Le Apparizioni di Voltago e Medjugorje: Un Confronto tra Fede e Mistero

Le Apparizioni della Madonna a Voltago (1937)

L'Inizio del Fenomeno e i Primi Veggenti

Nel 1937, nella frazione Piandisón di Voltago Agordino, si sarebbe verificata un'apparizione della Vergine Maria, un evento che richiama analogie con celebri episodi di Fatima e Lourdes. Cinquant'anni fa Voltago viveva il suo momento di gloria: tutti ne parlavano e i giornali ne scrivevano. Arrivavano ad Agordo treni zeppi di passeggeri, che facevano registrare il tutto esaurito negli alberghi del capoluogo e di Frassenè. Le folle accorrevano da tutt'Italia perché, a Piandison, sei pastorelle vedevano la Madonna.

La prima apparizione l'ebbero mentre pascolavano le mucche, il 5 luglio 1937. L'ultima avvenne il 2 ottobre. Il 5 luglio 1937, due bambine e due bambini arrivarono correndo ansanti in paese, a Voltago (Belluno), gridando: «Abbiamo visto la Madonna!». Custodivano mucche al pascolo nei prati soprastanti ed è loro apparsa la visione di una signora con al fianco un bambino piccolo. A detta dei medesimi ragazzi, Nerina Faustini, Maria Miana, Giovanni Miana, Dario e Alba Agnolet, improvvisamente, verso le 13 apparve alla loro vista la Vergine Immacolata, vestita di bianco, cinta da un serico nastro celeste e coperta da un velo nero con a fianco un bambino. Alla prima comparsa, la Madonna aveva a fianco "un bambino": così lo videro i veggenti e così dissero. Il bambino Gesù, ad altri bambini dai 9 ai 13 anni, apparve proprio come un bambino qualsiasi e non come il figlio di Dio.

Foto storica delle pastorelle di Voltago o una ricostruzione illustrativa

A tale vista i fanciulli si misero a cantare il "Dio ti salvi o Maria", restando per oltre mezz'ora immobilizzati nella preghiera. Anna Agnolet, una delle veggenti, raccontò: "Verso l'una, ero seduta sul prato, quando, improvvisamente, la mucca che custodivo cominciò a dare segni di impazienza e si allontanò dal luogo del pascolo, come se intimorita. Allora io la rincorsi e, passando nelle vicinanze del masso, dove poi apparve la Vergine, mi parve di veder muoversi qualche cosa, di che, al momento, non seppi rendermi conto. Impressionata chiamai i miei compagni: mio fratello Dario, la Nerina Faustini e Giovanni Miana, i quali, tutti, stavano attendendo al pascolo delle mucche nel bosco soprastante. Mio fratello Dario e Giovanni Miana accorsero e si avvicinarono cautamente al grosso masso e, d'un tratto, come per una forza soprannaturale, caddero in ginocchio e cominciarono a pregare. Nello stesso istante, ai loro occhi apparve una luce bianca. Io e la Faustini restammo profondamente meravigliate e ci unimmo alla preghiera dei due ragazzi, i quali ci dissero di avvicinarci, perché "c'era la Madonna con un bambino al fianco. Anche noi, allora, vedemmo, ma, come ci avvicinammo, la visione scomparve."

La visione si ripropose nei giorni successivi. Alla seconda e terza apparizione, martedì 6 e mercoledì 7 luglio 1937, la Madonna aveva "il bambino" in una culla ed aveva la mano alzata, probabilmente "in atto di benedire". Nelle prime apparizioni, dunque, la Madonna continuava ad essere una "mamma" che si porta dietro il suo bambino. Sempre mercoledì 7 luglio 1937, Elsa Miana, intensamente raccolta nella preghiera, aveva un bambino piccolo in braccio: la Madonna protese il braccio e, sorridente, strinse la mano al piccino. Anche da questo episodio emergeva la figura materna e, forse, la spiegazione del "perché" la Madonna, in tanti casi, preferiva apparire a fanciulli.

