Introduzione: Santarém, Culla di un Miracolo
Santarém, una pittoresca cittadina del Portogallo situata tra Lisbona e Fatima, è nota per essere la patria di sant’Irene e San Ferdinando re. È anche il luogo di uno dei miracoli eucaristici più celebri e documentati della storia della Chiesa, considerato, insieme a quello di Lanciano, tra i più importanti. Numerosi studi e analisi canoniche sono stati condotti al riguardo.
La data esatta del miracolo rimane incerta a causa della distruzione dei documenti originali e delle numerose testimonianze che riportano date diverse: 1266, 1247 o persino 1346. Queste differenze sono talvolta attribuite al fatto che a Santarém si verificarono non uno, ma due miracoli distinti, e che dalla Particola il sangue vivo sia sgorgato più volte nel corso dei secoli, apparendo come tessuto emorragico fresco o secco e indurito.
Il Primo Miracolo: Sangue dal Velo
Il Dramma della Donna e la Richiesta della Fattucchiera
Correvano gli anni tra il 1225 e il 1266, quando a Santarém viveva una povera donna il cui marito la maltrattava e le era infedele, avendo intrapreso un'altra relazione. Stanca di soffrire e nel disperato tentativo di riconquistare il suo amore e la sua fedeltà, la donna si rivolse a una strega del villaggio. La fattucchiera le promise un potente filtro d’amore che avrebbe restituito al marito la passione originaria, ma richiese come ingrediente indispensabile una Particola consacrata.

Il Sacrilegio e il Sangue Miracoloso
Nonostante la consapevolezza del sacrilegio, la giovane donna assecondò la richiesta. Recatasi nella sua parrocchia, la Chiesa di Santo Stefano (Igreja de Santo Estêvão), dopo aver ricevuto l'Eucaristia, non la consumò ma con estrema cautela la tolse dalla bocca e la avvolse furtivamente nell'angolo del fazzoletto che portava sul capo. Uscì rapidamente dalla chiesa, dirigendosi velocemente verso la casa della maga.
Tuttavia, senza che lei se ne accorgesse, dal velo cominciò a sgorgare sangue. Vistose gocce di sangue segnavano il suo cammino, e diverse persone, notando il fenomeno, la fermarono chiedendole se si fosse ferita. Confusa ed estremamente spaventata, la donna capì all'istante l'origine del sangue. Col fiato in gola, corse a casa e nascose rapidamente l'Ostia Miracolosa, ancora avvolta nel fazzoletto, nel fondo di un baule di cedro dove conservava le sue cose personali.

La Rivelazione Notturna e l'Adorazione
Passò il giorno e, a sera, il marito rincasò. Dopo aver cenato, i due si coricarono come al solito. Improvvisamente, nel cuore della notte, furono svegliati da un bagliore di luce che palpitava nella stanza e proveniva proprio dal baule della donna. Misteriosi raggi di luce emanavano dalla cassa, facendo risplendere tutta la casa.
A quel punto, la donna non poté più tacere e fu costretta a confessare al marito il suo grande peccato. Il marito rimase attonito a guardare l'Ostia luminosa e sanguinante. I due trascorsero il resto della notte inginocchiati in silenziosa e commossa adorazione e riparazione davanti all'Ostia Miracolosa, godendo anche - almeno così si tramanda - di una visione di angeli che adoravano il prodigio.

La Processione e la Conservazione Iniziale
Non appena sorse il giorno, i due sposi corsero ad avvertire il parroco, che si recò immediatamente a casa loro per recuperare l'Ostia. La notizia del miracolo si diffuse rapidamente e molta gente accorse prontamente a contemplare il prodigio. L'Ostia fu riportata nella Chiesa di Santo Stefano con una solenne processione, accompagnata da molti religiosi e laici. Il parroco la ripose in un reliquiario di cera d’api, e la sanguinazione continuò ininterrottamente per tre giorni consecutivi.
Il Secondo Miracolo: L'Ampolla di Cristallo del 1340
Alcuni anni dopo il primo evento, precisamente attorno al 1340, si verificò un secondo prodigio. Aprendo il tabernacolo per esporre l'Ostia all'adorazione dei fedeli, come era consuetudine, il sacerdote trovò la cera che custodiva la Particola fatta in pezzi e liquefatta. Con stupore, scoprì che la Sacra Particola si trovava racchiusa in un'ampolla di cristallo a collo stretto, apparsa miracolosamente ed ermeticamente chiusa.
Nella teca di cristallo è ancora oggi ben visibile il sangue, mescolato a residui di cera. Questo contenitore in vetro, che sostituì la cera d'api (sebbene la cera fosse un materiale altamente evocativo, che rimanda al cero pasquale, non era adatta a custodire del sangue vivo), testimonia da un lato il ripetersi del prodigio e dall'altro la verità del detto biblico: «chi custodisce le cose sante sarà da esse santificato». Infatti, quando l'uomo si prende cura del sacro e circonda la sua vita del senso della Presenza di Dio, la Presenza di Dio - il sacro - santifica la sua vita.

Il Santuario e la Venerazione Continua
La Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano è attualmente conosciuta come il Santuario del Santissimo Miracolo (Santuário do Santíssimo Milagre). L'indirizzo è: Santuário do Santíssimo Milagre, Escadinhas do Milagre, n.º6, Santarém. La Sacra Particola è oggi conservata in un trono Eucaristico del XVIII secolo, sull'altare maggiore, accanto a un reliquiario maggiore del 1782.
Nel corso dei secoli, l'Ostia ha continuato a emettere sangue e in essa sono apparse varie immagini di Nostro Signore Gesù Cristo. Numerosi sono gli echi documentali che testimoniano questi eventi, tra cui il caso della Regina Santa Isabella, che, passando per Santarém in viaggio verso Coimbra per pacificare le discordie tra suo marito D. Dinis e suo figlio D. Afonso, non mancò di visitare il luogo del miracolo. Anche D. Afonso VI, il 25 gennaio 1664, durante il suo viaggio a Santarém, visitò la Chiesa del Santissimo Miracolo e il Convento di S. Domenico.
Tra le testimonianze autorevoli vi è quella di San Francesco Saverio, che visitò il Santuario prima di partire come missionario per le Indie. Investigazioni canoniche sui miracoli furono condotte nel 1340 e nel 1612.
Il miracolo di Lanciano e il monaco dubbioso
Significato Teologico e Processione Annuale
Il miracolo di Santarém evidenzia in modo straordinario il legame tra il sacramento dell'Eucaristia e il sacramento del matrimonio. Quella fattucchiera, suo malgrado, rivelò alla giovane donna una grande verità: veramente l'Eucaristia è un cibo potente capace di far tornare nell'uomo la fedeltà e l'amore originario. Infatti, i due sposi di Santarém risolsero il loro problema familiare grazie alla Presenza viva e operante di Cristo che li riconciliò con Dio e tra di loro. È la Presenza che salva e cementa l'unione tra gli sposi; è la capacità di guardare insieme verso un amore più grande del loro - l'Amore di Cristo testimoniato fino al sangue - che dona la forza di superare le difficoltà di rapporto. In questo miracolo, la notte del peccato è stata sconfitta da una notte di adorazione.
Un prodigio e una processione, che si ripete ogni anno durante la seconda domenica di aprile, hanno reso evidente il legame tra la chiesa domestica, la famiglia, e la chiesa parrocchiale. Dal primo miracolo fino ad oggi, ogni anno, la processione del Miracolo Eucaristico parte dalla casa degli sposi, in Via delle Stuoie, per raggiungere la Chiesa del Miracolo.
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