L'Italia custodisce un patrimonio naturalistico di straordinaria ricchezza, caratterizzato da un'eccezionale biodiversità e da paesaggi intrisi di storia. Questo articolo esplora due aspetti significativi di tale ricchezza: le aree protette gestite dall'Ente Riserve Naturali Regionali “Foce Sele Tanagro” e “Monti Eremita Marzano”, e l'affascinante regione dei Monti Peloritani, in particolare attorno al Monte Scuderi, dove si cela una storica valle legata alla presenza di eremiti.
L'Ente Riserve Naturali Regionali e la Biodiversità dei Monti Eremita
Questa riserva è riconosciuta a livello europeo per la sua straordinaria biodiversità. L'area ospita quattro Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e due Zone di Protezione Speciale (ZPS), che contribuiscono alla salvaguardia di specie vegetali e animali, molte delle quali rare e minacciate.
Ambiti di Competenza e Aree Geografiche
Tra le ZSC spiccano le aree litoranee del fiume Sele, l'alta valle del Calore Salernitano e il massiccio del Monte Eremita. L’Ente Riserve Naturali Regionali “Foce Sele Tanagro” e “Monti Eremita Marzano” esercita le competenze di legge e opera sul proprio territorio di competenza, che include:
- le fasce dunali e pinetate poste a destra e sinistra della foce del Sele;
- i fiumi Sele, Tanagro e Calore Salernitano;
- i torrenti Platano-bianco e Melandro;
- il massiccio dei Monti Eremita e Marzano.
L'Ente agisce mediante specifici atti e attraverso strumenti di pianificazione territoriale.

Finalità e Obiettivi Istituzionali
L'Ente Riserve Naturali Regionali “Foce Sele Tanagro” e “Monti Eremita Marzano” ha per fine la tutela e la valorizzazione degli elementi naturalistici, paesaggistici, culturali, ambientali e della biodiversità presenti nelle aree protette Riserva “Foce Sele Tanagro” e Riserva “Monti Eremita Marzano”. Ciò avviene anche attraverso il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali e la realizzazione di un equilibrato rapporto tra attività economiche ed ecosistemi ambientali presenti, per raggiungere un fattivo sviluppo sostenibile.
Costituiscono il patrimonio naturale dell’Ente Riserve le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o gruppi di esse, che, in forma di ecosistemi unitari ed interconnessi, hanno rilevante valore naturalistico e ambientale. L’Ente RISERVE, quindi, ha il compito di perseguire le seguenti finalità:
- Tutela, conservazione, valorizzazione e promozione delle componenti naturalistiche ed ambientali dell’area protetta;
- Promozione della ricerca scientifica e dell'educazione ambientale;
- Riqualificazione delle aree degradate;
- Conservazione e valorizzazione del patrimonio storico - culturale - artistico e ambientale dell’area, favorendo la nascita di attività culturali, ricreative, turistiche e sportive;
- Promozione e valorizzazione delle attività economiche e agro silvo pastorali;
- Miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni residenti.
Interventi Specifici e Progetti per lo Sviluppo Sostenibile
Oltre alle finalità predette, l’Ente RISERVE interviene per favorire concessioni di finanziamenti comunitari, statali e regionali a favore dell’Ente stesso e dei Comuni il cui territorio è ricompreso nel perimetro delle RISERVE, per la realizzazione di interventi relativi a diverse categorie, tra cui:
- Restauro dei centri storici e di edifici di particolare valore storico e culturale;
- Recupero dei nuclei abitativi rurali;
- Realizzazione di opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dell’acqua, dell’area e del suolo;
- Realizzazione di opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio;
- Promozione di attività culturali nei campi di interesse delle RISERVE;
- Interventi nel settore dell’agricoltura e dell’agriturismo e vendita diretta di prodotti tradizionali;
- Svolgimento di attività sportive compatibili;
- Realizzazione e gestione di strutture funzionali alla tutela della biodiversità e al conseguimento dei fini istituzionali dell’Ente;
- Realizzazione e promozione di interventi di mobilità sostenibile;
- Realizzazione di strutture per l’utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale nonché interventi volti a favorire l’uso di energie rinnovabili.
