Dopo l'esperienza del Sinodo dedicato ai giovani e la recente celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù a Panamá, la 56ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni ci invita a riflettere su come la chiamata del Signore ci renda portatori di una promessa e, al contempo, ci chieda il coraggio di rischiare con Lui e per Lui.

L'Incontro che Spezza la Paralisi della Normalità
La narrazione evangelica dei primi discepoli, Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, che svolgevano il loro quotidiano lavoro di pescatori, offre un potente spunto di riflessione. In questo mestiere faticoso, avevano imparato a conoscere le leggi della natura, a volte dovendo sfidarle di fronte a venti contrari e onde agitate. Queste situazioni ordinarie della vita sono quelle in cui ognuno di noi si confronta con i propri desideri, si impegna in attività sperando che siano fruttuose e naviga nel "mare" delle possibilità alla ricerca della rotta giusta per appagare la propria sete di felicità.
Come in ogni storia di chiamata, anche in questo caso avviene un incontro. Gesù cammina, vede quei pescatori e si avvicina. Questo è accaduto anche nelle nostre vite: nell'incontro con la persona con cui abbiamo scelto di condividere il matrimonio, o quando abbiamo sentito il fascino della vita consacrata. Abbiamo vissuto la sorpresa di un incontro che ci ha fatto intravedere la promessa di una gioia capace di saziare la nostra vita. Così, quel giorno presso il lago di Galilea, Gesù si avvicinò a quei pescatori, spezzando la «paralisi della normalità».
La chiamata del Signore non è un'ingerenza nella nostra libertà, né una "gabbia" o un peso. Il desiderio di Dio è che la nostra vita non diventi prigioniera dell'ovvio, trascinata per inerzia nelle abitudini quotidiane, o inerte di fronte a scelte che potrebbero darle significato. Il Signore non vuole che ci rassegniamo a vivere alla giornata, pensando che non ci sia nulla per cui valga la pena impegnarsi con passione, spegnendo l'inquietudine interiore di cercare nuove rotte.
Se a volte ci fa sperimentare una "pesca miracolosa", è perché vuole farci scoprire che ognuno di noi è chiamato - in modi diversi - a qualcosa di grande, e che la vita non deve restare impigliata nelle reti del non-senso o di ciò che anestetizza il cuore.
Il Coraggio di Rischiare per Accogliere la Promessa
Abbracciare la promessa vocazionale richiede il coraggio di rischiare una scelta. I primi discepoli, sentendosi chiamati da Gesù a partecipare a un sogno più grande, «subito lasciarono le reti e lo seguirono» (Mc 1,18). Accogliere la chiamata del Signore significa mettersi in gioco con tutto sé stessi, affrontare una sfida inedita, lasciare ciò che ci lega alla nostra "piccola barca" e ci impedisce una scelta definitiva. Ci viene chiesta quell'audacia che ci spinge alla scoperta del progetto che Dio ha sulla nostra vita.

La Chiamata alla Vita Cristiana e le Diverse Vocazioni
Pensiamo innanzitutto alla chiamata alla vita cristiana, che tutti riceviamo con il Battesimo. Essa ci ricorda che la nostra vita non è frutto del caso, ma il dono di essere figli amati dal Signore, radunati nella grande famiglia della Chiesa. È nella comunità ecclesiale, grazie alla Liturgia, all'ascolto della Parola di Dio e alla grazia dei Sacramenti, che l'esistenza cristiana nasce e si sviluppa, avviandoci fin dalla tenera età all'arte della preghiera e alla condivisione fraterna.
La vita cristiana trova poi espressione in scelte che danno una direzione precisa alla nostra navigazione e contribuiscono alla crescita del Regno di Dio nella società. Queste scelte includono il matrimonio in Cristo e la formazione di una famiglia, le vocazioni legate al mondo del lavoro e delle professioni, l'impegno nella carità e nella solidarietà, le responsabilità sociali e politiche, e molto altro.
Vocazione alla Vita Consacrata e al Sacerdozio
Nell'incontro con il Signore, alcuni possono sentire il fascino di una chiamata alla vita consacrata o al sacerdozio ordinato. Si tratta di una scoperta che entusiasma e spaventa al contempo, poiché implica il diventare "pescatori di uomini" nella barca della Chiesa attraverso un'offerta totale di sé e un servizio fedele al Vangelo e ai fratelli. Questa scelta comporta il rischio di lasciare tutto per seguire il Signore e consacrarsi completamente a Lui, diventando collaboratori della sua opera. Eppure, non c'è gioia più grande che rischiare la vita per il Signore!
Un Appello ai Giovani e all'Intera Chiesa
In particolare ai giovani, Papa Francesco rivolge un appello: «Non siate sordi alla chiamata del Signore! Se Egli vi chiama per questa via, non tirate i remi in barca e fidatevi di Lui. Non fatevi contagiare dalla paura, che ci paralizza davanti alle alte vette che il Signore ci propone.»
Riconoscere la propria vocazione e orientare la vita nel modo giusto non è sempre facile. Per questo, è necessario un rinnovato impegno da parte di tutta la Chiesa - sacerdoti, religiosi, animatori pastorali, educatori - per offrire ai giovani occasioni di ascolto e discernimento.