I Messaggi e i Fenomeni Straordinari

Le veggenti di Voltago erano, oltre a quelle già citate, anche Erminia Miana (12 anni), Elsa Miana (13 anni) e Anna Angolet (12 anni). La Vergine appariva "completamente vestita di bianco, con la fascia azzurra, dodici stelle d’oro intorno al capo risplendevano; teneva il rosario tra le mani ed era a piedi nudi". Interrogata dai medesimi perché avesse il velo nero, rispose "per i peccati del mondo". Alla giovinetta Nerina Faustini, che le aveva chiesto se sarebbe ritornata, fece cenno affermativo col capo.

Il fatto strano, osservava il giornalista, è che quelle pastorelle, abituate a parlare in uno stretto dialetto agordino, riferivano le parole della Madonna in perfetta lingua italiana. Per esempio, alla domanda "Chi fa soffrire?", la risposta fu: "Gli increduli". Quando fu chiesto il segno di un vero e proprio miracolo, verificabile da parte di tutta la folla, la risposta fu: "Non posso ancora rispondere... pregate per il segno". Anche quando fu posto un biglietto con scritto: "Vincerà la croce di Cristo nella Spagna cattolica?", e le bambine non potevano leggerlo, la risposta fu: "Sì, purché abbiate a pregare". Il maestro del paese, quando chiese alle sue scolare cosa aveva loro detto la Madonna, trasecolò, e fu persuaso della veridicità, sentendo le dire in un perfetto toscano che non poteva esser loro: "La Madonna ci ha detto: io sono l'Immacolata Concezione, ma voglio essere chiamata l'Addolorata; e sono venuta perché abbiate a pregare".

Icona o dipinto della Madonna con dodici stelle e rosario

Mercoledì 14 luglio 1937, alle 13.55, le bambine Nerina Faustini, Maria Miana e Rina Conedera, in una delle visioni della Madonna a Voltago, come riferisce l'Avvenire d'Italia del tempo, "lanciavano una esclamazione di doloroso stupore, mentre col braccio teso indicavano una nuova apparizione: 'Dio! Guarda lassù, il crocifisso!'" E tendevano la mano contemporaneamente tutte e tre insieme verso la Gusella del Vescovà, una delle cime delle Prealpi bellunesi. Una gran croce con il Cristo crocifisso era apparsa loro in un nimbo d'oro e di fuoco. Le veggenti, quindi, avrebbero visto anche Gesù in croce in una visione dalle proporzioni grandiose, con le braccia che di tanto in tanto abbracciavano l'ampiezza della volta celeste.

Tra i fatti inspiegabili, si annovera il "divino segno delle sacre stimmate", che Maria Miana avrebbe ricevuto nel Santuario della Vergine del Portone ad Asti il 29 ottobre del 1937. Le profezie di quel 1937 sull'aurora boreale del 25 gennaio 1938, sull'incendio di Caviola del 20 agosto 1944 (unica quasi salvata la casa natale di Padre Cappello), e della stessa Voltago (ottobre 1944) si sono avverate, suggerendo un "sigillo e il Dito di Dio su Voltago". Don Giuseppe Masoch racconta che durante la guerra una delle veggenti, che frattanto si era sposata, presentandogli il bambino nato nel 1944, gli aveva detto che la Madonna aveva preannunziato per quel pargolo una carriera di musicista insigne: fu vero, Uto Ughi è un violinista di fama mondiale.

La Reazione delle Autorità Ecclesiastiche e Civili

La notizia, contenuta per cinque giorni in ambito locale, divenne nazionale; il clamore che suscitò richiamò a Piandison una moltitudine di persone sempre crescente. Il podestà di Voltago, Ilario Da Campo, fece recintare il luogo delle apparizioni per tutelare l'incolumità delle veggenti, ma le corriere si rivelarono insufficienti a trasportare i fedeli e i curiosi, e si crearono occasioni di pericolo pubblico. Il podestà Ilario Da Campo, intervistato dal Gazzettino del 16 luglio 1937, affermò: "Escludo che i ragazzi siano capaci di qualunque finzione o trucco. D'altro canto la visione è apparsa anche ad adulti: come Zelinda Ghebber e Nella Bertoli di Agordo. Sottoposti ad interrogatori molto severi, presenti suore, carabinieri ed altre autorevoli persone, nonostante qualche minaccia per intimorirli, hanno risposto simultanei e concordi senza contraddizioni".