Sono altresì intenti dell’Ente:
- rispettare e tutelare la biodiversità;
- contribuire a migliorare la sicurezza del territorio operando azioni atte alla prevenzione dei rischi, delle calamità naturali e dell’uso improprio del territorio;
- promuovere e realizzare ricerche scientifiche per la conoscenza del territorio, l’individuazione delle reti ecologiche al fine di operare le più adeguate scelte ed individuare le priorità da realizzare;
- individuare nella didattica ambientale uno dei modi per formare le coscienze delle nuove e vecchie generazioni ad una corretta conoscenza e ad un uso adeguato dell’area protetta;
- realizzare azioni di sperimentazione nella gestione, nell’uso e nella fruizione del bene ambientale anche attraverso la gestione di strutture e terreni;
- divulgare, con ogni media e linguaggio, sia nel mondo accademico che nella società civile, attività svolte e conoscenze dell’ecosistema delle aree naturali protette;
- controllare il territorio con l’ausilio di tecnologie adeguate quali il GIS ed il SIT.
Un fattivo sviluppo sostenibile delle aree naturali protette come le Riserve “Foce Sele Tanagro” e “Monti Eremita Marzano” deve obbligatoriamente partire dalla consapevolezza che il corretto utilizzo delle risorse ambientali presenti sia alla base della missione che l’Ente RISERVE deve perseguire per raggiungere i suoi obiettivi.
Per una storia della tutela e della valorizzazione del Paesaggio e del Patrimonio Culturale
Obiettivi Operativi e Collaborazioni
In forma diretta, con la compartecipazione di altri Enti, di operatori pubblici e privati nonché mediante l’attività di supporto che potrà sviluppare verso terzi, l’Ente Riserve persegue i seguenti obiettivi:
- la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di formazioni geopaleontologiche e geofisiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di ambienti lacustri e fluviali, di processi naturali, di equilibri ecologici;
- l’applicazione di metodi di manutenzione, di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra uomo e ambiente naturale, mediante il recupero, la salvaguardia e/o la valorizzazione di patrimoni antropologici, archeologici, storici e architettonici, delle attività agricole, silvo-pastorali e artigianali tradizionali nelle aree ad esse vocate;
- la promozione e lo sviluppo di attività educative, di formazione professionale, di forme di volontariato e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, finalizzata alla corretta conoscenza del patrimonio territoriale, nonché allo sviluppo e all’affermazione di attività turistiche, culturali e ricreative compatibili e fruibili secondo modalità e azioni economiche tese a valorizzare standard qualitativi, atti a rinforzare e veicolare positivamente il ricordo e l’interesse per i territori delle Riserve visitati.
- l’attivazione di procedure ordinarie di consultazione e di concertazione atte a favorire la realizzazione di idonee forme associative e/o consortili tra Enti pubblici e/o tra soggetti privati presenti sul territorio dei Comuni della Comunità dell’Ente RISERVE, che, fatte salve le rispettive competenze e prerogative istituzionali e/o operative, potranno avvalersi di detti istituti procedimentali per ottimizzare l’uso di risorse economiche, umane, strumentali e tecniche per il raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali propri del processo dinamico di formazione, adozione, approvazione ed attuazione del Piano Territoriale dell’Ente RISERVE;
- la partecipazione a programmi e progetti regionali, nazionali e comunitari nell’ambito delle tematiche attinenti le competenze istituzionali ed operative dell’Ente RISERVE favorendo la formazione di partenariati anche internazionali;
- la diffusione e l’affermazione, nel territorio di competenza, dell’uso di energie rinnovabili, dell’architettura bioclimatica, della mobilità ecosostenibile, di buone pratiche tese al raggiungimento degli obiettivi sanciti dal protocollo di Kyoto e dai successivi documenti attuativi ed integrativi nonché da ogni altro accordo internazionale in materia di cambiamenti climatici.
