Il Significato della Preparazione a Ricevere Gesù nell'Eucaristia

La meditazione sull'Eucaristia, proposta come un avvio alla comprensione del Sacramento dei sacramenti, rivela la sua importanza straordinaria. L'Eucaristia è considerata la sintesi di tutta la fede, della speranza e della capacità di amore, vissuta fino all'estremo da Gesù. Per questo, richiede una comprensione ampia e profonda, che abbracci la sua antropologia e la sua capacità di sintetizzare l'intera vita cristiana.

Gesù e i Banchetti: Un Rabbi che Amava Condividere

Per comprendere l'Eucaristia, è utile partire dall'immagine di Gesù come "un Rabbi che amava i banchetti". Questa prospettiva, nata dall'esperienza di spiegare il sacramento ai bambini, offre un itinerario estremamente umano per avvicinarsi al mistero eucaristico.

Un Gesù che Frequenta la Tavola dei "Peccatori"

Leggendo i Vangeli come un racconto, si nota subito un dato sorprendente: il grande numero di banchetti a cui Gesù partecipa. Contrariamente alle aspettative di un Rabbi che avrebbe dovuto frequentare il Tempio, le sinagoghe e gli uomini religiosi, Gesù si trova spesso a tavola con pubblicani e peccatori.

  • Il primo atto pubblico di Gesù, dopo il Battesimo e le tentazioni, è partecipare a una grande festa organizzata da Levi, un pubblicano. Questo banchetto scandalizza tutti, portando Gesù a essere chiamato "beone e mangione, amico dei pubblicani e delle prostitute". Egli si giustifica dicendo: "Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori; non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati".
  • Un altro esempio è il pasto a casa di Simone il Lebbroso, dove una donna peccatrice unge i suoi piedi, provocando lo sdegno del fariseo.
  • Nel cuore del Vangelo, la moltiplicazione dei pani nel deserto non fu un semplice "self-service", ma un vero banchetto dove Gesù fece sedere la gente "ad aiuola, a gruppi di dodici", creando una comunità di commensali, non solo consumatori.
  • Gesù pranzava spesso anche con i suoi amici, come Marta e Maria a Betania.

Tutto questo percorso di banchetti culmina con l'Ultima Cena, che per i sinottici è un pasto pasquale, e per Giovanni un pasto d'addio e di amicizia, ma non pasquale.

illustrazione di Gesù a un banchetto con i pubblicani e peccatori

Il Banchetto di Cana e la Lavanda dei Piedi nel Vangelo di Giovanni

Anche nel Quarto Vangelo, Giovanni racconta come primo gesto pubblico di Gesù la partecipazione a un matrimonio a Cana. Qui, il matrimonio è interpretato come quello tra Gesù e i suoi discepoli, dove Lui è lo sposo e la comunità la sposa, a cui offre il vino nuovo, simbolo della nuova alleanza. Il brano conclude: "Questo fu il primo segno fatto da Gesù a Cana di Galilea... e i discepoli credettero in lui".

È significativo che Giovanni, nell'Ultima Cena, non ricordi l'istituzione eucaristica, ma la lavanda dei piedi. Questa scelta scandalosa per molti, intende sottolineare ai cristiani che l'Eucaristia, se ben compresa, implica il servizio reciproco, il lavarsi i piedi e il diventare servi gli uni degli altri, un gesto che precede e dà senso al rito eucaristico stesso.

L'Eucaristia: Il Dono del Corpo e del Sangue per l'Umanità

L'Eucaristia è il dono più grande che Gesù ci ha lasciato. "Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: 'Prendete, questo è il mio corpo'. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: 'Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per molti'".

La Presenza Reale di Gesù

La fede ci spinge oltre ciò che i nostri occhi vedono: nella candida Ostia è realmente presente Gesù in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Egli è una presenza viva, tanto che quando Lo incontriamo e Lo accogliamo dentro di noi, possiamo esclamare come i discepoli di Emmaus: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi?" (Lc 24,32). Il Signore non sta nel tabernacolo per sé, ma per noi, poiché ama stare vicino ai figli degli uomini e sa che abbiamo bisogno della sua presenza. La chiesa è viva proprio perché c'è la presenza di Gesù Eucaristia, altrimenti sarebbe un museo.

L'ostia consacrata non ha più niente della naturalità della farina e dell'acqua; nel momento della Consacrazione sull'altare, essa è diventata realmente Corpo di Gesù. Questo non è un semplice simbolismo, ma una realtà che incide profondamente nella vita e capace di educare all'amore.

Per i bambini che si preparano alla Prima Eucaristia, si può usare l'esempio della consanguineità: come consanguinei hanno lo stesso patrimonio genetico, così l'Eucaristia ci rende ogni volta sempre di più corpo di Gesù, perché Gesù si unisce al corpo di chi lo riceve e ogni cellula del corpo diventa abitata da Lui.

illustrazione di Gesù che spezza il pane nell'Ultima Cena

Come Prepararsi a Ricevere Gesù nell'Eucaristia

Gesù, il Re dei re, il Creatore e Salvatore, desidera dimorare in noi. Come scelse un'umile stalla per la sua culla, così ora continua a scegliere i nostri miseri cuori come Sua dimora. Dunque, è importante preparare il nostro cuore prima di accoglierLo, così come si fa ordine in casa quando si attendono ospiti.

