La presenza missionaria in Madagascar rappresenta una pagina di storia caratterizzata da un impegno profondo, volto al riscatto sociale, all'assistenza sanitaria e all'istruzione delle popolazioni più fragili. Questo percorso, tuttavia, è stato segnato nel tempo da lutti e sacrifici estremi, che testimoniano la dedizione di religiosi e laici impegnati sul campo.

Il recente lutto della Diocesi di Reggio Emilia
Nel dicembre 2022, un tragico incidente stradale ha colpito duramente la missione di Ampasimanjeva, profondamente legata alla diocesi di Reggio Emilia. Cinque persone, impegnate in attività umanitarie, hanno perso la vita mentre rientravano da un pellegrinaggio a Vohipeno.
Le vittime del sinistro sono state:
- Dottor Randriatioana Raoelina Martin, direttore dell’ospedale Fondation Médicale d’Ampasimanjeva;
- Dottoressa Nivo, sua moglie;
- Don Didier Razafinjatovo, Fratello della Carità;
- Suor Justine Lalao e Suor Marie Louise, Carmelitane Minori della Carità.
L'incidente ha lasciato feriti gravemente anche altri membri della missione, tra cui suor Marie Odette e i novizi Fidson ed Herschel. Questo tragico evento ha scosso la comunità reggiana, che da tempo sostiene il progetto “Ero malato…”, finalizzato a rendere la sanità accessibile nel basso Farahony.

L'impegno storico dei missionari italiani
La storia della missione italiana in Madagascar è costellata di figure che hanno dedicato decenni della propria vita a sostegno dei più poveri. Tra i casi di cronaca che hanno segnato la memoria collettiva figura quello di Padre Sergio Sorgon, missionario carmelitano ucciso in circostanze misteriose il 7 gennaio 1985, dopo sedici anni di instancabile lavoro nel campo dell'istruzione e dell'assistenza sociale.
Allo stesso modo, la memoria di Padre Giuseppe Moretto, ucciso nel 1985 in Angola mentre soccorreva dei confratelli, si inserisce in una più ampia testimonianza di dedizione che ha visto molti religiosi operare in condizioni di estrema precarietà. Anche la pandemia di Covid-19 ha richiesto un tributo altissimo: nel luglio 2021, ad Antananarivo, sono venuti a mancare Padre Albano Passarotto, missionario vincenziano attivo per 56 anni, e Don Luigi Piotto, dell’Opera Don Orione, entrambi punti di riferimento per la formazione scolastica e l'assistenza all'infanzia.
Progetti di sviluppo e riscatto sociale
L'opera dei missionari non si è limitata all'ambito strettamente religioso. Congregazioni come i Padri Dehoniani hanno promosso, fin dal loro arrivo, iniziative di sviluppo concreto:
- Formazione professionale: Scuole di falegnameria e laboratori di taglio e cucito per offrire un mestiere ai giovani.
- Istruzione superiore: L'ambizioso progetto di fondazione di un Ateneo universitario per permettere ai figli dei più poveri di accedere alla cultura.
- Centri sociali: Strutture dedicate alla cura della salute mentale, al doposcuola e all'assistenza per le famiglie rurali.

La testimonianza di chi, come i missionari trinitari o i volontari laici, ha vissuto nelle foreste e nelle zone più remote del Paese, racconta di una solidarietà profonda. Nonostante le difficoltà politiche, la corruzione e la povertà estrema che affliggono il Madagascar, il lavoro dei missionari rimane un pilastro fondamentale per la dignità delle persone, trasformando la fede in un'azione quotidiana di cura e vicinanza verso gli ultimi.
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