I Monti Peloritani e la Mistica Valle degli Eremiti di Monte Scuderi
Tra le meraviglie geologiche della Sicilia i monti Peloritani occupano certamente una posizione di rilievo. Un lungo viaggio, nello spazio e nel tempo, ha portato in Sicilia rocce antichissime e risalenti al Paleozoico. Una porzione di questo territorio messinese è stata teatro di un'intensa interazione tra comunità umana e ambiente naturale, come dimostrano le vicende produttive legate al Monte Scuderi e l'importanza che esse assunsero nella vita economica e sociale dell’Isola.

L'Escursione nella Gola e Verso la Cima
Proseguendo in leggera salita tra radure e tratti adombrati, tra felci e lecci, tutt’intorno si innalzano imponenti i versanti dei rilievi, mentre l’aria è letteralmente intrisa di profumi eccezionali su cui domina l’origano selvatico. Si entra così nel tratto più emozionante dell’intera escursione: l’alveo curva a gomito fendendo la montagna con una spettacolare gola totalmente immersa nel verde.
L’escursione potrebbe anche terminare qui, ma gli escursionisti ben allenati ed equipaggiati, da questo punto, possono raggiungere due tra le cime più alte dei Peloritani. Proseguendo verso nord, in breve, ci si raccorda con la lunga pista che percorre l’intera dorsale dei Peloritani. Senza nulla togliere al primo rilievo, l’escursione a Monte Scuderi (1253 metri) è senza dubbio più interessante, non solo per l’incredibile vista sull’Etna ma anche per le numerose curiosità che avvolgono questa montagna.
Monte Scuderi: Geologia, Storia e Leggenda dell'Eremo
La cima del rilievo, facilmente riconoscibile per via del suo aspetto imponente e tabulare, è costituita da marmi grigi a due miche appartenenti alle metamorfiti del Mela ed è sede di numerose antiche neviere. Ma non sono questi gli unici segni della presenza dell’uomo sulla montagna. Lo Scuderi, da mero fornitore di risorse, divenne anche suggeritore di “miti”.
La principale traccia del divino era colta dagli antichi nella grande frattura che marca i connotati della montagna: essa sarebbe stata il risultato del terremoto che scosse il Globo al momento della morte del Cristo. Nella valle apertasi in quella circostanza, i cristiani del Medioevo edificarono un eremo, di cui Giuseppe Campagna, sulla scorta dei documenti, segue le vicende. Questo rende la "media valle" di Monte Scuderi un luogo di profondo significato storico e spirituale.

Il Sentiero e le Sensazioni del Luogo
Un paesaggio davvero rude e talvolta quasi spettrale accoglie chi si avventura in questa valle. A parte la frescura, tutto il luogo aveva un aspetto così cupo che se qualcuno si fosse inoltrato da solo, probabilmente si sarebbe sentito a disagio. Anche gli alberi, alcuni lecci le cui radici erano riuscite a farsi strada fra le fessure delle rocce, sembravano avere una fogliazione più scura del consueto. Nella valle, si cammina sempre sulla dura e disuguale roccia. Un passaggio particolarmente difficile richiedeva un balzo per fissare un piede su una leggera scanalatura del monolite e fare presa più in alto con una mano su una lieve sporgenza. Tutto intorno l'aria era impregnata del balsamico odore della nepitella che cresceva particolarmente rigogliosa e, com'è noto, ha proprietà emostatiche.
Dopo aver percorso alcuni chilometri in questa atmosfera, si esce allo scoperto iniziando a inerpicarci su un aspro pendio interamente ricoperto da siepi d'erica di una colorazione più bruna del consueto e da un groviglio di arbusti spinosi e di erbacce varie. Si riesce poi a trovare un sentiero usato dalle capre, bestiole della stessa indole degli escursionisti, risalendo sulla cresta del monte. Usciti allo scoperto, la canicola estiva può farsi sentire, ma il percorso prosegue fino al Piano Margi per una meritata pausa pranzo, prima di continuare il percorso ad anello in discesa.