Nonostante il fervore popolare, il Vaticano adottò un approccio cauto. I carabinieri di Agordo e un dottore si interessarono alle veggenti: "...le bambine furono sottoposte ad un severo interrogatorio e visitate dal medico provinciale, il quale dopo avere assunto varie informazioni sulle condizioni di salute delle umili bambine e delle loro famiglie, emise un favorevole responso sulla salute delle singole ragazzette".

Tuttavia, sulle ragazze che dicevano di vedere la Madonna, e su chi ci credeva, cadde la doccia fredda della Chiesa ufficiale, tramite l'ordinario diocesano del tempo, monsignor Giosuè Cattarossi. Il 24 luglio egli diffuse un comunicato in cui si leggeva: "Le affermazioni delle fanciulle non solo non sono confortate da fatti aventi qualche carattere soprannaturale, ma hanno contro non pochi elementi che escludono, in via assoluta possa trattarsi di vere apparizioni della Vergine. Perciò, vieto al clero di intervenire e di favorire i pellegrinaggi dei fedeli". L'Osservatore Romano del primo ottobre 1937 ribadì la presa di posizione. Era la "scomunica". La stupefacente informazione fu che il "caso" apparizioni della Madonna a Voltago, a oltre 50 anni di distanza, sarebbe stato riaperto, a Roma, per essere riesaminato e approfondito. Tra i credenti c'era un certo "Bepi orbo", che era cieco, e che aveva chiesto la grazia di vedere. Gli fu risposto: "Se ti do la vista, non ti salvi".

Immagine del

La vicenda fu segnata anche da contraddizioni nei racconti e dalla ritrattazione di una testimone. Una delle veggenti, ad un certo punto, rinnegò le visioni. Subito dopo, o forse prima, sarebbe stata "posseduta" dal demonio. L'avrebbero vista trasformarsi, diventare tutta rossa in viso, saltare da una valle all'altra con grandi balzi sovrumani. Testimoni oculari del tempo, parlando di questa ragazza, dicono che sembra sia stata esorcizzata dal parroco di allora e che dopo l'esorcismo si sia ristabilita e non abbia più mostrato atteggiamenti anormali. Si ipotizza che la ragazza fosse stata convinta da un'autorevole personalità a "ritrattare", e le "crisi" da indemoniata sarebbero venute dopo tale voltafaccia, attribuite da molti a una punizione divina.

L'autorità ecclesiastica negò ogni soprannaturalità delle visioni. Il Santo Offizio inviò una notificazione (31 dicembre 1938) che negava la credibilità alle Apparizioni. La vicenda si chiuse il 23 maggio del 1943 con l'Osservatore Romano che pubblicò la notizia della scomunica inflitta al signor Antonio Basso di Lovadina (Treviso) e alla signorina "sedicente veggente" Maria Miana di Voltago Agordino, in forza del Decreto della Suprema sacra congregazione del Sant'Uffizio del 19 maggio 1943, approvato da Papa Pio XII.

Figure Chiave e Testimonianze Illustri

L'arcidiacono di Agordo, Mons. Fortunato Rossi, allora quarantenne, ricorda di essersi ritrovato nel farsi strada a fatica tra la ressa, con un solo bottone della veste talare, e salito poi sul masso, ove stavano le fanciulle, ben difese dai carabinieri contro l'assalto devoto della folla entusiasta. Quando le vide andare in estasi verso il mezzogiorno, stringeva egli il polso ad esse con le mani robuste, sì da fermare il sangue loro, ma nulla esse avvertivano. Si prestò a prendere su, dalla folla sottostante che attorniava il masso, detto il "Sassòn della Madonna", le corone del Rosario che la gente lo pregava di mettere sul luogo preciso dove le fanciulle dicevano che la Madonna posava i piedi nell'Apparizione. Con suo gran stupore le vedeva spartirsi per aria, una per una, come sciolte da una mano invisibile, e cadere come fiammiferi, nelle mani dei devoti.

