uso consolidato del "Missus". Alcune di queste melodie sono ancora eseguite da cantori e fedeli, mentre altre sono state registrate e trascritte.

A partire dal Settecento, importanti compositori come Tomadini, Candotti, Franz, Foraboschi, Perosa e Sivilotti hanno musicato il "Missus".

La persistenza del "Missus" è legata a diversi fattori. Innanzitutto, in un Avvento sempre più frenetico, esso favorisce la dimensione della vigilanza orante. La contemplazione quotidiana del dono di Dio, attraverso un canto che viene ricevuto come sempre nuovo, libera dalla illusione che la sola gestione delle proprie strutture possa garantire la salvezza della storia.

In secondo luogo, la celebrazione del "Missus" ha la capacità di rallentare il tempo, riproponendo per nove sere la stessa pagina e lo stesso canto. Questo ritmo ripetitivo contrasta la corsa verso il concetto e stimola l'emozione, imprimendo nel corpo e nel cuore un'esperienza profonda. La ripetuta memoria dell'Annunciazione sollecita l'assemblea a tornare a quell'evento, rivivendo l'atteggiamento di Maria di Nazareth. Il "Missus" invita a rispecchiarsi nel dono di Dio, antico e sempre nuovo, per ritrovare slancio nel presente.

Illustrazione dell'Annunciazione di Pomponio Amalteo

Il Messaggio dell'Arcivescovo per il Santo Natale

L'arcivescovo monsignor Riccardo Lamba, nel suo messaggio per il Santo Natale, invita la Chiesa Udinese ad accogliere i "piccoli semi di speranza" ricevuti e offerti, per incontrare il Salvatore e rendere la vita un riflesso della Sua Luce. Questo invito giunge a conclusione dell'Anno Santo della Speranza.

Le celebrazioni nelle parrocchie e la preghiera nelle famiglie scandiscono il cammino verso la nascita di Gesù. Nelle comunità friulane, questo ultimo tratto di Avvento è accompagnato dalla Novena del Natale con il tradizionale canto del "Missus".

L'Arcivescovo ha in programma diversi appuntamenti, tra cui incontri con giovani, studenti, docenti e realtà caritative che si occupano di bisognosi. Ha presieduto una Messa nell'ospedale di Udine, con l'inaugurazione del reparto di Neonatologia, e si è recato a Palmanova per l'inaugurazione del nuovo Centro diurno collegato al Centro di salute mentale. Ha celebrato l'Eucaristia presso l'ospedale di San Daniele e, alla vigilia di Natale, ha visitato le persone recluse e il personale delle carceri. La notte della vigilia ha presieduto il pontificale in Cattedrale, e il giorno di Natale ha partecipato alla solenne S. Messa. Il 31 dicembre ha presieduto la S. Messa in Cattedrale con il canto del Te Deum.

La "Cjaminade di Preiere pa Pâs"

In serata, l'Arcivescovo si è recato a Zuglio per partecipare alla 44ª "Cjaminade di preiere pa pâs", quest'anno incentrata sul tema "La pace sia con voi. Verso una pace "disarmata e disarmante"". L'evento, guidato da don Federico Grosso, direttore dell'Istituto di Scienze Religiose, è iniziato alle 21:30 dalla chiesa parrocchiale di Zuglio per culminare nella chiesetta della Madonna delle Grazie. Alle 23, monsignor Lamba ha presieduto la S. Messa.

La Novena del Natale e il "Missus" a Udine e nel Friuli

Il 1° gennaio, Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, l'Arcivescovo ha presieduto la S. Messa.

La pieve di Santa Maria in Castello a Udine ha ospitato, il 15 dicembre, la prima celebrazione della Novena di Natale dopo i lavori di restauro. La celebrazione, iniziata alle 19, è stata presieduta dall'arcivescovo monsignor Riccardo Lamba, con l'esecuzione del "Missus" di Jacopo Tomadini da parte della Cappella musicale della Cattedrale di Udine.

La tradizione del canto del "Missus", iniziata sul colle del castello di Udine, si estende a tutto il Friuli. Per nove giorni, dal 15 dicembre fino all'antivigilia di Natale, l'intero Friuli contempla l'evento dell'incarnazione di Gesù attraverso il canto.

"Le origini della tradizione liturgica del Missus non sono state mai definite con assoluta certezza," spiega monsignor Loris Della Pietra, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano. "Le origini del canto dell’Annunciazione nella novena prenatalizia friulana potrebbero infatti essere illuminate da alcuni indizi offerti dal Codex Rehdigeranus, un documento liturgico di area aquileiese del VI secolo".

La tradizione medievale di rappresentazioni viventi delle narrazioni bibliche sui sagrati delle chiese, utilizzate per la catechesi, ha contribuito allo sviluppo di queste tradizioni. Testimonianze dello "Zu del agnul e de Maria", ricordato nei registri dei camerari gemonesi, indicano una drammatizzazione dell'Annunciazione attraverso figuranti. Con l'abolizione del rito patriarchino alla fine del Cinquecento, le sacre rappresentazioni cessarono, ma il canto dell'Annunciazione fu recuperato nella Novena di Natale istituita dal patriarca Francesco Barbaro.

Confronto tra i Compositori e Tradizioni Locali

La tradizione del canto del "Missus" prosegue, nonostante le sfide del contesto storico attuale. Le melodie e la forma dialogata a tre voci (angelo, Maria, narratore) contribuiscono all'efficacia di questa forma di preghiera. Le vivaci note di Giovanni Battista Candotti rendono la narrazione allegra, ma altri compositori hanno ugualmente messo in musica il brano dell'Annunciazione, tra cui Jacopo Tomadini, Vittorio Franz, Raffaele Tomadini, Giovanni Battista Cossetti, Carlo Rieppi e Antonio Foraboschi.

