Arcangelo: Origini, Ruolo e Interpretazioni

Il termine "arcangelo" deriva dal latino archangelus, a sua volta composto dalle parole greche àrchein ("comandare") e àngelos ("angelo"). La traduzione letterale è quindi "angelo capo" o "capo degli angeli".

Riferimenti Biblici e Canonici

Non esistono espliciti riferimenti agli arcangeli nei testi canonici della Bibbia ebraica (Vecchio Testamento). I sette arcangeli, intesi come angeli costantemente alla presenza di Dio, compaiono nel libro di Tobia. Questo libro non è canonico per ebrei e protestanti, ma lo è per cattolici e ortodossi.

Secondo il libro di Tobia 12,1.5-15,20, l'angelo Raffaele si rivolge a Tobia e suo padre dicendo: "Benedite il Dio del cielo e lodatelo davanti a tutti i viventi, perché egli ha usato con voi la Sua misericordia. È bene tenere nascosto il segreto del re; ma è degno di lode rivelare e proclamare le opere di Dio. Buona cosa è la preghiera unita al digiuno, e assai meglio è fare l'elemosina che accumulare tesori; l'elemosina infatti libera dalla morte, purifica dai peccati e fa trovare la misericordia e la vita eterna. Quelli che commettono il peccato e l'iniquità sono nemici della loro stessa vita. […] E proprio poiché tu eri gradito a Dio, fu necessario che la tentazione ti mettesse alla prova. […] Io sono l'angelo Raffaele, uno dei sette che stanno davanti al Signore."

Il Nuovo Testamento menziona un arcangelo solo due volte: una volta è chiamato Michele in Giuda 1:9, e un'altra volta è indicato come "la voce dell'arcangelo" in Prima lettera ai Tessalonicesi 4:16, udita al ritorno di Cristo. Alla luce di Matteo 24:31, si dovrebbe trattare sempre di Michele, costantemente considerato capo degli angeli nel resto delle Sacre Scritture (cfr. Daniele 10:21; 12:1 e Apocalisse 12:7).

Anche Raffaele è titolato semplicemente come "angelo" ed è menzionato nel solo Libro di Tobia (5:4), uno dei libri deuterocanonici, riconosciuto come canonico solo da cattolici e ortodossi, ma apocrifo per ebrei e protestanti.

Icona cristiano-ortodossa dei sette arcangeli: Iehudiel, Gabriel, Selatiel, Michael, Uriel, Raphael, Barachiel.

La Tradizione ebraica e la Kabbalah

Per la tradizione rabbinica, la Qabbaláh, e secondo il libro di Enoch, il numero usuale degli arcangeli è almeno sette, considerati gli angeli focali. I tre arcangeli più elevati sono comunemente identificati come Michele, Raffaele e Gabriele. Per questi tre arcangeli esistono esegesi e passi biblici chiari nei Libri della Bibbia canonica in cui sono menzionati per nome e titolo.

La Tradizione Cristiana

A partire dall'VIII secolo, la Chiesa cattolica consente la venerazione e l'invocazione dei soli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. In passato era molto diffusa l'invocazione di Uriel ("Fuoco di Dio") come quarto arcangelo, ma fu esplicitamente proibita nel Concilio di Aquisgrana.

I nomi dei sette arcangeli ricomparvero in Occidente nel 1516, grazie alla riscoperta delle loro immagini nella volta della Cappella Palatina di Palermo da parte del sacerdote Antonio Lo Duca, con i loro nomi, motti e attributi. Questo evento scatenò un ampio, seppur temporaneo, interesse devozionale, che portò alla fondazione a Roma, nel 1523, della confraternita dei Sette Arcangeli, alla quale aderì anche l'imperatore Carlo V d'Asburgo. Il culto, destinato a essere soppiantato da quello per l'Angelo Custode, si diffuse anche in altre città.

Poiché la Bibbia protestante non menziona Raffaele, i Protestanti non lo considerano un Arcangelo. Raffaele, infatti, è citato unicamente nel Libro di Tobia, uno dei libri deuterocanonici. Nel racconto, Raffaele aiuta Tobi curando la sua cecità e guida e salva suo figlio Tobia da un demone.

