Medjugorje e la Pandemia da Coronavirus: Contagi, Controversie e Fede Online

La località di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, nota per le presunte apparizioni mariane sin dal 1981, si è trovata al centro di diverse discussioni e problematiche legate alla pandemia di coronavirus, che spaziano dai focolai di contagio emersi tra i pellegrini all'interpretazione teologica del virus stesso, fino all'emergere di nuove forme di devozione online.

Focolai di Contagio Legati ai Pellegrinaggi da Medjugorje

I pellegrinaggi a Medjugorje, nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia, non si sono fermati, portando in alcuni casi a significative ondate di contagi. Un focolaio particolarmente rilevante è scoppiato tra i pellegrini rientrati in Sardegna.

Si è registrato un incremento a 100 del numero delle persone contagiate da coronavirus nel focolaio scoppiato fra i 170 pellegrini rientrati il 27 ottobre da un viaggio a Medjugorje. Fra questi, cinque sono stati ricoverati in ospedale, nel reparto Malattie infettive dell'Aou di Sassari, includendo due pazienti arrivati in una singola mattinata. I ricoverati, sia quelli attualmente in ospedale che quelli già dimessi dopo alcuni giorni trascorsi in Malattie infettive, sono stati quasi tutti non vaccinati, fra loro anche un medico convinto "no vax".

In totale, circa trenta pellegrini, la maggior parte residenti nel Nord dell'isola, sono risultati positivi al Covid-19 dopo il viaggio religioso in Bosnia-Erzegovina. Tra i sei ricoverati in Malattie infettive, quattro non erano vaccinati. L'età media dei pazienti era piuttosto alta, con quasi tutti nati negli anni '50 e anche una persona classe 1929. La maggior parte delle persone contagiate è rientrata in Sardegna con un volo charter organizzato, mentre 12 hanno utilizzato altri voli. Tra i positivi, molti hanno contratto il virus dai parenti rientrati a casa da Medjugorje.

Infografica sulla diffusione del virus tra i pellegrini e dati di contagio/ricovero

Un altro caso clamoroso è stato quello registrato a novembre, con 30 contagiati in un gruppo di fedeli proveniente da Arzachena, sempre in Sardegna. Queste vicende hanno suscitato indignazione nel clero locale. Don Francesco Tamponi, responsabile dei beni culturali ecclesiastici nell'isola, ha espresso duramente il suo disappunto: «Basta con la follia di questi madonnari e mammane senza scrupoli, da Medjugorje niente miracoli ma solo un'ondata di contagi Covid. Deve essere chiaro a tutti che siamo di fronte a una vera e propria rete che accomuna fondamentalisti cattolici, oscurantisti, negazionisti, complottisti, falsi predicatori e autentici mercanti che speculano e si arricchiscono con il business dei pellegrinaggi.»

Per aggirare le restrizioni sui viaggi, talvolta, sarebbe stato sufficiente corrompere i poliziotti alle frontiere, contribuendo così all'alto numero di positivi al virus.

Le analisi scientifiche hanno confermato la provenienza dei ceppi virali. Il laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Aou di Sassari, diretto dal prof. Salvatore Rubino, ha sequenziato una decina di tamponi, sia dei pazienti ricoverati sia di quelli in isolamento. I risultati, confrontati con il database delle sequenze, sono risultati uguali ad alcune sequenze europee provenienti da Slovacchia, Svezia, Lussemburgo e altri paesi europei, non risultando simili ai virus che circolano in Sardegna. La struttura diretta dal docente sassarese sta continuando le analisi con studi più approfonditi.

Medjugorje tra Messaggi Anti-Vaccino e Scetticismo Pontificio

La questione dei contagi si è intrecciata con un più ampio dibattito sui vaccini e sul ruolo della fede. Ci si è interrogati se la Madonna possa apparire e mandare messaggi contro i vaccini anti-Covid, mentre allo stesso tempo Papa Francesco sostiene l’esatto opposto. Questa presunta connessione si è verificata anche un anno prima del Natale 2020, in Calabria, a Gioiosa Ionica.

In sostanza, si tratterebbe di un’adesione celeste alla crociata "no vax" contro il "Great Reset satanico e scientista", sostenuta da vari arcivescovi e cardinali. Non a caso, la capitale dei "no vax" cattolici, perlopiù clericali di destra, è Medjugorje, la località in Bosnia-Erzegovina dove la “Gospa” (Madonna) apparve per la prima volta il 24 giugno 1981 e, a detta dei sei veggenti, continua a dare messaggi ogni 25 del mese.