In Carnia, sopravvivono numerosi esempi di esecuzione con melodie patriarchine. Nelle Valli del Natisone, invece, la Novena del Natale non prevede il canto del "Missus".

L'editoriale di don Loris Della Pietra, pubblicato su «La Vita Cattolica» del 14 dicembre 2022, sottolinea come il Natale venga spesso vissuto in modo superficiale, focalizzato su luci, acquisti e celebrazioni mondane. Il vero significato del Natale risiede nella fragilità del Bambino Gesù, simbolo dell'amore di Dio che entra nella nostra storia, nelle nostre ferite e nelle nostre gioie quotidiane. Il vero Natale è una luce interiore che spinge all'apertura verso gli altri, alla riconciliazione e al sostegno di chi è solo o in difficoltà.

Il Natale rafforza il senso di comunità attraverso celebrazioni, gesti di carità e preghiere condivise. Non si tratta di rinnegare le tradizioni, ma di riportarle al loro significato autentico. Il Natale di oggi rischia di distogliere lo sguardo verso l'esterno, mentre il vero Natale invita a guardare verso l'alto e verso l'interno, a un ritorno alla sorgente.

Calendario degli Appuntamenti Arcivescovili

Il 15 dicembre, inizio della Novena del Natale, monsignor Lamba ha celebrato la Messa in Cattedrale a Udine alle 19, seguita dal canto del "Missus". Il 16 dicembre, appuntamento in Carnia, nella chiesa di Sant'Ulderico a Sutrio, con Messa alle 18. Il 17 dicembre, celebrazione con i sacerdoti ospiti della Fraternità sacerdotale di Udine alle 18:15. Il 18 dicembre, monsignor Lamba ha celebrato la Novena a Martignacco alle 19. Il 21 dicembre, il Santuario della Madonna Missionaria a Tricesimo ha ospitato la celebrazione del "Missus" presieduta dall'Arcivescovo, contestualmente alla Messa delle 18. Il 22 dicembre, la Cattedrale di Udine ha nuovamente ospitato la celebrazione alle 19. Il 23 dicembre, monsignor Lamba ha presieduto la Novena a Martignacco alle 19.

Diffusione e Variazioni della Tradizione

Il patriarca di Aquileia Francesco Barbaro, alla fine del Cinquecento, formalizzò la drammatizzazione dell'Annunciazione, una prassi sopravvissuta all'abolizione del rito patriarchino. Attraverso figuranti che rappresentavano un narratore, Maria e l'angelo Gabriele, questa usanza si diffuse dal Patriarcato aquileiese. Tuttavia, non in tutte le zone, come in alcune aree della Slavia friulana, il "Missus" viene ancora cantato.

La produzione musicale legata al "Missus" è in gran parte friulana. Giovanni Battista Tomadini è considerato il primo compositore di un "Missus", nonostante l'assenza di opere censite. Nello stesso periodo, alla fine del Settecento, fu composta la versione di Domenico Carminati. Altri compositori degni di nota includono Jacopo Tomadini, Vittorio Franz (autore di cinque versioni), Raffaele Tomadini, Giovanni Battista Cossetti, Carlo Rieppi e Antonio Foraboschi. Il "Missus" di Giovanni Battista Candotti è particolarmente apprezzato per il suo successo e la sua esecuzione diffusa.

La Comunità di San Paolino d'Aquileia

Dal 19 maggio 1963, la parrocchia di viale Trieste è dedicata al patriarca Paolino II d'Aquileia (730-802), figura di spicco politica e culturale. Sotto la guida del parroco don Antonio Raddi, la comunità di San Paolino, attraverso il Centro studi Luigi Sturzo, ha organizzato celebrazioni e un ciclo di conferenze su temi quali l'enciclica "Caritas in veritate", la famiglia e il lavoro. Le conferenze si sono tenute nella sala convegni di via Treppo, seguite da un concerto con musiche composte da Paolino stesso.

Paolino, nato a Premariacco nel 740, fu chiamato da Carlo Magno ad Aquisgrana, dove contribuì all'integrazione culturale. Nel 787, Carlo Magno gli affidò la cattedra di Aquileia. Paolino trasferì la sede del Patriarcato a Cividale, ponendo le basi per una convivenza pacifica tra latini, slavi e germanici.

Il primo parroco della comunità di San Paolino fu don Ugo Modotti, nominato nel dicembre 1962. Le funzioni si svolsero inizialmente in una cappella provvisoria, benedetta il 12 maggio 1963. La chiesa attuale, con pianta esagonale e progetto dell'architetto Giovanni Dal Bo, fu consacrata il 27 aprile 1974. La chiesa ospita opere d'arte significative, tra cui l'altare di Toni Menossi, il tabernacolo di Luciano Del Zotto, il crocefisso di Fred Pittino e l'organo della ditta Franz Zanin.

Il 7 giugno 1981, fu celebrato un Te Deum di ringraziamento per aver saldato tutti i debiti contratti per la costruzione della chiesa.

Il comitato promotore delle manifestazioni del cinquantenario di San Paolino, coordinato da Armando Coletto e supportato dalla figlia Antonella, include Daniela Vidoni, che presiede il Centro internazionale di studi Luigi Sturzo. Questo centro ha giocato un ruolo fondamentale nell'organizzazione del ciclo di convegni sulla dottrina sociale della Chiesa.

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