Tra gli interessati alla vicenda figurò anche Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I. Allora giovane Cappellano cooperatore di Mons. Luigi Cappello, s'era dovuto occupare della vicenda, per mandato del Vescovo Mons. Giosuè Cattarossi, ed aveva interrogato con acume le fanciulle e ne era rimasto favorevolmente impressionato. In seguito, a distanza di settimane, aveva ripetuto per ordine ancora del Vescovo, l'interrogatorio, ed era rimasto, questa volta, perplesso per delle contraddizioni emerse. Egli aveva trasmesso il verbale coscienziosamente stilato. Ma c'è una spiegazione di quella contraddizione nel secondo interrogatorio: una delle 5 veggenti doveva aver palesato un segreto che la Madonna aveva affidato alle veggenti, e quella da allora non ebbe più l'apparizione; ma, stando sempre nel gruppo, fu causa delle contraddizioni.

Ritratto di Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani)

Una testimonianza singolare in favore delle apparizioni viene dal Vescovo di Feltre e Belluno di allora, Mons. Gerolamo Bortignon, che disse al parroco di Voltago Don Giuseppe Masoch che i Cappuccini del Santuario della Santa Casa a Loreto gli avevano detto che una delle veggenti di Voltago aveva ricevuto sotto i loro occhi la Comunione mistica. Il canonico Don Maurizio Barosso, Rettore del Santuario della Madonnna del Portone di Asti, che seguì da vicino i fatti di Voltago, accolse due delle veggenti e testimoniò pubblicamente sulla Stampa di Torino di aver assistito alla stimmatizzazione ricevuta dal Cielo dalle due giovinette. Quando una delle veggenti entrò a Genova in una congregazione religiosa e la Curia di Belluno trasmise la sanzione, l'arcivescovo cardinal Siri non volle riconoscere tale sanzione.

Padre Pio stesso nel 1938 aveva assicurato che l'apparizione era vera, nonostante anche contro di lui ci fosse stato il Monitum del Santo Uffizio. Padre Felice Maria Cappello, il "confessore di Roma", venendo ogni anno dal fratello in Agordo, accoglieva e consolava e assolveva nel suo illuminato ministero del confessore quelli che erano colpiti dalle sanzioni canoniche in quei tempi. Un giovane padre cappuccino trentino, nel suo zelo per obbedire al Decreto del Santo Offizio, è famoso ancor oggi per aver gridato dall'Alto del "Sassòn della Madonna", alla gente sottostante: "Qui non è comparsa la Madonna! È comparso il diavolo!".

Le Apparizioni di Medjugorje (1981)

Gli Inizi delle Visioni e i Primi Testimoni

Nel 1981, si verificò il fenomeno più attuale, quello di Medjugorje. A partire dal 24 giugno 1981 alcuni ragazzi e ragazze del villaggio bosniaco di Medjugorje sono stati posti a confronto con degli eventi straordinari. I veggenti di Medjugorje sono Ivanka Ivanković, Mirjana Dragićević, Vicka Ivanković, Ivan Ivanković, Milka Pavlović e Ivan Dragićević (Marija Pavlović e Jakov Čolo, tutt'ora parte dei 6 veggenti, si sono aggiunti il 25 giugno 1981; mentre Milka Pavlović e Ivan Ivanković sono "usciti" dal gruppo dei veggenti).