Foto di figure religiose in dibattito sulla questione dei vaccini

Nella piccola parrocchia retta dai francescani di Medjugorje, in contrasto con la diocesi di Mostar, anche padre Petar Ljubicic ha criticato nell’autunno scorso il pontefice "pro vax" affermando: «Il papa può dire quello che vuole. Questa è una sua opinione. Ma il papa non sa tutto. Il papa ci guida nella fede. Per altre cose non è giusto.» Il frate non è una voce qualunque: è il francescano scelto dalla veggente Mirjana per rivelare al mondo, tre giorni prima che accadano, i dieci segreti di Medjugorje.

La Posizione della Chiesa Ufficiale

La Chiesa cattolica mantiene una posizione cauta e scettica sulle apparizioni di Medjugorje. La relazione finale della commissione internazionale guidata dal cardinale Ruini, infatti, non ha giudicato “inspiegabile” alcuno dei presunti 487 miracoli (guarigioni) esaminati. Il Papa Francesco stesso ha dichiarato che il “modello Medjugorje” è tendenzialmente un imbroglio, commentando i risultati della commissione voluta dal suo predecessore Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Ruini. Il Pontefice ha distinto tre aspetti: «Sulle prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi, dice più o meno che si deve continuare a investigare. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione ha i suoi dubbi.» Anche il vescovo di Mostar, Ratko Perić, nel cui territorio ricade Medjugorje, ha più volte ribadito di non credere alle apparizioni.

La Strumentalizzazione Politica della Fede

Anche la politica ha utilizzato il richiamo di Medjugorje. Matteo Salvini, ad esempio, è tornato a far discutere per la sua “strumentalizzazione” della fede, già tema di polemica negli anni scorsi. Una foto a notte fonda, pubblicata sui suoi profili social, lo ritraeva mentre teneva in mano il rosario di Medjugorje, accompagnata dal post: «Una preghiera per tutti Voi, per chi non c’è più, per chi soffre, per chi aiuta, per chi lotta, per chi ama.» Non è la prima volta che Salvini utilizza la Madonna di Medjugorje per la sua propaganda politica.

Il Coronavirus come "Punizione Divina": La Tesi di Radio Maria

Il coronavirus è stato anche interpretato come una delle piaghe inviate da Dio sugli uomini per convertirli. Questa singolare tesi è stata avanzata da Radio Maria, l'emittente cattolica con share altissimi a livello nazionale, in uno dei programmi più seguiti, quello delle prediche di padre Livio Fanzaga, un "ultrà della fede" che solitamente fa riferimento ai messaggi soprannaturali della Madonna di Medjugorje.

A proposito del coronavirus, «la pandemia che si è abbattuta sull'umanità», il sacerdote di Erba, nel comasco, ha pochi dubbi sulla sua origine. Secondo padre Livio, si tratta di un avvertimento che arriva direttamente dalla Vergine di Medjugorje e che sarebbe stato veicolato attraverso i veggenti in uno dei messaggi periodici. L'epidemia viene accostata simbolicamente a quelle raccontate dal Manzoni nel 1600, alla peste nera immortalata da Boccaccio nell'Alto Medio Evo, e alla Spagnola che fece una ecatombe di morti nella prima decade del secolo scorso. Tutti segni, secondo padre Livio, per convertire l'umanità alla fede e al ritorno del sacro.

«La natura è ormai ostile a noi e con questo coronavirus abbiamo aperto gli occhi, perché è arrivato in un momento propizio, basta ascoltare il messaggio della Madonna di Medjugorje dato a Ivan il 17 settembre, nel quale afferma che si sta realizzando il periodo di Satana,» ha sostenuto padre Livio. Quindi, l'epidemia è vista come una punizione divina, un segnale di allerta, un avvertimento per indicare ai fedeli di ritornare alla via maestra. Padre Livio ha anche ricordato che la pandemia ha avuto inizio in Cina, un paese dove avvengono persecuzioni anticristiane, per poi trasferirsi in Italia, dove il secolarismo sta cancellando i tratti del sacro e le radici della fede nazionale.

