Nel credo cristiano, l'attesa della fine dei tempi è un concetto centrale, un istante supremo noto solo a Colui che muove la storia. Questa attesa echeggia nelle parole del Vangelo: "Il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli". L'Apocalisse, in particolare, annuncia profeticamente la conferma del tempo finale, la vittoria dell'essere sul male, iniziata con la venuta della Parola di Dio. Le sacre scritture descrivono visioni celesti potenti: "Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava "Fedele" e "Verace": egli giudica e combatte con giustizia ... gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro."
Il libro degli Atti degli Apostoli, scritto prima dell'Apocalisse, riporta l'episodio del martirio di Santo Stefano. Egli, contestando al Sinedrio il disconoscimento del Cristo, disse ispirato: "Ecco, io contemplo i cieli aperti ed il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio".

La Natura degli Angeli
La Sacra Scrittura definisce gli angeli come "spiriti incaricati d'un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza". Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma autorevolmente che "l'esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede."
Nell'Antico Testamento, troviamo riferimenti all'Angelo del Signore o Angelo di Yahweh (Genesi 16,7-13; 22,11; Esodo 3,2; Giudici 2,1), indicando particolari teofanie divine. Dio, pur abitando in una luce inaccessibile, si manifesta all'uomo in forme comprensibili, poiché la sua faccia non può essere vista (Esodo 33,20).
Nel Nuovo Testamento, il pensiero di Cristo integra l'immaginario sugli angeli ereditato dall'Antico Testamento. San Paolo attesta l'esistenza di troni, dominazioni, principati, potestà (Colossesi 1,16) e virtù (Efesini 1,21).
San Michele Arcangelo: Il Principe delle Milizie Celesti
Il nome Michele, di origine ebraica (מִיכָאֵל, Mi-kha-El), significa "Chi è come Dio?". Questo nome è intrinsecamente legato alla sua figura di difensore della fede in Dio contro le forze del male.
Nell'Ebraismo, nel Cristianesimo e nell'Islam, Michele è riconosciuto come un arcangelo. Nelle tradizioni cattolica e ortodossa, è venerato come "San Michele l'Arcangelo", l'arcangelo per antonomasia. La sua figura è centrale nella lotta contro Satana e gli angeli ribelli.
Ruolo e Compiti di San Michele
San Michele è comandante delle milizie celesti, colui che guida gli angeli fedeli nella battaglia contro il drago, simbolo del demonio. L'Apocalisse (12,7-8) descrive esplicitamente questo scontro: "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo."
La tradizione attribuisce a San Michele diversi ruoli fondamentali:
- Difensore della fede: Si oppone al demonio e difende il popolo di Dio.
- Comandante delle schiere celesti: Guida gli angeli in battaglia contro le forze del male.
- Guida delle anime: Accompagna le anime dei defunti nel loro viaggio verso il cielo.
- Giudice delle anime (psicostasia): In alcune rappresentazioni iconografiche, regge una bilancia per pesare i meriti delle anime nel Giorno del Giudizio.
- Protettore della Chiesa: È considerato custode della Chiesa, del Papa e di molte nazioni e professioni.
- Intercessore: Presenta le preghiere dei fedeli al cospetto del trono divino.

Michele nell'Antico e Nuovo Testamento
Nell'Antico Testamento, Michele appare in momenti cruciali. Nel libro di Daniele (10,13.21; 12,1), è descritto come il difensore del popolo ebraico e il capo supremo dell'esercito celeste che protegge i deboli e i perseguitati. È anche associato alla risurrezione dei morti e alla retribuzione finale.
Nel Nuovo Testamento, la Lettera di Giuda (9) lo definisce esplicitamente arcangelo. L'Apocalisse (12,7-9) lo presenta come il vincitore dell'ultima battaglia contro Satana. Gesù stesso accenna alla potenza degli angeli, affermando che potrebbe invocare dodici legioni di angeli per la sua difesa (Matteo 26,53).
Il libro deuterocanonico di Tobia menziona Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza del Signore. L'Apocalisse fa eco a questa presenza angelica, citando i sette angeli a cui furono date sette trombe.
Iconografia e Devozione
Nell'arte cristiana, San Michele è comunemente raffigurato alato, in armatura, con una spada o una lancia con cui sconfigge il demonio, spesso rappresentato come un drago. Il suo scudo può recare l'iscrizione latina "Quis ut Deus?". È frequentemente presente nelle scene del Giudizio Universale.
Il culto di San Michele ha origini orientali e si è diffuso ampiamente in Europa. In Occidente, la prima basilica a lui dedicata sorse in Italia, sul Gargano, in Puglia, a seguito di un'apparizione dell'arcangelo nell'anno 490.
La Chiesa cattolica celebra la solennità dei tre arcangeli - Michele, Gabriele e Raffaele - il 29 settembre. Michele è invocato come protettore delle forze dell'ordine, in riconoscimento della sua lotta quotidiana contro il male.
Padre Pio e San Michele Arcangelo (storia di Padre Pio)
Michele nei Testi Apocrifi e nella Tradizione Ebraica
Numerosi scritti apocrifi, come il primo libro di Enoch, menzionano Michele come uno dei sette arcangeli, patrono di Israele, descritto come "misericordioso e magnanime". Nei Rotoli del Mar Morto, è indicato come il "Principe della Luce" che guida le schiere celesti contro le forze del male.
Nella tradizione rabbinica, Michele agisce come difensore di Israele, combattendo contro i principi delle altre nazioni e contro Samael, l'accusatore di Israele. Nonostante il divieto rabbinico di invocare gli angeli come intermediari, Michele occupa un posto nella liturgia ebraica.
Diverse tradizioni ebraiche attribuiscono a Michele ruoli significativi, come la salvezza di Abramo dalla fornace e la rivelazione della nascita di Isacco a Sara.
Michele e il Giudizio Finale
San Michele è strettamente associato agli eventi escatologici. È colui che, secondo la tradizione, guiderà la risurrezione dei morti e la retribuzione finale. La sua voce, insieme al suono della tromba di Dio, annuncerà la venuta del Signore.
Nel libro dell'Apocalisse, Michele è l'angelo che suona l'ultima delle sette trombe e presiede alla battaglia finale nella valle di Armageddon.
La sua funzione di "pesatore" delle anime, sebbene non esplicitamente fondata nelle scritture cristiane canoniche, è un elemento iconografico diffuso, derivante da tradizioni orientali.