Foto dei veggenti di Medjugorje nel periodo delle prime apparizioni

Nel pomeriggio del 24 giugno 1981, la sedicenne Mirjana Dragićević si recò con la quindicenne Ivanka Ivanković a fare una passeggiata sul sentiero alla base della collina del Podbrdo. Intorno alle 17 le due ragazze stavano rientrando verso casa, quando Ivanka vide, in alto a circa duecento metri di distanza, una figura luminosa. Mirjana però la tacitò immediatamente: «Ma quale Madonna…?». In seguito, quest’ultima spiegherà: «Non avevo mai sentito prima la possibilità che la Madonna potesse venire sulla terra. Per questo non ho guardato. Dinanzi alla reazione di Mirjana, Ivanka si bloccò: «Non riuscivo a credere che stavo davvero vedendo quel che pensavo di vedere. Ero totalmente confusa». Cosicché continuarono a camminare verso l’abitazione della famiglia Pavlović, davanti alla quale si trovava la figlia minore, la tredicenne Milka, che chiese alle due di accompagnarla a recuperare alcune pecore proprio sul Podbrdo. Ivanka, tornata nel luogo dove aveva avuto la precedente visione, avvistò nuovamente una donna, poggiata come su una nuvoletta, che faceva cenno di avvicinarsi e teneva un neonato fra le braccia. Milka era al loro fianco, anch’ella stupefatta per la visione, e così le trovò l’amica sedicenne Vicka, che era andata a cercarle lungo quel consueto sentiero di passeggiate. Al loro grido: «Vicka, ecco lì la Madonna!», la ragazza si impaurì e scappò, ma poco dopo incontrò il ventunenne Ivan Ivanković e il sedicenne Ivan Dragićević. Con loro, tornò sui propri passi e all’improvviso tutti e tre ebbero quella straordinaria visione.

I Messaggi Iniziali e le Reazioni Locali

Il giorno seguente, 25 giugno, dopo aver rimuginato e pregato a lungo durante la nottata, Mirjana, Ivanka e Vicka decisero di tornare sul Podbrdo. Verso le 18 si incamminarono, passando prima per casa di Milka. Pochi minuti dopo, lungo la strada sterrata, le tre ragazze rividero la scena del giorno precedente. Vicka corse subito a chiamare Marija e Jakov e, come ha raccontato in seguito, «quando ci siamo riuniti tutti, la Madonna ci ha chiamati col gesto della mano. Corremmo attraverso quei cespugli spinosi come se qualcosa ci portasse. Non c’erano per noi né sassi né cespugli. Come se tutto fosse stato di gomma, di spugna, di qualcosa che non si può descrivere». Sul Podbrdo, attorno ai ragazzi, si erano intanto radunati una quindicina di compaesani.

Il 26 giugno quello che verrà soprannominato il "collegio dei sei veggenti" - composto da Ivanka, Mirjana, Vicka, Ivan, Marija e Jakov - si ritrovò alla base del Podbrdo e Mirjana vide per prima i tre lampi di luce che divennero il consueto annuncio che la Madonna stava per arrivare, con la segnalazione del luogo dell’apparizione, cosicché i ragazzi scattarono verso la sommità della collina. Vicka asperse vigorosamente la "bella fanciulla", dicendole: «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen. Se sei la Gospa, resta con noi; se non lo sei, vattene!». Ne ricevette in cambio un sorriso e a quel punto i veggenti cominciarono a recitare la tradizionale preghiera dei sette Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre. Alla domanda: «Perché sei venuta qui?», l’Apparsa rispose: «Sono venuta poiché ci sono molti devoti credenti qui».

La Sconvolgente Testimonianza dell'Esorcista di Milano su Medjugorje

Il 27 giugno le autorità comuniste avevano condotto i sei ragazzi nel commissariato di Citluk, competente per territorio, dove vennero interrogati fra lusinghe e intimidazioni. Il meccanico trentottenne Marinko Ivanković si recò alla parrocchia di San Giacomo, dove però scoprì che il parroco, il francescano Jozo Zovko, era assente per un corso di esercizi spirituali. Ad ascoltarlo fu il confratello Zrinko Čuvalo, che accolse molto freddamente il suo racconto. Dalla trascrizione si percepiva tutta la diffidenza con cui il francescano trattò i veggenti. Un esempio per tutti, il "botta e risposta" con Mirjana: «Lei viene, voi la vedete, lei tace, voi tacete. Tutto ciò non dà un’impressione convincente, lo sai? Lo so, anch’io non crederei tanto facilmente». Padre Jozo Zovko racconterà che a quel punto la Madonna gli era andata incontro e gli era apparsa da solo.