Maria: Modello di Promessa e Rischio
Come emerso durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Panamá, dobbiamo guardare a Maria. La sua vocazione fu una promessa e un rischio. La sua missione non fu facile, eppure non permise alla paura di prendere il sopravvento. Il suo «è stato il “sì” di chi vuole coinvolgersi e rischiare, di chi vuole scommettere tutto, senza altra garanzia che la certezza di sapere di essere portatrice di una promessa.»
La domanda che il Santo Padre rivolge a ciascuno di noi è: «Vi sentite portatori di una promessa? Quale promessa porto nel cuore, da portare avanti?» Maria, pur di fronte a una missione difficile, non vide le difficoltà come un motivo per dire "no".
La Preghiera come Strumento di Discernimento e Coraggio
Rischiare la vita per il Signore non ha il sapore dell'azzardo, ma del gusto di una promessa che si riesce già a scorgere, "come se vedessero l'Invisibile". La vocazione è proprio questo. Se discernere non è semplice, trovare il coraggio di rischiare lo è forse ancora meno. Per questo, è fondamentale pregare.
La preghiera non è un modo per "mettere il cuore in pace", ma un contatto con il cuore di Gesù, un ascolto dell'Amico che dona la forza per concretizzare la chiamata. È necessario pregare affinché, nell'ascolto della Parola, i giovani rimangano avvinti, ardenti della sete di Dio, non smettendo mai di cercarlo e riuscendo a scorgere quella promessa nascosta ma reale che li lancia nel compimento della loro vocazione.
La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è un'occasione preziosa per pregare e riflettere sulle dinamiche della chiamata. Poiché è Dio a chiamare, la prima indicazione per noi cristiani è l'adorazione, la contemplazione e la preghiera. La preghiera per le vocazioni è una constatazione dell'opera di Dio e un allinearci ad essa.
Il Papa: serve discernimento nelle vocazioni
L'Impegno della Chiesa per la Cultura Vocazionale
Il Centro Diocesano Vocazioni di Cremona, ad esempio, fa della collaborazione con sacerdoti, parrocchie e oratori il suo punto focale, cercando di creare situazioni e occasioni nuove per favorire la scintilla vocazionale. Si chiede a tutti i cristiani di ricordare questo impegno e ai sacerdoti di segnalare eventuali ragazzi/e che potrebbero aderire alle proposte, pur consapevoli che la parte più grande del lavoro la svolgerà il Signore.
La Chiesa, nella sua ricchezza di vocazioni, è come un grande mosaico in cui ogni tessera contribuisce al disegno di Dio. La varietà delle vocazioni è uno strumento necessario per la missione della Chiesa, rendendola capace di prendersi cura dell'uomo in tutte le sue dimensioni. Al centro di questo disegno di salvezza c'è Cristo, che attira i giovani con la sua voce e la sua Parola.
Quando si intraprende un cammino vocazionale, la Parola di Dio diventa più familiare, risuona come la voce di un amante che chiama l'amato. Da qui sgorga la preghiera personale. È necessario anche qualcuno che tenga per mano i giovani, li ascolti e testimoni con passione che le scelte totali generano una felicità intima e stabile.
I preti santi, i religiosi, i missionari, le monache, i genitori e i laici santi sono i migliori animatori delle vocazioni, poiché il loro stile di vita evangelico è convincente e attraente. In particolare, le vocazioni alla vita consacrata e al ministero ordinato sfidano gli idoli del mondo e richiedono un amore genuino e intenso per Gesù.
«Come se vedessero l’invisibile» è un invito a guardare la realtà, ad andare oltre le apparenze e a riconoscere che la vita, con le sue complessità, può essere il luogo in cui si compie il Regno di Dio. Come i discepoli pescatori, ciascuno è chiamato a confrontarsi con giornate faticose e altre in cui la pesca abbonda. Ma la chiamata del Signore non è un peso, bensì un'iniziativa d'amore che ci invita a partecipare a un grande progetto.
Per abbracciare questa promessa, è necessario il «coraggio di rischiare», lasciando ciò che ci lega alla nostra "piccola barca" per scoprire il progetto di Dio. Non possiamo restare a riparare le nostre reti quando siamo posti dinanzi al vasto mare della vocazione.
Il Santo Padre conclude con un richiamo all'esempio di Maria, simbolo perfetto della vocazione tra promessa e rischio, e un incoraggiamento ai giovani: «Non siate sordi alla chiamata del Signore! Se Egli vi chiama per questa via, non tirate i remi in barca e fidatevi di Lui. Non fatevi contagiare dalla paura.»