La difficoltà economica di affrontare lunghi periodi fuori dal luogo di residenza per poter curare i propri bambini e ragazzi nei centri pediatrici di eccellenza è una delle principali preoccupazioni che l’UNITALSI ha voluto affrontare, offrendo sostegno alle famiglie che presentano questa esigenza.
La condivisione, che è lo stile di vita dell’UNITALSI, porta a camminare insieme ogni giorno. Per questo, l’Associazione fin dal 2001 si è impegnata in una serie di progetti a livello nazionale per migliorare la vita di chi ha più bisogno, di chi è solo, di chi attraversa dei periodi di difficoltà e di chi ha bisogno di amore e di calore.

L'Accoglienza per le Famiglie dei Bambini Malati
Negli anni, seguendo l’esempio della sede di Roma, altre sedi UNITALSI hanno preso in affitto degli appartamenti da adibire a questo tipo di accoglienza.
Un esempio concreto è Casa Bernadette, una delle strutture romane, dove arrivano famiglie presentate direttamente dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
A questa attività si aggiungono i servizi proposti dalle Sottosezioni di Bologna e Napoli, che offrono assistenza alle famiglie durante il periodo di ricovero dei piccoli pazienti, accompagnandoli dalle stazioni, dai porti e dagli aeroporti ai luoghi di ricovero e viceversa.
Anche “Casa Sveva” è una delle strutture nate dal Progetto dei Piccoli per le famiglie dei bimbi ricoverati, dimostrando l'impegno costante dell'Associazione.
Inoltre, “Il Salus è la casa dell’Unitalsi a Lourdes”, un ulteriore esempio delle strutture di accoglienza messe a disposizione.
Comunità Residenziali e Case Famiglia UNITALSI
L’UNITALSI, grazie al grande cuore dei propri volontari, ha potuto dare a molte persone una casa e un futuro, ricreando nelle proprie strutture un clima familiare fatto di quotidianità, accoglienza e attenzione.
Un esempio significativo è la Comunità socio riabilitativa “Mons. Frezza”, che ospita 11 persone con disabilità senza riferimenti familiari. In questa struttura, tutti i locali e gli spazi sono accessibili alle persone con disabilità, e ogni camera è idonea e predisposta per accogliere fino a due persone disabili.
Le persone che vivono nella Comunità hanno il sostegno di personale professionalmente qualificato e quello dei volontari.
La crescita sul territorio delle attività sociali dell’UNITALSI ha portato alla necessità di assumere personale con specifiche caratteristiche e professionalità da impiegare presso le diverse case famiglia UNITALSI.
Tuttavia, in questi lunghi dieci anni, le problematiche emerse sono state numerose, difficili e molto onerose. Per mantenere il requisito dell’autorizzazione al funzionamento, tutte le strutture sono soggette periodicamente (ogni 6/12 mesi) a visite ispettive di vari Istituti, come le Commissioni di vigilanza delle ASL o la Commissione di Controllo della Procura della Repubblica.

La Fondazione UNITALSI e i Progetti “Dopo di Noi” e “Durante Noi”
Scopo della Fondazione UNITALSI è la solidarietà sociale e, in particolare, la tutela e l’accoglienza di persone in difficoltà. Ciò avviene attraverso l’istituzione e l’organizzazione del tempo libero, i progetti “Dopo di noi” e “Durante noi” a favore e sostegno di persone e nuclei familiari che vivono in situazioni di disagio.
La Fondazione si adopera per la creazione e la gestione di strutture. A tale proposito, ha già realizzato sul territorio di Barletta la Casa-Famiglia “Mons. Frezza”, una comunità socio-riabilitativa per persone disabili senza supporto familiare, e la “Casa della speranza Sr.”.
Il Ruolo Fondamentale del Volontariato
I volontari sono la risorsa più importante dell'Associazione. Essere volontario significa dedicarsi gratuitamente, amorevolmente e responsabilmente ai malati, ai bambini in difficoltà e agli anziani soli.
Chi sceglie l’Unitalsi può contare su una puntuale assistenza tecnica e religiosa, per vivere al meglio ogni istante delle iniziative. I volontari UNITALSI garantiranno un puntuale servizio per rendere confortevole il vostro percorso e partecipazione.
Per partecipare alle attività, come volontario, pellegrino o ammalato, è necessario contattare la sezione o sottosezione da cui si desidera partire. La partecipazione prevede il pagamento di una quota associativa di 30 euro, che dà diritto a partecipare a tutte le attività associative.

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