Nel primo pomeriggio del 30 giugno, le quattro ragazze e Jakov, con la scusa di sottrarli alla pressione dei curiosi, vennero condotti a fare una gita in automobile da due assistenti sociali appartenenti al Partito comunista. Da quel luogo, testimoniò Vicka, «vedevamo il Podbrdo e la gente che vi si era radunata. Quando abbiamo iniziato a pregare, sopra la gente è apparsa una nube luminosa. Però subito ci si è accorti che si trattava della Madonna; noi l’abbiamo vista subito chiaramente. Si librava nell’aria, i suoi vestiti ondeggiavano. Veniva verso di noi». Mirjana le domandò se le apparizioni avrebbero potuto aver luogo in chiesa e la Madonna sorrise e fece cenno di sì con la testa: «A che ora? Alla stessa ora».

Analogie, Riapertura del Caso e la Posizione della Chiesa

Le Sorprendenti Analogie tra Voltago e Medjugorje

La voce, secondo un ex amministratore comunale di Voltago, G.C., è che "in ambienti qualificati si riesaminerebbe il caso delle apparizioni del 1937, che all'epoca vennero considerate una 'montatura'". G.C. ha riferito di avere ricevuto di recente la visita di un noto teologo laico che lo ha interrogato sui fatti di Voltago. Il teologo, parlando delle apparizioni della Madonna, ha detto che: "...sono state riscontrate sorprendenti analogie tra le modalità delle visioni, e tra i 'segni' di Medjugorje con le modalità e i segni di Voltago, per cui la Chiesa, a Roma, sta ristudiando il caso, per vedere se, allora, 50 anni orsono, non sia stato chiuso troppo in fretta".

Come noto, Papa Giovanni Paolo II aveva una speciale venerazione per la Madonna, per cui è ipotizzabile che avrebbe dato un grande impulso alla considerazione e alla verifica di tutta la fenomenologia riguardante le apparizioni della Vergine. La provincia di Belluno, dopo le presunte apparizioni di Voltago, ebbe anche quelle di Cavarzano, nell'85 e fino all'87. Anche di queste ultime il Papa fu tenuto costantemente informato ed è certo che il suo atteggiamento al riguardo era di molta prudenza, ma anche di spiccato interesse.

Mappa che evidenzia Voltago e Medjugorje, con un focus sulle Alpi e i Balcani

La Continuità della Devozione e i Moniti Attuali

La devozione alla Madonna di Voltago non è solo un fenomeno locale che peraltro dura ininterrotto da 78 anni. In paese arrivano infatti sempre più spesso comitive di pellegrini reduci o in partenza per Medjugorje. La Chiesa ufficiale, però, non ha mai riconosciuto le apparizioni di Voltago.

Nel giorno della festa dei santi patroni di Agordo e dell’Agordino, Pietro e Paolo, l'arcidiacono di Agordo e vicario foraneo, Monsignor Giorgio Lise, ha lanciato un monito e offerto uno spunto di riflessione, molto simili a quelli formulati da Papa Francesco dopo il viaggio a Sarajevo. Se anche il pontefice aveva preso le distanze dalla religione legata alle apparizioni e ai veggenti, facendo vedere ai più un riferimento a Medjugorje (a breve si attende il verdetto della Chiesa riguardo alle apparizioni nella località bosniaca), don Lise cala la medesima posizione nell'ambito locale. Ha evidenziato: «Abbiamo la necessità di non essere come fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, come direbbe l’apostolo Paolo. La ricerca spasmodica o il tentativo di risuscitare cose straordinarie ed eclatanti, che colpiscono emotivamente (tentativi da cui nemmeno la nostra terra agordina è di questi tempi immune) sono spesso il segno che - fatta salva la buona fede - non ci si lascia riempire dalla Verità che è Cristo e si cerca qualcosa in più, mentre Lui e solo Lui è il “tutto”. Il resto può esserci o non esserci, ma non mi cambia la vita».

Monsignor Lise, a sostegno della sua tesi, ha ricordato i versi di Dante nel Canto V del Paradiso: "Se mala cupidigia altro vi grida", dice il sommo poeta, "uomini siate, e non pecore matte". Lo stesso poeta, ha proseguito don Lise, ammonisce: "Avete il Vecchio ed il Nuovo Testamento, il Pastor della Chiesa che vi guida, questo vi basti a vostro salvamento", il che sostanzialmente vuol dire - come ha osservato recentemente il Papa - che bisogna stare attenti a non essere cristiani "che sempre hanno bisogno di novità".

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