Massimo Galli: Le pandemie nella storia dell’umanità

"La Luce di Maria": Un Ponte di Preghiera e Informazione nel Web

In questo contesto complesso, web e preghiera si sono dimostrati due mondi tutt’altro che in antitesi, specialmente se convogliati in un’esperienza capace di unirli, come dimostrato da "La Luce di Maria". Questa iniziativa online è nata da un’ispirazione alimentata dalla fede e dalla speranza, capace di creare una rete di preghiera su uno strumento spesso considerato controverso come il web. L'obiettivo è dimostrare la forza del pregare assieme e quanto la società abbia bisogno di riscoprirne la bellezza, soprattutto in tempi complicati.

Tutto nasce da un’ispirazione arrivata da Medjugorje, da una preghiera dei due fondatori del blog, Davide e Stefano. Il sito racconta i momenti in cui queste ispirazioni si sono verificate, pubblicando preghiere e articoli su Medjugorje e argomenti affini. Cristiano Sabatini, caporedattore dell'iniziativa, ha spiegato a Interris.it: «Siamo felici che ci sia un elevato riscontro: significa che ciò che facciamo viene accolto e recepito. “La luce di Maria” costituisce un’esperienza quasi unica nel suo genere, capace di creare una rete di preghiera su uno strumento noto per essere considerato fin troppo controverso come il web.»

L'esperienza di "La Luce di Maria" si distingue per diverse attività e un forte senso di comunità:

  • Rosario della mezzanotte: Particolarmente intenso, vede 1500 fedeli collegati in diretta per la meditazione e contemplazione del Vangelo del giorno. Si svolge tutte le sere da circa 5 anni, rivelando una forte "fame di preghiera".
  • Preghiera della Divina Misericordia: Recitata quasi tutti i giorni alle 15.
  • Messa della Luce di Maria: Celebrata a porte chiuse da un sacerdote che collabora con l'iniziativa.
  • Preghiera quotidiana contro il coronavirus: Ogni giorno viene pubblicata una preghiera, magari scritta da un vescovo o invocazioni di santi.
  • Angelus e Preghiera al Cristo Risorto: Ogni giorno alle 12 l'Angelus è trasmesso in diretta da Medjugorje davanti alla parrocchia di San Giacomo, e al mattino la preghiera davanti al Cristo risorto.

Sul sito vengono anche pubblicati articoli che offrono un indirizzo di speranza e informazioni, invitando a rispettare le indicazioni sanitarie. Questa esperienza ha messo in luce come il web possa essere veicolo di sovrabbondanza di informazione o disinformazione, soprattutto a causa della densa interazione tra gli utenti. Cristiano Sabatini è convinto che «il web abbia una grossa colpa nel caso specifico del coronavirus, perché la rete è un po’ una caccia al gossip... Il web dà sicuramente adito a tanta disinformazione, tante fake. Ed è per questo che la responsabilità che abbiamo noi che scriviamo della fede sta nell’essere attenti a quello che diciamo e scriviamo. Siamo quella piccola luce che Cristo ci chiede di essere. E questo non è sicuramente semplice.» Il caporedattore sta frequentando un corso di teologia per laici del Vicariato di Roma per avere una maggiore cognizione di causa sul loro operato.

Foto di persone che pregano online / schermo con network di preghiera

Il web, per sua vocazione, si costituisce come una rete, e per "La Luce di Maria" questo è uno degli aspetti più belli. «Dare un volto ai nostri utenti è qualcosa di bello. Ci sono persone che vengono con noi a Medjugorje e che incontriamo per la prima volta in aeroporto, le quali ci vengono a trovare perché hanno sentito qualcosa di bello su La luce di Maria o anche per semplice curiosità. Ed è molto bello incontrarsi nella preghiera, conoscersi senza essersi mai visti prima proprio per questo scambio che si crea nel momento di pregare insieme.»

Nonostante le sfide, inclusi tentativi di ostacolare l'iniziativa con frasi sconvenienti o bestemmie nei commenti, è emersa una catena di solidarietà da parte degli utenti, che automaticamente bannavano o cancellavano i messaggi disturbanti, o addirittura pregavano per coloro che creavano disturbo. L'associazione "La Luce di Maria" si occupa anche di organizzare pellegrinaggi, come un viaggio in Terra Santa annullato all'ultimo momento all'inizio della pandemia, testimoniando il panico e la disinformazione che hanno caratterizzato quel periodo.

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