Le Chiese Avventiste identificano Gesù con l'Arcangelo Michele, considerandolo il primo e più grande di tutte le creature di Dio. Questo passo è letto unitamente all'Apocalisse di Giovanni, dove le sette trombe sono squillate da sette angeli che annunciano altrettanti flagelli terreni, cui corrispondono sette coppe.

Secondo il credo cattolico ed ortodosso, gli angeli sono privi di un corpo e non possono incarnarsi in forma umana. Tale possibilità è una prerogativa esclusiva di Gesù Cristo. Nella Bibbia non si fa menzione di angeli incarnati dal cielo in un corpo umano, né nati sulla terra da unione carnale.

Nel racconto dell'Annunciazione, Gabriele è menzionato con la stessa parola ebraica di manifestazione usata per Michele e Raffaele nei rispettivi passi biblici. Tale parola non è altrove mai attribuita a Gesù.

Per la Chiesa Cattolica, gli arcangeli sono soltanto i tre menzionati nei testi canonici della Sacra Scrittura: san Michele arcangelo, san Gabriele arcangelo e san Raffaele arcangelo. Il libro di Enoch non è mai stato parte della Sacra Scrittura cattolica.

L'ultima riforma del calendario liturgico ha riunito in un'unica festività le Solennità della Santa Famiglia dei Tre Arcangeli: Michele, Gabriele e Raffaele, la cui festa cadeva rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre. Oltre alle solennità a loro dedicate, possono essere invocati nelle loro regalità anche nelle solennità dedicate a creature "di ordine superiore". Dal punto di vista filosofico, nulla è superiore a un Arcangelo, eccetto Dio Uno e Trino stesso.

La Tradizione Islamica

Nei testi di teologia islamica non si fanno distinzioni tra "angeli" e "arcangeli", poiché tutti sarebbero comandati solo da Allah. Non esistono studi che definiscano "arcangeli" Mīkāʾīl (angelo della sostanza), Gabriel o Jibrīl (angelo della rivelazione, che porta il Corano a Maometto), e Azrael o ʿIzrāʾīl (angelo della morte).

I nomi menzionati includono l'angelo della morte (Malak al-mawt), Israfil (angelo che annuncia il Giorno del Giudizio), Malik (il custode degli Inferi), Munkar e Nakīr (angeli dell'interrogazione che porranno domande alle anime dei morti riguardo alla loro vita prima della morte durante il "tormento della tomba" - ʿadhāb al-qabr) e Radwan (il custode del Cielo).

Raqib o ʿAtid è l'angelo che registra le azioni buone e cattive di ogni persona. Israfil ed Ezrail non sono mai menzionati nel Corano, così come Nakir e Munkar, che non compaiono né nel Corano né in altre scritture islamiche.

Interpretazioni Esoteriche

Gli esoteristi associano talvolta gli arcangeli alla tradizione Kabbalistica, alle stagioni, agli elementi o ai colori. In alcune cerimonie magiche, i quattro arcangeli maggiori (Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele) sono invocati per le quattro direzioni, associati a colori e proprietà magiche.

Negli insegnamenti di Rudolf Steiner, ci sono quattro spiriti che appartengono al livello gerarchico degli arcangeli. Non sempre gli arcangeli sono stati considerati "buoni" nelle tradizioni esoteriche; alcuni sono indicati come collaboratori di Ahriman/Satanael, il cui scopo sarebbe quello di alienare l'umanità dal mondo spirituale, promuovere il materialismo e incoraggiare l'uso esclusivo della mente, negando il ruolo delle emozioni e dei sentimenti umani.

Spesso, la comprensione tradizionale, religiosa e talvolta esoterica dei livelli di coscienza angelici o "arcangelici" si limita a catalogare tali entità all'interno delle comuni categorie dualistiche del bene e del male.

Nell'arte, gli Arcangeli sono spesso rappresentati con grandi ali che contengono numerosi occhi.

Origini, GERARCHIE e Poteri SPIRITUALI degli ANGELI e degli ARCANGELI!

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