Le Tre Condizioni per una Buona Comunione

La Chiesa ci insegna che ci sono tre condizioni fondamentali per fare una buona Comunione:

  1. Essere in grazia di Dio: L'anima è in grazia di Dio quando non ha commesso alcun peccato mortale che non sia stato confessato. Il peccato mortale ci allontana liberamente da Dio.
  2. Non aver commesso peccato mortale: Un peccato è mortale quando vi è materia grave (l'azione va contro uno dei Dieci Comandamenti in maniera grave), piena avvertenza (si è consapevoli che ciò che si sta facendo è male) e deliberato consenso (si vuole peccare). Se manca anche una sola di queste caratteristiche, il peccato è veniale.
  3. Compostezza del corpo e del raccoglimento dell'anima: Avvicinarsi all'Eucaristia con reverenza, riconoscendo che si va incontro a Gesù stesso. Santa Teresa di Gesù Bambino si affidava alla Madonna chiedendole di adornare il suo cuore per trasformarlo in una culla d'amore.

Il Dono della Confessione

Il Buon Dio, conoscendo la nostra debolezza, ci ha fatto il grande dono della Confessione. Con questo sacramento, la nostra anima si riconcilia con Dio, e Lui ritorna in noi con la Sua grazia. Dunque, per accogliere degnamente Gesù Eucaristia, è fondamentale essere in grazia di Dio.

Diventare Una Cosa Sola con Lui

Quando ci accostiamo a Gesù Eucaristia e Lo riceviamo dentro di noi, diveniamo una cosa sola con Lui. Cibandoci di Gesù, veniamo trasformati in Lui. Santa Teresa di Gesù Bambino descrive così la sua Prima Comunione: "Quel giorno non ci fu più uno sguardo, ma una fusione: essi (Gesù e Teresina) non erano più due, Teresa era scomparsa, come la goccia d'acqua che si perde nell'oceano". Dopo aver ricevuto Gesù nella Santa Comunione, è importante intrattenerci con Lui e dedicargli almeno qualche minuto di ringraziamento.

La Preghiera e il Discernimento

La preghiera è il primo passo per comprendere cosa sia la vera domanda che facciamo a Dio, da figlio a Padre. È un dialogo profondo, non un monologo. Dobbiamo essere attenti a come comunichiamo e a cosa comunichiamo, senza lasciarci rubare il tempo della parola e della comunicazione. Chiedere, cercare e bussare sono azioni che ci portano a ricevere, trovare e ad aprire nuove porte nella nostra vita.

Vivere l'Eucaristia nella Vita Quotidiana: La Missione del Cristiano

L'Eucaristia non è solo un rito da celebrare, ma una vita da vivere. La Messa è vita e inizia dove finisce la celebrazione: inizia la missione. Siamo chiamati a creare un mondo in armonia con Dio, a trasmettere l'amore ricevuto.

La Domenica Cristiana e il Senso della Comunità

La domenica, per il cristiano, non è solo un giorno di riposo, ma un giorno sacro dedicato all'incontro con il Risorto e alla comunione fraterna. Andare a Messa non è un obbligo, ma un desiderio di partecipare a un banchetto dove Gesù si dona. È fondamentale vivere la Messa in pace con tutti, senza rancore o inimicizia, ma con un amore che si manifesta in atti di condivisione e giustizia. La comunità cristiana si edifica sull'accoglienza e il perdono reciproco.

L'Amore come Dono di Sé

Gesù ci ha amato e si è donato "gratis", senza contraccambio, fino alla morte di croce. Questo amore radicale ci invita a donare noi stessi. Offrire il pane e il vino all'Eucaristia significa offrire tutto ciò che siamo: le nostre gioie, le nostre preoccupazioni, la nostra intera esistenza. Il dono non è solo un gesto materiale, ma la presenza di Dio sulla terra attraverso il nostro amore e il nostro servizio. Siamo chiamati a diventare "pane spezzato per i fratelli", proprio come Cristo si è donato.

famiglia che prega insieme prima di un pasto

Il Perdono e la Riconciliazione

Per vivere bene la Messa, occorre essere in pace con tutti. Il perdono è un atto radicale: non significa sopportare o giustificare l'altro, ma riconoscerlo come figlio di Dio al di là dei suoi limiti e dei suoi peccati. "Non tramonti il sole sulla vostra ira" (Ef 4,26). Questo è l'invito a riconciliarsi, accogliersi e perdonarsi vicendevolmente. Il luogo originario dove si esercita il perdono è la famiglia, dove i cuori si coprono i peccati. Accostarsi degnamente alla Comunione sacramentale richiede questa disponibilità interiore.

La Parola e il Dialogo

La comunicazione e il dialogo sono atti divini. La Parola di Dio, letta e meditata, ci lega a Cristo e alla modalità sacramentale della sua permanenza, non solo nel passato ma nel nostro presente. Come la nonna, che donava con cura perché amava, così anche noi, ascoltando con attenzione e dialogando, possiamo far sì che la parola arrivi nel cuore di chi ascolta, costruendo unione e complicità.

Il Cammino di Emmaus: Riconoscimento e Missione

La storia dei discepoli di Emmaus (Lc 24) è un modello per il cristiano. Inizialmente tristi e senza speranza, non riconoscono Gesù che cammina con loro. Egli, attraverso le Scritture, "spiegava loro ciò che si riferiva a lui". Poi, "prese il pane, pronunziò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro". Solo allora "si aprirono i loro occhi e lo riconobbero". Dal discepolato, i discepoli passano all'apostolato, tornando a Gerusalemme per annunciare il Risorto. L'Eucaristia ci svela Gesù nel grande segno del pane spezzato e ci spinge alla missione: portare a tutti l'annuncio del Signore risorto. Nell'antichità "missa" significava "dimissione", ma questa espressione si trasforma in "missione".

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